{"id":1739,"date":"2021-10-14T21:27:28","date_gmt":"2021-10-14T19:27:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1739"},"modified":"2021-10-14T21:27:29","modified_gmt":"2021-10-14T19:27:29","slug":"storia-di-una-verita-dimenticata-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1739","title":{"rendered":"STORIA DI UNA VERIT\u00c0 DIMENTICATA di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: 12px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>D<span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">a quando al mondo vivono capitalisti e operai <\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">non \u00e8 mai apparso un libro che per gli operai<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\">fosse cos\u00ec importante come questo.<\/span><\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 12px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>(F. Engels,<em> Studi sul Capitale, <\/em>Ed. Rinascita, 1954)<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Nella sua prefazione al libro\u00a0 <em>Nuovo Compendio del Capitale <\/em>del sociologo Domenico Moro, il grande storico Nicola Tranfaglia (morto il 23 luglio 2021), cos\u00ec sintetizza le ragioni per le quali si sono abbandonati gli studi sul pensiero marxiano: \u00ab Negli anni del grande sviluppo economico che ha caratterizzato il paese dopo la ricostruzione del dopoguerra con i comunisti italiani tra i protagonisti della trasformazione sociale e culturale che ha fatto dell\u2019Italia uno dei dieci pi\u00f9 industrializzati del pianeta, sono stati numerosi gli studi e i dibattiti sull\u2019opera di Carlo Marx e sulle sue interpretazioni. Ma alla fine degli anni Settanta, ha avuto inizio un periodo in cui il pensiero di Marx \u00e8 stato a poco a poco accantonato soprattutto grazie alla crisi che ha vissuto il Partito Comunista Italiano che \u2013 erroneamente \u2013 ha messo insieme l\u2019esigenza politica di allontanarsi dal vecchio legame di ferro con il partito della Unione Sovietica all\u2019interesse scientifico e culturale per l\u2019opera marxiana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">N\u00e9 si pu\u00f2 dire che gli studiosi legati al Pci, se si escludono alcune rare eccezioni (Ludovico Geymonat: <em>Attualit\u00e0 del materialismo dialettico<\/em> del 1974, ndr), abbiano proseguito il loro lavoro di ricerca e di analisi di quel pensiero. Gli eredi del Pci, soprattutto quelli approdati a poco a poco nel Partito dei Democratici di sinistra e poi nei Democratici di sinistra, hanno cercato piuttosto la loro ispirazione in altri autori: in quelli liberali e democratici ancor pi\u00f9 che in quelli della socialdemocrazia europea\u2026..Abbiamo assistito, negli ultimi vent\u2019anni, a una sorte di oblio del pensiero di Marx nel nostro paese senza che all\u2019opinione pubblica nazionale fosse offerta una spiegazione da parte degli eredi nazionale del Pci. Diretta conseguenza di questo strano processo \u00e8 stata l\u2019incertezza di una parte rilevante della sinistra italiana ed europea di fronte al fenomeno centrale che ha caratterizzato la mondializzazione dei rapporti economici come di quelli politici e culturali\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Eppure materia su cui riflettere e studiare, in questi ultimi quarant\u2019anni, non \u00e8 mancata: l\u2019accumulo di ricchezze ad un polo, e miseria\u00a0 crescente dall\u2019altro; negli Stati Uniti, in questi ultimi anni, la quota di utili delle 200 maggiori multinazionali \u00e8 aumentata in maniera vertiginosa, mentre i salari operai sono scesi ai minimi storici; il rapporto annuale del 2018 del World Economic Forum ci dice che 2.153 super ricchi possiedono quanto 4,6 miliardi di persone, mentre il 50% pi\u00f9 povero ha meno dell\u20191%; la politica di salvataggio delle grandi banche americane da parte del governo si aggira intorno ai 40 miliardi l\u2019anno che, come scrive il <em>Financial Times, <\/em>\u00e8 \u00ab un settore finanziario ormai fuori controllo che sta divorando l\u2019attuale mercato economico dall\u2019interno, proprio come la larva del pompilide divora l\u2019ospite nel quale \u00e8 stata deposta\u00bb; gli impotenti e inconcludenti vertici dei primi ministri dei paesi occidentali sul clima e il riscaldamento globale del pianeta; il dibattito in corso da anni sulla trasformazione dei sistemi economico-politici in una sorta di oligarchia e sulla compatibilit\u00e0 o meno di principio tra capitalismo e democrazia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Sono questi i temi e i problemi che lo storico Nicola Tranfaglia ci invita a riconsiderare poich\u00e9 \u00a0stanno alla base di questo <em>strano processo <\/em>che, oltre ad essere quello della mondializzazione e globalizzazione gi\u00e0 previste da Marx, affonda le sue radici nella totale incomprensione delle reali ragioni delle crisi periodiche economiche, sempre pi\u00f9 devastanti, del sistema produttivo capitalistico. Non \u00e8 un caso che per spiegare tali crisi i teorici della sinistra non abbiano di meglio che far ricorso agli economisti di formazione borghese, che hanno sempre concepito l\u2019ordinamento capitalistico come forma assoluta e definitiva, anzich\u00e9 come forma storicamente transitiva. Questi economisti, che hanno sempre negato l\u2019esistenza della contraddizione di fondo fra il capitale e il lavoro operaio non pagato, e che quest\u2019ultimo sia la fonte dell\u2019arricchimento smisurato del capitalista, sono stati insigniti con premi Nobel e premiati con incarichi e docenze nelle pi\u00f9 grandi e prestigiose universit\u00e0 occidentali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Tale vuoto di pensiero teorico della sinistra non poteva non essere riempito che da vecchie concezioni riproposte sotto nuove forme. La cosiddetta <em>Sintesi neoclassica <\/em>( cio\u00e8 l\u2019unione singolare della teoria neoclassica con quella keynesiana), \u00e8 stata il coronamento del pensiero economico borghese degli anni 1960. Il ritorno a Keynes, dopo il periodo degli anni Trenta della <em>grande depressione<\/em>, \u00e8 stata la manifestazione pi\u00f9 significativa del periodo di trasformazione del capitalismo monopolistico in quello monopolistico di Stato. Sono gli anni nei quali gli Stati Uniti hanno vissuto un periodo di ascesa il pi\u00f9 lungo dell\u2019ultimo dopoguerra, durato otto anni, ed \u00e8 stato definito dai sostenitori del keynesismo, come il trionfo della politica economica keynesiana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Ma le crisi cicliche degli anni 1969 \u2013\u201971 e ancor pi\u00f9 quelle degli anni 1974-\u201975, si sono incaricate di distruggere gli schemi keynesiani della politica anticiclica, i quali hanno dimostrato la loro non applicabilit\u00e0 nel dominare l\u2019anarchia del sistema produttivo capitalistico. Cos\u00ec, ancora una volta, sotto queste condizioni di assoluta incomprensione della realt\u00e0 dei nuovi processi economici degli anni \u201980, si sono rafforzate le tendenze conservatrici di \u201cdestra\u201d al keynesismo contrassegnate da una dura critica all\u2019intervento dello Stato nell\u2019economia, misconoscendo i massicci interventi statali alle grandi multinazionali e le politiche dei governi per salvare le banche \u201ctroppo grandi per fallire\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Come ideologici di primo piano tornarono nuovamente alla ribalta i nomi degli apologeti dell\u2019economia della libera concorrenza e del mercato senza regole, quali von Mises e F. A. Hayek (fondatore della scuola di Chicago) e dichiarati oppositori del socialismo. Questo ritorno alle vecchie teorie economiche \u00e8 la dimostrazione pi\u00f9 palese dell\u2019impotenza di uscire dall\u2019orizzonte borghese nel quale sono imprigionate. Esse furono adottate, senza raggiungere qualche risultato significativo, dal governo Thatcher e negli Stati Uniti dall\u2019amministrazione Reagan, il quale, come esempio concreto di applicazione delle politiche monetaristiche dell\u2019economista Milton Friedman, spost\u00f2 parte della spesa pubblica dal settore dello stato sociale a quello militare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Nel suo interessantissimo libro <em>I padroni dell\u2019umanit\u00e0, <\/em>Noam Chomsky dice :\u00ab\u2026.il ruolo della finanza nell\u2019economia \u00e8 esploso, tanto che la quota di utili delle imprese detenuta dagli istituti finanziari \u00e8 aumentata vertiginosamente dagli anni Settanta. A ci\u00f2 fa da corollario lo svuotamento della produzione industriale, che \u00e8 stata esternalizzata. Tutto questo \u00e8 il prodotto di una sorta di fanatismo religioso chiamato economia, basato su ipotesi prive di qualunque fondamento teorico e di basi empiriche, ma che risultano molto seducenti perch\u00e9 consentono, una volta adottate, di dimostrare dei teoremi: l\u2019efficienza del mercato, le tesi delle aspettative razionali, e cos\u00ec via\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Ma a Chomsky, che \u00e8 il maggior linguista vivente, saggista politico e critico feroce delle idee che hanno giustificato da secoli lo sfruttamento capitalistico e le guerre dal Vietnam al Nicaragua, dal Centro America alla Serbia e all\u2019Iraq, sfugge il vero contenuto di questo <em>fanatismo religioso <\/em>che non \u00e8 altro la bramosia insaziabile di plusvalore da parte del capitalista. Esso \u00e8 la chiave per la comprensione dell\u2019intera produzione capitalistica e delle conseguenti crisi.\u00a0 Ma che cosa ha detto Marx sulla teoria del plusvalore visto che le teorie di tutti i suoi predecessori sono scomparse? Il plusvalore non pu\u00f2 scaturire dalla circolazione delle merci, perch\u00e9 quest\u2019ultima conosce soltanto lo scambio tra equivalenti; n\u00e9 pu\u00f2 sorgere da un aumento dei prezzi perch\u00e9 i guadagni e le perdite reciproche del venditore e del compratore si compensano? Ecco cosa dice Marx in proposito:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\"><strong>\u00abIl plusvalore \u00e8 prodotto non appena il pluslavoro che \u00e8 possibile estorcere si trova oggettivato nelle merci. Ma con questa produzione del plusvalore si chiude solo il primo atto del processo di produzione capitalistico, la produzione immediata. Il capitale ha assimilato una quantit\u00e0 determinata di lavoro non pagato. Contemporaneamente allo sviluppo del processo, che si esprime in una diminuzione del saggio del profitto, la massa di plusvalore cos\u00ec prodotta si gonfia all\u2019infinito. Comincia ora il secondo atto del processo. La massa complessiva delle merci, il prodotto complessivo, tanto la parte che rappresenta il capitale costante e variabile, come quella che rappresenta il plusvalore, dev\u2019essere venduta. Qualora questa vendita non abbia luogo, o avvenga solo in parte o a prezzi inferiori a quelli di produzione, lo sfruttamento dell\u2019operaio, che esiste in ogni caso, non si tramuta in un profitto per il capitalista e pu\u00f2 dar luogo a una realizzazione nulla o parziale del plusvalore estorto, e anche ad una perdita parziale o totale del suo capitale.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\"><strong>Le condizioni dello sfruttamento immediato e della sua realizzazione non sono identiche: esse differiscono non solo dal punto di vista del tempo e del luogo, ma anche della sostanza. Le une sono limitate esclusivamente dalla forza produttiva della societ\u00e0, le altre dalla proporzione esistente tra i diversi rami della produzione e dalla capacit\u00e0 di consumo della societ\u00e0. Quest\u2019ultima, a sua volta, non \u00e8 determinata n\u00e9 dalla forza produttiva assoluta, n\u00e9 dalla capacit\u00e0 di consumo assoluta; ma dalla capacit\u00e0 di consumo fondata su una distribuzione antagonistica, che riduce il consumo della grande massa della societ\u00e0 ad un limite che pu\u00f2 variare solo entro confini pi\u00f9 o meno ristretti. Essa \u00e8 inoltre limitata dell\u2019impulso ad accumulare, ad accrescere il capitale e ottenere delle quantit\u00e0 sempre pi\u00f9 forti di plusvalore<\/strong><strong>\u00bb<\/strong><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Il pluslavoro del lavoratore, compiuto oltre il tempo necessario per compensare il salario, \u00e8 la fonte del plusvalore, dell\u2019\u201dingrassamento\u201d sempre crescente del capitale. Il lavoro non pagato del lavoratore mantiene tutti i membri della societ\u00e0 che non lavorano; \u00absu di esso poggia l\u2019intera situazione sociale \u2013 dice Engels \u2013 nella quale noi viviamo\u00bb. Tutto il lavoro non pagato non \u00e8, tuttavia, una caratteristica esclusiva della societ\u00e0 borghese. Essa si riscontra ovunque esistano classi di possidenti e classi di lavoratori non possidenti, le quali ultime hanno dovuto sempre fornire lavoro non pagato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Durante tutto il periodo in cui la schiavit\u00f9 era la forma dominante dell\u2019organizzazione del lavoro, gli schiavi hanno dovuto lavorare molto di pi\u00f9 di quel che non fosse reintegrato loro sotto forma di mezzi di sussistenza. Sotto il regime della schiavit\u00f9 della gleba e fino all\u2019abolizione del lavoro feudale dei contadini accadeva la stessa cosa. La forma ora \u00e8 mutata, ma la sostanza \u00e8 rimasta. Fintanto che \u00abuna parte della societ\u00e0 \u2013 dice Marx \u2013 possiede il monopolio dei mezzi di produzione, l\u2019operaio, libero o schiavo, deve aggiungere al tempo di lavoro necessario per il suo sostentamento del tempo di lavoro eccedente per produrre i mezzi di sostentamento per il possessore dei mezzi di produzione, sia questo un proprietario nobile ateniese, teocrate etrusco, civis romanus, barone normanno, negriero americano, boiardo valacco, proprietario agrario moderno, o capitalista\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Per un approfondimento del significato e della portata rivoluzionaria della scoperta del plusvalore, Engels ricorre alla storia della chimica e alla scoperta di un nuovo elemento: l\u2019<em>ossigeno.<\/em> Nato a Parigi nel 1743 e morto ghigliottinato durante la grande Rivoluzione Francese del 1789, Antoine Laurent Lavoisier \u00e8 considerato il padre della chimica moderna. Considerata come una scienza dai connotati fortemente ambigui, la chimica, ancora alla met\u00e0 del Settecento, era influenzata da fonti alchimistiche, magiche ed esoteriche. Molti chimici credevano possibile realizzare il vecchio sogno di trasmutare i metalli in oro, tanto che il giovane Antoine decise di seguire i corsi di chimica, tenuti da un farmacista illuminista Francois Rouelle, subordinati alle esigenze dei medici e dei farmacisti. I farmaci inclusi nelle numerose farmacopee erano gli stessi usati da medici e speziali del Rinascimento: la celebre polvere del mitico liocorno, o quella tratta dalle corna del cervo, potenti sostanze tossiche come l\u2019antimonio o il mercurio, sostanze organiche tratte da cadaveri umani, ed altri rimedi non meno stravaganti, spiccavano nel ricettario dello speziale settecentesco.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Per quanto riguarda i fenomeni calorifici, nel Settecento dominava la teoria flogistica secondo la quale ogni combustione consisteva nel fatto che dal corpo comburente si separa un altro corpo ipotetico, che veniva designato col nome di <em>flogisto.<\/em> La teoria del flogisto, sebbene fosse teoricamente inconsistente, divenne ben presto la cornice teorica entro la quale tutti i fenomeni chimici venivano inquadrati e spiegati, non senza una qualche violenza. Terminati i corsi di chimica, a soli 20 anni, il giovane Antoine mise su carta alcune idee che manifestavano le sue perplessit\u00e0 sull\u2019approccio qualitativo dominante in chimica. La chimica per dirsi veramente scienza, secondo Lavoisier, non poteva pi\u00f9 affidarsi all\u2019arbitrio e alla volubilit\u00e0 dei sensi, ma doveva adottare modelli analoghi a quelli forniti dalla fisica e dalla matematica. Non \u00e8 dunque un caso che in questo scritto egli citasse i nomi di fisici quali Newton, Franklin, ecc&#8230; Ma col progredire delle tecniche sperimentali e con l\u2019emergere di fenomeni ed osservazioni difficilmente inquadrabili nei sistemi teorici tradizionali, la chimica settecentesca diventava sempre pi\u00f9 insostenibile. Solo nel 1718 un farmacista francese, Etienne Francois Geoffroy, riusc\u00ec ad aprire una breccia nella chimica dogmatica e sclerotizzata del tempo, con la teoria <em>dell\u2019affinit\u00e0 chimica.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Ma la rivoluzione era nell\u2019aria! Nel 1766, il fisico inglese Henry Cavendish, combinando l\u2019azione di acidi particolari con i metalli, osservava la liberazione di un gas altamente infiammabile. Cavendish aveva scoperto l\u2019idrogeno, ma la sua precisa natura rimase un mistero. Nel 1772, il teologo Joseph Priestley, membro della Royal Society di Londra, nel suo trattato interamente dedicato ai gas, allora chiamati fluidi elastici, descrive una specie di aria \u00abche trov\u00f2 cos\u00ec pura, ossia cos\u00ec immune dal flogisto, che l\u2019aria comune al suo confronto appariva gi\u00e0 corrotta\u00bb. Ma la scoperta pi\u00f9 importante e significativa arriv\u00f2 nel 1774 da un oscuro farmacista svedese, Wilhelm Scheele, che negli anni precedenti aveva compiuto numerose esperienze sui fluidi elastici. Una di queste consentiva di isolare una specie d\u2019aria particolarmente atta a conservare la fiamma che lui chiam\u00f2 \u00abaria di fuoco\u00bb. Sia Priestley che Scheele avevano descritto l\u2019ossigeno, ma non sapevano cosa avessero tra le mani. \u00abEssi rimanevano prigionieri nelle categorie <em>flogistiche <\/em>\u2013 dice Engels \u2013 cos\u00ec come le avevano trovate belle e fatte\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Nell\u2019ottobre del 1774 Priestley ebbe l\u2019occasione di conoscere, a Parigi, Lavoisier. In questa occasione Priestley mostr\u00f2 a Lavoisier un nuovo metodo per isolare l\u2019<em>aria di fuoco<\/em> illustrandogli le caratteristiche peculiari del nuovo gas. \u00c8 grande merito di Lavoisier l\u2019aver intuito le grandi potenzialit\u00e0 teoriche insite nella scoperta di questo gas. Si mise a lavoro e sottopose ad esame l\u2019intera chimica flogistica, scoprendo, che questa specie di aria, era un nuovo elemento chimico: l\u2019ossigeno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Molto si \u00e8 scritto, prescindendo dal contesto storico e culturale al quale la scoperta si riferisce, su chi, per primo, abbia scoperto l\u2019ossigeno: Priestley era un seguace della teoria flogistica e cercava di interpretare tutti i fenomeni chimici nel quadro della tradizionale filosofia della materia di Aristotele; \u00a0Scheele aveva elaborato una nuova teoria che attribuiva al fuoco un ruolo centrale; solo Lavoisier, infine, cap\u00ec che la chimica poteva essere rifondata completamente se si fosse approfondita la natura dei gas e il loro ruolo durante le reazioni. Cap\u00ec, con la scoperta dell\u2019ossigeno, di aver individuato un nuovo elemento le cui caratteristiche chimiche erano capaci di spiegare un numero sempre pi\u00f9 esteso di fenomeni. Dunque, Lavoisier rimane il vero scopritore dell\u2019ossigeno di fronte a Priestley e a Scheele, i quali lo hanno meramente descritto, senza minimamente sospettare che cosa avessero descritto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Cos\u00ec Marx, come Lavoisier, rimane rispetto ai suoi predecessori (William Petty, 1662; John Locke, 1691; Davd Hume,1752, Adam Smith,1776; ecc.), il vero scopritore della teoria del plusvalore. Detti predecessori, bench\u00e9 avessero intuito che il plusvalore era un prodotto del lavoro, non si elevarono mai al di sopra dell\u2019aspetto fenomenico, non raggiunsero mai l\u2019essenza del plusvalore. Essi rimanevano prigionieri delle categorie economiche cos\u00ec come le avevano trovate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\"><strong>\u00abQui interviene Marx. L\u00e0 dove questi avevano visto una soluzione &#8211; dice Engels -, egli vide soltanto un problema. Egli vide che qui non c\u2019era aria deflogistizzata, n\u00e9 aria di fuoco, ma ossigeno, che si trattava non della pura e semplice constatazione di un fatto economico, n\u00e9 del conflitto di questo fatto con la giustizia eterna e la vera morale, bens\u00ec di un fatto che era chiamato a sovvertire l\u2019intera economia, e che forniva la chiave per la comprensione dell\u2019intera produzione capitalistica, per chi avesse saputo utilizzarla. Fondandosi su questo fatto, egli esamin\u00f2 tutte le categorie gi\u00e0 trovate, come Lavoisier fondandosi sull\u2019ossigeno aveva esaminato le categorie gi\u00e0 esistenti della chimica flogistica. <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">(F.Engels, <em>Studi sul Capitale,<\/em> Ed. Rinascita, 1954)<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando al mondo vivono capitalisti e operai non \u00e8 mai apparso un libro che per gli operaifosse cos\u00ec importante<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1739","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1739","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1739"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1739\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1741,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1739\/revisions\/1741"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1739"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1739"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1739"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}