{"id":2148,"date":"2022-08-30T13:30:44","date_gmt":"2022-08-30T11:30:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=2148"},"modified":"2022-08-30T13:30:44","modified_gmt":"2022-08-30T11:30:44","slug":"di-nasho-jorgaqi-del-suo-grande-amore-per-lalbania-del-suo-amato-popolo-di-maurizio-nocera-con-scritti-di-gino-bleve-e-ada-donno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=2148","title":{"rendered":"DI NASHO JORGAQI, DEL SUO GRANDE AMORE PER L&#8217;ALBANIA, DEL SUO AMATO POPOLO di Maurizio Nocera (con scritti di Gino Bleve e Ada Donno)"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Cos\u00ec, quando meno me l&#8217;aspettavo, Ilir Hoxha mi invia questa mail: \u00abMaurizio, Nasho non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9!\u00bb. Un nodo di dolore mi \u00e8 salito subito alla gola. Aspettavo di vederlo ancora, magari un&#8217;ultima volta ma, a volte, le circostanze della vita si presentano come tiranne e ti impediscono di soddisfare i desideri pi\u00f9 impellenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Avevo conosciuto Nasho grazie a Nexhmije Hoxha quella volta che, conversando con lei nella sua casa nella periferia di Tirana, sulla strada che porta a Durazzo, me lo aveva presentato come un suo grande amico. Erano presenti Teuta e Ilir Hoxha.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Letterato e scrittore, era nella cerchia dei pi\u00f9 intimi amici della Grande Madre dell&#8217;Albania. Lo osservai a lungo, ma senza che s\u2019accorgesse degli sguardi che, sotto palpebra, gli rivolgevo. Alto, ieratico come un sacerdote dei grandi templi dell&#8217;antico Egitto o dell&#8217;antica Grecia, i capelli bianchi, il viso ben rasato, la postura ineccepibile come quella dei grandi scrittori dell&#8217;Ottocento, Nasho non amava parlare molto. Erano i suoi occhi che parlavano e che ti dicevano: \u00abQuesto va bene, quest&#8217;altro non riguarda la mia sfera letteraria\u00bb. Si vedeva subito che con Nexhmije aveva un rapporto amicale di antica data: bastava uno sguardo e l&#8217;intesa fra di loro era raggiunta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ho sempre ringraziato Nexhmije per avermelo fatto conoscere. Anche perch\u00e9, dopo questo primo incontro, ce ne furono altri, sia nella stessa Albania, sia in Salento dove, grazie all&#8217;accoglienza dell&#8217;editore Gino Bleve, fra le due sponde (solo 70 miglia marine dividono Valona da Otranto) si inaugur\u00f2 una buona collaborazione letteraria. Pi\u00f9 di un libro fu pubblicato dall&#8217;editore salentino. Egli era enormemente felice di sapere che in Italia ci fossero persone interessate alla sua vasta produzione poetico-letteraria. Erano quelli i tempi in cui in Italia montava la canea reazionaria dell&#8217;anti-albanesit\u00e0, che accusava Enver Hoxha, il Padre nobile dell&#8217;Albania moderna, di qualsiasi meschinit\u00e0 politica. Oggi quegli sbruffoni pseudointellettuali, boriosi &#8220;copia e incolla&#8221; di false conoscenze internazionali, restano svergognati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Non faccio i nomi, ma chi sa intendere sa bene chi sono. Certo non ha fatto bella figura neanche l\u2019antologia pubblicata dalla casa editrice salentina Besa, <em>Dal Paese delle Aquile. Racconti albanesi <\/em>(1991) che ha raccolto i testi di alcuni narratori albanesi, ma escludendo Nasho Jorgaqi. Non so se la scelta sia stata fatta con malizia dal mio amico poeta Fernando Cezzi che l\u2019ha curata e dall\u2019editore, ma vado oltre, perch\u00e9 la Storia rimetter\u00e0 ogni cosa al posto giusto.\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Sono sotto gli occhi di molti politologi che cosa sia stata l&#8217;Albania al tempo di Enver Hoxha: un paese forse povero (ma ci si deve intendere su questo termine), dove per\u00f2 era possibile vivere nel rispetto reciproco. Altro che! E Nasho Jorgaqi, assieme all&#8217;altro grande scrittore d&#8217;Albania, Dritero Agolli &#8211; e non trascuro di aggiungere, fra i grandi Ismail Kadar\u00e9, sospendendo il giudizio sulle sue scelte politiche &#8211; \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 attenti letterati che ha saputo dare dignit\u00e0 culturale al suo popolo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Basta leggere una delle sue opere pi\u00f9 importanti: <em>Jeta e Fan S. Nolit<\/em> (Ombra GVG, Tirana 2005, pp. 1166), un&#8217;ampia biografia politico-culturale di Fan Noli (1882-1965), religioso albanese laureato ad Harvard nel 1912, scrittore, Primo Ministro e Reggente dell&#8217;Albania nel 1924 durante la rivoluzione di giugno. La biografia di Fan Noli scritta da Nasho Jorgaqi si ritiene essere quella pi\u00f9 completa e scientificamente affidabile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nel profilo biografico, scritto dall&#8217;arb\u00ebreshe Giuseppe Schir\u00f2 Di Maggio per l&#8217;<em>Antologia di scritti albanesi <\/em>(curata dallo stesso Jorgaqi con la redazione di Dritero Agolli e Ferid Hudhri, segreteria di redazione Teuta Hoxha), pubblicata da Bleve Editore, Tricase 2007, si legge:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00abNasho Jorgaqi [1931-2022] \u00e8 nato a Ballsh di Malacastra. Ha compiuto gi studi di lingua e letteratura albanese all&#8217;Universit\u00e0 di Tirana. Redattore, giornalista, docente di letteratura albanese alla Facolt\u00e0 di Storia e Filologia. Si fregia del titolo e del grado scientifico di Professore e Dottore di scienze filologiche. Prosatore e studioso della letteratura, biografo, sceneggiatore, descrittore di viaggi, traduttore, curatore di varie antologie. Delle sue opere sono noti i romanzi: <em>L&#8217;amore di Mimosa<\/em>, <em>L&#8217;emigrazione dei cuculi<\/em>; i racconti: <em>Il monastero dell&#8217;amore<\/em>, <em>Il castigo della bellezza<\/em>; le novelle: <em>Sogni e ferite<\/em>, <em>La posta lontana<\/em>; le biografie: <em>Qemal Stafa<\/em>, <em>La vita di Fan S. Noli<\/em>. Ha il titolo di Grande Maestro ed \u00e8 laureato con il Premio della Repubblica. Varie sue opere sono tradotte in lingue straniere\u00bb (v. <em>Antologia di scritti albanesi<\/em>, p. 148).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Bleve Editore pubblic\u00f2 anche un&#8217;altra <em>Antologia della letteratura albanese contemporanea<\/em> (progetto editoriale di Gino Bleve e cura di Nasho Jorgaqi, Tricase 2007), una sorta di replica dell&#8217;<em>Antologia della letteratura albanese <\/em>(Pellegrini editore, Cosenza, 2007), nella cui prefazione, per la prima volta, Nasho fa una sintesi di quella che \u00e8 stata ed \u00e8 la storia letteraria del popolo albanese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Scrive: \u00abBench\u00e9 il popolo albanese sia uno fra i pi\u00f9 antichi d&#8217;Europa e la sua lingua derivi dall&#8217;antico idioma illirico, la produzione letteraria vera e propria \u00e8 cominciata con notevole ritardo, a causa di condizioni storico-sociali quanto mai difficili e complesse. I primi testi scritti in albanese &#8211; almeno per ci\u00f2 che si conosce fino ad oggi &#8211; appartengono al secolo XV; \u00e8 nel 1555 che viene pubblicata la prima opera, il <em>Messale<\/em> di Gjon Buzuku. [&#8230;] l&#8217;anima creativa degli albanesi, il loro mondo e la loro psicologia, caratterizzandoli, senza mezzi termini, come un popolo pieno d&#8217;energia vitale e amore per la libert\u00e0. [&#8230;] Obiettivo della letteratura dell&#8217;Indipendenza [dall&#8217;impero ottomano] non fu pi\u00f9, come per il passato, il tema patriottico, ma quello sociale. Nelle creazioni letterarie, specialmente in quelle della nuova generazione, gli acuti problemi sociali vennero affrontati con taglio realistico. [&#8230;] Nel 1939, nel periodo dell&#8217;occupazione fascista [italiana] dell&#8217;Albania e della resistenza popolare, la letteratura albanese non poteva rimanere insensibile, al contrario: la sua influenza attiva si trasform\u00f2 in una potente arma di lotta. Le canzoni marziali e d&#8217;allarme, gli schizzi, gli sketch, lo spirito e l&#8217;umore stigmatizzante, furono le tipiche manifestazioni di quell&#8217;epoca\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nel 1991, Nasho Jorgaqi aveva pubblicato in Italia un altro libro: <em>Lontano e Vicino. Viaggio tra gli Albanesi d&#8217;Italia<\/em> (traduttore Eugenio Scalambrino, Pellegrini editore, Cosenza). Credo che si tratti del pi\u00f9 importante libro scritto sugli arb\u00ebreshe italiani, ed \u00e8 il commovente viaggio che lo scrittore compie nei paesi del Sud Italia dove vivono ancora lingua, tradizioni e usi albanesi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Per\u00f2, tra le opere di Nasho citate, ce ne sono due alle quali sono molo legato. Opere da Premio Nobel. Tuttavia sappiamo che la commissione scandinava del Nobel spesso non guarda alle opere letterarie serie, ma volge lo sguardo a opere frutto di dissidenza politica oppure raccomandata dagli amici degli amici. Comportamento che non le fa molto onore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La prima delle opere di Nasho Jorgaqi che mi ha molto impressionato \u00e8 un&#8217;<em>Antologia di racconti e prose. Il monastero dell&#8217;amore <\/em>(traduzione di Eugenio Scalambrino, Bleve Ediore, Tricase, 2002). Contiene un <em>Nota editoriale<\/em> dell&#8217;editore Gino Bleve, che era molto amico di Nasho, in cui si dice:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00abChiesi alla mia amica Teuta [Hoxha] se conoscesse lo scrittore Nasho Jorgaqi; mi rispose di no: &#8220;Non ne ho mai sentito parlare&#8221; mi disse. Il giorno seguente ci recammo a bere un caff\u00e8 al bar Regina Madre nel Parco Nazionale, e l\u00ec, ad attenderci, c&#8217;era il grande scrittore Jorgaqi. Teuta volle farmi una piacevole sorpresa in quanto, loro due, erano amici da sempre\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">In questo stesso libro c&#8217;\u00e8 anche una mia introduzione (<em>Nasho Jorgaqi, scrittore della Memoria<\/em>), nella quale, ricordando il legame amicale di Nasho con Nexhmije Hoxha, scrivo:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00abUn canto, dolcissimo, sensuale, affettuoso \u00e8 la scrittura di Nasho, il suo affondare profondo dentro le pieghe dei sentimenti, pur rimanendo egli sempre con i piedi attaccato alla terra, perch\u00e9 \u00e8 un uomo che conosce il valore della materia, l\u2019essenza del cielo, l\u2019infinita vicinanza dell\u2019eternit\u00e0. In un altro suo bellissimo libro, <em>Il castigo della bellezza<\/em>, Nasho scrive: &#8220;Sono arrivato sulla cima della collina. Laggi\u00f9 brilla l\u2019argento degli ulivi. Davanti ai miei occhi, l\u2019eternit\u00e0 mostra la sua immagine. [&#8230;] Nasho, che a Tirana vive nella casa e nel giardino dei ricordi, mi guarda fisso negli occhi, come per chiedermi &#8220;Ma mi posso fidare di te?&#8221;, e solo dopo aver constatato che io so essere uomo di fiducia, mi risponde: &#8220;C\u2019\u00e8 una donna in Albania, che ha molto sofferto, che \u00e8 stata imprigionata, che \u00e8 stata molto ingiustamente criticata. Penso a lei, alla possibilit\u00e0 di dedicarle un mio lavoro. Penso a Nexhmije Hoxha, a questa donna che, nella sua lunga vita, ha saputo essere potente ma anche umile, proprio come una qualsiasi donna del popolo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Parole dello scrittore amato dal popolo che hanno poi trovato estensione letteraria. Nella sua introduzione a <em>Il monastero dell&#8217;Amore<\/em>, scrive:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00abNon avrei mai pensato che la mia vita si sarebbe insensibilmente trasformata in una casa di ricordi. Essa \u00e8 una costruzione straordinaria che porto sempre con me e non sempre sono in grado di definirne i confini. So soltanto che gli spazi della casa dei ricordi si estendono dentro e oltre il mio essere. \/ In questi spazi io mi muovo come voglio in qualsiasi ora del giorno e della notte, salgo e scendo le scale del tempo e i ricordi si accavallano senza interruzione. \/ Mi aggiro nella casa della mia vita. \/ In questa casa dimorano silenziosi i ricordi. Cos\u00ec spersi come sono, si ridestano con una regolarit\u00e0 sorprendente. Il passato giace insonne tra le fessure della casa. Si stende per i corridoi aperti. Scende dalle pareti delle stanze. Si affaccia dal soffitto. Fa capolino agli angoli. Entra ed esce dalle finestre. Apre e chiude le porte e io mi trovo a faccia a faccia con il passato. \/ Tempo passato, tempo della mia vita. Piena e affollata di persone, avvenimenti, gioie e dolori, essa viene verso di me appena ne sento la nostalgia e il bisogno. Mi porta amore e bont\u00e0, serenit\u00e0 e innocenza; ma anche affanni e pene, disinganni e insegnamenti. \/ Tutto questo porto dentro di me, tutto questo porto nella casa dei ricordi. E non so ancora se sono io a portare essa o essa a portare me!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Stupenda, meravigliosa, profonda, abissale riflessione del grande scrittore albanese, che non finisce mai di sorprendere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">L&#8217;altro libro a cui sono molto legato \u00e8 <em>L&#8217;amore di Mimosa<\/em> (Traduzione di Jolanda Guazzone Kodra, Il Raggio Verde Edizioni, Lecce 2006) nella cui delicata <em>Prefazione<\/em> (che riporto quasi per intero data la sua pregnanza), Ada Donno scrive:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00abQuando scrisse <em>L\u2019amore di Mimosa<\/em>, Nasho Jorgaqi era un giovane promettente scrittore nella Repubblica popolare d\u2019Albania, impegnata a compiere nel pi\u00f9 breve tempo uno sforzo gigantesco: costruire una societ\u00e0 moderna emergendo dalle macerie della seconda guerra mondiale e da un\u2019arretratezza secolare, nelle condizioni date dall\u2019adesione al sistema socialista e in un contesto complicato dalla divisione del mondo in blocchi contrapposti.\/ L\u2019arte e la letteratura non potevano non avere grande parte in questo impegno. S\u2019impose (e non solo in Albania) la convinzione che il realismo socialista fosse la scuola migliore e che la dimensione fondamentale di esso non potesse che essere un incrollabile ottimismo riguardo alla capacit\u00e0 dell\u2019Uomo nuovo di superare ogni ostacolo. Si pensava che alla poesia e alla narrativa, che avevano il compito di scandire la progressione delle classi lavoratrici, si addicessero di pi\u00f9 i versi vigorosi di \u201cpoemi blindati\u201d e le sonorit\u00e0 epiche dei grandi romanzi resistenziali.\/ Davanti al romanzo breve di Jorgaqi, che raccontava invece l\u2019amore di due giovani studenti contrastato e infine sopraffatto da miseri pregiudizi e convenzionalismi sociali del passato, la critica ufficiale (quella che s\u2019incaricava di sorvegliare che i canoni fossero rispettati alla lettera) storse il naso: era una storia d\u2019amore senza il lieto fine, non c\u2019era l\u2019eroe positivo, le tematiche sociali facevano da contorno alla vicenda tutta privata dei due protagonisti, il partito ci entrava di straforo. Solo qualche voce autorevole si lev\u00f2 a difenderlo. \/ In compenso, ricorda oggi Nasho Jorgaqi con quieta soddisfazione, il romanzo piacque molto ai lettori pi\u00f9 giovani: la storia tenera e malinconica dell\u2019amore sconfitto di Mimosa e Luan li avvinceva e suscitava discussioni appassionate nelle scuole. Evidentemente il suo romanzo coglieva nel segno: e non \u00e8 questo che fa di uno scrittore un interprete del suo tempo?\/ E se i moduli espressivi del realismo socialista richiedevano che la letteratura rispecchiasse i problemi della societ\u00e0 e parlasse della gente qual \u00e8 nella sua quotidianit\u00e0, delle sue gioie, delle sue preoccupazioni, delle sue lotte e delle fatiche per costruire l\u2019avvenire, il romanzo di Jorgaqi non vi rientrava forse pienamente?\/ Col senno di oggi \u00e8 facile rispondere di s\u00ec, com&#8217;\u00e8 facile pensare che l\u2019ostilit\u00e0 di certi critici avesse a che fare piuttosto con una interpretazione ristretta del realismo letterario e con la pretesa di canonizzare la letteratura d\u2019ispirazione proletaria in schemi rigidi, prestabiliti, pensando che la politica potesse dettare le regole alla letteratura e all\u2019arte. Ci sembra di sentire in lontananza gli echi di una polemica consimile, che tocc\u00f2 anche l\u2019intellettualit\u00e0 progressista italiana in quegli stessi anni, quando Italo Calvino stava \u201ca pelo ritto, a unghie sfoderate contro l\u2019incombere d\u2019una nuova retorica\u201d, perch\u00e9 avvertiva nell\u2019aria \u201cil pericolo che alla nuova letteratura fosse assegnata una funzione celebrativa e didascalica\u201d. Le situazioni erano differenti, certamente, ma era sostanzialmente uguale l\u2019esigenza dello scrittore di trovare la propria via poetica: che per Jorgaqi non passava attraverso l\u2019obbligo di rappresentare modelli troppo positivi, troppo perfetti, e vincenti. Anzi, egli sembrava dire, proprio nella rappresentazione di una sconfitta sta l\u2019utilit\u00e0. \/ <em>L\u2019amore di Mimosa <\/em>non \u00e8 un romanzo d\u2019amore, ma un romanzo sull\u2019amore. L\u2019amore come scoperta di s\u00e9 attraverso l\u2019altro: \u00e8 attraverso l\u2019amore per Luan che la giovane Mimosa prende coscienza del proprio esistere, anche se, soggiogata dalla madre, non riesce a difenderlo. Ed \u00e8 un romanzo sulla giovinezza, l\u2019et\u00e0 nella quale a ciascuno si richiedono le prove per comprendere il senso della propria esistenza, per crescere nella consapevolezza e nella costruzione di s\u00e9.\/ Ma \u00e8 anche un romanzo sul conflitto generazionale, in cui i personaggi principali personificano i due aspetti della contrapposizione tra il nuovo e il vecchio: laddove il nuovo \u00e8 rappresentato dal giovane fidanzato di Mimosa, consapevolmente proiettato verso il futuro, e il vecchio dalla madre di lei, ottusamente tradizionalista e dispotica, oltre che priva di qualsiasi sfumatura di tenerezza. In mezzo, stanno l\u2019inerzia di Mimosa e la colpevole pusillanimit\u00e0 del padre. \/ Con semplicit\u00e0 e leggerezza, tuttavia, l\u2019autore sottrae i suoi personaggi alla tipicit\u00e0 dei ruoli e li vivifica nella immediatezza dei loro stati d\u2019animo: nel contrasto con la madre, la protagonista trova un aiuto equilibrato e maturo in Luan, che cerca di salvarla dall\u2019apatia e, senza essere invadente, la sollecita a prendere in mano le redini della sua vita. Mimosa, per\u00f2, non riuscir\u00e0 a rompere il cerchio delle sue paure: perder\u00e0 l\u2019amore e la possibilit\u00e0 di affermare se stessa.\/ Se \u00e8 vero che il contesto storico e sociale resta sullo sfondo della vicenda, in cui si scontrano una concezione arretrata e individualistica e le esigenze sociali della \u201cdonna nuova\u201d, tuttavia esso appare come la condizione nuova che pu\u00f2 consentire di rompere la continuit\u00e0 tra le generazioni: Mimosa \u00e8 una cittadina della nuova societ\u00e0 che, facendo propri i nuovi valori morali e sociali, deve imparare a contrastare il passato che sopravvive in sua madre. La quale non soltanto ostacola l\u2019amore dei due giovani, ma sottrae anche la figlia, con un espediente meschino, all\u2019impegno da lei assunto volontariamente di prestare servizio nella campagna di alfabetizzazione dei villaggi di montagna, come lo Stato socialista richiedeva ai neodiplomati.\/ E anche se in alcuni passaggi del romanzo sembra di leggere un\u2019allusione a un certo conformismo giovanile (le amiche di Mimosa che accettano per dovere, ma senza entusiasmo, di prestare il servizio in montagna), prevale nettamente la rappresentazione di una giovent\u00f9 altruista e generosamente pronta ad andare a lavorare l\u00e0 dove lo richiedono l\u2019interesse del Paese ed il bene del popolo. Con una prosa sobria e scorrevole, soffusa di lirismo e velata di malinconia, Jorgaqi rifrange il racconto negli spazi in cui i personaggi si mostrano nel loro travaglio intimo e nelle loro relazioni sociali, spazi che assumono quasi valenza simbolica: da una parte la cameretta nella quale la protagonista si muove, guscio protettivo e prigione, luogo in cui Mimosa si rifugia per sfogare nel pianto il dolore, ma in cui finisce col cedere all\u2019inerzia e alla rinuncia; dall\u2019altra le aule dell\u2019Istituto, che costituiscono il luogo della socialit\u00e0, del fervore fattivo e della possibilit\u00e0 di liberarsi.\/ In questo come in altri suoi racconti, Jorgaqi \u00e8 animato dall\u2019interesse per la realt\u00e0 nei suoi vari aspetti: il passato che determina le condizioni del presente, il cuore umano come infinito campo d\u2019indagine (il conflitto che si dispiega nell\u2019animo della giovane protagonista attira l\u2019attenzione dello scrittore, che lo rappresenta per ricavarne qualche verit\u00e0 sul senso della vita e della storia). In fin dei conti, <em>L\u2019amore di Mimosa<\/em> pu\u00f2 essere letto come un romanzo di formazione, seppure in negativo, perch\u00e9 descrive e rappresenta il percorso ritroso di una giovane donna che non riesce a dare \u201cforma\u201d matura e autentica al proprio carattere.\/ Racconta come, nella ricerca spossante di formare la propria identit\u00e0 attraversando il conflitto con la famiglia, l\u2019angoscia del crescere e il timore del futuro possano finire con l\u2019avere il sopravvento: Mimosa, al contrario di un eroe positivo, non arriva alla meta perch\u00e9 il suo percorso \u00e8 un cedere continuo al dispotismo della madre antagonista e alla propria debolezza. E, rassegnata alla sua inettitudine, vivr\u00e0 nel rimpianto. Un\u2019esperienza che certo non si offre come modello. \/ \u00c8 questa scelta che \u00e8 stata criticata. Ma, sulla distanza, \u00e8 proprio ci\u00f2 che rende ancora oggi vivo questo romanzo e capace di comunicare emozioni e sentimenti. Il cammino di una donna &#8211; sembra dire Jorgaqi &#8211; per adattarsi alle nuove condizioni dell\u2019esistenza, non avviene senza un&#8217;intima e drammatica lotta. In realt\u00e0 la stessa dedica del romanzo (\u201calla mia generazione signora di se stessa e del paese\u201d) dice della fede dell\u2019autore nella giovent\u00f9, quella di ieri e quella di sempre. E la bella immagine che, a conclusione del romanzo, simbolicamente rappresenta la sconfitta di Mimosa (\u201cNuvole di polvere che si alzavano da ogni parte la presero con s\u00e9\u201d), non la rinnega\u00bb.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec, quando meno me l&#8217;aspettavo, Ilir Hoxha mi invia questa mail: \u00abMaurizio, Nasho non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9!\u00bb. Un nodo di dolore<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2149,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-2148","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2148","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2148"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2148\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2150,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2148\/revisions\/2150"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2149"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2148"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2148"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2148"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}