{"id":2855,"date":"2023-10-15T15:20:22","date_gmt":"2023-10-15T13:20:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=2855"},"modified":"2023-10-21T11:37:40","modified_gmt":"2023-10-21T09:37:40","slug":"lepica-lotta-del-popolo-palestinese-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=2855","title":{"rendered":"L\u2019EPICA LOTTA DEL POPOLO PALESTINESE di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">L\u2019insurrezione del 7 ottobre scorso del popolo palestinese, che da settantacinque anni vive sotto l\u2019oppressione colonialista di Israele, \u00e8 solo l\u2019ultimo atto di una tragedia, molto pi\u00f9 ampia, dei popoli del Medio Oriente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Fin dall\u2019inizio della sua esistenza la borghesia ebraica, insediatasi al governo di Israele, praticava una politica conservatrice e antidemocratica. Nella primavera del 1953, sotto il governo di Ben Gurion, fu scatenata una campagna poliziesca di terrore contro il Partito Comunista di Israele. E Ben Gurion, primo ministro israeliano, nella sua visita agli USA del 1960, gi\u00e0 considerava i circoli imperialisti e quelli sionisti come un punto d\u2019appoggio politico-militare per la lotta contro i movimenti di liberazione nazionale nel Medio Oriente<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Eppure, nell\u2019agosto del 1923, il giovane Ben Gurion si rec\u00f2 a Mosca con una delegazione dell\u2019Histadrut, alla mostra pansovietica dell\u2019agricoltura e dell\u2019artigianato e, nel documento finale rilasciato, si pu\u00f2 leggere la soddisfazione per il ripristino delle relazioni economiche tra la Russia e la Palestina. Le idee del giovane, futuro primo ministro di Israele, costituivano un miscuglio esotico di socialismo e di idealismo sionista. Amava Lenin e credeva che il comunismo avrebbe garantito gli ebrei dall\u2019antisemitismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Settantacinque anni fa, il 15 maggio1948, allorquando giunse a termine il Mandato sulla Palestina di Sua Maest\u00e0 Britannica, le Nazioni Unite non presero nessuna misura per assicurare l\u2019ordine e il rispetto della legge circa il futuro della <em>spartizione<\/em> della Palestina. Non a caso fu usato l\u2019eufemismo<em> spartizione <\/em>per coprire la realt\u00e0 della privazione della patria e l\u2019esilio di un intero popolo. In cambio si offrivano ai palestinesi campi profughi e razioni alimentari dell\u2019ONU. Ne segu\u00ec il caos, centinaia di migliaia di arabi palestinesi espatriarono nei vicini paesi arabi. \u00a0Settantacinque anni durante i quali lo Stato di Israele, con i suoi soliti immarcescibili alleati, Washington e Londra, si sono posti il problema di cancellare un intero popolo, perseguitarlo e umiliarlo e cancellarne ogni traccia della sua esistenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La risoluzione 181 dell\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU, del 26 novembre 1947, che stabiliva la divisione in due parti della Palestina, con la creazione di uno Stato di Israele e di uno Stato palestinese, era, tuttavia, un esito del tutto coerente con le premesse poste, alcuni anni prima, alla Conferenza sindacale mondiale di Londra del febbraio 1945. Le tappe che portarono alla risoluzione 181 ebbero, come ci ricorda lo storico Luciano Canfora, \u00abil loro momento culminante nella scelta sovietica, nel biennio 1944-46, di impegnarsi a fondo per la nascita dello Stato di Israele\u00bb. La sorte della Palestina e degli ebrei palestinesi era nelle mani dei politici americani e britannici, che in generale erano contrari alla creazione di Israele. Lo Stato ebraico non sarebbe sorto senza l\u2019opera di Stalin.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma, appena pochi giorni dopo il voto alle Nazioni Unite, esplosero gli scontri in Palestina miranti ad impedire l\u2019applicazione della risoluzione relativa alla spartizione della regione.\u00a0 Cos\u00ec, il 10 giugno 1948, Ben Gurion poteva dichiarare: \u00abI nostri confini si sono allargati, le nostre forze si sono moltiplicate, gi\u00e0 amministriamo servizi pubblici\u2026rafforzare le nostre posizioni in citt\u00e0 e in campagna, accelerare la colonizzazione e l\u2019immigrazione, e vegliare sull\u2019esercito\u00bb. Chaim Weizmann, chimico di fama mondiale, dal 1920 capo dell\u2019Organizzazione Mondiale Sionista, uomo di grande capacit\u00e0 persuasiva, fu la persona che pi\u00f9 contribu\u00ec alla creazione della Stato ebraico, che lo diresse per circa trent\u2019anni. In una sua visita a Gerusalemme del primo dicembre 1948, in un suo discorso, disse: \u00abNon preoccupatevi se parte di Gerusalemme non \u00e8 ancora incorporata nello Stato. La otterremo pacificamente. Abbiate pazienza\u00bb. Diciannove anni pi\u00f9 tardi l\u2019esercito israeliano segu\u00ec il consiglio di Weizmann e apr\u00ec la via al Muro del Pianto, non pacificamente, ma militarmente, con le bombe al napalm.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Da allora l\u2019espansionismo dell\u2019oligarchia finanziaria israeliana, non si \u00e8 pi\u00f9 fermato. Secondo il rapporto del 1966-67 dell\u2019Ufficio Soccorsi e Lavori delle Nazioni Unite (UNRWA), il numero dei rifugiati espulsi dalle loro case site entro i confini d\u2019Israele, ammonta a due milioni e quattrocentomila persone. Dal 1950 al 1968, 18 sono state le risoluzioni dell\u2019ONU, tutte riaffermanti il diritto dei profughi al rimborso e al risarcimento, e tutte regolarmente respinte dal governo israeliano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Alla vigilia dell\u2019attacco a Suez, il 19 ottobre 1956, le forze di frontiera israeliane penetrarono nel villaggio Kafr Qasem (nome passato alla storia come <em>Massacro di Kafr Qasem),<\/em> ed imposero il coprifuoco, mentre i contadini stavano ancora lavorando nei loro campi: 51 di loro furono assassinati e 13 furono i feriti. Tra i morti si contarono 12 donne e ragazze, 10 ragazzi tra i 14 e 17 anni e altri 7 bambini tra 8 e 13 anni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nel giugno del 1967, durante <em>la guerra dei sei giorni,<\/em> l\u2019esercito israeliano, con un proditorio attacco, si port\u00f2 direttamente in Cisgiordania, fino alle rive del fiume Giordano. Sorpresi dalla fulmineit\u00e0 dell\u2019attacco e terrorizzati dalle armi al napalm, mai viste prima, gli abitanti arabi-palestinesi, circa 200 mila, fuggirono. Altri 210 mila seguirono, spinti dalla paura, dalla distruzione con la dinamite delle loro case o dalla perdita delle loro famiglie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Un mese dopo la fine della <em>guerra dei sei giorni<\/em>, il primo ministro israeliano Levi Eshkol, ebbe a dichiarare. \u00abUna nuova realt\u00e0 si \u00e8 creata in Medio Oriente. Israele intende mantenere la parte giordana di Gerusalemme e la Striscia di Gaza. Israele senza Gerusalemme \u00e8 un Israele senza testa\u00bb. Si pu\u00f2, dunque, affermare che a fine 1967, l\u2019espansionismo israeliano si compendia nell\u2019occupazione dei territori egiziani, giordani e siriani e nel rifiuto di evacuarli a dispetto della risoluzione del Consiglio di Sicurezza del novembre 1967.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">A ci\u00f2 va aggiunta la politica israeliana volta a spopolare i territori occupati dal maggior numero possibile dei loro abitanti. Tutto ci\u00f2 fu attuato nel totale dispregio delle pi\u00f9 elementari norme di umanit\u00e0 e di carit\u00e0 cristiana: fucilazioni di massa, fosse comuni, distruzione su larga scala delle abitazioni, distruzione di interi villaggi, saccheggio di negozi e magazzini privando, come sta avvenendo in queste ore, gli arabi di ogni mezzo di sussistenza. La spogliazione del popolo arabo palestinese, di tutti i suoi diritti legittimi e dei suoi beni, lo ha trasformato cos\u00ec in un popolo di profughi dispersi, senza diritto all\u2019autodeterminazione e, alla possibilit\u00e0 di una vita libera e pacifica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Quando fin\u00ec la Prima guerra mondiale nel 1918 il 90% della popolazione palestinese era araba e gli abitanti arabi-palestinesi erano proprietari del 97,5% delle terre coltivabili, mentre gli ebrei avevano solo il2,5% delle terre coltivabili. Eppure, l\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite decise la formazione dello Stato ebraico proprio in Palestina garantendogli il 54% del territorio.\u00a0 Espansione che avvenne quando ancora la Palestina era sotto il dominio delle forze inglesi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La brutale aggressione di questi giorni, del sionismo israeliano contro il popolo palestinese, con l\u2019appoggio incondizionato della Casa Bianca e dei circoli oltranzisti americani, dimostra, ancora una volta, la stretta connessione di questi ultimi, al sionismo israeliano. E oggi, come ieri, gli Stati Uniti utilizzano lo Stato di Israele, come testa di ponte contro i movimenti rivoluzionari dei popoli mediorientali. In particolare, contro la Siria e l\u2019Iran, ricco di materie prime e futura potenza atomica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E se, in tutto quest\u2019arco di tempo di 75 anni, l\u2019ONU ha continuato ad offrire ai palestinesi \u201cbuone risoluzioni\u201d e l\u2019Occidente \u201cbuoni consigli\u201d, mentre Biden, Macron e Scholz, hanno armato fino ai denti lo Stato di Israele, e l\u2019oppressione colonialista degli israeliani \u00e8 stata sempre pi\u00f9 forte, allora, tutto ci\u00f2 non poteva non provocare la ribellione dei popoli medio-orientali, sempre pi\u00f9 convinti che nessun problema coloniale sia mai \u00a0stato vinto per vie diplomatiche.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">L\u2019insurrezione del 7 ottobre scorso del popolo palestinese, che da settantacinque anni vive sotto l\u2019oppressione colonialista di Israele, \u00e8 solo l\u2019ultimo atto di una tragedia, molto pi\u00f9 ampia, dei popoli del Medio Oriente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Fin dall\u2019inizio della sua esistenza la borghesia ebraica, insediatasi al governo di Israele, praticava una politica conservatrice e antidemocratica. Nella primavera del 1953, sotto il governo di Ben Gurion, fu scatenata una campagna poliziesca di terrore \u00a0contro il Partito Comunista di Israele. E Ben Gurion, \u00a0primo ministro israeliano, nella sua visita agli USA del 1960, gi\u00e0 considerava i circoli imperialisti e quelli sionisti come un punto d\u2019appoggio politico-militare per la lotta contro i movimenti di liberazione nazionale nel Medio Oriente<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Eppure, nell\u2019agosto del 1923, il giovane Ben Gurion si rec\u00f2 a Mosca con una delegazione dell\u2019Histadrut, alla mostra pansovietica dell\u2019agricoltura e dell\u2019artigianato e, nel documento finale rilasciato, si pu\u00f2 leggere la soddisfazione per il ripristino delle relazioni economiche tra la Russia e la Palestina. Le idee\u00a0 del giovane, futuro primo ministro di Israele, costituivano un miscuglio esotico di socialismo e di idealismo sionista. Amava Lenin e credeva che il comunismo avrebbe garantito gli ebrei dall\u2019antisemitismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Settantacinque anni fa, il 15 maggio1948, allorquando giunse a termine il Mandato sulla Palestina di Sua Maest\u00e0 Britannica, le Nazioni Unite non presero nessuna misura per assicurare l\u2019ordine e il rispetto della legge circa il futuro della <em>spartizione<\/em> della Palestina. Non a caso fu usato l\u2019eufemismo<em> spartizione <\/em>per coprire la realt\u00e0 della privazione della patria e l\u2019esilio di un intero popolo. In cambio si offrivano ai palestinesi campi profughi e razioni alimentari dell\u2019ONU. Ne segu\u00ec il caos,centinaia di migliaia di arabi palestinesi espatriarono nei vicini paesi arabi. \u00a0Settantacinque anni durante i quali lo Stato di Israele, con i suoi soliti immarcescibili alleati, Washington e Londra,si sono posti il problema di cancellare un intero popolo,perseguitarlo \u00a0e umiliarlo \u00a0e cancellarne ogni traccia della sua esistenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La risoluzione 181 dell\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU, del 26 novembre 1947, che stabiliva la divisione in due parti della Palestina, con la creazione di uno Stato di Israele e di uno Stato Palestinese, era, tuttavia, un esito del tutto coerente con le premesse poste, alcuni anni prima, alla Conferenza sindacale mondiale di Londra del febbraio i945. Le tappe che portarono alla risoluzione 181 ebbero , come ci ricorda lo storico Luciano Canfora, \u00abil loro momento culminante nella scelta sovietica, nel biennio\u00a0 1944-46, di impegnarsi a fondo per la nascita dello Stato di Israele\u00bb. La sorte della Palestina e degli ebrei palestinesi, era nelle mani dei politici americani e britannici, che in generale erano contrari alla creazione di Israele. Lo Stato ebraico non sarebbe sorto senza l\u2019opera di Stalin.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Ma, appena pochi giorni dopo il voto alle Nazioni Unite, esplosero gli scontri in Palestina miranti ad impedire l\u2019applicazione della risoluzione relativa alla spartizione della regione.\u00a0 Cos\u00ec, il 10 giugno 1948, Ben Gurion poteva dichiarare:\u00ab I nostri confini si sono allargati, le nostre forze si sono moltiplicate, gi\u00e0 amministriamo servizi pubblici\u2026rafforzare le nostre posizioni in citt\u00e0 e in campagna, accelerare la colonizzazione e l\u2019immigrazione, e vegliare sull\u2019esercito\u00bb. Chaim Weizmann, chimico di fama mondiale,dal 1920 capo dell\u2019Organizzazione Mondiale Sionista, uomo di grande capacit\u00e0 persuasiva, fu la persona che pi\u00f9 contribu\u00ec alla creazione della Stato ebraico, che lo diresse per circa trent\u2019anni. In una sua visita a Gerusalemme del primo dicembre 1948, in un suo discorso, disse:\u00ab Non preoccupatevi se parte di Gerusalemme non \u00e8 ancora incorporata nello Stato. La otterremo pacificamente. Abbiate pazienza\u00bb. Diciannove anni pi\u00f9 tardi l\u2019esercito israeliano segu\u00ec il consiglio di Weizmann e apr\u00ec la via al Muro del Pianto, non pacificamente, ma militarmente, con le bombe al napalm.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Da allora l\u2019espansionismo dell\u2019oligarchia finanziaria israeliana, non si \u00e8 pi\u00f9 fermato. Secondo il rapporto del 1966-67 dell\u2019Ufficio Soccorsi e Lavori delle Nazioni Unite (UNRWA), il numero dei rifugiati espulsi dalle loro case site entro i confini d\u2019Israele, ammonta a due milioni e quattrocentomila persone. Dal 1950 al 1968, 18 sono state le risoluzioni dell\u2019ONU, tutte riaffermanti il diritto dei profughi al rimborso e al risarcimento, e tutte regolarmente respinte dal governo israeliano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Alla vigilia dell\u2019attacco a Suez, il 19 ottobre 1956, le forze di frontiera israeliane penetrarono nel villaggio Kafr Qasem (nome passato alla storia come <em>Massacro di Kafr Qasem),<\/em> ed imposero il coprifuoco, mentre i contadini stavano ancora lavorando nei loro campi: 51 di loro furono assassinati e 13 furono i feriti. Tra i morti si contarono 12 donne e ragazze, 10 ragazzi tra i \u00a014 e 17 anni e altri 7 bambini tra 8 e 13 anni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Nel giugno del 1967, durante <em>la guerra dei sei giorni,<\/em> l\u2019esercito israeliano, con un proditorio attacco, si port\u00f2 direttamente in Cisgiordania, fino alle rive del fiume Giordano. Sorpresi dalla fulmineit\u00e0\u00a0 dell\u2019attacco e terrorizzati dalle armi al napalm, mai viste prima, gli abitanti arabi-palestinesi, circa 200 mila, fuggirono. Altri 210 mila seguirono, spinti dalla paura, dalla distruzione con la dinamite delle loro case o dalla perdita delle loro famiglie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Un mese dopo la fine della <em>guerra dei sei giorni<\/em>, il primo ministro israeliano Levi Eshkol, ebbe a dichiarare. \u00abUna nuova realt\u00e0 si \u00e8 creata in Medio Oriente. Israele intende mantenere la parte giordana di Gerusalemme e la Striscia di Gaza. Israele senza\u00a0 Gerusalemme \u00e8 un Israele senza testa\u00bb. Si pu\u00f2, dunque, affermare che a fine 1967, l\u2019espansionismo israeliano si compendia nell\u2019occupazione dei territori egiziani,giordani e siriani e nel rifiuto di evacuarli a dispetto della risoluzione del Consiglio di Sicurezza del novembre 1967.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">A ci\u00f2 va aggiunta la politica israeliana volta a spopolare i territori occupati dal maggior numero possibile dei loro abitanti. 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Eppure, l\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite decise la formazione dello Stato ebraico proprio in Palestina garantendogli il 54% del territorio.\u00a0 Espansione che avvenne quando ancora la Palestina era sotto il dominio delle forze inglesi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La brutale aggressione di questi giorni, del sionismo israeliano contro il popolo palestinese, con l\u2019appoggio incondizionato della Casa Bianca e dei circoli oltranzisti americani, dimostra ,ancora una volta, la stretta connessione di questi ultimi, al \u00a0sionismo israeliano. E oggi, come ieri, gli Stati Uniti utilizzano lo Stato di Israele, come testa di ponte contro i movimenti rivoluzionari dei popoli mediorientali. In particolare contro la Siria e l\u2019Iran, ricco di materie prime e futura potenza atomica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">E se, in tutto quest\u2019arco di tempo di 75 anni, l\u2019ONU ha continuato ad offrire ai palestinesi \u201cbuone risoluzioni\u201d e l\u2019Occidente \u201cbuoni consigli\u201d, mentre Biden, Macron \u00a0e\u00a0 Scholz, hanno armato fino ai denti lo Stato di Israele, e l\u2019oppressione colonialista degli israeliani \u00e8 stata sempre pi\u00f9 forte, allora, tutto ci\u00f2 non poteva non provocare la ribellione dei popoli medio-orientali, sempre pi\u00f9 convinti che nessun problema coloniale sia mai \u00a0stato vinto per vie diplomatiche.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Teramo 15 ottobre 2023<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019insurrezione del 7 ottobre scorso del popolo palestinese, che da settantacinque anni vive sotto l\u2019oppressione colonialista di Israele, \u00e8 solo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2856,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-2855","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"aioseo_head":"\n\t\t<!-- All in One SEO 4.9.9 - aioseo.com -->\n\t<meta name=\"description\" content=\"L\u2019insurrezione del 7 ottobre scorso del popolo palestinese, che da settantacinque anni vive sotto l\u2019oppressione colonialista di Israele, \u00e8 solo l\u2019ultimo atto di una tragedia, molto pi\u00f9 ampia, dei popoli del Medio Oriente. 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