{"id":1770,"date":"2021-11-20T09:33:09","date_gmt":"2021-11-20T08:33:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1770"},"modified":"2021-11-20T09:33:10","modified_gmt":"2021-11-20T08:33:10","slug":"giorgio-parisi-f-i-s-i-c-a-m-e-n-t-e-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1770","title":{"rendered":"GIORGIO PARISI F I S I C A M E N T E di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Le idee non possono mai portare oltre<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>una vecchia situazione del mondo, ma<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>sempre oltre le idee della vecchia<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>situazione del mondo. In generale, le idee<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>non possono attuare niente. Per l\u2019attuazione<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>delle idee c\u2019\u00e8 bisogno degli uomini, i quali<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>impiegano una forza pratica.<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>(Carlo Marx)<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019assegnazione del Nobel 2021 per la fisica a Giorgio Parisi,\u00a0 di anni 73, \u00abper i contributi innovativi alla nostra comprensione dei sistemi fisici complessi\u00bb, al di sotto dei quali il fisico romano ha scoperto un ordine, costituisce un grande\u00a0 riconoscimento al valore della scuola italiana di fisica fondata da Enrico Fermi negli anni Venti del secolo scorso.\u00a0\u00a0 Sistemi biologici, sistemi caratterizzati da un grandissimo numero di particelle dell\u2019ordine di miliardi di trilioni che interagiscono tra loro, come le reti di neuroni del cervello, sono definti sistemi complessi apparentemente governati dal disordine e dal caso, hanno tutti un ordine sottostante che Parisi ha scoperto. Ancora una volta la scienza si \u00e8 incaricata di dimostrarci che caso e causalit\u00e0, causa ed effetto, non stanno tra loro in rigida opposizione, ma interagiscono tra loro e, malgrado la loro contrariet\u00e0, si compenetrano vicendevolmente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma la scoperta di Parisi, tuttavia, risale a circa 40 anni fa e, come \u00e8 stato gi\u00e0 detto, si pu\u00f2 considerare come un Nobel alla \u201cCarriera\u201d. Una carriera unica sotto tutti gli aspetti, non solo per la sua genialit\u00e0, ma soprattutto per il suo immenso lavoro per la costruzione e lo sviluppo della scuola romana di fisica teorica. E\u2019 da sottolineare, inoltre, che Parisi appartiene a quella ridotta schiera di scienziati che hanno messo la loro intelligenza al servizio dell\u2019impegno sociale, politico e civile. A lui va il merito di averci spiegato, fin dai primi giorni, l\u2019andamento della pandemia quando nessuno ancora ci capiva niente. Fu lui a schierarsi per primo, nel 2008, contro i tagli dei fondi alla Ricerca scientifica e all\u2019Universit\u00e0. E non \u00e8 stato un caso che la sua prima dichiarazione, dopo la vittoria del Nobel, all\u2019<em>Ansa <\/em>\u00a0sia stata di sostegno alla Ricerca:\u00ab La ricerca \u00e8 estremamente importante per creare il futuro ed \u00e8 importante che in Italia sia finanziata sul serio. Investire sulla ricerca significa investire sui giovani\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019importante articolo dal titolo <em>Fisicamente <\/em>di Parisi, apparso qualche settimana fa sul sito <em>sinistrainrete<\/em> \u00e8 senza alcun dubbio un grande contributo per la ripresa del dibattito sulla scienza e sui suoi risvolti sociali e filosofici, soprattutto oggi nel momento in cui registriamo forti tendenze antiscientifiche e pratiche astrologiche e magiche di ogni sorta. \u00a0Dibattito abbandonato da circa mezzo secolo, dopo la grande stagione degli anni Settanta, durante la quale furono pubblicati libri e riviste sulla scienza di notevole qualit\u00e0. Ricordiamo il libro <em>L\u2019Ape e l\u2019Architetto <\/em>del 1976, al quale l\u2019articolo <em>Fisicamente <\/em>si riallaccia, con l\u2019introduzione del fisico Marcello Cini e la collaborazione di fisici e matematici quali Michelangelo de Maria, Giovanni Ciccotti e Giovanni Jona-Lasinio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma gi\u00e0 nel 1973, quando Parisi si trovava alla Columbia University di New York, da un anno era stato pubblicato il n.6 di <em>Critica marxista <\/em>\u00a0e, nel 1974 il prezioso libro di Ludovico Geymonat <em>Attualit\u00e0 del materialismo dialettico. <\/em>Due pubblicazioni che incisero profondamente sugli studi e studiosi marxisti italiani. \u00ab Negli anni \u201960 \u2013 dice Parisi \u2013 la situazione incomincia a cambiare. In Italia molti intellettuali incominciano a riflettere al di fuori degli schemi tradizionali e cercano di aprirsi uno spazio a sinistra. Il \u201968 rompe impetuosamente gli argini e nel \u201969 un gruppo di intellettuali\u00a0 e dirigenti politici del partito comunista italiano ( tra cui uno degli autori de <em>L\u2019Ape e l\u2019Architetto) pubblica <\/em>una rivista (poi diventata un quotidiano ), <em>Il Manifesto.<\/em> \u2026.E potendono parlare con cognizione di causa, conoscendone i meccanismi dall\u2019interno, i nostri autori, scienziati e fisici di professione, e contemporaneamente marxisti, decidono che \u00e8 il momento di riconsiderare le posizioni tradizionali sul ruolo della scienza nella societ\u00e0\u00bb. L\u2019acceso dibattito, che si svilupp\u00f2 in quegli anni tra scienziati e filosofi aderenti da vecchia data al Pci e, i nuovi giovani intellettuali e scienziati-filosofi, anch\u2019essi iscritti al Pci, autori del libro <em>L\u2019Ape e l\u2019Architetto, <\/em>costituisce schematicamente il contenuto dell\u2019articolo <em>Fisicamente. <\/em>E\u2019 lo stesso Giorgio Parisi a riassumerci i grandi problemi che erano alla base del dibattito: l\u2019oggettivit\u00e0 della scienza, l\u2019uso capitalistico della scienza, il rapporto scienza-societ\u00e0, la neutralit\u00e0 o non neutralit\u00e0 della scienza e, soprattutto la tanto bistrattata dialettica materialistica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E\u2019 evidente che in questo mio breve articolo \u00e8 del tutto impossibile trattare argomenti cos\u00ec grandi e profondi che hanno impegnato le pi\u00f9 grandi menti degli ultimi duecento anni. E\u2019 possibile per\u00f2 entrare nel merito del dibattito in questione e valutare, da un punto di vista di classe, le due antitetiche posizioni che in esso si sono manifestate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Secondo la \u201cNuova sinistra\u201d, o il \u201cmarxismo critico\u201d ( cos\u00ec si autodefiniscono i giovani scienziati e filosofi autori del libro in esame), il vero compito dello studioso di problemi filosofico-scientifici che sia orientato in senso rivoluzionario, non sarebbe pi\u00f9 oggi quello ritenuto centrale dai primi marxisti incardinato sullo studio dell\u2019<em>Antid<\/em><em>\u00fc<\/em><em>hring <\/em>della <em>Dialettica della Natura <\/em>di Engels e sul <em>Materialismo ed empiriocriticismo<\/em> di Lenin, ( questi due autori del socialismo scientifico avrebbero posto l\u2019accento sul significato gnoseologico della scienza della natura), sarebbe invece quello di indagare le basi materiali del progresso tecnologico-scientifico, le cui conseguenze sono state talvolta disastrose (vedi la bomba atomica). Nella introduzione a <em>L\u2019Ape e L\u2019Architetto <\/em>Marcello Cini accusa sia Engels che Lenin di sostenere la tesi di una insanabile frattura tra scienza e societ\u00e0. Dice Cini: \u00ab In quanto ponevano l\u2019accento (Engels e Lenin ndr.) sul significato gnoseologico delle scienze della natura, questi scritti, infatti, potevano ben essere presi a riferimento concettuale per una concezione del mondo fondata su una netta separazione tra natura e storia\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Non v\u2019 \u00e8 dubbio che, a prima vista, queste tesi siano affascinanti e non privi di interesse, suscitando una viva curiosit\u00e0 soprattutto tra i giovani. Una di queste tesi afferma infatti che bisogna analizzare la scienza tenendo conto delle sue finalit\u00e0 sociali e del suo ruolo sociale determinando da un lato gli effetti della scienza sulla societ\u00e0 e, dall\u2019altro, come le richieste della societ\u00e0 condizionino la scienza. Forse, inconsapevolmente, il prof. Cini, con queste tesi si riallaccia a quelle di Bucharin\u00a0 espresse durante il <em>Congresso della scienza e della tecnologia<\/em> tenutosi a Londra nel 1931 e, violentemente criticate da Gramsci nel quaderno 11,pag.1425.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Dice Gramsci: \u00ab Nel <em>Saggio popolare <\/em>di Bucharin manca una trattazione qualsiasi della dialettica\u2026..L\u2019assenza di una trattazione della dialettica materialistica\u00a0 pu\u00f2 avere due origini; la prima pu\u00f2 essere costituita dal fatto che si suppone la filosofia materialistica scissa in due elementi: una teoria della storia e della politica concepita come sociologia (sperimentale nel senso grettamente positivistico) e una filosofia propriamente detta, che poi sarebbe il materialismo filosofico o metafisico o meccanico (volgare)\u2026..Posta cos\u00ec la questione, non si capisce pi\u00f9 l\u2019importanza e il significato della dialettica materialistica che, dottrina della conoscenza e sostanza midollare della storiografia e della scienza della politica viene degradata a una sottospecie di logica formale, a una scolastica elementare. Il significato della dialettica materialistica pu\u00f2 essere solo concepito in tutta la sua fonda mentalit\u00e0 solo se la filosofia del materialismo \u00e8 concepita come una filosofia integrale e originale che inizia una nuova fase nella storia e nello sviluppo mondiale del pensiero in quanto supera ( e superando ne include in s\u00e9 gli elementi vitali) sia l\u2019idealismo che il materialismo tradizionali espressioni della vecchia societ\u00e0. Se la filosofia della praxis non \u00e8 pensata che subordinatamente a un\u2019altra filosofia,non si pu\u00f2 concepire la nuova dialettica materialistica, nella quale appunto quel superamento si effettua e si esprime. La seconda origine pare sia di carattere psicologico. Si sente che la dialettica materialistica \u00e8 cosa molto ardua e difficile, in quanto il pensare dialetticamente va contro il volgare senso comune che \u00e8 dogmatico, avido di certezze perentorie ed ha la logica formale come espressione\u2026..La radice di tutti gli errori del <em>Saggio <\/em>e del suo autore consiste appunto in questa pretesa di dividere la filosofia marxiana in due parti: una <em>sociologia <\/em>e una filosofia sistematica\u00bb. \u00abLa riduzione della filosofia del materialismo storico dialettico \u2013 continua Gramsci &#8211;\u00a0 a una sociologia ha rappresentato la cristallizzazione della tendenza deteriore gi\u00e0 criticata da Engels ( nella lettera a due studenti pubblicata nel <em>Sozial Akademiker) <\/em>e consistente nel ridurre una concezione del mondo a un formulario meccanico che d\u00e0 l\u2019impressione di avere tutta la storia in tasca. Essa \u00e8 stata il maggiore incentivo alle facili improvvisazioni giornalistiche dei \u201cgenialoidi\u201d\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Questo metodo di sezionare in pi\u00f9 parti, l\u2019una indipendente dall\u2019altra le quali evolvono in maniera autonoma, il carattere essenzialmente unitario del materialismo storico-dialettico, \u00e8 una prassi da lungo tempo collaudata che ha prodotto vari \u201cmarxismi\u201d in stretto rapporto con le nuove discipline del neocapitalismo. Di qui la necessit\u00e0, secondo i sostenitori di <em>marxismo critico,<\/em> del confronto con la linguistica,\u00a0 con l\u2019empirismo angloamericano e con lo strutturalismo. In tale contesto nasce <em>L\u2019Ape e L\u2019architetto <\/em>con la dichiarata intenzione di trasformare la scienza in sociologia, cio\u00e8 liquidare il marxismo attraverso una vecchia teoria di stampo idealistico. \u00ab Che cosa di pi\u00f9 piacevole \u2013dice lo storico della scienza Paolo Rossi nel 1975 \u2013 di una vecchia cosa, gi\u00e0 usata da molto tempo, che abbia anche l\u2019apparenza dell\u2019ultima novit\u00e0?\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Come \u00e8 possibile, inoltre, sostenere la tesi dell\u2019uso capitalistico della scienza che, secondo il \u201cmarxismo critico\u201d, dovrebbe estendersi \u00ab fino ad esaminare se anche nel tessuto stesso della scienza\u2026..non si potessero rintracciare le impronte dei rapporti sociali di produzione capitalistici, nell\u2019ambito dei\u00a0 quali essa oggi viene prodotta \u00bb e, nel contempo, ignorare ci\u00f2 che Marx scrisse nel \u00a0<em>Capitale,<\/em>libro primo,cap.XIII? Nel paragrafo n. 2 <em>Trasmissione<\/em> di valore dalle <em>macchine al prodotto <\/em>Marx scrive :\u00ab S\u2019\u00e8 visto che le forze produttive derivanti dalla cooperazione e dalla divisione del lavoro non costano nulla al capitale sono <em>forze naturali del lavoro sociale.<\/em> Neppure le forze naturali, le quali, come il vapore come l\u2019acqua ecc, vengono appropriati ai processi produttivi, costano nulla\u2026..La scienza non costa \u00a0in \u00a0genere <em>niente<\/em> al capitalista, il che non gli impedisce affatto di sfruttarla. La scienza <em>altrui <\/em>(nel \u00a0senso di carattere sociale della scienza ndr.) viene incorporata al capitale, come il lavoro altrui.. Ma appropriazione \u201ccapitalistica\u201d e appropriazione \u201cpersonale\u201d sia di scienza, sia di ricchezza materiale, sono cose del tutto disparate \u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00ab Se quindi \u2013continua Marx \u2013 \u00e8 evidente a prima vista che la grande industria deve aumentare straordinariamente la produttivit\u00e0 del lavoro <em>incorporando <\/em>( <em>uso, inglobamento,<\/em> per Marx sono sinonimi, ndr.) nel processo produttivo enormi forze naturali e le scienze fisiche, non \u00e8 affatto altrettanto evidente che la produttivit\u00e0 cos\u00ec accresciuta non viene acquistata con un aumentato dispendio di lavoro dall\u2019altro lato. Come ogni altra parte costitutiva del <em>capitale costante, <\/em>le macchine non creano valore, ma cedono il loro proprio valore al prodotto, alla produzione del quale esse servono \u00bb. Ma ci\u00f2 che di solito la <em>Nuova sinistra <\/em>\u00a0omette, quando parla dell\u2019uso capitalistico della scienza, \u00e8 che per la grande industria \u00ab qualunque sia la misura in cui essa, mediante l\u2019aumento della forza\u00a0 produttiva del lavoro estenda il plusvalore a spese del lavoro necessario, raggiunge questo risultato solo <em>diminuendo <\/em>\u00a0-dice Marx \u2013 il numero degli operai impiegati da un <em>dato capitale<\/em>\u00bb. E pi\u00f9 oltre \u00ab L\u2019uso capitalistico del macchinario \u00e8 l\u2019uso del macchinario per la produzione del plusvalore\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Inoltre Marx mette in evidenza l\u2019intima contraddizione di questo sviluppo tecnico-scientifico che, mentre da una parte \u00e8 \u00ab il mezzo pi\u00f9 potente per l\u2019accorciamento del tempo di lavoro\u00a0 si trasforma dall\u2019altra, nel mezzo pi\u00f9 infallibile per trasformare tutto il tempo della vita dell\u2019operaio e della sua famiglia in tempo di lavoro disponibile per la valorizzazione del capitale \u00bb. E\u2019 doveroso inoltre sottolineare che per Marx questo processo contraddittorio \u00e8 irrisolvibile all\u2019interno del sistema e non come identificazione scienza-capitale, e che il dominio sugli uomini, di cui tanto si parla a vanvera, \u00e8 dovuto al dominio sulle cose, cio\u00e8 al dominio sui mezzi di produzione. E nonostante le proclamate simpatie maoiste dei marxisti critici, essi ignorano volutamente la posizione di Mao circa il rapporto tra conoscenza scientifica e azione pratica: \u00ab Se l\u2019uomo deve riuscire nel lavoro, cio\u00e8 arrivare ai risultati previsti, deve conformare le sue idee alle leggi del mondo oggettivo esterno; in caso contrario \u00a0fallir\u00e0 \u00bb. Pertanto, se gli autori del libro <em>L\u2019Ape e L\u2019Architetto <\/em>credevano di essere stati i primi a parlare dell\u2019uso capitalistico della scienza si sono sbagliati. E\u2019stato Marx il primo, con cent\u2019anni di anticipo, a studiare <em>l\u2019inglobamento <\/em>della scienza nel sistema di produzione capitalistico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Dunque rileggendo con attenzione i testi di Marx non si pu\u00f2 ricavare n\u00e9 l\u2019identificazione tra scienza e capitale, n\u00e9 la riduzione del\u00a0 problema della teoria della conoscenza al problema della <em>coerenza <\/em>fra sistema scientifico e sistema produttivo. Si pu\u00f2 allora concludere con le parole del grande filosofo Ludovico Geymonat \u00ab che il cosiddetto <em>marxismo critico <\/em>\u00e8 sostanzialmente estraneo alla posizione essenziale\u00a0 della teoria marxista \u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nei tempi recenti e recentissimi l\u2019attacco alla scienza, al pensiero scientifico e\u00a0 alla matematica ha assunto forme deliranti. In un volume di circa 450 pagine, il prof. Lewis S.Feuer, docente di sociologia all\u2019Universit\u00e0 della Virginia, espone, nel 1982, una teorizzazione generale della nascita e dello sviluppo della scienza che cos\u00ec possiamo riassumere: Un sociologo ( Feuer,ndr.) \u00a0insegna a capire i passaggi dal relativismo economico e sociale alla teoria della relativit\u00e0, dal concetto di <em>timore <\/em>in Kierkegaard alla fisica di Bohr, dagli ideali della giovent\u00f9 nazista al principio di indeterminazione di Heisenberg. Muovendosi su orizzonti pi\u00f9 raffinati, un grande filosofo mostra come la morte della filosofia sia intrecciata con il \u00ab carattere alienante\u00bb della scienza e con \u00abla violenza perpetrata dal sapere scientifico e dalla tecnica\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La figura di Einstein \u00e8 al centro del libro di Feuer, pubblicato in Italia nel 1990 con il titolo <em>Einstein e la sua generazione. <\/em>Notevole \u00e8 il primo capitolo &#8211; \u00a0<em>Le radici sociali della teoria della relativit\u00e0 di Einstein <\/em>\u2013 nel quale Feuer consiglia agli odierni studiosi di relativit\u00e0 di non attardarsi su sterili problemi di teoria della conoscenza, ma di accettare le determinanti\u00a0 \u00ab extra-logiche o sociologiche\u00bb del modo di pensare einsteniano. Il noto sociologo \u00e8 convinto che per capire la genesi della teoria della relativit\u00e0 di Einstein occorra riandare alla sua infanzia quando frequentava un gruppo di coetanei non conservatori, dai quali aveva appreso sia \u00ab il concetto della relativit\u00e0 delle leggi sociali rispetto ai sistemi sociali transitori \u00bb sia la vitalit\u00e0 di una \u00abvisione rivoluzionaria marxista-machiana\u00bb. Vi \u00e8, soprattutto, la tendenza \u00ab a dimenticare fino a che punto l\u2019articolo di Einstein \u2013dice Feuer \u2013 del 1905 sulla relativit\u00e0 fosse un documento di ribellione generazionale \u00bb. Trovata cos\u00ec la chiave per la spiegazione dell\u2019origine di tutta le teorie scientifiche, il Nostro, si lancia verso la teoria dei quanta. Dice, il pi\u00f9 grande storico della scienza Enrico Bellone nel suo magnifico libro <em>La scienza negata, <\/em>con non celata ironia :\u00ab Mentre Einstein faceva parte di un gruppo rivoluzionario che combatteva contro la cultura borghese dominante e meditava sulla filosofia di David Hume, Niels Bohr era inserito in una diversa linea <em>isoemozionale<\/em>, si identificava serenamente con l\u2019ordine e con la patria, e meditava sull\u2019esistenzialismo di Kierkegaard\u00bb. Ed, in fine, su un\u2019altra\u00a0 linea isoemozionale, si muoveva il fisico Heisenberg, ed \u00e8 impossibile da negare che il suo principio di indeterminazione abbia avuto origine nel particolare ambiente sociale di Monaco che lui frequentava e nel quale aveva appreso la cultura nazista.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Anche la scienza matematica, soprattutto nel Novecento \u00e8 stata oggetto di attacchi deliranti dei quali ne riporto alcune tra le pi\u00f9 significative. Ne<em> L\u2019uomo senza qualit\u00e0 <\/em>di Musil ( scrittore e commediografo viennese) il protagonista rimprovera la Chiesa per non aver ucciso Galilei prima che facesse troppi danni contro l\u2019umanit\u00e0\u2026e pi\u00f9 oltre Musil sostiene che \u00e8 stata la matematica, con le sue \u00abminuzie\u00bb, a demolire la spiritualit\u00e0 con le seguenti parole:\u00a0 \u00abla matematica \u00e8 l\u2019origine del perfido raziocinio che fa, s\u00ec, dell\u2019uomo il padrone del mondo, ma lo schiavo della macchina pericolosa\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">A sostenere la raffigurazione della scienza come fonte dello sfacelo umano, dopo la seconda guerra mondiale,ci pensa il filosofo tedesco Max Horkheimer, direttore\u00a0 dell\u2019Istituto per la ricerca sociale di Francoforte che, fuggito dalla Germania nazista, tiene alla Columbia University una serie di conferenze che si trasformeranno nel saggio del 1947 <em>Eclisse della ragione. <\/em>In esso l\u2019autore \u00e8 convinto che \u00abil formalizzarsi della ragione\u00bb( cio\u00e8, delle teorie matematiche, ndr.) ha fatto s\u00ec che nella nostra epoca si sia giunti al culmine di un \u00ab distruttivo antagonismo di io e natura\u00bb ( cio\u00e8, di spirito e materia, ndr.) in cui \u00ab si riassume la storia \u00a0della nostra civilt\u00e0\u00bb. In <em>Dialettica dell\u2019illuminismo, <\/em>scritto in collaborazione con il filosofo tedesco e musicista Theodor\u00a0 Adorno, si sostiene che l\u2019insieme delle regole deduttive in matematica sono forme totalitarie di coercizione sociale, avvero la matematica riflette nella sua struttura deduttiva\u00a0 coazione e gerarchia. Secondo Enrico Bellone \u00abHorkheimer non era in grado di distinguere un teorema di matematica da un ananas\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>P.S<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Il pensiero allora non pu\u00f2 non correre al presente, nel quale anche la vaccinazione, \u00a0strumento prezioso che la scienza medica ci mette a disposizione contro l\u2019attuale pandemia, \u00e8 accusata di coercizione sociale e di dittatura sociale. Siamo di fronte, ancora una volta, a combattere contro l\u2019antiscienza e contro un pensiero che non \u00e8 esagerato definirlo, oscurantista e irrazionale.<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le idee non possono mai portare oltreuna vecchia situazione del mondo, masempre oltre le idee della vecchiasituazione del mondo. 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