{"id":1865,"date":"2022-02-20T09:09:19","date_gmt":"2022-02-20T08:09:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1865"},"modified":"2022-02-20T09:10:26","modified_gmt":"2022-02-20T08:10:26","slug":"ucraina-ritornare-ai-blocchi-contrapposti-non-porta-pace-di-luigi-marino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=1865","title":{"rendered":"UCRAINA, RITORNARE AI BLOCCHI CONTRAPPOSTI NON PORTA PACE di Luigi Marino"},"content":{"rendered":"\n<div>\n<div dir=\"ltr\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><em>Pubblichiamo un articolo di Luigi Marino, componente del Comitato nazionale Anpi [e Presidente del Centro Gramsci di Educazione n.d.r], profondo conoscitore della storia e attento osservatore dei fatti che accadono nell\u2019Est dell\u2019Europa. Riteniamo sia utile ad avviare una riflessione su una vicenda che ci riguarda tutti, e da vicino.<\/em><\/strong><\/span><br \/><br \/><strong><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Una crisi dalle origine lontane frutto di mancato rispetto, forzature, disattese di antichi e recenti accordi internazionali. Ma a oltre venti anni dal crollo del muro forse anche la missione stessa della Nato andrebbe riformulata.<\/span><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La riunione il 26 gennaio scorso a Parigi del \u201cFormato Normandia\u201d, che vede protagonisti Francia, Germania, Russia e Ucraina, per concordare misure di de-escalation nella grave crisi ucraina cos\u00ec densa di rischi e pericoli, si \u00e8 conclusa per intanto ribadendo l\u2019importanza di continuare il \u201ccessate il fuoco\u201d in vigore dal luglio 2020. Il dialogo quindi \u00e8 ripreso, ma il Formato potr\u00e0 raggiungere risultati proficui per la ricerca di una soluzione politica alla crisi solo se nelle prossime riunioni si realizzer\u00e0 un serio e attento ascolto delle altrui ragioni da parte di tutti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nell\u2019analisi della situazione tuttavia non pu\u00f2 essere sottaciuto come i prodromi di questa crisi si siano manifestati sin dalla decisione dopo il crollo dell\u2019Urss di espandere la Nato a Est aggregando progressivamente Polonia, Paesi Baltici, Ungheria, Cechia, Bulgaria, Romania, Croazia, Slovacchia, e Slovenia, Albania, Montenegro e Macedonia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La Nato, che poteva ritenersi superata con la scomparsa dell\u2019Unione Sovietica, si \u00e8 invece rafforzata enormemente estendendosi ben oltre le frontiere del \u201cblocco sovietico\u201d sino agli stessi confini della Federazione Russa, malgrado gli impegni, sia pure non formalizzati per iscritto, assunti da parte degli Stati Uniti di mantenere lo <em>statu quo<\/em>. Inoltre la Nato \u00e8 andata ad agire anche \u201cfuori area\u201d rispetto a quella originaria, dandosi nuovi compiti e obiettivi sia con il nuovo \u201cConcetto Strategico\u201d, sia con gli ultimi accordi in base ai quali \u201cdeve diventare pi\u00f9 globale per occuparsi della Cina\u201d come ha sostenuto recentemente il Segretario di Stato americano Antony Blinken.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Tutte queste nuove \u201cinterpretazioni\u201d del Patto non hanno mai trovato approvazione da parte del Parlamento italiano, come sin dall\u2019inizio ebbe a rilevare il Presidente Andreotti. \u00c8 innegabile come questo allargamento, a parere di molti analisti, urti contro i legittimi interessi della Russia, che teme un definitivo accerchiamento in grado di mettere a rischio la propria sicurezza, con una Ucraina \u2014 la lunghezza del cui confine con la Federazione russa \u00e8 di oltre 1500 chilometri \u2014 nella Nato e relative basi missilistiche. Va notato che anche la Georgia, confinante per oltre 700 chilometri con la Russia, ha chiesto di entrare nella Nato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La situazione in Ucraina \u00e8 andata aggravandosi di anno in anno sempre di pi\u00f9 sino alla cosiddetta \u201crivoluzione di Maidan\u201d del 2014, secondo molti un colpo di stato, avallato dagli Usa e da altre potenze occidentali, quando la Verchovna Rada destitu\u00ec contro il dettato costituzionale il Presidente Janukovich eletto direttamente dal popolo. L\u2019anno prima Janukovich aveva rinviato la firma dell\u2019\u201caccordo-capestro\u201d di associazione alla UE, che invece da molti esponenti ucraini era considerato il primo passo per l\u2019ingresso dell\u2019Ucraina nella Nato in funzione antirussa. Non vi \u00e8 quindi chi non veda come l\u2019attuale crisi sia il risultato delle scelte operate dagli Stati Uniti e dalla Nato in particolare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">A monte di questi pi\u00f9 recenti avvenimenti non si possono ignorare gli \u201cerrori storici\u201d compiuti nel passato sovietico, come quello di stabilire confini interni delle repubbliche non solo e non tanto in relazione al principio etno-demografico, quanto in funzione dello sviluppo economico integrato delle diverse realt\u00e0 dell\u2019enorme Paese. Negli anni 20 del Novecento, infatti, gran parte dei territori del Doneck, di Zapori\u017eja e di Lugansk, che facevano parte storicamente dell\u2019impero russo sin dal 1700, fu aggregata alla Repubblica Socialista Ucraina.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nella concezione sovietica il territorio dell\u2019Urss andava articolato per regioni economiche, per cui aree meno sviluppate, come quelle ad esempio dell\u2019Ucraina occidentale, vennero agganciate ad aree pi\u00f9 avanzate economicamente o pi\u00f9 suscettibili di un rapido sviluppo, come quelle della parte orientale del paese, in modo che queste ultime facessero da traino per le prime ottenendo cos\u00ec un generale avanzamento complessivo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">In definitiva i confini delle singole repubbliche, restando impensabile allora la deflagrazione dell\u2019Urss, non costituirono delimitazioni di carattere statuale, ma solo di carattere economico-amministrativo. A tutto questo si aggiunse il \u201cregalo\u201d di Chruscev della Crimea nel 1954 senza alcuna decisione del Soviet Supremo che lo legittimasse e senza sentire le popolazioni interessate. \u00c8 solo dal 1991 che queste terre risultano comprese in confini statuali del tutto impropri sia dal punto di vista storico che culturale e linguistico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E alla memoria storica non possono sfuggire le alterne vicende che investirono la Galizia, divenuta parte dell\u2019impero austro-ungarico verso la fine del 700, poi appartenuta alla Polonia dopo la prima guerra mondiale e successivamente smembrata con il trattato di Potsdam del 1945 e assegnata alla Repubblica Sovietica dell\u2019Ucraina.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">In estrema sintesi questi sono gli antefatti specifici per comprendere la complessit\u00e0 dei problemi sorti con il crollo dell\u2019Urss. Con la sconfitta dell\u2019Urss nella \u201cGuerra fredda\u201d, venuto meno il contrappeso, ha prevalso l\u2019unilateralismo delle scelte Usa con conseguente militarizzazione in tanti casi dei rapporti internazionali (Iraq, Libia, Siria, Afghanistan, ecc.).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma il mondo non \u00e8 pi\u00f9 quello di trenta anni fa, quando si \u00e8 voluto stravincere umiliando spesso la Russia. Il mondo \u00e8 oggi decisamente multipolare per l\u2019imponenza della Cina e la rinnovata presenza della Russia sullo scacchiere internazionale. A fronte di questo cambiamento di fase non sembra ancora improntata al realismo la politica estera degli Stati Uniti, che hanno continuato a ritenere sconfitta definitivamente la Russia. Da qui la scelta di dotare l\u2019Ucraina di armi moderne, di missili antiaerei e anti-tank, insieme alla Gran Bretagna e ad altri Paesi dell\u2019Alleanza, per un totale di circa tre miliardi di dollari negli ultimi sette anni al fine di contrastare una \u201caggressione da parte russa\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Gli Usa e i loro alleati ritengono, con questi interventi di carattere militare, di difendere l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina nel rispetto del Memorandum di Budapest del 1994 firmato da Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia e Ucraina, ma senza ricordare gli impegni assunti del non allargamento della Nato a Est. Ma questo memorandum, come ogni accordo, \u00e8 costruito sulla clausola\u00a0<em>rebus sic stantibus<\/em>, sulla base cio\u00e8 degli equilibri esistenti al momento della firma. E quell\u2019equilibrio, fondato sull\u2019impegno della non espansione della Nato, \u00e8 stato vanificato del tutto. Da qui la mancata ricerca di una soluzione rispondente alle comprensibili esigenze russe.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Alla guerra psicologica in atto da tempo da entrambe le parti sono seguiti gli ammassamenti di truppe russe non lontani dal confine ucraino e quelli ucraini a ridosso delle repubbliche del Doneck e Lugansk, e ancora l\u2019ordine di evacuazione del personale \u201cnon essenziale\u201d dalle rappresentanze diplomatiche a Kiev degli Usa e dell\u2019Inghilterra. Iniziative, queste, certamente non volte ad alleggerire le pericolose tensioni in atto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nel 2002 a Pratica di Mare fu avviato un dialogo con la Russia volto a favorire un approccio a un sistema di sicurezza collettiva del continente, ma purtroppo non ha avuto alcun seguito anche per le divergenze esistenti tra i diversi membri europei dell\u2019Alleanza. \u00c8 un dato di fatto che i membri gi\u00e0 dell\u2019ex blocco sovietico, Polonia e Paesi Baltici in particolare, siano gli europeisti-atlantisti pi\u00f9 radicali. A differenza degli europeisti pi\u00f9 autonomisti, come la Francia che ha tra l\u2019altro diritto di veto al Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu e per giunta \u00e8 in possesso di armamento nucleare, si possono definire europeisti-pragmatici quelli, come la Germania, che nel rispetto delle regole del Patto improntano la propria politica estera nei confronti della Russia e di altri Paesi a prudenza e attenzione anche ai propri interessi nazionali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Questa in fondo \u00e8 stata la tradizionale politica estera del nostro Paese, che da membro della Nato realizz\u00f2 una proficua collaborazione con l\u2019Urss a partire dalla realizzazione della stessa Togliattigrad sino agli intensi rapporti commerciali con la Federazione russa. Il problema \u00e8 quindi, nella situazione data, del come si sta pragmaticamente nell\u2019Alleanza senza assentire e accodarsi in tutti i casi alle iniziative Usa. D\u2019altra parte \u00e8 in effetti all\u2019iniziativa franco-tedesca che va attribuito il rilancio del Formato Normandia per ricercare realistiche soluzioni politiche ed evitare catastrofici esiti con inevitabili conseguenze negative per tutti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Dopo la seconda guerra mondiale anche il nostro Paese ebbe a occuparsi di contese territoriali per terre di confine come ad esempio con la Jugoslavia, di movimenti separatisti in Sicilia, di problemi concernenti minoranze di lingua francese, tedesca, ladina, slovena. Ma ricerc\u00f2 sempre una soluzione politica assecondando istanze di autonomia al fine di assicurare la coesione nazionale. Di qui l\u2019istituzione delle Regioni a Statuto speciale con potere legislativo ed esecutivo autonomo, con privilegi di natura finanziaria e con l\u2019attribuzione di tributi propri sino all\u2019incameramento di quasi tutte le imposte. In Alto Adige si ebbe a lottare contro gli autori di attentati e di manifestazioni illegali, ma non si proced\u00e9 a bombardamenti. Le popolazioni del Doneck e Lugansk hanno dovuto subire continui bombardamenti con migliaia di vittime, distruzioni di case, strutture ed eliminazione di gran parte delle attivit\u00e0 produttive e lavorative.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nella tragedia di questi anni cruenti vivono milioni di russi d\u2019Ucraina, i tre milioni di nativi ucraini in Russia e i tanti milioni dei matrimoni misti. Un immane problema umanitario, di indicibili sofferenze, di disperazione per l\u2019incancrenirsi della situazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Respinta sin dall\u2019inizio da Kiev l\u2019ipotesi federalista e respinta altres\u00ec ogni forma di autonomia di Regioni a statuto speciale, non resta che perseguire la neutralit\u00e0 dell\u2019Ucraina come fattore di stabilit\u00e0 per gli equilibri del Continente. \u201cUna Ucraina neutrale sarebbe molto pi\u00f9 rispettata e autorevole\u201d ha scritto ancora recentemente l\u2019ambasciatore Sergio Romano. Come nel caso della Finlandia e dell\u2019Austria questa soluzione aiuterebbe a raffreddare le tensioni esistenti tra Nato e Russia. E ancora prima l\u2019ambasciatore Romano cos\u00ec si espresse: \u201cfinch\u00e9 daranno l\u2019impressione di volere l\u2019Ucraina nella UE e nella Nato, gli Stati Uniti e l\u2019Europa correranno il rischio di accogliere nelle loro braccia un Paese dimezzato\u201d, se non addirittura un Paese disgregato per tante ragioni storiche, culturali ed economiche.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Realismo impone allora di prendere atto che l\u2019espansione a Est della Nato \u00e8 stata \u201cfrettolosa e sbagliata\u201d, come ormai convengono tanti analisti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Le richieste russe non riguardano basi Nato con armamenti nucleari esistenti in Italia o in altri Paesi dell\u2019Europa occidentale. La Russia chiede solo che la Nato non abbia ulteriormente a estendersi sino a compromettere gli interessi vitali di sicurezza della Federazione russa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">\u201cLa fruttuosa collaborazione per il bene della pace e del progresso\u201d \u00e8 detto nei documenti ufficiali, pu\u00f2 continuare con una Europa non anti-Usa, n\u00e9 antirussa. Gli accordi di Minsk mirano a una soluzione politica del conflitto nel Donbass. Solo il rispetto di questi accordi da parte di tutti i sottoscrittori pu\u00f2 consentire il superamento di questa crisi, che tiene con il fiato sospeso non solo le popolazioni pi\u00f9 direttamente coinvolte, ma l\u2019intera Europa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\">Fonte: <a href=\"https:\/\/www.patriaindipendente.it\/primo-piano\/ucraina-ritornare-ai-blocchi-contrapposti-non-porta-pace\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Patriaindipendente.it<\/a><\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo un articolo di Luigi Marino, componente del Comitato nazionale Anpi [e Presidente del Centro Gramsci di Educazione n.d.r], profondo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1867,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1865","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1865","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1865"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1865\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1871,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1865\/revisions\/1871"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1867"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1865"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1865"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1865"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}