{"id":3281,"date":"2024-04-24T12:45:38","date_gmt":"2024-04-24T10:45:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=3281"},"modified":"2024-04-24T12:45:42","modified_gmt":"2024-04-24T10:45:42","slug":"il-crepuscolo-delloccidente-e-la-chimera-riformista-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=3281","title":{"rendered":"IL CREPUSCOLO DELL\u2019OCCIDENTE E LA CHIMERA RIFORMISTA di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Chi \u00e8 nato durante la Seconda guerra mondiale, ricorda sicuramente le grandi battaglie politiche ed economiche sulle <em>riforme di struttura, <\/em>di togliattiana memoria, destinate ad introdurre, nella struttura economica capitalistica italiana, elementi di natura socialista. E ognuno ricorda le corrispondenti battaglie sostenute dal gruppo dirigente del Pci e da tutti gli iscritti, per la costruzione di un grande partito democratico di massa, sulla base della teoria marxista e leninista, come amava dire lo stesso Togliatti. La sconfitta del nazismo, da parte dell\u2019<em>Esercito <\/em><em>Rosso<\/em>, e del fascismo italiano, da parte della <em>Lotta di Resistenza<\/em>, apr\u00ec una nuova era di grandi speranze verso la meta del socialismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il testo che suggella questa nuova visione, sia sotto l\u2019aspetto teorico che pratico, \u00e8 <em>La via italiana al socialismo, <\/em>la cui tesi di fondo, secondo il rapporto tenuto da Togliatti 24 giugno 1956, si basa sulla constatazione delle due nuove grandi trasformazioni avvenute nel mondo dopo la Seconda guerra mondiale. La prima afferma: \u00abche non esiste pi\u00f9 soltanto un solo Stato dove la classe operaia abbia il potere e sia riuscita a costruire una societ\u00e0 socialista, ma esiste un sistema ampio di Stati socialisti\u00bb.\u00a0 La seconda, \u00e8 quella del \u00abcrollo del colonialismo come sistema di dominio del mondo da parte della piccola minoranza degli Stati imperialisti. In conseguenza di questi due fatti ci si trova in presenza di un mutamento delle strutture oggettive del mondo intero\u00bb. Da queste due ipotesi di carattere generale, esterne alla societ\u00e0 italiana, Togliatti deduce, passando ad analizzare la situazione interna italiana, che: \u00abil metodo democratico, nella lotta per il socialismo e nell\u2019avanzata verso di esso acquisti oggi quel rilievo che nel passato non pot\u00e9 sempre avere. Si possono cio\u00e8 ottenere grandi risultati nella marcia verso il socialismo senza abbandonare questo metodo democratico, seguendo vie diverse da quelle che sono state battute e quasi obbligatorie nel passato, evitando le rotture e le asprezze che allora furono necessarie\u00bb. In altre parole si affermava che l\u2019unica via da battere perch\u00e9 la classe operaia e i lavoratori potessero prendere il potere, era la via, senza rotture, delle riforme di struttura e quella parlamentare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">In questo rassicurante disegno, al quale abbiamo convintamente creduto e per il quale abbiamo lottato per realizzarlo, sono racchiuse tutta la strategia e la tattica, per il presente e il futuro, delle lotte del mondo del lavoro e della cultura, consapevoli, nello stesso tempo, che la costruzione del socialismo \u00e8 la scalata, come dice Lenin, \u00abdi un\u2019alta montagna impervia, inesplorata e inaccessibile\u00bb. \u00a0In questo quadro fu tracciata la strada maestra da seguire. Dalle lotte per introdurre, accanto ai monopoli capitalistici, il monopolio di Stato, (pensato come organismo al di sopra delle classi), quale la nazionalizzazione dell\u2019energia elettrica, ecc.., alle grandi lotte operaie per limitare il potere padronale, fino alle lotte politiche elettoralistiche per la costituzione di governi sempre pi\u00f9 avanzati verso il socialismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">In realt\u00e0, se si fossero analizzate, pi\u00f9 da vicino, le righe test\u00e9 riportate, non si sarebbe potuto non notare il loro grado di parentela con quelle che sono alla base della <em>Fabian Society<\/em>, organizzazione riformistica inglese fondata nel 1884, i cui massimi dirigenti negavano la necessit\u00e0 della lotta di classe operaia e della rivoluzione socialista. Affermavano, inoltre, che il passaggio dal capitalismo al socialismo, era possibile soltanto attraverso la via democratica graduale delle riforme sociali. Eppure la funzione dell\u2019intervento dello Stato nella economia non era un fatto nuovo, esso, gi\u00e0 da tempo, era stato acquisito dai paesi industrializzati. Gi\u00e0 Lenin sottolineava che \u00abuno degli errori pi\u00f9 diffusi \u00e8 l\u2019affermazione riformista borghese secondo la quale il capitalismo monopolistico di Stato non \u00e8 pi\u00f9 capitalismo e pu\u00f2 chiamarsi \u201csocialismo di Stato\u201d, ecc..\u00bb. \u00c8 anche vero, tuttavia, che la borghesia monopolistica dominante ha una vasta esperienza di comando, e conosce molto bene la grande funzione sociale delle \u201criforme\u201d e delle politiche assistenzialiste, attuate, per\u00f2, con la montagna di plusvalore estorto alla classe operaia dalle tasse e dai bassi salari.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La costruzione di monopoli con soldi pubblici \u00e8 avvenuta, primariamente, per fini militari e di guerra e, solo successivamente, si \u00e8 avuta la nazionalizzazione di interi settori dell\u2019economia con l\u2019acquisizione da parte dello Stato di quote azionarie di imprese monopolistiche private. Tale processo \u00e8 attualmente cos\u00ec avanzato che sono sorte vere e proprie teorie economiche che esprimono la necessit\u00e0, soprattutto in caso di crisi, di un apporto statale pubblico a sostegno del profitto privato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">L\u2019estendersi dell\u2019intervento pubblico nell\u2019economia, se da una parte esprime, attraverso le crisi periodiche, l\u2019incapacit\u00e0 della classe borghese dominante di dirigere ulteriormente le moderne grandi forze produttive del Paese, dall\u2019altro, tale intervento, non si \u00e8 mai tradotto in un beneficio materiale della classe operaia. Non si \u00e8 mai voluto tener conto del grande insegnamento di Federico Engels che, in un passo dell\u2019<em>Antid\u00fchrring (<\/em><em>Ed. Rinascita, pag. 303<\/em><em>), s<\/em>crive<em>: <\/em>\u00ab<strong>Lo Stato moderno, qualunque ne sia la forma, \u00e8 una macchina essenzialmente capitalistica, uno stato dei capitalisti, il capitalista collettivo ideale. Quanto pi\u00f9 si appropria le forze produttive, tanto pi\u00f9 diventa un capitalista collettivo, tanto maggiore \u00e8 il numero dei cittadini che esso sfrutta. Gli operai rimangono dei salariati, dei proletari<\/strong>\u00bb. Oggi, al lavoratore si contrappone non il singolo capitalista, n\u00e9 la singola fabbrica, ma il capitale monopolistico nella sua totalit\u00e0, organizzato in forma di Stato. La lotta economica, che fondendosi con quella politica e con la lotta contro la politica economica dello Stato borghese, acquista sempre pi\u00f9 dimensioni europee e mondiali per via della \u201cGlobalizzazione\u201d dei mercati e dei capitali e dell\u2019intensificarsi delle contraddizioni fondamentali del capitalismo dei paesi a capitalismo maturo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La storia dimostra che un nuovo sistema sociale, in sostituzione ad uno vecchio, non necessariamente si trova nei paesi capitalisti sviluppati. In un articolo premonitore del marxista Karl\u00a0 Kautsky, apparso nel 1902 sull\u2019Iskra, circa dieci anni prima che lui tralignasse verso il riformismo socialdemocratico tedesco, afferma: \u00abIl nuovo secolo si apre con avvenimenti i quali inducono a pensare che ci stiamo avvicinando ad un ulteriore spostamento del centro rivoluzionario, cio\u00e8 al suo trasferimento in Russia [\u2026] La Russia, che ha attinto dall\u2019Occidente tanta iniziativa rivoluzionaria, \u00e8 forse oggi pronta a diventare essa stessa una fonte di energia rivoluzionaria per l\u2019Occidente. Il rinfocolato movimento rivoluzionario russo sar\u00e0 forse il mezzo pi\u00f9 potente per sradicare lo spirito di infrollito filisteismo e superficiale politicantismo che comincia a diffondersi nelle nostre file e far\u00e0 nuovamente divampare in vivida fiamma l\u2019ardore della lotta e l\u2019appassionata dedizione ai nostri grandi ideali\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00a0In un breve scritto del marzo 1923, <em>Meglio meno, ma meglio<\/em>, alla vigilia della sua morte, Lenin fa l\u2019analisi delle forze motrici e delle prospettive del processo rivoluzionario mondiale dopo l\u2019avvenuta divisione del mondo in due sistemi: il sistema socialista e quello capitalistico. \u00ab[\u2026]Inoltre \u2013 scrive Lenin \u2013 la situazione internazionale ha fatto s\u00ec che oggi la Russia \u00e8 stata respinta indietro [\u2026] Le potenze capitalistiche dell\u2019Europa Occidentale, in parte consapevolmente, in parte spontaneamente, hanno fatto il possibile per respingerci indietro, per utilizzare gli elementi di guerra civile in Russia al fine di rovinare il pi\u00f9 possibile il nostro paese [\u2026] Se non rovesceremo il regime rivoluzionario in Russia ne renderemo in ogni caso difficile lo sviluppo verso il socialismo [\u2026] Dalla nostra parte c\u2019\u00e8 il vantaggio che tutto il mondo sta gi\u00e0 passando a un movimento da cui dovr\u00e0 nascere la rivoluzione socialista mondiale [\u2026] L\u2019esito della lotta dipende, in ultima analisi, dal fatto che la Russia, l\u2019India, la Cina, ecc., costituiscono l\u2019enorme maggioranza della popolazione del globo. In questo senso, la vittoria finale del socialismo \u00e8 totalmente garantita\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Da quelle profetiche previsioni di Lenin sono passati esattamente 100 anni durante i quali molti altri paesi dell\u2019Oriente, si sono liberati dal giogo imperialista. Attualmente, in tutto il mondo ci sono oltre 130 partiti comunisti, (secondo le ultime statistiche diffuse dalla Cina), per un totale di circa 100 milioni di iscritti, di cui 93 milioni nei Paesi socialisti: 85 milioni in Cina, 4 milioni in Corea del Nord, 3 milioni in Vietnam, un milione a Cuba. I paesi capitalisti hanno oltre 120 partiti comunisti. Il Partito comunista dell\u2019India (marxista), il pi\u00f9 grande di uno dei quattro partiti comunisti indiani, ha un milione di iscritti ed \u00e8 il terzo partito del Parlamento indiano. \u00c8 stato al potere nel Bengala occidentale e per molti anni al potere nel Kerala. Il Sudafrica \u00e8 il paese pi\u00f9 sviluppato dell\u2019Africa. Il Partito comunista del Sudafrica, costituito nel 1921, ha 130 mila membri ed \u00e8 il pi\u00f9 forte tra i partiti comunisti dell\u2019Africa. La Russia, patria del leninismo, \u00e8 la seconda superpotenza mondiale. Il Partito comunista russo, attualmente ha 160 mila iscritti, ed \u00e8 il secondo partito della Duma. La rinascita della Russia, speriamo sia accompagnata dalla rinascita del socialismo! \u00a0In tutti questi Paesi citati vivono i \u00be della popolazione mondiale che, nell\u2019insieme, lottano ed esprimono la tendenza alla sostituzione del sistema capitalistico con quello socialista.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Teramo 15 aprile 2024<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi \u00e8 nato durante la Seconda guerra mondiale, ricorda sicuramente le grandi battaglie politiche ed economiche sulle riforme di struttura,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3282,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3281","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3281","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3281"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3281\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3283,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3281\/revisions\/3283"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3282"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}