{"id":1295,"date":"2020-08-28T11:15:46","date_gmt":"2020-08-28T09:15:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1295"},"modified":"2020-08-28T11:16:23","modified_gmt":"2020-08-28T09:16:23","slug":"perche-il-socialismo-di-albert-einstein","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1295","title":{"rendered":"PERCH\u00c9 IL SOCIALISMO? di Albert Einstein"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">\u00c8 prudente per chi non sia esperto in materia economica e sociale esprimere opinioni sul problema del socialismo? Per un complesso di ragioni penso di si.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Consideriamo dapprima la questione dal punto di vista della conoscenza scientifica. Potrebbe sembrare che non vi siano essenziali differenze di metodo tra l\u2019astronomia e l\u2019economia: in entrambi i campi gli scienziati tentano di scoprire leggi generalmente accettabili per un gruppo circoscritto di fenomeni, allo scopo di rendere il pi\u00f9 possibile comprensibili le connessioni tra questi stessi fenomeni. Ma in realt\u00e0 tali differenze di metodo esistono.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">La scoperta di leggi generali nel campo economico \u00e8 resa difficile dal fatto che i fenomeni economici risultano spesso influenzati da molti fattori difficilmente valutabili separatamente. Inoltre l\u2019esperienza accumulata dal principio del cosiddetto periodo civile della storia umana \u00e8 stata, come ben si sa, largamente influenzata e limitata da cause che non sono di natura esclusivamente economica. Molti dei maggiori Stati, per esempio, dovettero la loro esistenza a conquiste. I conquistatori si stabilirono, giuridicamente ed economicamente, come classe privilegiata nel Paese conquistato. Essi si presero il monopolio della propriet\u00e0 terriera e formarono un sacerdozio con uomini della loro classe. I preti, avendo il controllo dell\u2019educazione, trasformarono la divisione in classi della societ\u00e0 in istituzione permanente e crearono un sistema di valori dal quale, da allora in poi, il popolo si lasci\u00f2 in gran parte inconsciamente guidare nella sua condotta sociale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Ma la tradizione storica \u00e8, per cos\u00ec dire, di ieri, noi oggi abbiamo realmente superato quella che Thorstein Veblen chiam\u00f2 \u00ab fase predatoria \u00bb dello sviluppo umano. I fatti economici osservabili appartengono a quella fase e anche le leggi che noi possiamo ricavare non sono applicabili alle altre fasi. Poich\u00e9 il vero scopo del socialismo \u00e8 precisamente quello di superare e andare al di l\u00e0 della fase predatoria dello sviluppo umano, la scienza economica nelle sue attuali condizioni pu\u00f2 gettare ben poca luce sulla societ\u00e0 socialista del futuro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">In secondo luogo, il socialismo mira ad un fine etico-sociale. La scienza, viceversa, non pu\u00f2 creare fini, e ancor meno imporli agli esseri umani, essa, al massimo, pu\u00f2 fornire i mezzi con cui raggiungere certi fini. Questi sono concepiti da persone con alti ideali etici e se non sono sterili, ma vitali e forti, sono assunti e portati avanti da quella larga parte dell\u2019umanit\u00e0 che, per met\u00e0 inconsciamente, determina la lenta evoluzione della societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Per queste ragioni, noi dovremmo guardarci dal sopravvalutare la scienza e i metodi scientifici quando si tratta di problemi umani, e non dovremmo presumere che gli esperti siano i soli che hanno il diritto di esprimersi su questioni che concernono l\u2019organizzazione della societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Da un po\u2019 di tempo innumerevoli voci asseriscono che la societ\u00e0 sta attraversando una crisi, che la sua stabilit\u00e0 \u00e8 stata gravemente scossa. Caratteristica di questa situazione \u00e8 che gli individui si sentano indifferenti e persino ostili al gruppo, sia esso grande o piccolo, cui appartengono. Per illuminare questo concetto, ricorder\u00f2 un\u2019esperienza personale. Recentemente discutevo con un uomo intelligente e di larghe vedute sulla minaccia di una nuova guerra che, a mio giudizio, poterebbe gravi danni all\u2019esistenza del genero umano, e facevo notare che solo un\u2019organizzazione internazionale potrebbe proteggerci da questo pericolo. Allora il mio interlocutore, con molta calma e freddezza mi disse \u00ab Perch\u00e9 siete cos\u00ec profondamente contrario alla scomparsa della razza umana? \u00bb. Io sono sicuro che solo un secolo fa nessuno avrebbe fatto con tanta leggerezza una dichiarazione di questo genere. \u00c8 la dichiarazione di un uomo che si \u00e8 sforzato di raggiungere il suo equilibrio interno e ha pi\u00f9 o meno perduto la speranza di riuscirvi. \u00c8 l\u2019espressione di una penosa solitudine e di un isolamento di cui molti soffrono. Quale ne \u00e8 il motivo? C\u2019\u00e8 una via d\u2019uscita? \u00c8 facile sollevare queste questioni, ma \u00e8 difficile rispondervi con un certo grado di sicurezza. Tenter\u00f2 tuttavia, come meglio posso, sebbene sappia che i nostri sentimenti e i nostri sforzi siano spessi contraddittori e oscuri e non possono essere espressi in formule semplici e chiare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">L\u2019uomo \u00e8, nello stesso tempo, un essere solitario e sociale. Come essere solitario, egli tenta di proteggere la sua esistenza e quella di coloro che gli sono vicini, di soddisfare i suoi desideri personali e di sviluppare le sue innate capacit\u00e0. Come essere sociale, egli cerca di guadagnarsi la stima e l\u2019affetto degli altri esseri umani, di partecipare alle loro gioie, di confortarli nei loro dolori e di migliorare le loro condizioni di vita. Solo l\u2019esistenza di questi vari e contradditori sforzi d\u00e0 ragione del particolare carattere di un uomo, e le loro speciali combinazioni determinano in quale grado un individuo possa raggiungere un equilibrio profondo e contribuire al benessere della societ\u00e0. \u00c8 possibile che la relativa forza di questi due indirizzi sia di gran lunga determinata dall\u2019eredit\u00e0. Ma la personalit\u00e0 che emerge alla fine \u00e8 largamente formata dall\u2019ambiente nel quale accade che l\u2019uomo si trovi durante il suo sviluppo, dalla struttura sociale in cui cresce, dalle tradizioni di quella societ\u00e0 e dal suo giudizio sui particolari tipi di comportamento. L\u2019astratto concetto di \u00ab societ\u00e0 \u00bb significa per l\u2019essere umano individuale la somma totale dei suoi rapporti diretti e indiretti con i suoi contemporanei e con tutti gli uomini delle precedenti generazioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">L\u2019individuo \u00e8 in grado di pensare, sentire, lottare da solo; ma \u00e8 tale la sua dipendenza dalla societ\u00e0, nella sua esistenza fisica, intellettuale ed emotiva, che \u00e8 impossibile pensare a lui o comprenderlo fuori dalla struttura della societ\u00e0. \u00c8 la \u00ab societ\u00e0 \u00bb che provvede l\u2019uomo del cibo, dei vestiti, della casa, degli strumenti di lavoro, della lingua, delle forme di pensiero e della maggior parte dei contenuti del pensiero; la sua vita \u00e8 resa possibile dal lavoro e dalle realizzazioni dei molti milioni di uomini, passati e presenti, che si nascondono dietro la piccola parola \u00ab societ\u00e0 \u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">\u00c8 evidente perci\u00f2 che la dipendenza dell\u2019individuo dalla societ\u00e0 \u00e8 un fatto di natura che non pu\u00f2 essere abolito; proprio come nel caso delle formiche e delle api. Tuttavia, mentre l\u2019intero processo della vita delle formiche e delle api \u00e8 fissato fin nei piccoli dettagli dai rigidi istinti ereditari, il modello sociale e le relazioni tra gli esseri sociali sono molto variabili e suscettibili di mutamenti. La memoria, la capacit\u00e0 di nuove combinazioni, il dono della comunicazione verbale hanno reso possibili tra gli esseri umani sviluppi che non sono dettati da necessit\u00e0 fisiologiche. Tali sviluppi si manifestano in tradizioni, istituzioni e organizzazioni, nella letteratura, nel perfezionamento scientifico e costruttivo, in opere d\u2019arte. Questo spiega come accade che, in un certo senso, l\u2019uomo possa influenzare la propria vita con la sua condotta, e che in quel processo possono avere una parte il pensiero e la volont\u00e0 consapevoli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">L\u2019uomo acquista dalla nascita, per eredit\u00e0, una costituzione biologica che dobbiamo considerare inalterabile e fissa, che contiene gli impulsi naturali caratteristici della specie umana. Inoltre, nel corso della sua vita, egli acquista un abito culturale che riceve dalla societ\u00e0 per mezzo di un complesso di rapporti e di molte altre specie di influenze. Questo abito culturale, col passare del tempo, \u00e8 soggetto a mutamento e determina in grado molto elevato le relazioni tra l\u2019individuo e la societ\u00e0. Su questo possono poggiare le loro speranze coloro che lottano per migliorare il destino dell\u2019uomo; gli esseri umani non sono condannati, a causa della loro costituzione biologica, ad annientarsi l\u2019un l\u2019altro o a essere alla merc\u00e9 di un destino crudele.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Se ci domandiamo come la struttura della societ\u00e0 e l\u2019atteggiamento culturale dell\u2019uomo dovrebbero essere modificati al fine di rendere la vita umana quanto pi\u00f9 possibile soddisfacente, dobbiamo essere costantemente consci che vi sono certe condizioni che non possono essere modificate. Come ho gi\u00e0 detto, la natura biologica dell\u2019uomo non \u00e8 soggetta a mutamenti, almeno praticamente. Inoltre gli sviluppi tecnologici e demografici degli ultimi secoli hanno creato condizioni destinate a durare. In popolazioni stabili e di densit\u00e0 relativamente elevata, con i beni indispensabili alla loro esistenza, sono assolutamente necessari un\u2019estrema divisione del lavoro e un sistema produttivo altamente centralizzato. Il tempo, ai nostri occhi cos\u00ec idillico, in cui gli individui o gruppi relativamente piccoli potevano essere completamente autosufficienti, \u00e8 passato per sempre. \u00c8 appena una lieve esagerazione affermare che il genero umano costituisce fin d\u2019ora una comunit\u00e0 planetaria di produzione e consumo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Eccomi giunto al punto in cui mi \u00e8 possibile indicare brevemente che cosa per me costituisca l\u2019essenza della crisi del nostro tempo. L\u2019individuo \u00e8 diventato pi\u00f9 che mai consapevole della sua dipendenza dalla societ\u00e0. Questa dipendenza per\u00f2 egli non la sente come positiva, come un legame organico, come un fatto produttivo, ma piuttosto come una minaccia ai suoi diritti naturali o anche alla sua esistenza economica. Inoltre la sua posizione nella societ\u00e0 \u00e8 tale che gli impulsi egoistici del suo carattere vanno costantemente aumentando, mentre i suoi impulsi sociali, che sono per natura pi\u00f9 deboli, vengono di mano in mano deteriorandosi. Tutti gli esseri umani, qualunque sia la loro posizione nella societ\u00e0, sono danneggiati da questo processo di deterioramento. Inconsciamente prigionieri del loro egoismo, essi si sentono malsicuri, soli e privi dell\u2019ingenua, semplice e non sofisticata gioia della vita. L\u2019uomo pu\u00f2 trovare un significato alla vita, breve e pericolosa com\u2019\u00e8, solo votandosi alla societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">L\u2019anarchia economica della societ\u00e0 capitalistica, quale esiste oggi, \u00e8 secondo me la vera fonte del male. Vediamo di fronte a noi un\u2019enorme comunit\u00e0 di produttori, i cui membri lottano incessantemente per privarsi reciprocamente dei frutti del loro lavoro collettivo, non con la forza ma, complessivamente, in fedele complicit\u00e0 con gli ordinamenti legali. Sotto questo punto di vista \u00e8 importante comprendere che i mezzi di produzione \u2013 vale a dire tutta la capacit\u00e0 produttiva che \u00e8 necessaria sia per produrre beni di consumo quanto per produrre capitale addizionale \u2013 pu\u00f2 essere legalmente, e per la maggior parte dei casi \u00e8, propriet\u00e0 dei singoli individui.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Per semplicit\u00e0, nella discussione che segue, io chiamer\u00f2 \u00ab lavoratori \u00bb tutti coloro che non partecipano alla propriet\u00e0 dei mezzi di produzione, sebbene ci\u00f2 non corrisponda all\u2019uso attuale del termine. Il proprietario dei mezzi di produzione \u00e8 in grado di comperare la forza-lavoro del lavoratore. Usando i mezzi di produzione, il lavoratore produce nuove merci che divengono propriet\u00e0 del capitalista. Il punto essenziale di questo processo \u00e8 la relazione tra ci\u00f2 che il lavoratore produce e la misura in cui viene pagato, misurando entrambe le cose in termini di valore reale. Dal momento che il contratto di lavoro \u00e8 \u00ablibero\u00bb, ci\u00f2 che il lavoratore percepisce \u00e8 determinato non dal valore delle merci che produce, ma dalle sue esigenze minime e dalla richiesta capitalistica di forza-lavoro, in relazione al numero dei lavoratori che sono in concorrenza tra di loro per i posti di lavoro. \u00c8 importante comprendere che anche in teoria il pagamento del lavoratore non \u00e8 determinato dal valore del suo prodotto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Il capitale privato tende a essere concentrato nelle mani di una minoranza, in parte a causa della concorrenza tra i capitalisti e in parte per il fatto che lo sviluppo tecnologico e la crescente divisione del lavoro incoraggiano la formazione di pi\u00f9 larghe unit\u00e0 di produzione a spese delle pi\u00f9 piccole. Il risultato di questo sviluppo \u00e8 un\u2019oligarchia del capitale privato, il cui enorme potere non pu\u00f2 essere effettivamente arrestato nemmeno da una societ\u00e0 politica democraticamente organizzata. Ci\u00f2 \u00e8 vero dal momento che i membri dei corpi legislativi sono scelti dai partiti politici, largamente finanziati o altrimenti influenzati dai privati capitalisti che, a tutti gli effetti pratici, separano l\u2019elettorato dalla legislatura. La conseguenza \u00e8 che di fatto i rappresentanti del popolo non proteggono sufficientemente gli interessi degli strati meno privilegiati della popolazione. Inoltre, nelle condizioni esistenti, i capitalisti privati controllano inevitabilmente, in modo diretto o indiretto, le principali fonti d\u2019informazione (stampa, radio, insegnamento). Cos\u00ec \u00e8 estremamente difficile, e in realt\u00e0 nelle maggior parte dei casi del tutto impossibile, che il cittadino privato giunga a oggettive conclusioni e a fare un uso intelligente dei suoi diritti politici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">L\u2019aspetto dominante, in una economia fondata sulla propriet\u00e0 privata del capitale, \u00e8 caratterizzato da due principi basilari: primo i mezzi di produzione (il capitale) sono posseduti da privati e i proprietari ne dispongono come meglio credono; secondo, il contratto di lavoro\u00a0 \u00e8 \u00ablibero\u00bb. Naturalmente una societ\u00e0 capitalistica <em>pura, <\/em>in questo senso non esiste. In particolare si dovrebbe notare che i lavoratori, attraverso lunghe e dure lotte politiche, sono riusciti ad assicurare per certe loro categorie una forma alquanto migliorata di \u00ablibero contratto di lavoro\u00bb. Ma presa nell\u2019insieme, l\u2019economia odierna non differisce dal <em>puro <\/em>capitalismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Si produce per il profitto, non gi\u00e0 per l\u2019uso. Non esiste nessun provvedimento per garantire che tutti coloro che sono atti e desiderosi di lavorare siano sempre in condizioni di trovare un impiego; un \u00abesercito di disoccupati\u00bb esiste quasi in permanenza. Il lavoratore vive nel costante timore di perdere il suo impiego. Poich\u00e9 i disoccupati e i lavoratori mal retribuiti non rappresentano un mercato vantaggioso, la produzione delle merci per il consumo \u00e8 limitata, con conseguente grave danno. Il progresso tecnico spesso si risolve in maggiore disoccupazione, piuttosto che in un alleggerimento del lavoro per tutti. Il movente del profitto, il processo di accumulazione del capitale e della sua utilizzazione e insieme con la concorrenza tra i capitalisti, sono i responsabili delle crisi sempre pi\u00f9 gravi. Una concorrenza illimitata porta a un enorme spreco di lavoro e a quel deterioramento della coscienza sociale degli individui cui ho prima accennato. Questo avvilimento dell\u2019individuo io lo considero il maggior male del capitalismo. Tutto il nostro sistema educativo ne \u00e8 danneggiato. Un\u2019attitudine competitiva esagerata viene inculcata allo studente, cos\u00ec condotto, come preparazione alla sua futura carriera, ad adorare il successo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Sono convinto che vi sia un sol modo per eliminare questi gravi mali: la creazione\u00a0 di una economia socialista, accompagnata da un sistema educativo volto a fini sociali. In una tale economia i mezzi di produzione sono di propriet\u00e0 della societ\u00e0 e vengono utilizzati secondo un piano. Un\u2019economia pianificata che adatti la produzione alle necessit\u00e0 della comunit\u00e0, distribuirebbe il lavoro tra tutti gli abili al lavoro e garantirebbe i mezzi di sussistenza a ogni uomo, donna e bambino. L\u2019educazione dell\u2019individuo, oltre che incoraggiare le sue innate qualit\u00e0, dovrebbe proporsi di sviluppare il senso di responsabilit\u00e0 verso i suoi simili, invece dell\u2019esaltazione del potere e del successo che \u00e8 praticata dalla nostra attuale societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">\u00c8 tuttavia necessario ricordare che un\u2019economia pianificata non \u00e8 ancora socialismo. Un\u2019economia pianificata come questa pu\u00f2 essere accompagnata dal completo asservimento dell\u2019individuo. Il raggiungimento del socialismo richiede la soluzione di alcuni problemi politico-sociali estremamente difficili: come \u00e8 possibile in vista di una centralizzazione di vasta portata del potere politico ed economico, impedire che la burocrazia divenga potente e prepotente? Come possono essere protetti i diritti dell\u2019individuo ed essere con ci\u00f2 assicurato un contrappeso democratico alla potenza della burocrazia?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\"><em>(tratto da \u201cMein Welthid\u201d, Editore Schwarz 1965)<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 prudente per chi non sia esperto in materia economica e sociale esprimere opinioni sul problema del socialismo? 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