{"id":1199,"date":"2020-04-27T11:11:25","date_gmt":"2020-04-27T09:11:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1199"},"modified":"2020-04-27T11:11:26","modified_gmt":"2020-04-27T09:11:26","slug":"gramsci-una-lettera-a-giulia-e-un-articolo-di-piero-gobetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1199","title":{"rendered":"Gramsci.Una lettera a Giulia e un articolo di Piero Gobetti"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">19 novembre 1928<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Carissima Giulia,<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">sono stato molto cattivo con te. Le giustificazioni, in verit\u00e0, non sono molto fondate. Dopo la partenza da Milano, mi sono stancato enormemente. Tutte le mie condizioni di vita si sono aggravate. Ho sentito di pi\u00fa il carcere. Ora sto un po&#8217; meglio. Lo stesso fatto che \u00e8 avvenuta una certa stabilizzazione, che la vita si svolge secondo certe regole, ha normalizzato in un certo senso anche il corso dei miei pensieri. \u2013 Sono stato molto felice nel ricevere la tua fotografia e quella dei bambini. Quando si forma troppa distanza di tempo tra le impressioni visive, l&#8217;intervallo si riempie di brutti pensieri; specialmente per Giuliano, non sapevo che pensare, non avevo nessuna immagine che mi sorreggesse la memoria. Ora sono proprio contento. In generale, da qualche mese, mi sento pi\u00fa isolato e tagliato via da tutta la vita del mondo. Leggo molto, libri e riviste; molto, relativamente alla vita intellettuale che si pu\u00f2 condurre in una reclusione. Ma ho perduto molto del gusto della lettura. I libri e le riviste d\u00e0nno solo idee generali, abbozzi di correnti generali della vita del mondo (pi\u00fa o meno ben riusciti), ma non possono dare l&#8217;impressione immediata, diretta, viva, della vita di Pietro, di Paolo, di Giovanni, di singole persone reali, senza capire i quali non si pu\u00f2 neanche capire ci\u00f2 che \u00e8 universalizzato e generalizzato. Molti anni fa, nel 19 e 20, conoscevo un giovane operaio, molto ingenuo e molto simpatico. Ogni sabato sera, dopo l&#8217;uscita dal lavoro, veniva nel mio ufficio per essere dei primi a leggere la rivista che io compilavo<sup>1<\/sup>. Egli mi diceva spesso: \u00abNon ho potuto dormire, oppresso dal pensiero: \u2013 cosa far\u00e0 il Giappone? \u2013\u00bb Proprio il Giappone lo ossessionava, perch\u00e9 nei giornali italiani del Giappone si parla solo quando muore il Mikado o un terremoto uccide almeno 10 000 persone. Il Giappone gli sfuggiva; non riusciva perci\u00f2 ad avere un quadro sistematico delle forze del mondo, e perci\u00f2 gli pareva di non comprendere nulla di nulla. Io allora ridevo di un tale stato d&#8217;animo e burlavo il mio amico. Oggi lo capisco. Anch&#8217;io ho il mio Giappone: \u00e8 la vita di Pietro, di Paolo e anche di Giulia, di Delio, di Giuliano. Mi manca proprio la sensazione molecolare: come potrei, anche sommariamente, percepire la vita del tutto complesso? Anche la mia vita propria si sente come intirizzita e paralizzata: come potrebbe essere diversamente, se mi manca la sensazione della tua vita e di quella dei bambini? Ancora: ho sempre la paura di essere soverchiato dalla routine carceraria. \u00c8 questa una macchina mostruosa che schiaccia e livella secondo una certa serie. Quando vedo agire e sento parlare uomini che sono da 5, 8, 10 anni in carcere, e osservo le deformazioni psichiche che essi hanno subito, davvero rabbrividisco, e sono dubbioso nella previsione su me stesso. Penso che anche gli altri hanno pensato (non tutti ma almeno qualcuno) di non lasciarsi soverchiare e invece, senza accorgersene neppure, tanto il processo \u00e8 lento e molecolare, si trovano oggi cambiati e non lo sanno, non possono giudicarlo, perch\u00e9 essi sono completamente cambiati. Certo io resister\u00f2. Ma, per esempio, mi accorgo che non so pi\u00fa ridere di me stesso, come una volta, e questo \u00e8 grave. Cara Giulia, ti interessano tutte queste chiacchiere? E ti d\u00e0nno un&#8217;idea della mia vita? Per\u00f2, mi interesso anche di ci\u00f2 che avviene nel mondo, sai. In quest&#8217;ultimo tempo ho letto una certa quantit\u00e0 di libri sull&#8217;attivit\u00e0 cattolica. Ecco un nuovo \u00abGiappone\u00bb: \u2013 attraverso quali fasi passer\u00e0 il radicalismo francese per scindersi e dare vita a un partito cattolico francese? Questo problema \u00abnon mi lascia dormire\u00bb come avveniva per quel mio giovane amico. E anche altri naturalmente. Ti \u00e8 piaciuto il tagliacarte? Sai che mi \u00e8 costato quasi un mese di lavoro e mezzi i polpastrelli consumati? \u2013 Cara, scrivimi un po&#8217; diffusamente di te e dei bimbi. Dovresti mandarmi le vostre fotografie almeno ogni sei mesi, in modo che io possa seguire il loro sviluppo e vedere il tuo sorriso pi\u00fa spesso. Ti abbraccio teneramente, cara.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">ANTONIO<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">\u2013 Postilla per Tania \u2013<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Ma come sei cattiva, Tania. Da quanto tempo non ricevo tue notizie? Non importa che tu scriva delle lunghe lettere, basta anche una cartolina illustrata. Sai che anch&#8217;io sento sempre pi\u00f9 la forza d&#8217;inerzia che mi spinge a non scrivere? E devo lottare per vincerla. Ma vincer\u00f2 sempre? Qui c&#8217;\u00e8 della gente che non scrive da mesi e da anni. Anch&#8217;io far\u00f2 la stessa fine, certamente, se non trovo corrispondenti attivi. Cara Tania, ti abbraccio, sperando che non ti senta male.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">ANTONIO<\/span><br \/>____________________<br \/><span style=\"font-size: 10px;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>1. <\/strong><\/span><strong style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">Si riferisce alla rivista \u201cL\u2019Ordine Nuovo\u201d, un settimanale di cui Gramsci era segretario di redazione.<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 10px;\"><strong>Tratto da \u201cLettere dal Carcere, 1926-1937\u201d, Antonio Gramsci, 1996 Sellerio Editore. Volume curato da Antonio A. Santucci<\/strong><\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\"><strong>GRAMSCI <\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\"><strong>di Piero Gobetti <\/strong><\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Antonio Gramsci va alla nuova Camera fascista come rappresentante degli operai del Veneto. \u00c8 davvero la Rivoluzione, sconfitta, che va in Parlamento a predire sciagure ai vincitori. \u00c8 il primo rivoluzionario che entra a Montecitorio! Altro che rompere le urne e provocare scandali rumorosi! Bombacci eMisiano erano delle riproduzioni fotografiche di Enrico Ferri; era la rivoluzione dilettosa per le cronache dei buoni borghesi. Il piano ideologico e lo stile di questi agitatori assomigliava stranamente a quello di Mussolini.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Se Gramsci parler\u00e0 a Montecitorio vedremo probabilmente i deputati fascisti raccolti e silenziosi a udire la sua voce sottile ed esile e nello sforzo di ascoltare parr\u00e0 loro di provare un\u2019emozione nuova di pensiero. La dialettica di Gramsci non protesta contro i brogli o le truffe ma ne documenta dalle pure altezze dell\u2019idea hegeliana, la insopprimibile necessit\u00e0 per un governo borghese. I suoi discorsi saranno condanne metafisiche, le invettive risentiranno dei bagliori d\u2019una palingenesi.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Bisogna pensare a tutta la sua formazione spirituale negli anni di Universit\u00e0 a Torino per spiegarsi il suo odio contro la societ\u00e0. L\u2019odio di Gramsci \u00e9 uno degli esempi pi\u00f9 convincenti che io conosca di orgogliosa nobilt\u00e0 e di dignit\u00e0 ferita. Il suo socialismo \u00e9 prima di tutto una risposta contro le offese della societ\u00e0 alla sua solitudine di sardo emigrato.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">La sua sociologia ascetica, l\u2019assolutezza filosofica dei suoi atteggiamenti giacobini sono nutriti di sofferenza personale. Una sofferenza diventata cos\u00ec intimamente aristocrazia di carattere che pu\u00f2 deridere tutti i compatimenti della morale borghese e documentare la sfacciata crudelt\u00e0 della filantropia. \u00c8 difficile trovare un tipo cos\u00ec caratteristico di schietto marxismo, una coscienza cos\u00ec superba e ferma di plebeo che non si rinnega.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Ma gi\u00e0 nell\u2019istinto c\u2019era il disprezzo per tutta questa semi-borghesia, e l\u2019istinto matur\u00f2 nelle campagne isolane, dove le opinioni politiche giungono logicamente sino all\u2019abigeato e alla pratica dell\u2019assassinio vendicatore.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Tuvieri mostrava cent\u2019anni fa ai repubblicani della penisola, che fuori di ogni ipocrisia la logica era coi monarcomachi: anche Gramsci invoca delle conclusioni fedeli alle premesse, senza mezze misure. Pare venuto dalla campagna per dimenticare le sue tradizioni, per sostituire l\u2019eredit\u00e0 malata dell\u2019anacronismo sardo con uno sforzo chiuso e inesorabile verso la modernit\u00e0 del cittadino. Porta nella persona fisica il segno di questa rinuncia alla vita dei campi, e la sovrapposizione quasi violenta di un programma costruito e ravvivato dalla forza della disperazione, dalla necessit\u00e0 spirituale di chi ha respinto e rinnegato l\u2019innocenza nativa. Antonio Gramsci ha la testa di un rivoluzionario; il suo ritratto sembra costruito dalla sua volont\u00e0, tagliato rudemente e fatalmente per una necessit\u00e0, che dovette essere accettata senza discussione: il cervello ha soverchiato il corpo. Il capo dominante sulle membra malate sembra costituito secondo i rapporti logici di una grande utopia redentrice, e serba dello sforzo una rude seriet\u00e0 impenetrabile; solo gli occhi mobili e ingenui ma contenuti e nascosti dall\u2019amarezza, interrompono talvolta con la bont\u00e0 del pessimista il fermo rigore della sua razionalit\u00e0. La voce \u00e9 tagliente come la critica dissolvitrice, l\u2019ironia s\u2019avvelena nel sarcasmo, il dogma vissuto con la tirannia della logica toglie la consolazione dell\u2019umorismo. C\u2019\u00e8 nella sua sincerit\u00e0 aperta il peso di un corruccio inaccessibile; dalla condanna della sua solitudine sdegnosa di confidenze, sorge l\u2019accettazione dolorosa di responsabilit\u00e0 pi\u00f9 forti della vita, dure come il destino della storia; la sua rivolta \u00e9 talora il risentimento e talora il rancore pi\u00f9 profondo dell\u2019isolano che non si pu\u00f2 aprire se non con l\u2019azione, che non pu\u00f2 liberarsi dalla schiavit\u00f9 secolare se non portando nei comandi e nell\u2019energia dell\u2019apostolo qualcosa di tirannico. L\u2019istinto e gli affetti si celano ugualmente nella riconosciuta necessit\u00e0 di un ritmo di vita austera nelle forme e nei nessi logici; dove non vi pu\u00f2 essere unit\u00e0 serena ed armonica supplir\u00e0 la costrizione, e le idee domineranno sentimenti ed espansioni.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">L\u2019amore per la chiarezza categorica e dogmatica, propria dell\u2019ideologo e del sognatore gli interdicono la simpatia e la comunicazione sicch\u00e9 sotto il fervore delle indagini e le esperienze dell\u2019inchiesta diretta, sotto la preoccupazione etica del programma, sta un rigorismo arido e una tragedia cosmica che non consente un respiro di indulgenza. Lo studente conseguiva la liberazione della retorica innata nella razza negando l\u2019istinto per la letteratura e l\u2019agile gusto nelle ricerche ascetiche del glottologo; l\u2019utopista detta oggi il suo imperativo categorico agli strumentidell\u2019industria moderna, regola colla logica che non pu\u00f2 fallire i giri delle ruote nella fabbrica, come un amministratore fa i suoi calcoli imperturbabile, come il generale conta le unit\u00e0 organiche apprestate per la battaglia: sulla vittoria non si calcola, non si fanno previsioni perch\u00e9 la vittoria sar\u00e0 il segno di Dio, sar\u00e0 il risultato matematico del rovesciamento della praxis. Il senso etico \u00e9 dato qui dalla tolleranza e dalla sicurezza silenziosa: c\u2019\u00e8 la borghesia che lavora alacremente per la vittoria del proletariato.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Pi\u00f9 che un tattico o un combattente Gramsci \u00e9 un profeta. Come si pu\u00f2 esserlo oggi: inascoltati se non dal fato. L\u2019eloquenza di Gramsci non rovescier\u00e0 nessun ministero. La sua polemica catastrofica, la sua satira disperata, non attendono consolazioni facili. Tutta l\u2019umanit\u00e0, tutto il presente gli \u00e9 in sospetto. Chiede la giustizia a un feroce futuro vendicatore.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 10px;\"><strong>Tratto da La Rivoluzione Liberale, A. 3, n. 17 (22-4-1924), p. 66<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>19 novembre 1928 Carissima Giulia,sono stato molto cattivo con te. Le giustificazioni, in verit\u00e0, non sono molto fondate. 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