{"id":2062,"date":"2022-07-08T17:40:47","date_gmt":"2022-07-08T15:40:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=2062"},"modified":"2022-07-08T17:40:48","modified_gmt":"2022-07-08T15:40:48","slug":"uno-strano-e-controverso-premio-nobel-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=2062","title":{"rendered":"UNO STRANO E CONTROVERSO PREMIO NOBEL di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Sono trascorsi esattamente cento anni dall\u2019assegnazione del Premio Nobel per la fisica ad Albert Einstein. O forse no! Ne sono trascorsi centouno?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Pochi giorni prima che la nave diretta in Giappone, a bordo della quale si trovava Einstein per una serie di conferenze sulla relativit\u00e0, giunse la notizia che gli era stato conferito il Premio Nobel per l\u2019anno 1921. In effetti, il 10 novembre 1922 fu recapitato, a casa di Einstein a Berlino, il seguente telegramma: \u00abPremio Nobel per la fisica assegnato a Lei segue lettera (firmato)\u00bb. Lo stesso giorno un identico telegramma raggiunse il vincitore del Premio Nobel per la fisica del 1922 Niels Bohr.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Sempre nello stesso giorno il prof. Aurivillius, segretario dell\u2019Accademia, scrisse ad Einstein: \u00abCome Le ho gi\u00e0 fatto sapere telegraficamente, nella seduta di ieri la Reale Accademia svedese ha deciso di assegnarLe il premio Nobel per la fisica per lo scorso anno (1921), in considerazione del lavoro\u00a0 da Lei compiuto nel campo della fisica teorica, e in particolare per la scoperta della legge dell\u2019effetto fotoelettrico, ma senza tener conto del valore che verr\u00e0 attribuito alle Sue teorie della relativit\u00e0 e della gravitazione, dopo che saranno state eventualmente confermate in futuro\u00bb. Con ogni probabilit\u00e0 il prof. ignorava che l\u2019effetto fotoelettrico era gi\u00e0 stato scoperto dal fisico Heinrich Hertz nel 1887 e, che il fisico Willhelm Hallwachs, fu il primo ad occuparsene direttamente nel 1888.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019escamotage cui ricorse il Comitato, il cui compito era quello di studiare le proposte, di redigere un protocollo delle proprie discussioni e decidere, con votazione a maggioranza, su una raccomandazione da presentare all\u2019Accademia, fu quello di sostenere che la teoria della relativit\u00e0 non era facile da capirsi, ed era stata fatto oggetto di numerosi attacchi da parte di taluni ambienti tedeschi. La relativit\u00e0 non era menzionata nella citazione ufficiale. \u00abContinuava ad essere considerata \u2013 dice il grande fisico-matamatico e stretto collaboratore di Einstein, Banesh Hoffmann \u2013 troppo controversa, sia scientificamente sia politicamente\u00bb. Dunque, il Premio Nobel per la fisica nel 1921 non fu assegnato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma Einstein, come abbiamo gi\u00e0 detto, era in viaggio nell\u2019ottobre del 1922 verso il Giappone, lieto di sottrarsi ad una situazione politicamente pericolosa per la sua incolumit\u00e0 e, dunque, non pot\u00e9 leggere il telegramma. Era consuetudine che se il premiato si fosse trovato nella impossibilit\u00e0 di ricevere il premio di persona, il premio stesso venisse ritirato dall\u2019Ambasciatore del paese premiato in Svezia. Poich\u00e9 Einstein era cittadino svizzero, il premio doveva essere, quindi, ritirato dall\u2019Ambasciatore svizzero in Svezia. Ma i tedeschi, consapevoli dell\u2019onore e del lustro che ci\u00f2 implicava, si opposero sostenendo che Einstein era cittadino tedesco.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Il grande fisico Abraham Pais, il pi\u00f9 famoso biografo di Einstein, nel suo meraviglioso e dettagliatissimo libro <strong><em>Einstein <\/em><\/strong><em>Sottile \u00e8 il Signore,<\/em> ci racconta la serata della premiazione: \u00abIl 10 dicembre 1922 Rudolf Nadolny, ambasciatore tedesco in Svezia, rappresent\u00f2 Einstein alla cerimonia della consegna del premio Nobel e, in un brindisi proposto al banchetto tenuto quella sera a Stoccolma, espresse \u201cla gioia del popolo tedesco\u201d che ancora una volta un suo figlio fosse riuscito a realizzare \u201cuna conquista per tutta l\u2019umanit\u00e0\u201d\u00bb. \u00a0Ne venne fuori una lunga schermaglia tra Einstein e la Reale Accademia, che si concluse, nell\u2019aprile del 1923, con una manovra diplomatica: fu l\u2019Ambasciatore di Svezia in Germania a portare personalmente il diploma e la medaglia a Einstein a Berlino. L\u2019importo del premio era di circa 32.000 dollari dell\u2019epoca. Quando Einstein tenne, finalmente, la rimandata conferenza del Premio Nobel in Svezia, ignor\u00f2 totalmente l\u2019incauta citazione dell\u2019Accademia, sopra ricordata, e pot\u00e9 parlare della teoria della relativit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Rimane ora da capire come mai Einstein non ebbe il premio Nobel per la relativit\u00e0, se gi\u00e0, nel 1910, a proporlo per il Nobel fu il chimico-fisico Wilhelm Ostwald, a sua volta premio Nobel del 1909? Candidatura che Ostwald ripropose nel 1912 e 1913 con la motivazione che la relativit\u00e0 (ristretta) \u00abliberava l\u2019uomo da catene plurimillenarie\u00bb, paragonando l\u2019opera di Einstein a quella di Copernico e di Darwin. \u00a0Dopo il 1913, fino al 1919, fu un susseguirsi di richieste per l\u2019assegnazione del Nobel ad Einstein, da parte dei pi\u00f9 grandi fisici e matematici dell\u2019epoca. Merita una menzione a parte quella del fisico francese Pierre Weiss che, in una lusinghiera lettera del 1917 (che mai fu scritta in favore di Einstein), definisce la relativit\u00e0 generale, <em>un effort vers la conquete de l\u2019inconnu. <\/em>E nemmeno la conferma sperimentale della teoria, del 6 novembre 1919, fu sufficiente a far cambiare idea al Comitato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Approfittando dell\u2019eclissi totale di sole del 29 maggio, furono organizzate due grandi spedizioni dalla Royal Astronomy Society: una a Sobrel in Brasile e, l\u2019altra all\u2019isola di Principe, di fronte alla costa della Guinea, guidata quest\u2019ultima, dall\u2019astronomo Arthur Eddington dell\u2019universit\u00e0 di Cambridge, al fine di avere la verifica sperimentale della teoria della relativit\u00e0 generale. Il telegramma che dava la notizia ad Einstein, all\u2019inizio dell\u2019autunno del 1919, diceva: \u00abEddington ha trovato per lo spostamento delle stelle vicine all\u2019orlo del sole un valore preliminare compreso fra nove decimi di secondo e il doppio di tale quantit\u00e0. Tanti saluti Lorenz\u00bb. Solo il 6 novembre 1919, davanti ai membri della Royal Society e della Royal Astronomy Society, l\u2019astronomo Dyson disse: \u00abDopo un attento studio delle lastre, sono pronto a dichiarare che esse confermano la previsione di Einstein. Il risultato \u00e8 ben preciso: la luce viene deflessa in accordo con la legge di gravitazione di Einstein\u00bb. \u00a0Il grande fisico J.J. Thomson, che presiedeva la riunione, nonch\u00e9 presidente della Royal Soiety, defin\u00ec l\u2019opera di Einstein come \u00abuno dei maggiori successi del pensiero umano\u00bb. All\u2019improvviso, Einstein divenne lo scienziato pi\u00f9 famoso del mondo, e le sue conferenze un evento storico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Il giorno dopo il <em>Times <\/em>di Londra, pur non sottolineando il legame tra Einstein e la Germania, titolava: <strong><em>Rivoluzione nella scienza<\/em><\/strong> e come sottotitoli \/<em>Nuova teoria dell\u2019universo\/La concezione newtoniana demolita.<\/em> Il 23 novembre apparve sulla <em>Frankfurter Allegemeine Zeitug <\/em>un articolo di Max Born dal titolo <em>Spazio tempo e gravitazione.<\/em> Il 9 novembre il <em>New York Times<\/em> titolava <em>La luce va storta in cielo<\/em>. In Italia a dare la notizia fu <em>Il Corriere della sera <\/em>con un titolo che nulla aveva a che fare con la teoria della relativit\u00e0: <em>La divinazione di uno scienziato. <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Il 28 novembre, Einstein accett\u00f2 l\u2019invito di scrivere un articolo per il <em>Times <\/em>di Londra perch\u00e9 ci\u00f2 gli forniva l\u2019opportunit\u00e0 di comunicare \u00abdopo la deplorevole interruzione delle relazioni fra gli uomini di scienza dei vari paesi\u2026Era conforme alle grandi e fiere tradizioni della scienza del vostro paese che scienziati inglesi dedicassero tempo e fatiche\u2026alla verifica di una teoria compiutamente formulata e pubblicata nel paese dei vostri nemici nel bel mezzo della guerra\u00bb. Inoltre, al termine dell\u2019articolo, aggiungeva questo sarcastico\u00a0 commento: \u00abAlcune asserzioni del vostro giornale concernenti la mia vita e la mia persona debbono la loro origine all\u2019accesa immaginazione dell\u2019autore: Ecco l\u2019applicazione della teoria della relativit\u00e0 ai gusti dei lettori: oggi vengo definito in Germania uno scienziato tedesco, e in Inghilterra un ebreo svizzero: se un domani la mia teoria cadesse in disgrazia, i termini si invertirebbero e diventerei un ebreo svizzero per i tedeschi, e uno scienziato tedesco per gli inglesi\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nei giorni 22, 24 e 26 ottobre 1921, Albert Einstein, tenne tre conferenze presso l\u2019Archiginnasio di Bologna, l\u2019unica citt\u00e0 italiana disposta ad ospitare Einstein. Le conferenze organizzate dall\u2019illustre matematico italiano Federico Enriques, ottennero un grande successo di pubblico. Successivamente Einstein si rec\u00f2 presso l\u2019Universit\u00e0 di Padova per rendere omaggio all\u2019artefice del calcolo differenziale assoluto Gregorio Ricci-Cubastro. Il giorno 21, alla <em>soir\u00e9e <\/em>organizzata a casa Enriques, Einstein incontr\u00f2 due grandi figure della scienza italiana: il grande matematico Levi Civita e il fortissimo fisico Ettore Maiorana. In generale, sul piano scientifico, l\u2019Italia non era una terra di ammiratori di Einstein, se si esclude un ristrettissimo gruppo di matematici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La visita bolognese di Einstein favor\u00ec, come ci si aspettava, una serie di reazioni sconcertanti, non solo in ambito scientifico, ma anche negli ambienti culturali e giornalistici. I fisici sperimentali consideravano la relativit\u00e0 poco pi\u00f9 che una sintesi matematica, incapace di descrivere la realt\u00e0 dei fenomeni. Buona parte degli astronomi italiani &#8211; rappresentati dal teramano Vincenzo Cerulli, decano della comunit\u00e0 e Presidente della Societ\u00e0 astronomica italiana, Emilio Bianchi, direttore dell\u2019Osservatorio del Collegio Romano e poi di quello di Milano, Pio Emanuelli dell\u2019universit\u00e0 di Roma, e tanti altri &#8211; si attestarono su posizioni fortemente scettiche e ostili alla teoria, optando per una difesa ad oltranza della legge classica della gravitazione. Ma, il Cerulli and\u00f2 oltre, avventurandosi in un giudizio a dir poco sbrigativo e inconsistente della relativit\u00e0 vista come \u00abuna crisi degenerativa\u00bb della fisica. Perfino Mussolini scrisse un corsivo di prima pagina,<em> Relativismo e fascismo <\/em>su <em>Il Popolo d\u2019Italia <\/em>del 22 novembre del1922, in cui associava il relativismo al fascismo!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Divenuto celebre e autorevole in tutto il mondo, Einstein pot\u00e9 dedicarsi con maggiori energie, rispetto a quelle date in giovent\u00f9, alla causa del pacifismo, della democrazia, dell\u2019internazionalismo e del socialismo. E, forse la risposta alla domanda posta all\u2019inizio di questo articolo, sul perch\u00e9 Einstein non\u00a0\u00a0 ebbe il premio Nobel per la teoria della relativit\u00e0 nel 1921, vada ricercata proprio in questo suo essere, allo stesso tempo, scienziato, filosofo e politico. A lui non sono state mai perdonate le sue simpatie per la Rivoluzione d\u2019ottobre del \u201917, n\u00e9 quelle per la Repubblica di Weimar del novembre del 1919. Nel dicembre del 1920, insieme ad altre importanti personalit\u00e0 &#8211; tra gli altri il drammaturgo George Bernard Shaw, lo scrittore H.G. Wells e Sigmund Freud &#8211; firm\u00f2 un appello contro la repressione politica scatenata in Ungheria dal governo di estrema destra che aveva cancellato la breve esperienza comunista di Bela Kun. Negli anni successivi, fu tra i fondatori di un\u2019organizzazione internazionale di soccorso proletario, nata per portare aiuto alle popolazioni russe afflitte dalla carestia, e di un\u2019associazione di amicizia con la Russia sovietica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Quando Hitler prese il potere Einstein, che stava tenendo conferenze all\u2019estero, decise di non tornare pi\u00f9 in Germania. A Berlino furono confiscati i suoi beni e, le sue opere finirono tra le fiamme del fanatismo nazista che le valutava di natura ebraica. La sua fisica fu definita \u00abgiudaica\u00bb e \u00abbolscevica\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Dopo l\u2019esplosione delle due bombe atomiche americane a Hiroshima e Nagasaki, Einstein divenne uno dei principali punti di riferimento mondiale per tutti coloro che si battevano affinch\u00e9 le nuove armi fossero bandite e l\u2019umanit\u00e0 trovasse forme di convivenza non regolate dal terrore atomico. Una settimana prima della sua morte, avvenuta il 18 aprile 1955, aveva scritto, insieme a Bertrand Russell, un manifesto pacifista che denunciava la corsa agli armamenti atomici, e che si chiudeva con una domanda: <em>Vogliamo porre fine al genero umano; o l\u2019umanit\u00e0 rinuncer\u00e0 alla guerra?<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Teramo 26-06-2022<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono trascorsi esattamente cento anni dall\u2019assegnazione del Premio Nobel per la fisica ad Albert Einstein. O forse no! 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