{"id":3234,"date":"2024-02-20T17:58:00","date_gmt":"2024-02-20T16:58:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=3234"},"modified":"2024-03-23T18:08:54","modified_gmt":"2024-03-23T17:08:54","slug":"s-u-l-s-a-l-a-r-i-o-m-i-n-i-m-o-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=3234","title":{"rendered":"S \u00a0U \u00a0L\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S A \u00a0L \u00a0A \u00a0R \u00a0I \u00a0O\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0M \u00a0I \u00a0N \u00a0I \u00a0M \u00a0O\u00a0    di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12px;\">L\u2019economia politica classica tocca in via approssimativa<\/span><\/strong><\/em><br \/><em><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12px;\">il vero stato delle cose, senza per altro formularlo in modo<\/span><\/strong><\/em><br \/><em><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12px;\">consapevole. Essa non pu\u00f2 farlo finch\u00e9 \u00e8 chiusa nella sua<\/span><\/strong><\/em><br \/><em><strong><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12px;\">pelle borghese. (Marx, Il Capitale).<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Da qualche mese a questa parte, sulla stampa nazionale e sui canali televisivi pi\u00f9 importanti, di fronte ai violenti attacchi del governo Meloni contro il movimento dei lavoratori e le sue organizzazioni, contro la crescente miseria, oppressione, schiavit\u00f9 e sfruttamento delle masse popolari, si \u00e8 tornati a parlare, ancora una volta, della necessit\u00e0 di una grande battaglia per gli aumenti salariali e, dell\u2019introduzione di un <em>salario minimo.<\/em> La teoria del salario nel capitalismo costituisce una parte organica, molto complessa, nella dottrina economica di Marx. Egli ne scopr\u00ec le leggi che determinarono e chiarirono l\u2019origine dello sfruttamento del lavoro operaio. Gi\u00e0 nella I Internazionale la questione del salario fu oggetto di un infuocato dibattito.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Qualche settimana dopo la morte di Lassalle<sup>1<\/sup>, in una affollata assemblea in St. Martin\u2019s Hall a Londra, fu fondata, il 28 settembre 1864, l\u2019<em>Associazione Internazionale degli Operai<\/em> (la prima Internazionale). Il <em>meeting,<\/em> pensato e organizzato dagli operai Odger (presidente dei sindacati inglesi) e da Cramer (segretario dell\u2019<em>Unione Muratori<\/em> parigina), come proposito di una comune azione a sostegno della lotta degli operai polacchi contro la repressione Russa, ben presto si trasform\u00f2 in un grande incontro di operai e intellettuali provenienti da tutte le parti dell\u2019Europa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">L\u2019assemblea, dopo un vivace dibattito, decise di nominare un Comitato e di redigere una dichiarazione dei principi e degli Statuti provvisori (totalmente opera di Marx) che vennero letti e accettati con grande entusiasmo. Della dichiarazione dei principi, passati alla storia come l\u2019<em>Indirizzo Inaugurale,<\/em> Beesly (professore di economia politica dell\u2019Universit\u00e0 di Londra che presiedette al meeting di fondazione), disse che era l\u2019esposizione pi\u00f9 potente e precisa della causa operaia che fosse mai stata scritta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Della suddetta commissione del Comitato faceva anche parte, dice Marx, \u00abun vecchio falegname owenista, J. Weston, carissima e bravissima persona che aveva steso un programma pieno della massima confusione e d\u2019indicibile prolissit\u00e0\u00bb. Weston aveva presentato due tesi (mutuate peraltro da Robert Malthus, il quale asseriva che un aumento dei prezzi monetari del salario produceva un rialzo generale dei prezzi monetari delle merci), che assiduamente difendeva sul settimanale Beehive: 1) un aumento generale del salario non porterebbe nessun utile agli operai; 2) perci\u00f2 i sindacati inglesi agiscono dannosamente. Tesi, continua Marx, \u00abche se venissero accettate saremmo alla catastrofe\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Nella lettera del 20 maggio 1865, indirizzata ad Engels, Marx precisa ulteriormente il punto di vista di Weston e quali sono i due punti nodali della discussione: \u00ab1) il salario determina il valore delle merci; 2) se i capitalisti pagano oggi 5 scellini invece di 4, essi domani (a causa dell\u2019aumento della domanda) venderanno le loro merci a 5 scellini invece che a 4. Per quanto ci\u00f2 sia sciocco e si attenga soltanto alla pura apparenza esteriore, tuttavia, non \u00e8 facile spiegare agli ignoranti tutte le questioni economiche che vi si raggruppano intorno\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Nella realt\u00e0, le cose vanno diversamente da come pensa Weston, per il quale all\u2019aumento della domanda delle merci di prima necessit\u00e0 da parte dei lavoratori per via degli aumenti salariali seguirebbe, con ferrea necessit\u00e0, uno spaventoso aumento dei prezzi di tutte le merci. Senza entrare in questioni di teoria economica, Marx ricorda a Weston il noto fatto\u00a0 \u00ab i salari medi degli operai agricoli americani sono alti pi\u00f9 del doppio\u00a0 di quelli degli operai agricoli inglesi, quantunque i prezzi dei prodotti agricoli siano pi\u00f9 bassi negli Stati Uniti che in Inghilterra, quantunque negli Stati Uniti regnino gli stessi rapporti generali fra capitale e lavoro che in Inghilterra, e quantunque la massa della produzione annua sia negli Stati Uniti molto pi\u00f9 piccola che in Inghilterra\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Lo stesso tipo di problema si pose allorch\u00e9 in Inghilterra venne introdotta la legge delle <em>10 ore lavorative giornaliere,<\/em> (rispetto alle 12 ore in vigore), che entr\u00f2 in vigore nel 1848. Fu uno dei pi\u00f9 grandi rivolgimenti economici mai riscontrati prima: un improvviso e obbligatorio aumento dei salari, non in alcune industrie locali, ma nei rami principali dell\u2019industria, con i quali l\u2019Inghilterra dominava i mercati mondiali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abIl dottor Ure e il professore Senior \u2013 dice Marx \u2013 e tutti gli altri portavoce ufficiali dell\u2019economia della classe borghese <em>dimostrarono,<\/em> &#8211; e sono costretto a dirlo con argomentazioni molto pi\u00f9 solide di quelle del nostro amico Weston \u2013 che questa legge avrebbe suonato la campana a morto dell\u2019industria inglese\u2026 [\u2026]. Essi asserivano che la dodicesima ora che si voleva tagliare al capitalista, era proprio l\u2019unica ora dalla quale egli traeva il proprio profitto. Essi minacciavano una diminuzione dell\u2019accumulazione del capitale, un aumento dei prezzi, perdita dei mercati, riduzione della produzione, conseguente ripercussione sui salari, e infine la rovina\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abOra quale fu il risultato? Un aumento dei salari in denaro degli operai di fabbrica malgrado la diminuzione della giornata di lavoro, un aumento notevole del numero degli operai di fabbrica occupati, una caduta costante dei prezzi dei loro prodotti, un mirabile sviluppo delle forze produttive del loro lavoro, un allargamento costante e inaudito dei mercati per le loro merci\u00bb. Eppure, ancora oggi, si ripete da parte degli economisti borghesi, la storiella secondo la quale un aumento generalizzato dei salari monetari porterebbe solo ad un aumento dei prezzi delle merci. \u00c8 sufficiente ricordare <em>la politica dei due tempi<\/em> del periodo 1974-\u201975 durante il quale il salario e l\u2019occupazione si trovarono sotto il fuoco incrociato delle politiche economiche capitalistiche. Il salario fu accerchiato da quattro posizioni: la politica tariffaria e dei prezzi; gli accordi sindacati-governo e sindacati-confindustria sul <em>costo del lavoro<\/em>; l\u2019autonomia contrattuale delle categorie operaie; l\u2019attacco al salario reale. Tutto ci\u00f2 era necessario per salvare <em>l\u2019economia nazionale<\/em> e <em>per uscire dalla crisi.<\/em> Tutto questo doveva essere il contenuto della politica economica del <em>primo tempo.<\/em> Il secondo tempo, quello dello sviluppo dello stato sociale, deve ancora arrivare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Nell\u2019opuscolo <em>Critica al programma di Gotha, <\/em>Marx critic\u00f2 con estrema durezza tutte le inesattezze e i numerosi errori del nuovo manifesto che costitu\u00ec la base del Congresso. Marx ed Engels non furono consultati nel merito del progetto e ricevettero la bozza soltanto nel marzo del 1875, come si evince dalla lettera di Engels a Bebel del 18(28) marzo 1875. In esso, al paragrafo II, Marx sostenne e dimostr\u00f2 con rigore scientifico che Lassalle non sapeva cosa fosse il <em>salario<\/em> e che, seguendo gli economisti borghesi, aveva scambiato la parvenza con la sostanza. \u00a0Ma Lassalle non era solo: era il rappresentante di tanti grandi dirigenti operai che confondevano la nozione di <em>valore <\/em>\u00a0con la nozione di <em>prezzo della forza lavoro<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Sarebbe, come in fisica, confondere il concetto di <em>gravit\u00e0 <\/em>con quello di <em>peso di un corpo <\/em>e, in economia, confondere il <em>saggio del plusvalore <\/em>con il <em>saggio del profitto. \u00ab<\/em>Plusvalore e saggio del plusvalore, sono in senso relativo, l\u2019invisibile, l\u2019essenziale da scoprire, mentre il saggio del profitto e quindi il profitto, forma del plusvalore, si mostrano alla superficie del fenomeno\u00bb. (Marx). Tuttavia, rimane ancora in vigore la falsa convinzione che il salario sia la ricompensa del <em>lavoro<\/em> svolto dall\u2019operaio ma il <em>lavoro <\/em>non \u00e8 una merce e, quindi, il salario non pu\u00f2 essere il suo prezzo. Il salario non \u00e8 altro che il prezzo, della forza \u2013lavoro dell\u2019operaio. In proposito dice Marx: <strong>dopo la \u00a0morte di Lassalle si \u00e8 fatta strada nel nostro partito la visione scientifica secondo cui il <em>salario <\/em>non \u00e8 ci\u00f2 che sembra essere, cio\u00e8 il <em>valore <\/em>e rispettivamente il <em>prezzo del lavoro, <\/em>ma solo una forma mascherata del <em>valore, <\/em>rispettivamente del prezzo della forza-lavoro. Con ci\u00f2 tutta la vecchia concezione borghese del salario avuta finora, cos\u00ec come la critica finora diretta contro di essa, \u00e8 stata una volta per sempre gettata a mare e si \u00e8 messo in chiaro che l\u2019operaio salariato ha il permesso di lavorare per la propria vita, cio\u00e8 di <em>vivere,<\/em> solo in quanto lavora per un certo tempo gratuitamente per il capitalista ( quindi anche per quelli che insieme al capitalista consumano plusvalore); che l\u2019intero sistema di produzione capitalistico si aggira intorno al problema di prolungare questo lavoro gratuito prolungando<em>\u00a0 <\/em>la giornata lavorativa, oppure sviluppando la produttivit\u00e0, cio\u00e8 con una maggiore tensione della forza-lavoro, ecc.; che dunque il sistema di lavoro salariato \u00e8 un sistema di schiavit\u00f9, e pi\u00f9 precisamente di una schiavit\u00f9 che diventa sempre pi\u00f9 dura nelle misura in cui si sviluppano le forze produttive sociali del lavoro, sia che l\u2019operaio riceva una paga migliore, sia che riceva una paga peggiore. <\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Tra il maggio e giugno del 1865, Marx redasse un breve scritto <em>Salario, prezzo e profitto <\/em>in cui dimostr\u00f2 che un rialzo generale dei salari avrebbe provocato una diminuzione del saggio del profitto (come facilmente si deduce dalla formula <strong><em>saggio del profitto=plusvalore\/(capitale costante+capitale variabile)<\/em><\/strong><strong>),<\/strong> \u00a0senza esercitare alcuna influenza sui prezzi medi delle merci\u00a0 e sul loro valore. Questo scritto fondamentale di Marx non \u00e8 tanto una critica degli errori e dei limiti dell\u2019economia classica borghese, che ritiene essere il salario il valore e prezzo del lavoro stesso, quanto una geniale divulgazione di come si debbano esporre concetti scientifici difficili e complessi in forma semplice e accessibile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Nell\u2019ottobre del 1879, il Segretario generale della Federazione del Partito dei lavoratori socialisti di Francia (FPTSF), Paul Guesde, (partito nato dalla fusione delle diverse anime del socialismo francese), cominci\u00f2 a lavorare a un programma politico, in vista della partecipazione alle elezioni. Per lo scopo, il segretario, chiese aiuto a Marx. I due s\u2019incontrarono a Londra nel maggio del 1880, dove stesero, sommariamente, alla presenza di Engels, il programma economico. Ma tale programma, nel punto 3), prevedeva il salario minimo. Ci\u00f2 fece andare su tutte le furie Marx che immediatamente propose l\u2019eliminazione di \u00abquella stupidaggine del salario minimo\u00bb. In una lettera della figlia maggiore di Marx, Jenny, indirizzata al marito, racconta: \u00abRispetto alla questione di un salario minimo, forse ti interesser\u00e0 sapere che pap\u00e0 ha fatto di tutto per convincere Guesde a non includere nel loro programma, spiegandogli che un provvedimento del genere, qualora venisse adottato, porterebbe al risultato per cui, in base alle leggi economiche, il minimo garantito diventerebbe il massimo. Ma Guesde ha tenuto duro col pretesto che cos\u00ec si sarebbe guadagna una certa influenza sulla classe operaia\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Ma c\u2019\u00e8 dell\u2019altro: questa errata concezione, che fa del salario operaio il prezzo del lavoro, fa apparire il lavoro non retribuito (plusvalore) come valore retribuito. Su questa forma fenomenica che rende \u00abinvisibile il rapporto reale e mostra precisamente il suo opposto, si fondano precisamente tutte le idee giuridiche dell\u2019operaio e del capitalista, tutte le mistificazioni del modo di produzione capitalistico, tutte le sue\u00a0 illusioni sulla libert\u00e0, tutte le chiacchiere apologetiche dell\u2019economia volgare \u00bb. \u00a0E\u2019 sempre stato un punto fermo del metodo di Marx quello di spiegare e dimostrare il nesso tra una questione apparentemente teorica astratta, come quelle del salario e del valore, e \u00abl\u2019interesse delle classi dominanti che hanno sempre bisogno di perpetuare la confusione\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Teramo 20-02- 2024<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Nota: 1) Ferdinando Lassalle (1825-1864), socialista tedesco, fondatore dell\u2019Associazione generale dei lavoratori tedeschi. Su una serie di importantissime questioni politiche ebbe una posizione opportunista, per la quale fu aspramente criticato da Marx e Engels.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019economia politica classica tocca in via approssimativail vero stato delle cose, senza per altro formularlo in modoconsapevole. 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