LOTTA DI CLASSE di Piero De Sanctis

Immancabilmente, con cronometrica precisione, riappaiono, durante le crisi del sistema produttivo capitalistico, come l’attuale alla quale si è sovrapposta la crisi pandemica del corona-virus, i concetti, i pensieri e le opinioni di tutti gli apologeti del capitalismo.

Questi economisti borghesi che, da Marx in poi fino ai nostri giorni hanno sempre rinnegato e rigettato il concetto scientifico rivoluzionario del plusvalore scoperto da Marx che mette a nudo il grado di sfruttamento del lavoro operaio, non sono mai riusciti a spiegare le vere ragioni delle crisi periodiche capitalistiche e dell’accumulo di ricchezza ad un polo e miseria dall’altro.

E non possono perché le loro critiche si appuntano solo sugli aspetti quantitativi ( nel senso che l’estorsione del lavoro non pagato appare soltanto come risparmio per una determinata quantità di lavoro), tralasciando completamente l’aspetto qualitativo che solo permette di scoprire i rapporti sociali e di sfruttamento del sistema di produzione borghese. Non possono poiché i rapporti tra lo sviluppo economico e la distribuzione del reddito nazionale tocca gli interessi vitali contrapposti tra tutti i lavoratori da una parte, e i padroni dei mezzi di produzione e del denaro, dall’altra. Ciò implica che l’analisi di questo problema non può essere politicamente e ideologicamente neutrale, cioè non può essere al di sopra delle classi.

La lotta contro questi tipici errori dell’economia borghese è fondamentale perché essi errori costituiscono la base antiscientifica sulla quale si erge – dice Marx – la visione del mondo borghese. Errori per i quali persino il concetto di plusvalore (ossia il lavoro non retribuito degli operai), appare come lavoro retribuito. Su questa forma fenomenica – seguita Marx – che rende invisibile il rapporto reale di sfruttamento e che mostra precisamente il suo opposto (cioè lavoro legalmente retribuito degli operai), si fondano tutte le idee giuridiche dell’operaio e del capitalista, tutte le mistificazioni del modo di produzione capitalistico, tutte le sue illusioni sulla libertà e l’uguaglianza.

Occorre, dunque, impedire con la lotta che la popolazione lavoratrice cada o rimanga sotto l’influenza di teorie antisocialiste e neoliberiste, e venga mobilitata contro i gruppi più retrivi e reazionari del paese.

Teramo 11/06/2021

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