{"id":3373,"date":"2024-06-10T12:01:30","date_gmt":"2024-06-10T10:01:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=3373"},"modified":"2024-06-10T12:01:32","modified_gmt":"2024-06-10T10:01:32","slug":"16-maggio-1944-giornata-della-resistenza-del-popolo-rom-e-sintinel-campo-di-serminio-di-auschwitz-di-maurizio-nocera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=3373","title":{"rendered":"16 MAGGIO 1944: GIORNATA DELLA RESISTENZA DEL POPOLO ROM E SINTINEL CAMPO DI SERMINIO DI AUSCHWITZ di Maurizio Nocera"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Nel 1935, il regime nazista eman\u00f2 le cosiddette Leggi di Norimberga, che stabilirono la persecuzione degli ebrei,\u00a0priv\u00f2 i Rom e i Sinti della loro cittadinanza e del diritto di voto. Nel 1938 iniziarono a deportare i Rom e i Sinti nei campi di concentramento e, nel marzo 1941, si avviarono le\u00a0pratiche di sterilizzazione\u00a0degli adulti e dei bambini. Nel 1942 il capo delle SS, Heinrich Himmler, diede l\u2019ordine di spostare tutti i Rom e i Sinti dai campi di concentramento e dai ghetti ai campi di sterminio e di risolvere con il genocidio, la cosiddetta\u00a0Zigeunerfrage, cio\u00e8 la \u201csoluzione\u201d del \u201cproblema degli zingari\u201d. I Rom e i Sinti, rinchiusi nei lager, furono tutti registrati (ad Auschwitz sono stati ritrovati gli elenchi e, da una quindicina d\u2019anni, nella Baracca 13, un tempo dedicata alla Germania Est, esiste ancora un padiglione che espone gli oggetti e le foto dei Rom e dei Sinti). Molti di loro furono uccisi nelle foreste dell\u2019Ucraina e della Lituania. Venivano arrestati, caricati su camion e l\u2019autista, arrivato a destinazione,\u00a0apriva il gas dentro il camion e nel giro di un quarto d\u2019ora erano tutti morti. Poi scaricava i cadaveri nelle fosse comuni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il 16 maggio 1944 un gruppo di prigionieri Rom e Sinti si ribell\u00f2 nel campo di sterminio di Auschwitz. Si tratta forse dell\u2019unica ribellione di popolo avvenuta in un lager nazista. Il 2 agosto, invece, ci fu il loro genocidio, quello che viene chiamato, in lingua roman\u00ec, Porrajmos\u00a0(Distruzione o Grande divoramento) oppure Samudaripen (tutti morti).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Cosa accadde? I Rom e i Sinti si ribellarono, cos\u00ec le SS circondarono le baracche e massacrarono bambini, donne e anziani. Furono in tutto 3.000 persone ad essere uccise. Complessivamente per\u00f2, si stima che furono uccisi nelle caserme delle SS, in quelle della Gestapo e nelle camere a gas oltre mezzo milione circa di Rom e Sinti, ma c\u2019\u00e8 chi sostiene che la cifra pi\u00f9 attendibile \u00e8 quella di un milione di persone. A questo milione vanno aggiunte le 15 mila coppie di gemelli, cio\u00e8 30 mila bambini, usati dal dr. Josef Mengele per i suoi esperimenti relativi alla purezza della razza ariana. Questo crimine contro l\u2019umanit\u00e0 viene definito Porrajmos e Santino Spinelli sostiene che \u00abil Porrajmos, in pratica, \u00e8 l\u2019equivalente della Sho\u00e0 degli Ebrei, ma non \u00e8 altrettanto conosciuto (si \u00e8 fatto in modo che ci\u00f2 avvenisse)\u00bb (v. S. Spinelli, Rom, genti libere, Dalai editore, p. 103).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Per ricordare questa data, incancellabile dalla memoria del popolo Rom e Sinti, la giornalista Chiara Nencioni, il 13 maggio 2021, rilasci\u00f2 una dichiarazione alla Radio Milano Europa, nella quale, diede notizia di un evento internazionale che il 15 maggio si sarebbe tenuto a Lanciano. Questa \u00e8 la citt\u00e0 dove pi\u00f9 numerosa d\u2019ogni altra \u00e8 la comunit\u00e0 Rom ed \u00e8 l\u2019unica dove si erge il monumento al Samuradipen (genocidio dei Rom e Sinti ad opera dei nazisti). In essa vive ed opera il prof. Santino Spinelli (in arte Alexian) straordinario artista (fisarmonica) che, in questi ultimi anni, ha dato l\u2019anima e il corpo alla causa e al riscatto del suo popolo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Santino (musicista, docente universitario, rappresentante Rom a Bruxelles\u00a0nella Piattaforma Europea del Consiglio d\u2019Europa) \u00e8 anche autore della poesia incisa sul monumento innalzato davanti all\u2018ingresso di Auschwitz. Questa la poesia: \u00abAUSCHWITZ\/\/ Faccia incavata,\/ occhi oscurati,\/ labbra fredde;\/ silenzio.\/ Cuore strappato.\/ Senza fiato,\/ senza parole,\/ nessun pianto\u00bb. E, a proposito del Samudaripen, scrive: \u00abSamuparidem (uccisione totale, genocidio) o Baro Roman\u00f2 Meripen (la Grande Morte, genocidio)\u00bb (Op. cit., idem).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">E ancora, Spinelli scrive: \u00abL\u2019antiziganismo e l\u2019odio razziale, che gli Stati europei non hanno mai voluto realmente superare, trovarono il loro apice durante il nazifascismo, con lo sterminio dei Rom, Sinti e manouches, i tre gruppi della popolazione roman\u00ec maggiormente inclusi nel Samudaripen. [\u2026] Il Samudaripen resta un genocidio non riconosciuto nella sostanza, non inserito nella legge nella legge del luglio 2000 che istitu\u00ec la Giornata della Memoria e vissuto ancora oggi come semplice appendice alla Shoh\u00e0 ebraica\u00bb (v. S. Spinelli, Le verit\u00e0 negate. Storia, cultura e tradizioni della popolazione roman\u00ec, Meltemi editore, Milano 2021, pp. 189-190).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Santino Spinelli \u00e8 autore anche di due Canti tradizionali della libert\u00e0. Data la loro autenticit\u00e0 poetica, le propongo: <em>\u00abAd Auschwitz un grande campo\/\/ Ad Auschwitz \u2013 un grande campo\/ L\u00e0 c\u2019\u00e8 il mio caro padre\/ Resta l\u00ec e pensa\/ e l\u2019anima si fa pesante.\/ Ascolta, ascolta, stellina,\/candelina del mio Dio,\/ e tu, uccellino nero,\/ nero uccello di lutto e cieco,\/porta lontano per me questa lettera\/ e se non puoi portarla\/ che \u00e8 pesante, piena di dolore,\/ allora spiega le ali\/ va dai miei fratelli e e narra\/ che qui c\u2019\u00e8 un grande forno, che il cielo \u00e8 diventato fumo,\/ ed ha annerito la buona terra.\/ Va a dire agli uomini\/ quale sventura colpisce i Rom.\/ I tedeschi ci hanno catturati\/ battuti e portati qui.\/ Entrati dalle porte\/ ci fanno uscire dal camino\/ Dal campo non possiamo andarcene\/ Fratelli , sorelle mai pi\u00f9 vedremo.\/ Ah, Dio, mio caro Dio,\/ perch\u00e9 mangi la testa dei Rom?\u00bb<\/em> (v. The international Association of Lions Club. Distretto 108 YA \u2013 XI Circoscrizione. Delegazione di zona B. Oltre la diversit\u00e0: I figli del vento. Col patrocinio di: Reggio Calabria \u2013 Provincia di Catanzaro \u2013 Comune di Lamezia Terme, 2001, p. 124).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">E l\u2019altra: <em>\u00abLibert\u00e0\/\/ Ascolto in silenzio\/ il muto canto\/ dell\u2019erba\/ che dondola l\u2019anima al vento\/ disprezzando le vanit\u00e0\/ e le ricchezze vane;\/ i sospiri degli abeti\/ che s\u2019infrangono nei gelidi turbinii;\/ gli umili pianti del salice\/ che non si sciolgono alle carezze della neve.\/ Adoro le solitarie danze del castagno\/ che trema le palmipedi foglie\/ come mani al cielo;\/ il sole che non si maschera per apparire;\/ la luna che non si trucca per ingannare.\/ Amo la nudit\u00e0 e il soave profumo\/ dell\u2019eterna libert\u00e0\u00bb<\/em> (v. Op. cit., idem).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Ma cosa accadde veramente nel lager di sterminio di Auschwitz-Birkenau il 16 maggio 1944? Ovviamente parafrasando da altri cronachisti su quel che gi\u00e0 si conosce, riprendo ci\u00f2 che trovo scritto: nello\u00a0Zigeunerlager (campo degli zingari), scoppi\u00f2 una rivolta a causa delle cattive condizioni di vita in quel settore del campo, dove le famiglie non erano state divise. Le condizioni esistenziali dei Rom e Sinti erano pessime: tifo, vaiolo e dissenteria avevano gi\u00e0 causato la morte di molti di loro. Alla fine di marzo, le SS avevano ucciso nelle camere a gas circa 1.700 Rom, giunti pochi giorni prima dalla regione di\u00a0Bialystock\u00a0(Polonia nord- orientale) e il 16 maggio gli amministratori del campo avevano deciso di liquidare tutti i reclusi rinchiusi nello\u00a0Zigeunerlager. Le guardie delle SS circondano quel settore per impedire fughe. Ma quando venne ordinato di uscire ordinatamente dalle baracche, i Rom e i Sinti opposero\u00a0un inaudito rifiuto. Si \u00e8 scritto che \u00abl\u2019ufficiale in comando,\u00a0Schwarzhuber, chiam\u00f2 a rapporto il\u00a0Block\u00e4lteste\u00a0che rispose: \u201cSono presenti 370 prigionieri!\u201d. \u201cDobbiamo trasferirli\u201d, dichiar\u00f2\u00a0Schwarzhuber. Ma di nuovo nessuno si mosse.\u00a0Erano stati avvertiti da un deportato politico polacco \u2013 racconta\u202flo storico Luca Bravi -, Tadeusz\u00a0Joakimoski, e si erano armati di sassi, ferri da calza, pezzi di legno acuminati, spilloni, cucchiai affilati, tubi di ferro, vanghe e altri attrezzi usati normalmente per il lavoro\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Cos\u00ec, ricostruirono l\u2019accaduto anche Alessandro Cecchi Paone e Flavio Pagano in\u00a0La rivolta degli zingari,\u00a0Auschwitz 1944,\u00a0Milano, Mursia, 2009: \u00aba quel punto l\u2019ufficiale perse la pazienza e mise mano al frustino. Cominci\u00f2 a colpire a casaccio, mentre uno dei soldati afferrava per i capelli una ragazza, cercando di trascinarla fuori. Lei url\u00f2 e quel grido fu come uno squillo di tromba: improvvisamente i prigionieri insorsero, venendo a una vera e propria colluttazione con i soldati, che furono costretti ad arretrare. Si sentirono due colpi di fucile, e per un attimo fu il fuggi\u00a0fuggi, ma i colpi erano stati sparati in aria.\u00a0Schwarzhuber\u00a0grid\u00f2 agli zingari che, se non avessero obbedito immediatamente, le baracche sarebbero state date alle fiamme. Si sentirono altri spari isolati, poi una raffica di mitra. Ma i prigionieri non cedettero e anzi l\u2019onda della rivolta, partita dal\u00a0Block\u00a0IIe, cominci\u00f2 a estendersi in tutto il lager, coinvolgendo i settori degli ebrei e dei polacchi. Ovunque le baracche si illuminarono, ovunque si sent\u00ec rumoreggiare: quella mostruosa citt\u00e0 della morte, che contava oltre centomila abitanti, sembr\u00f2 essere resuscitata ed era sull\u2019orlo della rivolta.\u00a0Schwarzhuber\u00a0tent\u00f2 di stroncare la ribellione sul nascere, e ordin\u00f2 ai suoi di aprire il fuoco, ma la reazione degli zingari fu talmente violenta che le SS furono costrette a un ulteriore ripiegamento. Vedere i\u00a0gag\u00e9\u00a0indietreggiare, moltiplic\u00f2 l\u2019esaltazione dei prigionieri, che ora sembravano capaci di tutto [\u2026] I Tedeschi si riallinearono intorno alle baracche, senza sparare, temendo che, se avessero falciato anche la prima fila di attaccanti, gli altri avrebbero potuto impadronirsi di qualche arma automatica. Cosa sarebbe successo se, invece di una spranga, uno di quegli uomini avesse avuto fra le mani un mitra? [\u2026] Sentendo che la situazione gli era sfuggita di mano,\u00a0Schwarzhuber\u00a0afferr\u00f2 il megafono e annunci\u00f2 che il trasferimento era sospeso: tutti potevano rientrare nelle baracche\u00bb. Cosa accadde quel giorno lo descrive anche il \u00abKalendarium\u00bb di Auschwitz-Birkenau, il \u201cmenab\u00f2\u201d quotidiano degli avvenimenti nel campo di concentramento: \u00abVerso le 19 nel campo B IIe \u00e8 ordinata la\u00a0Lagersperre. Davanti al campo arrivarono alcuni autocarri da cui scesero SS armati con fucili mitragliatori. Il Comandante ordin\u00f2 agli zingari di abbandonare gli alloggi. Dato che erano stati preavvisati, gli zingari, armati di coltelli, vanghe, leve di ferro e pietre, non lasciarono le baracche. Sorpresi le SS [\u2026] dopo una consultazione [\u2026] lasciarono il campo B IIe\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il massacro \u00e8 sospeso. Nel campo c\u2019erano circa 5.000 Rom e Sinti. Di loro circa 2000 furono trasferiti in altri lager e i 2.897 rimasti (bambini, donne e vecchi) furono liquidati il 2 agosto. Se nella Germania nazista i Rom e i Sinti furono perseguitati e massacrati, le persecuzioni, le discriminazioni e, a volte, anche le uccisioni di persone appartenenti a questo popolo non furono da meno in Italia dove, gi\u00e0 dal 1926, una circolare firmata da Benito Mussolini, esortava gli italiani a \u00abepurare il territorio nazionale dalla presenza degli zingari\u00bb, accusati come criminali e asociali per \u00abloro stessa natura\u00bb. Sempre in Italia, nel 1938, fu aperto il\u00a0campo di concentramento di Perdasedfogu in Sardegna\u00a0e, nel 1940, quando l\u2019ex Jugoslavia fu invasa da fascisti e nazisti con la conseguente diaspora del popolo Rom e Sinti soprattutto verso l\u2019Italia, dove speravano di trovare rifugio, le persecuzioni divennero ancora pi\u00f9 feroci. In tutta l\u2019area balcanica (Jugoslavia, Albania, Grecia), in quella dell\u2019Est Europa (Ungheria, Romania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia), ma anche sullo stesso territorio (soprattutto Ucraina) dell\u2019Unione Sovietica, occupata dai nazisti, furono oltre 100.000 i civili Rom e Sinti che furono sterminati con fucilazioni o con un colpo di pistola alla nuca. Ancora pi\u00f9 feroci furono le leggi emanate dalla Repubblica di Sal\u00f2, i funzionari (tra i quali Giorgio Almirante, fucilatore e persecutore di partigiani nonch\u00e9 criminale di guerra, mai finora processato neanche alla memoria) e i gerarchi, al servizio della Germania nazista, non si fecero scrupoli a consegnare ai nazisti decine di migliaia di Rom e Sinti, che trovarono la morte nei campi di sterminio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Da anni ormai, invitato da Santino Spinello, partecipo alla significativa cerimonia che si tiene a Lanciano davanti al monumento del Samudaripen. Tutte le istituzioni locali e del circondario partecipano attivamente alla riuscita della manifestazione e, non c\u2019\u00e8 che dire, si tratta dell\u2019unica manifestazione antinazifascista italiana dove la retorica non trova posto, mentre, invece, la solidariet\u00e0, l\u2019accoglienza e la fraternit\u00e0 del popolo Rom e Sinti sono gli elementi essenziali per l\u2019esaltazione dei valori della Resistenziali: Libert\u00e0, Uguaglianza, Democrazia concreta, Reciproco Rispetto, Accoglienza, Sorellanza e Fratellanza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Bibliografia essenziale: The international Association of Lions Club. Distretto 108 YA \u2013 XI Circoscrizione. Delegazione di zona B. Oltre la diversit\u00e0: I figli del vento. Col patrocinio di: Reggio Calabria \u2013 Provincia di Catanzaro \u2013 Comune di Lamezia Terme, 2001, pp. 342. Santino Spinelli, Rom, genti libere. Storia, arte e cultura di un popolo misconosciuto, Baldini Castoldi Dalai editore, Milano 2012, pp. 384. Santino Spinelli, Una comunit\u00e0 da conoscere. Storia, lingua e cultura dei Rom italiani di antico insediamento, Abruzzo edizioni Menab\u00f2, Ortona 2018, pp. 320. Santino Spinelli, Le verit\u00e0 negate. Storia, cultura e tradizioni della popolazione roman\u00ec, Meltemi Edizioni.<\/span><\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1935, il regime nazista eman\u00f2 le cosiddette Leggi di Norimberga, che stabilirono la persecuzione degli ebrei,\u00a0priv\u00f2 i Rom e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3375,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3373","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3373","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3373"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3373\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3376,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3373\/revisions\/3376"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3375"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3373"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3373"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3373"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}