{"id":1441,"date":"2020-12-26T14:00:00","date_gmt":"2020-12-26T13:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1441"},"modified":"2020-12-26T15:15:12","modified_gmt":"2020-12-26T14:15:12","slug":"sul-materialismo-storico-organico-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1441","title":{"rendered":"SUL MATERIALISMO STORICO ORGANICO di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"\n<h6 style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Una cosa \u00e8 ormai chiara:<\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>il mondo d\u2019oggi pu\u00f2 essere descritto<\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>agli uomini d\u2019oggi solo a patto<\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>che lo si descriva come un mondo<\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>che pu\u00f2 essere cambiato. <\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Bertol Brecht<\/em><\/span><\/h6>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Queste brevi note sulla teoria del <em>Materialismo storico organico<\/em> nascono dall\u2019esigenza di far conoscere ai giovani aspetti del pensiero di Gramsci volutamente messi in ombra dalla pubblicistica attuale. Ma nasce soprattutto dalla necessit\u00e0 di richiamare le nuove generazioni di intellettuali ed operai su alcune sue geniali intuizioni e riflessioni sullo Stato, sulla funzione degli intellettuali, sul partito della classe operaia, sulla storia e sulla scienza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Gramsci ha attraversato e vissuto i pi\u00f9 grandi eventi storici del Novecento: dalla crisi dei partiti della II Internazionale alla Prima guerra mondiale, dalla Rivoluzione d\u2019Ottobre alla fondazione della III Internazionale,\u00a0 dalla costruzione dei partiti comunisti al fallimento della rivoluzione socialista in Europa occidentale, dai Grandi scioperi del <em>Biennio rosso <\/em>alla nascita del fascismo e alla clandestinit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nei primi decenni del Novecento nelle universit\u00e0 italiane pullulavano le pi\u00f9 aberranti correnti intellettuali di origine neoidealistiche: l\u2019esaltazione della volont\u00e0 di potenza di stampo bergsoniano, il culto del <em>superuomo, <\/em>l\u2019esasperato individualismo, l\u2019anarcosindacalismo di Sorel, il nazionalismo, la violenza e la guerra come filosofia di vita, l\u2019estetismo decadente di D\u2019Annunzio. Correnti intellettuali che confluirono tutte a formare il brodo di coltura del fascismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Anche Gramsci si trov\u00f2 immerso in questo ambiente e, al contrario di altri, non ne fu coinvolto. Anzi il suo pensiero si form\u00f2 proprio analizzando e criticando, fino alle radici, queste correnti irrazionali e antiscientifiche di moda, le quali abbandonando la strada maestra tracciata dai grandi illuministi francesi e successivamente da Marx, finirono nel migliore dei casi, nel vuoto solipsismo o in braccio alla metafisica e alla religione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Da questa vasta esperienza egli trasse un enorme materiale su cui riflettere e che troviamo poi sintetizzato ed esposto in tutti gli scritti, sia come insegnamento che approfondimento della teoria del socialismo scientifico. Perci\u00f2, anche se questi scritti sono stati elaborati durante la lunga e dura prigionia nelle carceri fasciste, conservano ancora tutta la loro validit\u00e0 in quanto analisi fatte sulla base di concrete esperienze.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La teoria del materialismo storico, che ha avuto una importanza rivoluzionaria non solo per l\u2019economia politica ma per tutte le scienze storiche, Marx la sintetizz\u00f2 in modo ineguagliabile con le seguenti parole:\u00ab il modo di produzione della vita materiale condiziona in generale il processo sociale, politico e spirituale della vita\u2026.non \u00e8 la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma \u00e8, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza\u00bb. Essa \u00e8 la stella polare che guider\u00e0 Gramsci nel corso delle sue originali ricerche. Fare politica \u00e8, per Gramsci, soprattutto lottare per trasformare il mondo, \u00a0perch\u00e9 solo in questa lotta gli uomini prendono coscienza critica della realt\u00e0, superando il momento passionale e occasionale, per trasformarsi in approfondita ricerca delle condizioni in cui si muovono le societ\u00e0 umane, le classi e gli uomini.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Il materialismo storico \u00e8 per Gramsci essenzialmente unit\u00e0 dialettica tra struttura e sovrastruttura e il motivo fondamentale per cui il marxismo \u00e8 apparso assimilabile, in alcuni suoi elementi, tanto agli idealisti quanto ai materialisti volgari, \u00e8 dovuto essenzialmente \u00aballa scissione del materialismo storico in due entit\u00e0 separate: da una parte la struttura economica e dall\u2019altra la sovrastruttura. Ci\u00f2 fatto diventa allora possibile prendere la struttura, ovvero il suo lato economico-empirico, ignorando il suo lato sovrastrutturale e teorico\u00bb. E\u2019 ci\u00f2 che Gramsci rimprovera a Benedetto Croce quando, quest\u2019ultimo, trasforma il materialismo storico in un canone empirico di ricerca storica, svuotandolo cos\u00ec del suo contenuto rivoluzionario.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nella polemica di Lenin contro Bukharin, circa la volgarizzazione della teoria del materialismo dialettico, accusato di non conoscere il ragionamento dialettico ma solo la logica astratta, Gramsci, nello scritto <em>Note critiche a un \u201cSaggio popolare di sociologia\u201d, <\/em>cos\u00ec si esprime:\u00ab\u2026.egli [Bukharin, ndr] realmente capitola dinanzi al senso comune e al pensiero volgare, perch\u00e9 non si \u00e8 posto il problema nei termini teorici esatti e quindi \u00e8 praticamente disarmato\u00a0 e impotente. L\u2019ambiente ineducato e rozzo ha dominato l\u2019educatore, il volgare senso comune si \u00e8 imposto alla scienza e non viceversa; se l\u2019ambiente \u00e8 l\u2019educatore, esso deve essere educato a sua volta, ma il <em>Saggio popolare <\/em>non capisce questa dialettica rivoluzionaria\u2026..La radice di tutti gli errori del <em>Saggio <\/em>consiste appunto in questa pretesa di dividere la filosofia della prassi in due parti: una \u201csociologia\u201d e una filosofia sistematica. Scissa dalla teoria della storia e della politica, la filosofia non pu\u00f2 essere che metafisica, mentre la grande conquista della storia del pensiero moderno, rappresentata dalla filosofia della prassi, \u00e8 appunto la storicizzazione concreta della filosofia e la sua identificazione con la storia\u00bb. Tutto ci\u00f2 in perfetta coerenza con la <em>III Tesi su<\/em> <em>Ludovico Feuerbach<\/em> di Marx: \u00ab La dottrina materialistica che gli uomini sono prodotti dell\u2019ambiente e dell\u2019educazione, e che pertanto uomini mutati sono prodotti di un altro ambiente e di una mutata educazione, dimentica che sono proprio gli uomini che modificano l\u2019ambiente e che l\u2019educatore stesso deve essere educato\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E\u2019 tuttavia vero che la dialettica \u00e8 cosa molto ardua e difficile, in quanto il pensare dialetticamente \u2013dice Gramsci \u2013 va contro il volgare senso comune che \u00e8 dogmatico, avido di certezze perentorie ed ha la logica formale come espressione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La convinzione che il marxismo non si confonde e non si riduce a nessun\u2019altra filosofia, e che tale filosofia non \u00e8 solo originale in quanto supera le filosofie precedenti, \u00e8 originale specialmente in quanto apre una strada completamente nuova: lo studio e le interazioni tra le diverse permanenti sovrastrutture (ne \u00e8 un esempio il suo approfondimento sull\u2019origine e sviluppo della classe degli intellettuali organici al capitalismo e sui nuovi intellettuali organici al socialismo), apportano un contributo notevole alla teoria del materialismo storico. La sua mente, insofferente alle continue oscillazioni tra il <em>revisionismo <\/em>e\u00a0 l\u2019estremismo e gli smembramenti\u00a0 alle quali la teoria del materialismo storico era sottoposta (dopo la morte di Marx ed Engels e che aveva causato perniciose deviazioni), si era ormai convinta della necessit\u00e0 che una trattazione sistematica della teoria del materialismo storico e dialettico non potesse trascurare nessuna delle parti e dei principi che Marx ed Engels avevano portato alla luce della conoscenza. In altre parole Gramsci era del parere che la capacit\u00e0 di vita e sviluppo\u00a0 della teoria marxista fosse condizionata dalla organica connessione delle sue parti. Ma, avverte\u00a0 Gramsci, la pretesa di dedurre meccanicamente ogni fluttuazione della politica e dell\u2019ideologia dalla relativa struttura deve essere combattuta \u00abcome infantilismo primitivo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Gramsci non si limita alla critica storica, ma la estende anche alla metodologia scientifica secondo le indicazioni di Marx. Nel libro primo del <em>Capitale <\/em>Marx scrive:\u00ab La tecnologia svela il comportamento attivo dell\u2019uomo verso la natura, l\u2019immediato processo di produzione della sua vita, e con essi anche l\u2019immediato processo di produzione dei suoi rapporti sociali vitali e delle idee dell\u2019intelletto che ne scaturiscono. Neppure una storia delle religioni, in qualsiasi modo eseguita, che faccia astrazione da questa base materiale, \u00e8 critica. Di fatto \u00e8 molto pi\u00f9 facile trovare mediante l\u2019analisi il nocciolo terreno delle nebulose religiose che, viceversa, dedurre dai rapporti reali di vita, che di volta in volta si presentano, le loro forme incielate. Quest\u2019ultimo \u00e8 l\u2019unico metodo materialistico e quindi scientifico. I difetti del materialismo astrattamente modellato sulle scienze naturali, che esclude il processo storico, si vedono gi\u00e0 nelle concezioni astratte e ideologiche dei suoi portavoce appena s\u2019arrischiano al di l\u00e0 della loro specialit\u00e0\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E\u2019 nel periodo a cavallo degli anni trenta del Novecento che Gramsci si occupa anche di scienza. Nel novembre del 1931, in occasione della pubblicazione di un articolo <em>Scienze biologiche <\/em>nel quale si sostiene, parlando di fenomeni infinitamente piccoli, che essi non si possono considerare indipendentemente dal soggetto che li osserva. In realt\u00e0 l\u2019estensore del suddetto articolo si riferisce alla scoperta, fatta nel 1927, del principio di indeterminazione di Werner Heisenberg che afferma l\u2019impossibilit\u00e0 di misurare contemporaneamente con esattezza la posizione e la velocit\u00e0 di una particella atomica. Ma tale misura \u00e8 sempre essenzialmente affetta da un certo errore. Le conseguenze filosofiche dedotte da tale principio apr\u00ec un periodo di grandi dibattiti e vivaci contrapposizioni tra il materialismo e l\u2019idealismo concernenti i concetti di materia, oggetto fisico, causalit\u00e0, ecc. Addirittura alcuni filosofi, partendo dall\u2019impossibilit\u00e0 di operare una netta distinzione fra strumento di osservazione e sistema osservato, sono arrivati al punto di affermare, non solo che la nuova fisica ha carattere idealistico, ma che osservatore e strumento di osservazione <em>creino <\/em>il sistema osservato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E\u2019 il periodo della cosiddetta crisi della fisica di fine secolo, scoppiata secondo molti filosofi a causa del crollo del <em>meccanicismo <\/em>classico e del materialismo volgare o metafisico, finisce con l\u2019essere una metafora letteraria per coprire l\u2019incapacit\u00e0 filosofica di prendere atto delle profonde trasformazioni provocate dalla rivoluzione scientifica novecentesca nel dominio delle teorie. In realt\u00e0 \u00e8 la filosofia che \u00e8 in crisi per il suo rifiuto di adeguare se stessa in funzione delle scoperte scientifiche, e non viceversa, come la vulgata ideologica dei decenni successivi cerc\u00f2 di fare. Agli storici della scienza si chiese di fare i portatori d\u2019acqua, i costruttori di esempi che corroborassero quel capovolgimento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00ab Se fosse vero \u2013 dice Gramsci con grande acume \u2013 che i fenomeni infinitamente piccoli in questione non si possono considerare esistenti indipendentemente dal soggetto che li osserva, essi in realt\u00e0 non sarebbero \u201cosservati\u201d, ma \u201ccreati\u201d e cadrebbero nello stesso dominio della pura intuizione fantastica dell\u2019individuo. Sarebbe anche da porre la questione se lo stesso individuo pu\u00f2 \u201cdue volte\u201d creare (osservare) lo stesso fatto. Non si tratterebbe neppure di solipsismo ma di demiurgia o di stregoneria\u00bb. Per quanto riguarda il rapporto tra scienza e filosofia aggiunge: \u00abLa scienza non si presenta come nuda nozione obiettiva mai; essa appare sempre rivestita da una filosofia e concretamente \u00e8 scienza l\u2019unione del fatto obiettivo e dell\u2019ipotesi o di un sistema di ipotesi che superano il mero fatto obiettivo. In questo campo per\u00f2 \u00e8 diventato relativamente facile scindere la nozione obiettiva dal sistema di ipotesi con un processo di astrazione che \u00e8 insito nella stessa metodologia scientifica e appropriarsi dell\u2019una respingendo l\u2019altro. In tal modo una classe pu\u00f2 appropriarsi la scienza di un\u2019altra senza accettarne la filosofia\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Notevoli sono le sue osservazioni circa il carattere delle verit\u00e0 scientifiche. Gramsci dice:\u00ab Se le verit\u00e0 scientifiche fossero definitive, la scienza avrebbe cessato di esistere come tale, come ricerca, come nuovi esperimenti e l\u2019 attivit\u00e0 scientifica si ridurrebbe a una divulgazione del gi\u00e0 scoperto. Ci\u00f2 non \u00e8 vero, per fortuna della scienza. Ma se le verit\u00e0 scientifiche non sono neanche esse definitive e perentorie, anche la scienza \u00e8 una categoria storica, \u00e8 un movimento in continuo sviluppo. Solo che la scienza non pone nessuna forma di <em>inconoscibile <\/em>metafisico, ma riduce ci\u00f2 che l\u2019uomo non conosce a una empirica <em>non conoscenza <\/em>che non esclude la conoscibilit\u00e0, ma la condiziona allo sviluppo degli strumenti fisici e allo sviluppo dell\u2019intelligenza storica dei singoli scienziati\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Dunque Gramsci era consapevole dell\u2019enorme lavoro a cui era chiamato nel preparare i <em>Quaderni del carcere. <\/em>Si trattava di ristudiare tutta la storia, le condizioni di esistenza materiale delle diverse formazioni sociali, nel loro nascere e nel loro perire e, poi dedurre da esse le corrispondenti concezioni della politica, del diritto, della filosofia, ecc.. Ma non basta. Occorre sempre tenere presente che le forme ideali esercitano a loro volta una influenza sulla struttura. Nell\u2019indagare questi processi Gramsci utilizza sapientemente il metodo della dialettica materialistica che Marx defin\u00ec in modo magistrale nel poscritto alla seconda edizione del I volume del <em>Capitale <\/em>del 24 gennaio 1873, con le seguenti parole:\u00ab Fondamentalmente, il mio metodo \u00e8 non solo differente da quello hegeliano, ma ne \u00e8 anche direttamente l\u2019opposto. Per Hegel il processo del pensiero, che egli trasforma addirittura in soggetto indipendente col nome di idea, \u00e8 il demiurgo del reale, che costituisce a sua volta solo il fenomeno esterno dell\u2019idea o processo del pensiero. Per me, viceversa, l\u2019elemento ideale non \u00e8 altro che l\u2019elemento materiale trasferito e tradotto nel cervello degli uomini\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Questa concezione della storia apriva un\u2019epoca nuova di cui Gramsci era perfettamente consapevole e, per tutta la sua vita, fino all\u2019ultimo giorno, dedic\u00f2 se stesso a dare anima e corpo alle idee, alle intuizioni, che Marx, sinteticamente, ma ricche di contenuto, espresse in una lettera del 28 dicembre 1846 indirizzata a Vaasilevic Annekov:\u00ab Presupponga un determinato stadio di sviluppo delle capacit\u00e0 produttive degli uomini e Lei avr\u00e0 una forma corrispondente di commercio e di consumo. Presupponga gradi determinati di sviluppo della produzione, di commercio e del consumo, e Lei avr\u00e0 una forma corrispondente di ordinamento sociale, una organizzazione corrispondente della famiglia, dei ceti o delle classi, in una parola avr\u00e0 una societ\u00e0 civile corrispondente. Presupponga una tale societ\u00e0 civile, e Lei avr\u00e0 un corrispondente Stato politico, il quale non sar\u00e0 che l\u2019espressione ufficiale della societ\u00e0 civile\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Questo processo dialettico di sviluppo dell\u2019unit\u00e0 di teoria e pratica \u00e8 un divenire storico che progredisce \u2013 dice Gramsci \u2013 da una fase elementare e primitiva, fino al possesso reale e completo di una concezione del mondo coerente, scientifica e unitaria. Una coscienza, quindi, che sa di essere parte di una determinata forza dirigente prima ed egemonica poi e che coinvolge la formazione di una classe di intellettuali, senza la quale non c\u2019\u00e8 n\u00e9 organizzazione, n\u00e9 organizzatori, n\u00e9 dirigenti. L\u2019<em>intellettuale collettivo <\/em>costituisce un insieme di intellettuali organicamente legato alla classe operaia, capace di darle omogeneit\u00e0 e consapevolezza della propria funzione non solo nel campo economico, ma anche in quello sociale, politico e statuale, a differenza degli intellettuali tradizionali che pensano e credono di essere autonomi e indipendenti dal gruppo sociale dominante.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Teramo dicembre 2020<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una cosa \u00e8 ormai chiara:il mondo d\u2019oggi pu\u00f2 essere descrittoagli uomini d\u2019oggi solo a pattoche lo si descriva come un<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1256,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-1441","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-documenti"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1441","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1441"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1441\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1442,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1441\/revisions\/1442"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1256"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}