{"id":1048,"date":"2019-10-16T09:42:41","date_gmt":"2019-10-16T07:42:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1048"},"modified":"2019-10-16T09:45:22","modified_gmt":"2019-10-16T07:45:22","slug":"sul-salario-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1048","title":{"rendered":"SUL SALARIO di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em><span style=\"font-size: 10px;\">L\u2019economia politica classica tocca in via approssimativa<\/span><\/em><\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 10px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>il vero stato delle cose, senza per altro formularlo in modo<\/em><\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 10px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>consapevole. Essa non pu\u00f2 farlo finch\u00e9 \u00e8 chiusa nella sua<\/em><\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 10px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>pelle borghese. <\/em><\/strong>(Marx, Il Capitale)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Qualche settimana dopo la morte di Lassalle<sup><a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a><\/sup>, in una affollata assemblea in St. Martin\u2019s Hall a Londra, fu fondata, il 28 settembre 1864, l\u2019<em>Associazione Internazionale degli Operai<\/em> (la prima Internazionale). Il <em>meeting,<\/em> pensato e organizzato dagli operai Odger (presidente dei sindacati inglesi) e da Cramer (segretario dell\u2019<em>Unione Muratori<\/em> parigina), come proposito di una comune azione a sostegno della lotta degli operai polacchi contro la repressione Russa, ben presto si trasform\u00f2 in un grande incontro di operai e intellettuali provenienti da tutte le parti dell\u2019Europa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019assemblea, dopo un vivace dibattito, decise di nominare un Comitato e di redigere una dichiarazione dei principi e degli Statuti provvisori (totalmente opera di Marx) che vennero letti e accettati con grande entusiasmo. Della dichiarazione dei principi, passati alla storia come l\u2019<em>Indirizzo Inaugurale, <\/em>Beesly (professore di economia politica dell\u2019Universit\u00e0 di Londra che presiedette al meeting di fondazione), disse che era l\u2019esposizione pi\u00f9 potente e precisa della causa operaia che fosse mai stata scritta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Della suddetta commissione del Comitato faceva anche parte, dice Marx, <em>\u00abun vecchio falegname owenista, J. Weston, carissima e bravissima persona che aveva steso un programma pieno della massima confusione e d\u2019indicibile prolissit\u00e0\u00bb<\/em>. Weston aveva presentato due tesi (mutuate peraltro da Robert Malthus, il quale \u00a0asseriva che un aumento dei prezzi monetari del salario produceva un rialzo generale dei prezzi monetari delle merci), che assiduamente difendeva sul settimanale Beehive: 1) un aumento generale del salario non porterebbe nessun utile agli operai; 2) perci\u00f2 i sindacati inglesi agiscono dannosamente. Tesi, continua Marx, <em>\u00ab chese venissero accettate saremmo alla catastrofe\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nella lettera del 20 maggio 1865, indirizzata ad Engels, Marx precisa ulteriormente il punto di vista di Weston e quali sono i due punti nodali della discussione: <em>\u00ab1) il salario determina il valore dellemerci; 2) se i capitalisti pagano oggi 5 scellini invece di 4, essi domani (a causa dell\u2019aumento della domanda) venderanno le loro merci a 5 scellini invece che a 4. Per quanto ci\u00f2 sia sciocco e si attenga soltanto alla pura apparenza esteriore, tuttavia non \u00e8 facile spiegare agli ignoranti tutte le questioni economiche che vi si raggruppano intorno\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nella realt\u00e0 le cose vanno diversamente da come pensa Weston, per il quale all\u2019aumento della domanda delle merci di prima necessit\u00e0 da parte dei lavoratori per via degli aumenti salariali seguirebbe, con ferrea necessit\u00e0, uno spaventoso aumento dei prezzi di tutte le merci. Senza entrare in questioni di teoria economica, Marx ricorda a Weston il noto fatto \u00abi salari medi degli operai agricoli americani sono alti pi\u00f9 del doppio\u00a0 di quelli degli operai agricoli inglesi, quantunque i prezzi dei prodotti agricoli siano pi\u00f9 bassi negli Stati Uniti che in Inghilterra, quantunque negli Stati Uniti regnino gli stessi rapporti generali fra capitale e lavoro che in Inghilterra, e quantunque la massa della produzione annua sia negli Stati Uniti molto pi\u00f9 piccola che in Inghilterra\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Lo stesso tipo di problema si pose allorch\u00e9 in Inghilterra venne introdotta la legge delle <em>10 ore lavorative giornaliere, <\/em>(rispetto alle 12 ore in vigore), che entr\u00f2 in vigore nel 1848. Fu uno dei pi\u00f9 grandi rivolgimenti economici mai riscontrati prima: un improvviso e obbligatorio aumento dei salari, non in alcune industrie locali, ma nei rami principali dell\u2019industria, con i quali l\u2019Inghilterra dominava i mercati mondiali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>\u201cIl dottor Ure e il professore Senior <\/em><\/strong>\u2013 dice Marx \u2013 <strong><em>e tutti gli altri portavoce ufficiali dell\u2019economia della classe borghese dimostrarono, &#8211; e sono costretto a dirlo con argomentazioni molto pi\u00f9 solide di quelle del nostro amico Weston \u2013 che questa legge avrebbe suonato la campana a morto dell\u2019industria inglese\u2026 [\u2026]. Essi asserivano\u00a0 che la dodicesima ora che si voleva tagliare al capitalista, era proprio l\u2019unica ora dalla quale egli traeva il proprio profitto. Essi minacciavano una diminuzione dell\u2019accumulazione del capitale, un aumento dei prezzi, perdita dei mercati, riduzione della produzione, conseguente ripercussione sui salari, e infine la rovina\u201d.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>\u00abOra quale fu il risultato? Un aumento dei salari in denaro degli operai di fabbrica malgrado la diminuzione della giornata di lavoro, un aumento notevole del numero degli operai di fabbrica occupati, una caduta costante dei prezzi dei loro prodotti, un mirabile sviluppo delle forze produttive del loro lavoro, un allargamento costante e inaudito dei mercati per le loro merci\u00bb.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Eppure, ancora oggi, si ripete da parte degli economisti borghesi, la storiella secondo la quale un aumento generalizzato dei salari monetari porterebbe solo ad un aumento dei prezzi delle merci. \u00c8 sufficiente ricordare<em>la politica dei due tempi<\/em> del periodo 1974-\u201975 durante il quale il salario e l\u2019occupazione si trovarono sotto il fuoco incrociato delle politiche economiche capitalistiche. Il salario fu accerchiato da quattro posizioni: la politica tariffaria e dei prezzi; gli accordi sindacati-governo e sindacati-confindustria sul <em>costo del lavoro<\/em>; l\u2019autonomia contrattuale delle categorie operaie; l\u2019attacco al salario reale. Tutto ci\u00f2 era necessario per salvare <em>l\u2019economia nazionale<\/em> e <em>per uscire dalla crisi.<\/em> Tutto questo doveva essere il contenuto della politica economica\u00a0 del<em>primo tempo.<\/em> Il secondo deve ancora arrivare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Tuttavia a sbugiardare questa politica di \u201csacrifici\u201d ci pens\u00f2 il noto economista Luigi Spaventa, che in un noto articolo in cui elencava i vantaggi per la classe dominante ( fautore di una delle proposte contro la scala mobile), scrisse: <em>\u00abL\u2019ammontare complessivo del profitto bancario si \u00e8 ben pi\u00f9 che triplicato in termini monetari e pi\u00f9 che raddoppiato in termini reali, e il profitto industriale aumentato dell\u201980% in termini nominali e del 15% in termini reali\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Il dibattito sulla questione del salario, a dimostrazione\u00a0 della sua importanza per la difesa degli interessi operai, si ripresent\u00f2 nel 1875, in occasione del Congresso di unificazione dell\u2019<em>Associazione generale dei lavoratori tedeschi, <\/em>fondata da Ferdinando Lassalle e dal <em>Partito socialdemocratico dei lavoratori, <\/em>legato a Marx.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nell\u2019opuscolo <em>Critica al programma di Gotha, <\/em>Marx critic\u00f2 con estremadurezza tutte le inesattezze e i numerosi errori del nuovo manifesto che costitu\u00ec la base del Congresso. Marx\u00a0 edEngels non furono consultati nel merito del progetto\u00a0 e ricevettero la bozza soltanto nel marzo del 1875, come si evince dalla lettera di Engels a Bebel del 18(28) marzo 1875. In esso, al paragrafo II, Marx sostenne e dimostr\u00f2 con rigore scientifico che Lassalle non sapeva cosa fosse il <em>salario<\/em> e che, seguendo gli economisti borghesi, aveva scambiato la parvenza con la sostanza. Seguita Marx:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>Ma tutto ci\u00f2 non \u00e8 la cosa principale. Prescindendo completamente dalla falsa concezione della legge da parte di Lassalle, il vero rivoltante regresso consiste in questo: dalla morte di Lassalle si \u00e8 fatta strada nel nostro partito la visione scientifica secondo cui il salario non \u00e8 ci\u00f2 che sembra essere, cio\u00e8 il valore e rispettivamente il prezzo del lavoro, ma solo una forma mascherata del valore, rispettivamente del prezzo della forza-lavoro. Con ci\u00f2 tutta la vecchia concezione borghese del salario avuta finora, cos\u00ec come la critica finora diretta contro di essa, \u00e8 stata una volta per sempre gettata a mare e si \u00e8 messo in chiaro che l\u2019operaio salariato ha il permesso di lavorare per la propria vita, cio\u00e8 di vivere, solo in quanto lavora per un certo tempo gratuitamente per il capitalista ( quindi anche per quelli che insieme al capitalista consumano plusvalore); che l\u2019intero sistema di produzione capitalistico si aggira intorno al problema di prolungare questo lavoro gratuito prolungandola giornata lavorativa, oppure sviluppando la produttivit\u00e0, cio\u00e8 con una maggiore tensione della forza-lavoro, ecc.; che dunque il sistema di lavoro salariato \u00e8 un sistema di schiavit\u00f9, e pi\u00f9 precisamente di una schiavit\u00f9 che diventa sempre pi\u00f9 dura nelle misura in cui si sviluppano le forze produttive sociali del lavoro, sia che l\u2019operaio riceva una paga migliore, sia che riceva una paga peggiore.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nonostante fosse assillato da questi dubbi, (cio\u00e8 di spiegare in un paio di paginette problemi complessi di economia), al contrario Marx, tra maggio e giugno del 1865, redasse un breve scritto <em>Salario, prezzo e profitto<\/em>in cui dimostr\u00f2 che un rialzo generale dei salari avrebbe provocato una diminuzione del saggio del profitto ( come facilmente si deduce dalla formula <strong><em>saggio del profitto=plusvalore\/(capitale costante+capitale variabile)<\/em>),<\/strong> senza esercitare alcuna influenza sui prezzi medi delle merci\u00a0 e sul loro valore. Questo scritto fondamentale di Marxnon \u00e8 tantouna critica degli errori e dei limiti dell\u2019economia classica borghese, che ritieneessere il salario il valore e prezzo del lavoro stesso, quanto una geniale divulgazione di come si debbano esporre concetti scientifici difficili e complessi in forma semplice e accessibile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Il capitolo dedicato alla trasformazione del valore della forza-lavoro in salario (Il Capitale, Libro Primo, vol.2, pag.251), inizia proprio chiarendo il perch\u00e9 di questa confusione, tra la forma del salario e il prezzo del lavoro,\u00a0 nella quale si dibatte lo stesso Davide Ricardo, uno dei pi\u00f9 grandi teorici dell\u2019economia classica borghese. Scrive Marx:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">\u201c<strong><em>Alla superficie della societ\u00e0 borghese il compenso dell\u2019operaio appare quale prezzo del lavoro: una determinata quantit\u00e0 di denaro che viene pagata per una determinata quantit\u00e0 di lavoro. Qui si parla di valore del lavoro e si chiama l\u2019espressione\u00a0 monetaria di quest\u2019ultimo prezzo necessarioo naturale del lavoro. D\u2019altra parte si parla di prezzi di mercato del lavoro ossia di prezzi oscillanti al di sopra e al di sotto del suo prezzo necessario.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>Ma cos\u2019\u00e8 il valore di una merce? \u00c8 la forma oggettiva del lavoro sociale speso per la sua produzione. E mediante che cosa misuriamo la grandezza del suo valore ? Mediante la grandezza del lavoro in essa contenuto. Da che cosa sarebbe dunque determinato p. es. il valore di una giornata lavorativa di dodici ore? Da dodici ore lavorative contenute nella giornata lavorativa di dodici ore; il che non \u00e8 che una insulsa tautologia. Se questo principio \u00e8 rigidamente tenuto fermo, ne consegue che il valore del lavoro dipende dalla quantit\u00e0 di lavoro impiegata per produrlo- il che \u00e8 evidentemente assurdo. Perci\u00f2, con un\u2019abile mossa, il Ricardo fa dipendere il valore del lavoro dalla quantit\u00e0 di lavoro necessaria per la produzione del salario, nella speranza di aver superato la difficolt\u00e0 ma, in realt\u00e0, rimane vittimadi un nuovo circolo vizioso\u201d.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Supponendo, ad es., che una giornata lavorativa di otto ore abbia un valore in denaro di 100 euro, ne seguonodue possibilit\u00e0: 1) o si ha uno scambio di valori equivalenti e in tal caso l\u2019operaio deve riceve per il suo lavoro di otto ore 100 euro, cio\u00e8 il prezzo del suo lavoro eguaglierebbe il prezzo del suo prodotto, e in questo caso l\u2019operaio non produrrebbe nessun <em>plusvalore <\/em>per il capitalista, con la conseguenza di far scomparire la base stessa della produzione capitalistica; 2) o non si ha uno scambio di equivalenti. In questo caso l\u2019operaio riceve in cambio delle otto ore di lavoro meno di 100 euro, ossia meno delle otto ore di lavoro. Quindi ottoore di lavoro vengono scambiate con 6, 5, 4, ecc. ore di lavoro. Ponendo cos\u00ec come eguali grandezze ineguali Ricardo cade in una nuova contraddizione. <em>\u00abUna contraddizione<\/em> \u2013 dice Marx \u2013 <em>di questo genere che si elimina da sola non pu\u00f2 nemmeno essere pronunciata n\u00e9 formulata come legge\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Questo esempio mostra in quale contraddizione si possa cadere quando si cerca di dare un valore al lavoro. Se il capitalista acquistasse non la forza \u2013 lavoro dell\u2019operaio ma il suo stesso lavoro, e pagasse per quest\u2019ultimo, non ne trarrebbealcun plusvalore, e non esisterebbe neppure il sistema di produzione capitalistico, come mostra l\u2019es. precedente. Il lavoro non \u00e8 una merce e pertanto il salario non pu\u00f2 esserne il prezzo. Il salario non \u00e8 altro che il valore, o prezzo, della forza \u2013 lavoro dell\u2019operaio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma c\u2019\u00e8 dell\u2019altro: questa errata concezione, che fa del salario operaio il valore o prezzo del lavoro, fa apparire il lavoro non retribuito (plusvalore) come valore retribuito. Su questa forma fenomenica che rende <em>\u00abinvisibile il rapporto reale e mostra precisamente il suo opposto, si fondano precisamente tutte le idee giuridiche dell\u2019operaio e del capitalista, tutte le mistificazioni del modo di produzione capitalistico, tutte le sue\u00a0 illusioni sulla libert\u00e0, tutte le chiacchiere apologetiche dell\u2019economia volgare\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00c8 sempre stato un punto fermo del metodo di Marx\u00a0 quello di spiegare e dimostrare il nesso tra una questione apparentemente teorica astratta, come quelle del salario e del valore, e <em>\u00abl\u2019interesse delle classi dominanti che hanno sempre bisogno di perpetuare la confusione\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\"><span style=\"font-size: 10px;\">[i]<\/span><\/a><span style=\"font-size: 10px;\"> <strong><em>Ferdinando Lassalle (1825-1864), socialista tedesco, fondatore dell\u2019Associazione generale dei lavoratori tedeschi. Su una serie di importantissime questioni politiche ebbe una posizione opportunista, per la quale fu aspramente criticato da Marx e Engels<\/em><\/strong>.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019economia politica classica tocca in via approssimativail vero stato delle cose, senza per altro formularlo in modoconsapevole. 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