{"id":1023,"date":"2019-09-05T21:34:19","date_gmt":"2019-09-05T19:34:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1023"},"modified":"2019-09-05T21:38:27","modified_gmt":"2019-09-05T19:38:27","slug":"la-carestia-del-1933-in-ucraina-e-le-responsabilita-di-ruggero-giacomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1023","title":{"rendered":"La carestia del 1933 in Ucraina e le responsabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><span style=\"font-size: 16px;\">di <\/span>Ruggero Giacomini<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E\u2019 uscito in Italia da Mondadori il libro della giornalista statunitense\u00a0 del \u201cWashington Post\u201d, naturalizzata polacca, Anne Applebaum, <em>La grande carestia, <\/em>dedicata all\u2019evento drammatico che colp\u00ec soprattutto nella primavera del 1933 alcune regioni dell\u2019Unione Sovietica, tra cui la campagna Ucraina. Il fatto \u00e8 raccontato succintamente in un capitolo dedicato al 1932 (<em>anno cruciale<\/em>), del mio recente <em>Il processo Stalin<\/em>. La combinazione di due anni consecutivi di siccit\u00e0 con\u00a0 le rivolte dei kulaki contro la collettivizzazione agricola sfoci\u00f2 in una situazione di drammatica fame e morti per fame, prima che i raccolti del 1933 consentissero il ritorno a una relativa normalit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>La costruzione della <em>ucrainicit\u00e0<\/em> etnica<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La Applebaum dedica molto spazio alla descrizione meticolosa delle manifestazioni e conseguenze della fame, del suo impatto nella memoria, degli aspetti pi\u00f9 dolorosi e raccapriccianti.\u00a0 Ma non \u00e8 a questo che si deve l\u2019eccezionale attenzione riservatagli dai principali media nostrani.\u00a0 Infatti se in Russia dopo l\u2019esperienza sovietica la fame \u00e8 un ricordo del passato, vaste plaghe del mondo ancora oggi vivono la tragedia, senza che l\u2019Occidente ben nutritosi turbi pi\u00f9 di tanto. Secondo quanto denunciato dall\u2019associazione britannica <em>Save the Children,<\/em>in un comunicato del 16 ottobre scorso, \u201cogni minuto nel mondo 5 bambini muoiono di fame\u2026 in paesi colpiti da carestie e siccit\u00e0, afflitti dalla povert\u00e0 estrema o dilaniati da guerre e conflitti\u201d.Il che significa oltre 2 milioni e 600 mila ogni anno. Domenico Quirico,recensendo il libro per \u201cLa Stampa\u201d (\u201cTuttolibri\u201d, 29 giugno), ha ricordato la sua esperienza personale in Somalia negli anni Novanta \u2013 all\u2019indomani della cacciata del \u201cdittatore\u201d dalle pericolose tendenze socialiste Siad Barre- \u00a0quando si erano mostrati ai suoi occhi:\u201c<em>corpi di uomini donne bambini che morivano di fame o erano gi\u00e0 morti e si disfacevano nelle mosche e nel sole. Non sapevo che potesse esistere la spazzatura umana: esseri buttati via come immondizia quando non sono ancora morti, che nessuno osa o vuole avvicinare o soccorrere e muoiono stremati dalla fame disfacendosi lentamente all\u2019aria aperta<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma non \u00e8 per queste descrizioni angoscianti che il \u00a0libro della Applebaum viene enfatizzato. Il motivo \u00e8 soprattutto nel sottotitolo:\u00a0 <em>La guerra di Stalin all\u2019Ucraina<\/em>. La carestia come prodotto di una \u201cguerra\u201d di Stalin, e dunque della Russia, all\u2019Ucraina. Una tesi per la verit\u00e0 non\u00a0 nuova n\u00e9 originale. A proporla furono gi\u00e0 gli ucraini filo-hitleriani che collaborarono all\u2019occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale,\u00a0 coprendosi col \u201cnazionalismo\u201d. \u00a0Costoro allora additavano come\u00a0 \u00a0\u201dnemici dell\u2019Ucraina\u201d russi, comunisti ed ebrei, alla cui caccia e sterminio zelantemente contribuirono.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La versione \u00e8 stata poi coltivata come autogiustificazione dagli stessi ambienti riparati dopo la guerra negli Stati Uniti e in Canada per evitare la giustizia, ed \u00e8 entrata nel bagaglio propagandistico della guerra fredda, solo epurata del razzismo anti ebraico ormai non pi\u00f9 di moda. Ha avuto poi un rilancio in grande stile negli anni reaganiani della lotta all\u2019 \u201dimpero del male\u201d, contribuendo con dovizia di mezzi alla crescita in Ucraina delle forze antisovietiche e alla dissoluzione dell\u2019Urss.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Dopol\u2019indipendenza del 1991, e soprattutto le \u201crivoluzioni\u201d\u00a0 arancione (2004) e Majdan (febbraio 2014), \u00a0si \u00e8 cercato di costruire un\u2019identit\u00e0 ucraina non sul riconoscimento e valorizzazione del suo essere terra di confine e convivenza arricchente di popolazioni diverse, ma sulla contrapposizione frontale ai russi ed alla Russia e sulla devozione agli Stati Uniti, alla Nato e al Fondo monetario internazionale. L\u2019avvio sul piano interno di una politica discriminatoria e persecutoria verso le popolazioni di lingua russa ed altre minoranze cosiddette russofone ha prodotto l\u2019orribile strage di Odessa del maggio 2014, che la Applebaum evita di ricordare e deprecare,\u00a0 in cui pacifici cittadini antifascisti sono stati bruciati vivi\u00a0 nella casa del sindacato dove erano riparati per sfuggire all\u2019aggressione dei neonazisti coperti dalle autorit\u00e0. Ne \u00e8 scaturita anche per reazione di sopravvivenza la decisione della popolazione della\u00a0 Crimea di tornare come repubblica autonoma nell\u2019ambito della Russia, di cui aveva storicamente fatto parte, fino alla disinvolta\u201cdonazione\u201d di Krusciov del 1954. E ne \u00e8 nata anche la coraggiosa resistenza antifascista delle Repubbliche di Donesk e di Lugansk, con la rivendicazione del riconoscimento della loro autonomia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nella ricostruzione \u201cpoliticamente corretta\u201d della Applebaum le origini politiche della \u201cnazione ucraina\u201d sono rintracciate nelle formazioni banditesche e\u00a0 antisemite di Symon Petljura, schieratosi con la Polonia \u00a0nella guerra del 1919-21 contro i bolscevichi. La storia pluridecennale della Repubblica socialista sovietica ucraina, tra le quattro fondatrici dell\u2019Unione sovietica, viene esecrata e rigettata in blocco, ed \u00e8 esaltato il movimento nazionalista basato socialmente sugli interessi della propriet\u00e0 terriera, antisovietico e separatista, filo polacco e filo nazista.In questo quadro si collocano le interpretazioni della carestia del 1933 in Ucraina quale <em>Holodomor<\/em> (uccisione per fame), \u201cgenocidio\u201d, \u201cguerra di Stalin\u201d e della Russia alla \u201cnazione ucraina\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Nazionalismo e\u00a0 nazismo<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Per piegare a conflitto etnico-razziale la carestia del 1933, la giornalista statunitense-polacca ricorre a disinvolte acrobazie. La carestia colp\u00ec varie regioni dell\u2019Urss e non solo dell\u2019Ucraina: come il Caucaso settentrionale, la regione del Volga, il Kazachistan. L\u2019autrice se la cava, dicendo che qui i morti furono di meno (p. 353). La differenza tra\u201cl\u2019Ucraina proletaria russofona\u201d, in cui incastra anche il \u201crusso\u201d Chruscev, e la realt\u00e0 \u201ccontadina ucrainofona\u201d (366),\u00a0 varrebbe a spiegare perch\u00e9 le citt\u00e0 furono risparmiate.Per altro non tutta la campagna ucraina fu coinvolta allo stesso modo. Nelle province di Dnipropetrovs\u2019k e Odessa ad esempio le vittime furono \u201crelativamente basse\u201d, pi\u00f9 colpite quelle di Kiev e Charkiv;\u00a0 e ci\u00f2 perch\u00e9\u201csia nel 1918-1920 sia nel 1930-1931 le regioni di Kiev e Charkiv erano state teatro della pi\u00f9 strenua resistenza politica, prima ai bolscevichi e poi alla collettivizzazione\u201d(354-5).Con ci\u00f2 Applebaum mina essa stessa la tesi russofobica, evidenziando un conflitto politico-sociale che attraversava la stessa realt\u00e0 ucraina. L\u2019insorgenza promossa dai kulaki \u00a0risult\u00f2 pi\u00f9 forte dove maggiormente resisteva l\u2019influenza dell\u2019opposizione nazionalista clandestina. Non fu dunque, almeno da parte delle autorit\u00e0 sovietiche, una guerra etnica, dei russi contro gli ucraini, e tanto meno una guerra inter-repubblicana, della Russia contro l\u2019Ucraina. Proprio perch\u00e9 trov\u00f2 la grande maggioranza della popolazione ucraina schierata col potere sovietico, la controrivoluzione secessionista dei nazionalisti e dei kulaki and\u00f2 incontro al fallimento.Risult\u00f2, come lamenta la Applebaum, che gli \u201cepisodi terroristici\u201d e l\u2019\u201dattivit\u00e0 controrivoluzionaria\u201d non furono\u00a0 sufficienti a convincere Stalin \u00a0\u201cad abbandonare la collettivizzazione\u201d(191-2).\u00a0 E neanche a determinarne la caduta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Applebaum ricorda con qualche simpatia un nazionalista ucraino emigrato in Polonia, tale Lemyk, chenell\u2019ottobre 1933\u00a0 uccise il segretario del console\u00a0 sovietico\u00a0 a\u00a0 L\u2019viv (Leopoli). Era seguace di Melnik, esponente dell\u2019Organizzazione nazionalista ucraina\u00a0 (OUN) assieme a Stepan Bandera.\u00a0 Ambe due furono reclutati dall&#8217;intelligence militare nazista e collaborarono nel \u201941 all\u2019invasione dell\u2019Urss, come risulta dalla testimonianza del colonnello dell\u2019<em>Abwehr<\/em> Erwin Stolze, acquisita agli atti del processo di Norimberga. Melnyk \u00a0e Bandera, assunti a eroi e precursori dai governanti di destra impostisi al potere col colpo di stato di Majdan, fecero il possibile per aiutare il rapido trionfo della Germania nella guerra.Tuttavia, sembra lamentare la Applebaum, le larghe e deprecate epurazioni che avevano nel frattempo investito le file comuniste\u00a0 avevano fatto s\u00ec che \u201callo scoppio della guerra\u2026 nessuno dei dirigenti del Partito Comunista Ucraino aveva qualche rapporto con il movimento nazionale\u201d(367).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Per altro se Hitler avesse vinto, gli ucraini non avrebbero potuto evitare la sorte riservata agli slavi, cio\u00e8 la schiavit\u00f9 e lo sterminio. La stessa Applebaum riporta come nelle linee guida tedesche per lo Stato maggiore economico dell\u2019Est, \u201cmolte decine di milioni di persone\u201d erano considerate \u201csuperflue\u201d e avrebbero dovuto scomparire.\u00a0 Non ne ricava tuttavia alcun riconoscimento per la resistenza eroica e il sacrificio dell\u2019armata rossa e dei popoli sovietici, commentando anzi acidamente: \u201cEra\u00a0 la politica di Stalin moltiplicata molte volte: l\u2019eliminazione per fame di intere nazioni\u201d(404).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Carestia nella carestia<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Sulle vittime della \u201cgrande carestia\u201d in Ucraina si sono fatte le cifre pi\u00f9 diverse e fantasiose, come gi\u00e0 per il \u201cgrande terrore\u201dsecondo il modello Conquest. La Applebaum si affida a calcoli di demografi che propongono 3,9 milioni, cifra calcolata non sulle morti reali, ma sui\u201cmorti in eccesso\u201d rispetto a tassi di incremento demografico attesi e non realizzati. Calcoli cio\u00e8 anch\u2019essi arbitrari. Per altr ole tabelle sulla mortalit\u00e0 effettiva a livello provinciale e nazionale sono conservate integre negli archivi come ci informa la stessa autrice(p. 375),senza spiegare perch\u00e9 non siano utilizzate. E andrebbe inoltre tenuto conto del colossale movimento di popolazione, per cui nel 1929-33 oltre 10 milioni \u00a0lasciarono tumultuosamente la campagna per stabilirsi nelle citt\u00e0 e nelle nuove regioni industriali. Ma al di l\u00e0 delle cifre, sono davvero attribuibili tutte a Stalin le responsabilit\u00e0 della tragedia?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Sul raccolto del 1932 le consegne di grano agli ammassi furono inferiori e di\u00a0 molto non solo all\u2019anno precedente, ma anche rispetto all\u2019entit\u00e0 dell\u2019effettivo raccolto, e ci\u00f2 soprattutto per ragioni di inasprimento della lotta politica e di classe. Per ottenere il grano\u00a0 si fece ricorso da parte degli incaricati governativi e non solo in Ucraina a metodi brutali e indiscriminati, colpendo anche chi non aveva pi\u00f9 niente da consegnare; e in questo modo patirono molti innocenti. Ci\u00f2 risulta evidenziato tra l\u2019altro dalla corrispondenza tra Stalin e il grande scrittore \u0160olochov, autore del capolavoro <em>Il placido Don,<\/em>testimone diretto della situazione nel distretto di Veshensky nel Caucaso settentrionale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Tuttavia il rimedio vagheggiato dai critici, e cio\u00e8 che si dovesse rinunciare ad ottenere le consegne, lasciando alla vendita dei contadini sul libero mercato di aggiustare ogni cosa, avrebbe avuto conseguenze ben pi\u00f9 devastanti, estendendo l\u2019inedia e le morti per fame alle citt\u00e0 e all\u2019esercito. Secondo i dati riportati dalla Applebaum, nel 1930-31 il raccolto di grano in tutta l\u2019URSS era stato di 83,5 milioni di tonnellate di pud (un pud = 16,38 chili), mentre nel 1931-32\u00a0 se ne erano raccolti solo 69,5 milioni, cio\u00e8 14 in meno. Applebaum, che pure nega che in questo calo abbiano avuto un peso le condizioni atmosferiche, usa l\u2019espressione\u201ccarestia nella carestia\u201d (247), facendo dunque diretto riferimento ad una carestia indotta dentro una carestia naturale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La collettivizzazione ebbe il suo sviluppo impetuoso nell\u2019inverno 1929-30, ma gi\u00e0 il 2 marzo 1930, con l\u2019articolo <em>Vertigine dei successi<\/em>,\u00a0 Stalin aveva posto un freno, insistendo sul rispetto della volontariet\u00e0. Ci\u00f2 fu interpretato dagli oppositori come un segno di debolezza, per cui la lotta per rovesciare il governo e la sua politica fu intensificata. Scrive Applebaum:\u201c<em>In seguito all\u2019uscita di <\/em>Vertigine dei successi<em> furono effettivamente accordate alcune concessioni: il Comitato centrale decise, per esempio, di consentire alle famiglie contadine di mantenere per s\u00e9 una mucca, un po\u2019 di pollame e l\u2019orto. Ma se questi gesti erano intesi a fermare la rivolta, sortirono in realt\u00e0 l\u2019effetto opposto. Lungi dal placare i contadini, l\u2019articolo di Stalin diede il via a una nuova ondata insurrezionale<\/em>\u201d(194).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">I contadini, scrive la Applebaum,che evita come altri il termine kulaki, \u00a0avevano gi\u00e0 iniziato \u201c<em>a macellare mucche, maiali, pecore e persino cavalli, di cui mangiavano la carne o la salavano, la vendevano o la nascondevano: qualunque cosa per impedire che se ne impossessassero le fattorie collettive. In tutta l\u2019Unione Sovietica, in tutti i distretti rurali, i macelli iniziarono all\u2019improvviso a fare gli straordinari\u201d\u2026 Questa pi\u00f9 viscerale e immediata forma di resistenza prosegu\u00ec per gran parte dell\u2019anno seguente e oltre. Fra il 1928 e il 1933 il numero di capi di bestiame e cavalli diminu\u00ec in URSS di circa la met\u00e0. I maiali calarono da 26 a 12 milioni, pecore e capre da 146 a 50 milioni<\/em>\u201d(186).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Se si vuole stare sul terreno della storia criminale, alla ricerca del colpevole,non c\u2019\u00e8 dubbio allora che gli istigatori di una tale forma luddistica di protesta fecero il massimo di danno alla popolazione, privandola delle scorte alimentari nei tempi difficili. Infatti, come pure Applebaum riconosce: \u201c<em>In passato, negli anni di cattivi raccolti e cattivo tempo, i contadini erano sopravvissuti grazie al loro bestiame e alle verdure dei loro orti<\/em>\u201d(249).Con la distruzione del bestiame e dei raccolti, i promotori e autori di tali scelleratezze compromisero gravemente essi stessi nelle zone dove erano pi\u00f9 influenti le possibilit\u00e0 di sopravvivenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Il ruolo dei nazional-secessionisti<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Gli insorgenti non si limitarono a distruggere il bestiame, a nascondere raccolti e a rifiutarsi di seminare, ma attuarono azioni di furto e sabotaggio della propriet\u00e0 collettiva e intensificarono il ricorso ad atti terroristici.Per tutta l\u2019estate\u00a0 del 1932, seguiamo sempre la Applebaum, \u201c<em>l\u2019OGPU aveva continuato a riferire di furti sempre pi\u00f9 numerosi ai danni di ferrovie, negozi, imprese e, soprattutto, fattorie collettive<\/em>\u201d.\u00a0 E commenta in modo stupefacente:\u201c<em>Non c\u2019era da sorprendersi: spesso i lavoratori delle fattorie collettive (come gli operai delle fabbriche) avevano l\u2019impressione che ci\u00f2 che apparteneva allo Stato non appartenesse a nessuno e, quindi, che non ci fosse niente di male a impossessarsene<\/em>\u201d(235).E ancora: \u201c<em>Nessuno, rubando beni collettivi, si sentiva minimamente colpevole<\/em>\u201d(316). Come molti politici e burocrati dei tempi nostri, verrebbe da dire!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Era intervenuta tuttavia la legge del 7 agosto 1932 a punire severamente furti e danneggiamenti della propriet\u00e0 sociale, di stato, cooperativa e colcosiana. E sempre la Applebaum riferisce di folle inferocite contro i ladri, al punto di linciarli (318). Evidentemente non a tutti i contadini sfuggiva che rubare alla fattoria collettiva non era rubare a nessuno, ma a tutti loro!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Certamente i contadini erano portati dal loro ristretto interesse a conferire meno grano possibile allo Stato, che pagava un prezzo politico certamente inferiore a quello realizzabile \u00a0nel libero mercato. Tanto che\u00a0 lo stesso governo zarista, che pure difendeva la grande propriet\u00e0, aveva dovuto ricorrere durante la guerra a un certo grado di coercizione, come pure il governo provvisorio prima della rivoluzione. Gli stessi governi capitalistici occidentali in tempo di guerra vi hanno fatto ricorso, prendendo atto che in situazioni di emergenza il mercato libero porta alla fame.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ci\u00f2 premesso, l\u2019esito negativo dell\u2019ammasso 1932 spinse come si \u00e8 detto a forme\u00a0 di requisizione che non andavano troppo per il sottile, caratterizzate da eccessi di violenza, brutalit\u00e0 e terrore. E tuttavia\u00a0 quanto ottenuto permise di evitare con uno stretto razionamento che la fame e le morti per fame investissero le citt\u00e0 e l\u2019esercito, su cui contavano probabilmente gli oppositori del governo.Per fronteggiare l\u2019emergenziale autorit\u00e0 sovietiche ridussero anche drasticamente l\u2019esportazione di grano, con cui si finanziavano gli acquisti di macchinari per l\u2019industria. Dai 52,8 milioni di quintali del 1931 l\u2019esportazione croll\u00f2 a 17,3 nel 1932.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Col razionamento si pot\u00e9 superare il difficile momento e gli operai delle nuove fabbriche, pur dovendo anch\u2019essi tirare la cinghia,poterono lavorare e produrre; e funzionarono le scuole, gli asili, gli orfanotrofi, gli ospedali, fu nutrita l\u2019Armata rossa. La scelta delle organizzazioni clandestine di opposizione di cavalcare la\u00a0 resistenza spontanea contadina passando alla prova di forza con la \u201cviolenza organizzata\u201d(191), si rivel\u00f2 perdente. Nella primavera del 1934 \u201caderirono in massa a fattorie collettive tutti gli agricoltori individuali sopravvissuti ala carestia\u2026 151.700 famiglie, terrorizzate, cedettero case e propriet\u00e0 per mettersi al servizio dello Stato\u201d(360). Dove l\u2019autrice dimostra di non conoscere la differenza tra le fattorie agricole statali (<em>sovchoz<\/em>) e i <em>cholcos<\/em>, che erano delle cooperative in cui i contadini mettevano in comune campi, attrezzi agricoli e bestiame, mantenendo ad uso\u00a0 familiare un appezzamento di circa mezzo ettaro intorno alla propria casa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Stando alle cifre che riporta la stessa Applebaum, il raccolto di cereali nelle annate \u00a01933-34 e 1934-35 fu per fino minore di quello che si era avuto nel 1932-33,\u00a0\u00a0 l\u2019anno della \u201cgrande carestia\u201d, passando dai 69,9 milioni di tonnellate,\u00a0 \u00a0a 68,4 e \u00a067,6(247). Sufficiente tuttavia a impedire il ripetersi della fame con le sue terribili conseguenze,tanto che alla fine del 1934 il razionamento pot\u00e9 essere abolito.\u00a0 Si pu\u00f2 convenire dunque con la Applebaum che\u201cla carestia nella carestia\u201dfu prodotta artificialmente. \u00a0Solo che a provocarla non fu Stalin, mai promotori nazional-secessionisti delle dissennate distruzioni, assunti a precursori dagli attuali sostenitori del progetto di un\u2019Ucraina etnica, occidentalista e neo-fascista. Un progetto reazionario e divisivo a cui si deve la folle equiparazione tra comunismo sovietico e nazismo, il divieto al Partito comunista ucraino di partecipare alle elezioni, e la stessa uccisione il 24 maggio 2014 del fotoreporter italiano Andrea Rocchelli col suo collega e interprete russo Andrei Mironov, per impedire la documentazione della guerra nel Donbass. Un progetto di nazionalismo etnico ferocemente antidemocratico, razzista e reazionario, che come quello degli anni trenta ha fatto e fa del\u00a0\u00a0 male prima di tutto agli stessi abitanti dell\u2019Ucraina.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ruggero Giacomini \u00a0 E\u2019 uscito in Italia da Mondadori il libro della giornalista statunitense\u00a0 del \u201cWashington Post\u201d, naturalizzata polacca,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1024,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1023","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"aioseo_head":"\n\t\t<!-- All in One SEO 5.0.1.1 - aioseo.com -->\n\t<meta name=\"description\" content=\"di Ruggero Giacomini E\u2019 uscito in Italia da Mondadori il libro della giornalista statunitense del \u201cWashington Post\u201d, naturalizzata polacca, Anne Applebaum, La grande carestia, dedicata all\u2019evento drammatico che colp\u00ec soprattutto nella primavera del 1933 alcune regioni dell\u2019Unione Sovietica, tra cui la campagna Ucraina. 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