{"id":1191,"date":"2020-04-26T03:00:57","date_gmt":"2020-04-26T01:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1191"},"modified":"2020-04-26T17:17:46","modified_gmt":"2020-04-26T15:17:46","slug":"mio-caro-ennio-un-anno-dopo-di-dovis-sarra-ceccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1191","title":{"rendered":"MIO CARO ENNIO. UN ANNO DOPO di Tiberio, Dovis, Sarra e Ceccio"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Ricordi sparsi di compagni<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px;\"><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">di Giuseppe &#8220;Pippo&#8221; Tiberio<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Oggi compagni, per noi \u00e8 un giorno triste. Conoscevo Ennio da sempre. Da quando bambino con la mia famiglia andavamo a Nereto quasi tutte le domeniche e loro venivano da noi le altre. Ricordo le interminabili partite di pallone con Francesco e le sudate, nello stesso tempo le interminabili riunioni che I grandi facevano. C&#8217;erano Ennio e Lodina, i miei genitori, Piero, Angela, il grande compagno Antonio De Sanctis Fofo&#8217;, Giugiu&#8217; e tanti altri compagni che aderivano al Partito comunista d&#8217;Italia marxista leninista. Pi\u00f9 tardi da ragazzo ho continuato il rapporto con Ennio dalla nascita di Rifondazione fino alla fine. Avrei tante cose da dire, raccontare tanti ANEDDOTI ed avventure vissute con Ennio, i volantinaggi a Roma, Milano il 25 aprile del cinquantesimo della liberazione, i viaggi a Prato, la Puglia, Rionero ecc.. Le estenuanti lezioni di politica, gli insegnamenti sulla storia e sulla vita. Insomma Ennio per me \u00e8 stato un secondo padre, severo e rigoroso come solo lui gramsciano fino al midollo, sapeva essere.Un uomo che mi ha insegnato a &#8220;campare&#8221; dignitosamente spero, \u00e8 quello che sono e quel poco che ho imparato lo devo principalmente a lui. Grazie per tutto Grande Leader e scusa per averti fatto incazzare spesso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_______________<br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>di Erman Dovis<\/strong><\/span><br \/><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E\u2019 passato un anno, eppure il ricordo di Ennio \u00e8 pi\u00f9 forte che mai.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Sento molto la sua assenza.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Spesso, quando sento squillare il telefono, mi immagino \u00a0\u00a0la sua chiamata in arrivo con nuove idee su un documento, su una locandina, sull\u2019organizzazione del Convegno, sulla stesura del nuovo libro. Io ogni tanto \u00a0temevo le sue chiamate, perch\u00e9 Ennio era una morsa, ed allora cercavo di distrarlo spostando l\u2019argomento sulla Juve. Oggi invece quelle chiamate mi mancano.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">I ricordi riaffiorano disordinatamente, confusi, senza una cronologia. Sempre emerge la sua umanit\u00e0 profonda, la sua acutezza di analisi marxista, il suo esempio morale e politico.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Mi ricordo quando Ennio, gi\u00e0 in ospedale, chiedeva preoccupato informazioni su questo movimento dei gilet gialli; si informava su tutto, i loro slogan, le loro parole d\u2019ordine, le bandiere che si esponevano, le dichiarazioni ufficiali del sindacato, dei comunisti e dei socialisti francesi a riguardo.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Con un filo di voce, Ennio afferm\u00f2 che quel movimento era in realt\u00e0 un tentativo di colpo di stato di estrema destra contro il gi\u00e0 discutibile Macron. Disse Ennio, citando Gramsci, che senza la cultura della classe operaia e dei lavoratori, un movimento in s\u00e9 non \u00e8 progressista e non andr\u00e0 verso il cambiamento ma solo verso il suo opposto, la reazione. Ennio aveva ragione, si \u00e8 scoperto poi il legame tra i Gilet Gialli e la Le Pen, il sostegno dato loro da Trump e Bannon, si \u00e8 visto dove si il monopolismo indirizzava la protesta degli hungry kids: nazionalismo, neofascismo, spacchettamento europeo in piccoli staterelli, improbabili ritorni antistorici un capitalismo passato, che avrebbe favorito ancora di pi\u00f9 le elit\u00e8s dominanti.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Il Centro Gramsci aveva analizzato come la lotta politica doveva rispondere in base allo stadio di sviluppo del capitalismo. Infatti Ennio teorizz\u00f2 il polo europeo della siderurgia e delle automotive, altro che il richiudersi in anguste vie nazionali, peraltro impraticabili dallo sviluppo monopolistico e sovranazionale del capitalismo. Un giorno mi disse: <em>\u201cErman prendi l\u2019Ilva: la sua produzione e la sua organizzazione non rispondono pi\u00f9 a dinamiche solo nazionali. Vedi che quando si ferma Taranto si fermano anche le altre fabbriche sorelle sparse in Europa ed in Nord Africa? Non ci suggerisce niente questo? Ed allora, anche lo slogan della nazionalizzazione va analizzato bene in rapporto ai fattori di sviluppo del capitale odierno, ma anche in relazione al fatto delle materie prime. L\u2019Europa \u00e8 organizzata come fosse un grande complesso industriale, e le nazioni sono le sue filiere. In base a questo bisogna agire. Bisogna studiare, non giocare a fare i qualunquisti della retorica\u201d.<\/em>\u00a0<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Sono lezioni di storia economia e politica che mi hanno segnato.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Da Ennio ho imparato che prima di criticare gli altri, dobbiamo guardare noi stessi. Una moda di oggi \u00e8 quella di puntare sempre il dito contro gli altri: colpa dei riformisti, colpa dei socialdemocratici, colpa della finta sinistra, c\u2019\u00e8 sempre una colpa di qualcuno da espiare, che impedisce la rivoluzione.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Per Ennio non era cos\u00ec. Ennio era severissimo prima di tutto con se stesso. Se non si raggiungevano gli obbiettivi, avevamo sbagliato noi (noi intesi come gruppo, tutti compresi). Quando in una riunione un compagno invitato non si presentava, era perch\u00e9 non eravamo stati convincenti. Quando una alleanza locale di centrosinistra saltava, era colpa nostra che eravamo stati arrendevoli, che avevamo facilitato la nostra estromissione, abbandonando \u00a0il nostro posto a favore di qualcuno pi\u00f9 moderato e conformista. Citava spesso di come Suslov, in una riunione a Mosca di fine 1947, rimprover\u00f2 aspramente Nenni e Togliatti per essersi facilmente fatti estromettere da De Gasperi, lasciando che il loro posto fosse preso da moderati e reazionari.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ennio era dunque profondamente marxista, profondamente gramsciano, perch\u00e9 tutta l\u2019opera quotidiana era pensata anche in prospettiva nell\u2019interesse della classe operaia, non nel piacere estetico di fare una citazione di Stalin del 1934.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ed in effetti Ennio per buona parte della sua vita cosciente, ha girato l\u2019Italia da Nord a Sud, anche per piccolissime riunioni,\u00a0 sempre in soccorso di contadini, operai, disoccupati. Ha pagato un caro prezzo per questi sforzi; una serie di menomazioni fisiche, la quasi totale cecit\u00e0, eppure non ha mai ceduto. Ha forgiato una volont\u00e0 d\u2019acciaio sulla malattia, continuando a lavorare, scrivere libri, organizzare convegni e conferenze, parteciparvi. Un rivoluzionario ed un educatore nel senso pi\u00f9 vero dei termini, non come i parolai scarlatti di oggi, che pascolano sui social puntando il dito su tutti, pronti a catechizzare e scomunicare chi lavora accusandoli di riformismo, e nel mentre proprio loro si offrono prostituendosi alla Lega, al sovranismo, al nazionalismo.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Invece no, Ennio ha sempre parlato di transigenze formali e di intransigenza sostanziale, mai abboccando verso padronato e loro concubini, e sempre tenendo conto che il processo rivoluzionario \u00e8 un percorso di lotta di lunga durata, da percorrere necessariamente con alleati, \u00e8 una marcia che dura per anni, che passa per l\u2019amministrare comuni, citt\u00e0 regioni e oltre; passaggi fatti a di delibere comunali e disposizioni amministrative, di disegni legge e di lotte sui territori, ma sempre con un orizzonte politico generale; \u00a0probabilmente questa marcia \u00e8 fatta anche di passi indietro e di sacrifici. Nulla \u00e8 facile.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ennio non tollerava \u00a0la critica sterile, fine a se stessa, senza proposte, divisiva e frazionista. Tipica di un certo massimalismo opportunista citato qualche riga fa, e che venne fotografata benissimo da Matteotti, che parl\u00f2 di <em>\u201c..oche custodi della verginit\u00e0 del partito tosto, intransigenti per decorazione, che\u00a0 rifiutano la discussione pratica della proposta; anatemizzano da seduti e tengono gli occhi addosso al parlamentare sospetto, che lavora, lavora , per notargli ogni gesto un po&#8217; diverso dalla prescrizione delle tavole sacre; e si pascono di violenza verbale e con occhio di lince e naso di cane, vedono e annusano subito il traditore&#8230;se \u00e8 uno di quelli che fa&#8221;. <sup>1<\/sup><\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">A proposito di Matteotti, fu Ennio a farci innamorare della sua figura politica e del suo esempio morale. Personalmente lo conoscevo solo di facciata, ma Ennio mi invit\u00f2 a scendere in profondit\u00e0 nel pensiero di Matteotti e Gobetti , e infatti ide\u00f2 con Maurizio Ceccio una locandina con i tre volti (l\u2019altro era naturalmente Gramsci) per un Convegno nazionale del Centro Gramsci del 2013. Abbiamo studiato a fondo il ruolo politico dei due maestri.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Da tempo Ennio era fortemente preoccupato per il feroce\u00a0 ritorno del nazionalismo, che affascina anche residuali sacche di estrema sinistra. Secondo Ennio il monopolismo stava conducendo l\u2019umanit\u00e0 verso una nuova era oscura con\u00a0 una crescente diffusione di nuove forme di fascismo.\u00a0 In questa ottica l\u2019estrema destra conduce un attacco culturale e politico contro la Ue, il cui principio generale di Ventotene deve essere salvaguardato. La lotta di classe invece del nazionalismo, la lotta continentale della classe operaia, dei lavoratori, della borghesia piccola e media per una Europa unita, democratica e socialista. Ennio insisteva sulla complessit\u00e0 della questione Ue, che era una sovrastruttura dentro la quale lo scontro di classe lasciava emergere a volte una posizione pi\u00f9 intransigente, a volte meno. Infatti in questi giorni assistiamo ad uno scontro all\u2019interno della politica tedesca con una polemica lanciata dallo Spiegel contro il governo tedesco che riflette una doppia contraddizione, che non \u00e8 legata, come vogliono farci credere fascisti e massimalisti di sinistra,\u00a0 al conflitto nazionale: il grande monopolismo tedesco, il pi\u00f9 forte d\u2019Europa tende a soverchiare i capitalismi pi\u00f9 deboli, come quello italiano (da sempre un capitalismo straccione di corto respiro) . C\u2019\u00e8 poi un secondo aspetto che vede la stessa piccola e media industria tedesca vittima di questo\u00a0 monopolismo. Ecco perch\u00e9 emergono polemiche come quelle aperte dallo Spiegel, uno scontro interno allo stesso capitalismo tedesco che dovrebbe essere colto, e non\u00a0 censurato per spostare la questione sui binari nazionalisti. Eppure, queste cose non vengono colte, perch\u00e9, come diceva Ennio, riprendendo Gramsci: <em>\u201cGli autodidatti specialmente sono inclini, per l&#8217;assenza di una disciplina critica e scientifica, a fantasticare di paesi di cuccagna e di facili soluzioni di ogni problema\u201d.<\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Questi aneddoti che mi tornano alla mente fanno riflettere di come Ennio fosse profondamente gramsciano, in una Italia dove intellettuali e \u201csedicenti compagni\u201d riducono il pensiero di\u00a0 Gramsci a qualche frase da Baci Perugina.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nel 2012 , in occasione di un convegno a Giulianova, \u00a0ricordo che qualcuno disse che Ennio aveva un cervello che era una lama. Era vero certo, ma questa lama Ennio la usava per intagliare, per costruire, mai per frantumare e per l\u2019autocompiacimento estetico e per giocare al bel rivoluzionario. Era necessario il sacrificio, il lavoro, la lotta, la pazienza, lo studio.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">In una parola, Ennio lottava per l\u2019unit\u00e0, come Gramsci, come Matteotti.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E questa sua ricerca di unit\u00e0 venne confortata da un incontro per lui fondamentale, quando nel 1985 port\u00f2 il Presidente Sandro Pertini in visita a Nereto. Di questo suo incontro Ennio scrisse: <em>\u201cMiei sentimenti questi, che furono confortati dagli incontri con Sandro Pertini.\u00a0 Nel suo studio di senatore a vita sottoline\u00f2 la lotta unitaria partigiana dei liberali, dei socialisti e dei comunisti. Da essa \u00e8 partita la Costituzione, la Repubblica italiana e le loro conquiste. Mi disse che purtroppo Pci, Psi e Dc non sono pi\u00f9 quelli dei miei carissimi amici Gramsci, Nenni, Dossetti, e nemmeno pi\u00f9 quelli di Berlinguer, De Martino e Moro. <\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Partiti di massa, legati ai lavoratori, da rinnovare, senza illusioni verso settarismi e presidenzialismi. Ci assicur\u00f2 di venire volentieri al XX&#8217; della Cooperativa per respirare un po&#8217; di aria fresca . (&#8230;.) Nel salutarmi, ringraziandomi della bella giornata , mi affid\u00f2 un&#8217;ultima riflessione: <\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>&#8220;Rifuggite le lusinghe, restate uniti e andrete avanti&#8221;. <\/em><\/strong><sup>2<\/sup><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Sar\u00f2 infinitamente grato ad Ennio per l\u2019educazione politica, storica, umana che mi ha dato, ma soprattutto dell\u2019affetto che aveva per me. Se dovessi fotografare un\u2019istantanea con dei momenti passati con lui, davvero non saprei come procedere: le giornate a casa sua, i convegni, soprattutto quelli di Rionero;\u00a0 i libri in preparazione, \u00a0le risate e le mie battute come quella su un ospite invitato ad un convegno nazionale che era\u00a0 oggettivamente pi\u00f9 attratto dal bar del Senato che dall\u2019intervento che doveva tenere; il Trattato di Xu He che mi regal\u00f2, il suo entusiasmo per i dolci albanesi e per il brodetto alla vastese, le sue analisi calcistiche in cui inseriva ovviamente la politica. \u00a0\u00a0<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">C\u2019\u00e8 una frase di Ennio, che penso sia il suo manifesto umano, politico, sociale, che racchiude tutto il senso dei suoi ideali vissuti e messi in pratica: la scrisse nel suo libro UNIONE, che purtroppo \u00e8 rimasto incompiuto ma che si pu\u00f2 scaricare gratuitamente sul sito del Centro Gramsci. Ennio scriveva cos\u00ec: <strong><em>\u201cIl lavoro, la vita e le lotte di ognuno sono stati i mattoni della mia formazione. Il monopolismo disgrega il lavoro, le famiglie e i partiti per colpire queste fondamenta e perpetuare il suo dominio. Solo l\u2019educazione gramsciana eleva i ribelli generosi a rivoluzionari coscienti. La realt\u00e0 \u00e8 complessa e richiede analisi attente alle distinzioni; ma il complessismo strutturale nasconde la verit\u00e0 pur semplice semplice, di classe e rivoluzionaria\u201d.<\/em><\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Oggi pi\u00f9 che mai avremmo bisogno di Ennio, della sua capacit\u00e0 di vedere le cose e di decifrarle nel loro senso reale.\u00a0<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Cercheremo di andare avanti sempre, nel tuo ricordo e nel tuo esempio.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E ti vogliamo sempre bene.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_________________<br \/><strong style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 10px;\">1. \u201cCercando la Via\u201d, Giacomo Matteotti, 1917. Il testo \u00e8 contenuto nella raccolta di scritti di Matteotti \u201cSocialimo e Guerra\u201d, casa editrice Pisa Univesity Press. Volume curato da Stefano Caretti.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>2. &#8220;Unione, esperienze bianconere e riflessioni autocritiche&#8221;,<\/strong> <strong>Ennio Antonini, edizioni 2015, progetto grafico di Maurizio Ceccio.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">________________<br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>di Danilo Sarra<\/strong><\/span><br \/><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ricordare il compagno Ennio \u00e8 inevitabile. Basta leggere le &#8220;Lettere dal carcere&#8221; o i &#8220;Quaderni dal carcere&#8221; di Antonio Gramsci per ritrovare nelle sue parole l&#8217;esempio umano, politico e teorico di Ennio: Ennio era radicalmente gramsciano, Gramsci viveva in lui in una perfetta continuit\u00e0. Con questo Ennio ci ha insegnato il concetto vero e progressivo di &#8220;ortodossia&#8221;, che non consiste nella chiesastica adorazione di cimeli, ma nell&#8217;uso quotidiano del bagaglio marxista-leninista a favore dell&#8217;emancipazione della classe operaia. Ma ci\u00f2 che contraddistingueva Ennio era la sua costante e indefessa capacit\u00e0 autocritica. Durante il viaggio verso una riunione, in auto ci confess\u00f2 che per gran parte della vita non aveva colto pienamente il messaggio di Gramsci e che soltanto adesso, con tanti rimpianti, ne comprendeva la portata reale; questo frutto autocritico lo portava quotidianamente ad esercitare un ruolo educativo nei nostri riguardi, per impedirci di cadere nello stesso errore. Ennio era un maestro formidabile. Il contatto prolungato con lui ci ha permesso di avere una rappresentazione viva dell&#8217;essere gramsciani, preziosa pi\u00f9 delle private letture, poich\u00e8 Gramsci si respirava in ogni sua parola e in ogni sua elaborazione. Ennio non era, ma soprattutto evitava di essere un intellettuale solitario che porge soluzioni dall&#8217;alto del suo eruditismo; niente di tutto questo: Ennio si nutriva giornalmente del dialogo con tutti i compagni, ne raccoglieva elementi di realt\u00e0, passava giornate intere a raccogliere ed ascoltare notizie, poneva e si poneva domande, ma soprattutto metteva tutto alla prova della realt\u00e0 concreta; quante volte, durante la stesura di un documento, che meritava pi\u00f9 di una giornata per essere concluso, Ennio mutava le proposizioni del giorno precedente perch\u00e9 approfondite dal dialogo con la realt\u00e0 concreta! Ennio odiava l&#8217;approssimazione, e il dizionario dei sinonimi e contrari, presenza costante, serviva sempre a trovare la parola pi\u00f9 giusta &#8220;per esprimere la realt\u00e0&#8221;. Ennio sapeva e ci insegnava che le parole servono a dire la realt\u00e0 e non il contrario. Tante volte Ennio ci diceva, e soprattutto ci dimostrava, che la realt\u00e0 \u00e8 in costante mutamento, \u00e8 sempre pi\u00f9 veloce delle nostre teorie, e che richiede un adattamento continuo di parole e di programmi. Che nessuna conquista \u00e8 per sempre, ma che sempre va difesa e rafforzata. &#8220;Il socialismo&#8221;, ci ripeteva Ennio, &#8220;non lo vedremo n\u00e9 io n\u00e9 tu, n\u00e9 nessuno di noi. E&#8217; un processo lungo, non si compie in un attimo con uno scatto. In quanti secoli \u00e8 maturato il capitalismo? Gli stessi secoli, se non di pi\u00f9, ci vorranno per il socialismo&#8221;. In questa sua frase c&#8217;era tutto il rifiuto del messianismo di certi pseudorivoluzionari, la condanna ferma di tutti coloro che parlano di &#8220;presa del Palazzo d&#8217;Inverno&#8221;, senza sapere che la realt\u00e0 conta pi\u00f9 dello schema; in questo concetto non c&#8217;\u00e8 l&#8217;essenza dell&#8217;insegnamento di Antonio Gramsci? Alcuni compagni accusarono Ennio e il Centro Gramsci di essere diventati &#8220;moderati&#8221; e &#8220;riformisti&#8221;, ma cos\u00ec non facevano altro che riconfermare il loro idealismo. Pi\u00f9 volte Ennio spingeva noi, colpevolmente distratti, a compilare un quadro dell&#8217;organizzazione della produzione industriale in tutto il continente europeo; &#8220;questo&#8221;, ci ripeteva Ennio, &#8220;serve pi\u00f9 di tutto il resto. E&#8217; un&#8217;assoluta priorit\u00e0. Ci serve&#8221;. A tutti coloro che sostengono che la classe operaia non esiste pi\u00f9, o che parlano di mondo post-industriale, vanno opposti i dati della realt\u00e0, perch\u00e9 la realt\u00e0 parla pi\u00f9 di ogni altra cosa. Per questa ragione, Ennio ci diceva sempre che al termine di ogni articolo bisogna &#8220;presentare una proposta&#8221;, che la proposta \u00e8 la vera critica, e che non servono ricostruzioni storiche o discussioni teoriche, &#8220;accademie&#8221; come le chiamava Gobetti, se non portano alla fine ad un &#8220;che fare&#8221;. Intervenire operativamente, fattivamente, e anche l&#8217;attivit\u00e0 di un centro culturale serve soprattutto a questo: cos\u00ec ci ha insegnato, con la pratica, Ennio, e che la cultura \u00e8 vera cultura solo quando agisce sull&#8217;esistente. E questo concetto \u00e8 esattamente quello espresso da Gramsci nei suoi scritti e da Gobetti nel suo articolo &#8220;Gruppi di Rivoluzione Liberale&#8221;: ancora una volta a dimostrare che Ennio non parlava per astrazioni ma che si collocava sempre e inevitabilmente in una lunga tradizione approvata dalla storia. Questa parola, &#8220;realt\u00e0&#8221;, \u00e8 una delle eredit\u00e0 pi\u00f9 grandi che Ennio ci ha lasciato. Ennio ci ha insegnato, nel solco dell&#8217;insegnamento gramsciano, a non sottovalutare niente, a considerare ogni manifestazione del reale; tutto ha valore, niente \u00e8 casuale, e tutto ci\u00f2 che accade \u00e8 ad uso di una classe o dell&#8217;altra. Pi\u00f9 volte Ennio ci spronava a scrivere di calcio, perch\u00e9 il calcio, fenomeno di massa, \u00e8 un formidabile specchio della realt\u00e0; ad esempio una volta rifletteva su quanto il &#8220;berlusconismo&#8221;, e gobettianamente il &#8220;mussolinismo&#8221;, era entrato nella cultura di massa dal momento che ci si concentrava sulla figura dell&#8217;allenatore-comandante e non pi\u00f9 sul collettivo della squadra; nel calcio dunque si manifestava quello scontro tra individualismo e collettivismo cos\u00ec operante nella societ\u00e0 attuale, che si risolveva sempre pi\u00f9 a favore della logica dell&#8217;uomo-solo-al-comando.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma Ennio ci ha insegnato anche la &#8220;complessit\u00e0&#8221; della realt\u00e0. Spesso noi, per incrostazioni di linguaggio, tendevamo ad usare genericamente la categoria &#8220;borghesia&#8221;, ma Ennio ci correggeva: &#8220;c&#8217;\u00e8 la piccola borghesia, c&#8217;\u00e8 la media borghesia, c&#8217;\u00e8 la borghesia monopolista; ma c&#8217;\u00e8 anche la borghesia produttiva e c&#8217;\u00e8 la borghesia improduttiva&#8221;; giorno dopo giorno vanno poste le dovute distinzioni, poich\u00e9 la realt\u00e0 rifugge gli schemi preconfezionati. Siamo noi che inseguiamo la realt\u00e0. Il marxismo, ci insegnava Ennio, non \u00e8 una fede: \u00e8 uno strumento per l&#8217;emancipazione della classe operaia e per una societ\u00e0 finalmente giusta. Quando mi chiese di digitalizzare in tempi brevi &#8220;Imperialismo fase suprema del capitalismo&#8221; di Lenin, non lo fece per un atto di devozione nei riguardi di Lenin, ma perch\u00e9 quel testo era fondamentale per focalizzare il passaggio dal capitalismo originario al monopolismo, forza questa operante nella societ\u00e0 attuale ed elemento che impedisce ogni progresso eventuale; il testo di Lenin ci serviva praticamente per affrontare consapevolmente la fase attuale; e mi ricordo che Ennio mi ripeteva sempre: &#8220;Sai quanti libri consult\u00f2 Lenin per scrivere questo testo? Sai quante giornate passate nelle biblioteche a ricopiare a mano pagine e pagine di altri testi? Sai quanti dati raccolse? E sai che Lenin si bas\u00f2 sull&#8217;Imperialismo di Hobson che non era comunista ma un grande studioso?&#8221;, come a dire che la stessa intensit\u00e0 della ricerca \u00e8 richiesta a noi, e che ogni affermazione deve avere delle basi in carne ed ossa, e che essere comunisti non significa chiudersi in se stessi. Ma la pi\u00f9 grande eredit\u00e0 di Ennio, anche questa gramsciana, \u00e8 stata la seguente: &#8220;I comunisti uniscono la classe operaia, non la dividono mai&#8221;. Per questo Ennio ci ha insegnato l&#8217;importanza di un organismo come la Cgil, tra i sindacati pi\u00f9 grandi d&#8217;Europa, e delle istituzioni democratiche nate dalla Resistenza. In una fase dove la classe operaia viene costantemente divisa e dispersa in una filiera produttiva sovranazionale dai monopolisti, i comunisti hanno l&#8217;obbligo e il compito storico di unire. Per questo Ennio parlava sempre pi\u00f9 di &#8220;stato continentale&#8221;, di &#8220;Bce pubblica&#8221;, di &#8220;polo industriale europeo&#8221;, di &#8220;Civilt\u00e0 del socialismo&#8221;, mettendo da parte termini come &#8220;patria&#8221; prima validi storicamente ma ora superati dalla nuova organizzazione della produzione innanzitutto e della societ\u00e0 intera poi; qualcuno lo avr\u00e0 pur definito dispregiativamente &#8220;europeista&#8221;, qualcun&#8217;altro ancora un &#8220;sognatore&#8221;, ma quello che Ennio diceva era semplicemente ci\u00f2 che \u00e8 necessario, ci\u00f2 che \u00e8 richiesto dalla realt\u00e0, ci\u00f2 che \u00e8 giusto non perch\u00e9 scritto nei libri o nelle stelle ma perch\u00e9 scritto sulla carne degli uomini concreti. Ennio non parlava mai &#8220;secondo me&#8221;, ma sempre si faceva voce della realt\u00e0 economica e sociale attentamente studiata da servitore dei lavoratori e della classe operaia. Cos&#8217;\u00e8 il socialismo se non l&#8217;unit\u00e0 finale della societ\u00e0 intera in un mondo di liberi ed eguali? I comunisti combattono chi divide e le divisioni, lavorando per superarle. Questo insegnamento Ennio lo praticava giorno per giorno, e quando ci sorprendeva in critiche sterili e divisive, subito ci prendeva sottobraccio e ci spiegava dove e perch\u00e9 stavamo sbagliando. Mi ricordo quella prima volta in cui gli manifestai il mio interesse verso la figura di Pasolini e lui, pacatamente, con la forza degli argomenti, mi spieg\u00f2 che Pasolini ci dava un modello di &#8220;intellettuale staccato dalle masse&#8221; che non serviva. Cos\u00ec, partito da Pasolini, sono arrivato grazie ad Ennio a Gramsci, Gobetti e Matteotti. Questa triade \u00e8 uno dei frutti pi\u00f9 preziosi che Ennio ci ha lasciato. Oggi Ennio sarebbe contento di ascoltare lo scritto di Gobetti su Matteotti, e noi ci colpevolizziamo per averlo scoperto troppo tardi, per non averci visto subito un testo essenziale per la formazione di un comunista al servizio della classe operaia. Ma Ennio ce lo ripeteva sempre, quel messaggio che Gobetti estrae dalla vicenda politica di Matteotti,\u00a0 che &#8220;I comunisti lavorano per conto terzi&#8221; e non per se stessi come &#8220;i monopolisti&#8221;. Ed Ennio ripeteva sempre &#8220;lavorare, lavorare, lavorare!&#8221;, animato da un profondo amore, questa \u00e8 la parola giusta, nei riguardi dei lavoratori. &#8220;Quando parlava il compagno Antonio De Sanctis, operaio e partigiano, tutti nella sezione stavano zitti e ascoltavano quello che diceva lui&#8221;: in questo piccolo aneddoto che Ennio ci raccontava c&#8217;\u00e8 tutto il senso dell&#8217;essere comunisti, ma molti di noi oggi si permettono di liquidare la Cgil, dunque i lavoratori che vi stanno dentro, con aggettivi sconclusionati come &#8220;riformista&#8221; o addirittura &#8220;filopadronale&#8221;. Molto altro si potrebbe dire di Ennio, ma questo sito del Centro Gramsci e le pubblicazioni del Centro Gramsci sono Ennio. Chi lotta per la pace \u00e8 Ennio. Chi aspira alla giustizia sociale \u00e8 Ennio. Gramsci \u00e8 Ennio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><br \/>___________________<br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\"><strong>di Maurizio Ceccio<\/strong><\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">\u201cQuesto \u00e8 il racconto autocritico di una sconfitta comune.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Anche per ragioni di salute e sbagliare meno, occorre il contributo di tutti, soprattutto dei diretti interessati.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Uno scritto collegiale per esprimere il profondo legame organico tra il lavoro, la vita e la lotta per la conoscenza e l\u2019emancipazione della societ\u00e0.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Su questo legame \u00e8 sorta, lenta e profonda, la nuova societ\u00e0 della democrazia e del socialismo. [\u2026] <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Il monopolismo (privato n.d.r.) disgrega il lavoro, le famiglie e i partiti per colpire queste fondamenta e perpetuare il suo dominio.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Da sempre, esso favorisce <em>uomini soli <\/em>da corrompere: presidenziali, saltimbanchi e masanielli.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Usando la nuova comunicazione di massa, strumento della viva partecipazione democratica, da una necessit\u00e0 pu\u00f2 nascere una virt\u00f9. [\u2026]<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Sar\u00e0 un libro condiviso di esperienze vissute e approfondite insieme.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Raccontiamo la storia vera delle vecchie Unioni per aiutare le nuove generazioni a costruirne di pi\u00f9 solide, di pi\u00f9 utili e di pi\u00f9 belle.\u201d<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Questo \u00e8 un estratto dell\u2019introduzione dell\u2019opera incompiuta \u201cUNIONE\u201d di Ennio Antonini. Questo \u00e8 Ennio Antonini.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">In una societ\u00e0 che sembra aver perso la bussola (oltre che la il senno), manca incommensurabilmente la sua analisi lucida e puntuale della situazione reale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">La sua preparazione, i suoi studi continui dei fatti storici, erano cibo per la mente.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Ogni sua considerazione si trasformava in un banchetto luculliano al quale servirsi voracemente.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Almeno, per me era cos\u00ec.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Ennio Antonini era (e sempre sar\u00e0) un acutissimo intellettuale organico della classe operaia che ha fatto della lotta rivoluzionaria per l\u2019unit\u00e0 dei lavoratori uno dei suoi principi esistenziali.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Ho avuto il privilegio di conoscerlo nel 2011, perci\u00f2 non ho vissuto tutte le fasi della sua vita a differenza di altri compagni del Cge, perci\u00f2 posso ricordarlo \u201csolo\u201d come educatore gramsciano.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Studioso cosciente del socialismo scientifico, suo sforzo costante, unitariamente al lavoro di elaborazione del Cge, era lo sviluppo (non dogmatico) della teoria rivoluzionaria marxista-leninista-gramsciana; la costruzione di un ampio Fronte democratico per la Pace e il Progresso dei popoli; lo sviluppo della lotta di classe e l\u2019emancipazione della classe operaia.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Nonostante gli ingombranti problemi di salute, Ennio \u00e8 sempre stato tra i principali promotori e organizzatori di tutte le attivit\u00e0 e di tutti i convegni nazionali del Cge sulla difesa della Costituzione italiana nata dalla lotta della Resistenza al nazifascismo; sulla funzione educativa e dirigente del Partito comunista di Lenin; sulla classe operaia come intellettuale collettivo sociale dei lavoratori, ricercatori e studenti d\u2019avanguardia; sull\u2019Europa come Stato continente, contenente nazioni (<em>una libera unione di nazioni libere<\/em>); sull\u2019unit\u00e0 delle forze culturali, sindacali e politiche comuniste, socialiste e democratiche per sconfiggere definitivamente il monopolismo privato annientatore di popoli e sull\u2019edificazione dei Nuovi Continenti.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Un riassunto improprio, che non rende certamente giustizia allo sforzo profuso dai compagni del Cge di cui Ennio era l\u2019animatore.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">A proposito dell\u2019organizzazione di questi convegni ricordo come lui riponesse molta fiducia nelle energie e nell\u2019entusiasmo dei giovani compagni del Centro poich\u00e9, (oltre ad avere pi\u00f9 resistenza fisica e mentale) \u201cnella lotta si deve sempre prevedere la sconfitta, la preparazione dei propri successori \u00e8 un elemento altrettanto importante di ci\u00f2 che si fa per vincere\u201d.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Immagino che spesso, con me, abbia perso l\u2019infinita pazienza di cui era dotato, ma purtroppo la veemenza (unita all\u2019acerbezza) dei vent\u2019anni mi portavano, con un po\u2019 di presunzione, a credere di avere capito tutto, quando in realt\u00e0 dovevo solo ammettere la mia ignoranza.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">E cos\u00ec, le lunghissime conversazioni telefonie e le lucidissime analisi del compagno Ennio, contribuirono a disciplinarmi e a riempire il mio sacco della migliore farina che potessi immaginare.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">L\u2019incrollabile fiducia nell\u2019avanguardia della classe operaia, l\u2019ostinazione nel perseguire il processo di emancipazione del proletariato, la costruzione irrinunciabile del Fronte democratico e la lotta feroce e senza quartiere condotta contro i guerrafondai monopolisti privati, rappresentano l\u2019eredit\u00e0 del compagno Ennio Antonini, che dobbiamo raccogliere e rinnovare affinch\u00e9 possano sorgere le nuove societ\u00e0 libere dall\u2019oppressione dell\u2019uomo sull\u2019umanit\u00e0.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Oggi, a causa della speculazione privata a danno della collettivit\u00e0,\u00a0 la libert\u00e0 individuale garantita dalla Costituzione \u00e8 sotto attacco.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Tramite la propaganda condotta da anni con i mezzi di comunicazione di massa, il controllo fisico delle persone \u00e8 stato portato ad un livello superiore.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">L\u2019emergenza sanitaria causata da un virus influenzale ha assecondato l\u2019istituzione di uno pseudo stato autoritario, a discapito della classe operaia e delle piccole e medie imprese.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Il timore fondato \u00e8 che questa \u201cemergenza\u201d rappresenti un\u2019opportunit\u00e0 per opprime ulteriormente e disintegrare il tessuto sociale gi\u00e0 disgregato.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">La lotta di classe continua nelle sue mutevoli forme e noi comunisti, nel solco tracciato dagli educatori del proletariato quale Ennio Antonini era, abbiamo il dovere morale e sociale di resistere e preparare instancabilmente la riscossa.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricordi sparsi di compagni di Giuseppe &#8220;Pippo&#8221; Tiberio Oggi compagni, per noi \u00e8 un giorno triste. 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