{"id":3486,"date":"2024-08-14T08:15:34","date_gmt":"2024-08-14T06:15:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=3486"},"modified":"2024-08-23T08:26:52","modified_gmt":"2024-08-23T06:26:52","slug":"i-nuovi-commessi-della-borghesia-dominante-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=3486","title":{"rendered":"I\u00a0 NUOVI\u00a0 COMMESSI\u00a0 DELLA\u00a0 BORGHESIA\u00a0 DOMINANTE di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Ancora una volta, dopo l\u2019incauto ed infelice tentativo di qualche anno fa del ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, quando organizz\u00f2 un Convegno sul concetto di egemonia di Gramsci, sono scesi in campo alcuni improvvisati scrittori, noti, soprattutto, per la loro fedelt\u00e0 al governo fascista della Meloni. \u00c8 il caso del giornalista e conduttore televisivo Alessandro Giuli, che si distingue, per la scarsa conoscenza della materia trattata, con il suo libretto: <em>Gramsci \u00e8 vivo.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Eppure, forse il Giuli non lo sa, Benedetto Croce sulla <em>Voce <\/em>(<em>La cultura italiana del \u2018900<\/em>), fin dal 1911, proclam\u00f2 la \u00abla morte del socialismo\u00bb. Si trattava di un suo personale contributo alla lotta contro le teorie marxiste e socialiste dell\u2019epoca, accusate di essere, nel migliore dei casi, astratte e mitologiche. Ma il feudatario Croce fece molto di pi\u00f9. Dopo la ridicola \u201cmarcia su Roma\u201d del \u201922, a sostegno del fascismo mussoliniano, Croce concesse tre lunghe interviste: la prima al <em>Giornale d\u2019Italia <\/em>del 27 ottobre 1923 dal titolo inequivocabile <em>Nessuna contraddizione tra liberalismo e fascismo<\/em>; la seconda al <em>Corriere Italiano, <\/em>del primo febbraio 1924, dal titolo, ancora pi\u00f9 impegnativo, <em>Il fascismo ha sottoposto l\u2019Italia a una benefica cura<\/em>; la terza al <em>Giornale d\u2019Italia <\/em>del 9 luglio 1924, dal titolo <em>Il fascismo ha fatto molto di buono. <\/em>Anche Croce, dunque, \u00e8 stato, al pari del Giuli, su un livello molto pi\u00f9 alto, un <em>intellettuale organico,<\/em> legato all\u2019imperialismo fascista. Dice Gramsci: \u00abil Croce, specialmente, si sente legato fortemente ad Aristotele e Platone, ma egli non nasconde, anzi, di essere legato ai senatori Agnelli e Benni e in ci\u00f2 appunto \u00e8 da ricercare il carattere pi\u00f9 rilevato della filosofia del Croce\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Non fu una pura casualit\u00e0, se quest\u2019ultima intervista del Croce fu concessa ad un mese esatto di distanza dall\u2019assassinio, per mano fascista, del socialista Giacomo Matteotti. Si tratt\u00f2, invece, di una meditata e convinta adesione al fascismo, quale risposta armata necessaria alla rivoluzione socialista del \u201917. Dunque, gran parte della cultura italiana dell\u2019epoca scelse il \u201cnuovo\u201d corso politico. Una scelta opportunistica, conservatrice e reazionaria, mascherata da ragioni ideali, mentre la violenza fascista e quella dello Stato, infierivano violentemente contro le organizzazioni dei lavoratori e, contro il neonato Partito Comunista d\u2019Italia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abGli intellettuali &#8211; dice Gramsci &#8211; sono i <em>commessi <\/em>del gruppo dominante per l\u2019esercizio delle funzioni subalterne dell\u2019egemonia sociale e del governo politico\u00bb. Questi intellettuali sono essenziali, per avere il consenso delle grandi masse della popolazione all\u2019indirizzo della politica governativa, sia sotto l\u2019aspetto economico che su quello repressivo poliziesco. La loro presenza e azione in tutti i gangli della societ\u00e0 sono richieste e ben pagate soprattutto, oggi, in una situazione di crisi e di guerra. La riduzione del Parlamento italiano a mero corpo consultivo, senza influenza reale sul governo, senza potere d\u2019iniziativa e di controllo, \u00e8 il prodotto della lotta tra la classe capitalistica industriale e la classe finanziaria-militare. Gli enormi superprofitti, esentasse, delle maggiori banche da una parte e, dall\u2019altra, la chiusura di interi settori industriali, dimostrano chi comanda in Italia. Ebbene, i <em>commessi <\/em>sono chiamati a nascondere questa realt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Alcuni storici italiani amano dire che il vero fondatore del Pcd\u2019I non fu Gramsci, ma Bordiga, poich\u00e9 al Congresso di Livorno, del 1921, ne assunse la direzione, ma dimenticano di aggiungere, volutamente, che il Bordiga, in poco pi\u00f9 di un anno di direzione, trasform\u00f2 il partito in una setta di talmudisti.\u00a0 \u00c8, come dire, che la fondazione del partito bolscevico POSDR di Russia non fu di Lenin, ma di Trotski. Il napoletano Bordiga aveva trasformato il partito in una sorta d\u2019ufficio, dove i compagni pi\u00f9 preparati e responsabili venivano trasformati in passivi esecutori di ordini, non rifuggendo a metodi burocratici e camorristici. Bordiga cercava di isolare Gramsci nel partito presentandolo come intellettualmente incapace di qualsiasi azione. La realt\u00e0 ha fatto, poi, giustizia di queste calunnie. Le cronache giornalistiche del tempo raccontano che all\u2019inizio della guerra contro l\u2019Etiopia del 1936, Bordiga aveva partecipato ad una festa religiosa, era stato benedetto dal prete insieme ai soldati in partenza per l\u2019Etiopia, e all\u2019uscita dalla chiesa era passato sotto l\u2019arco formato dai pugnali di un drappello di militi fascisti che gli rendeva gli onori. Nel 1937, mentre Gramsci moriva nelle galere fasciste, egli viveva tranquillo a Napoli, protetto dalla polizia fascista, ma odiato dagli operai come traditore trotskista.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Per salvare il partito dalle secche del settarismo e del dogmatismo, Gramsci dispieg\u00f2, dal 1924 al 1926, un eccezionale lavoro teorico-pratico, per riconquistare i migliori compagni. Sono di questo periodo gli scritti di Gramsci dedicati a delucidare le questioni teoriche della natura del partito, della sua strategia, della sua tattica e della sua organizzazione. Tra queste c\u2019\u00e8 il concetto teorico di Egemonia, cio\u00e8 il legame indissolubile tra la pratica rivoluzionaria della classe operaia e la teoria del marxismo. \u00c8 un concetto che gi\u00e0 Marx aveva notato come fondamentale durante la rivoluzione parigina del 23 febbraio 1848, allorquando i rivoluzionari parigini cercarono di \u00abrovesciare lo Stato borghese\u00bb. Il governo provvisorio di coalizione che si insedi\u00f2 proclam\u00f2 subito <strong>diritto al lavoro, democrazia politica e sociale, suffragio universale, officine statali<\/strong> <strong>sovvenzionate dallo Stato, riduzione della giornata lavorativa dalle 12 ore a 10, imposta progressiva sul<\/strong> <strong>reddito<\/strong>. Una dialettica, dunque, tra la struttura produttiva e la sovrastruttura ideale. Fu il primo esempio storico di egemonia della classe operaia. Anche Gramsci ne d\u00e0 un esempio nel suo scritto <em>La questione meridionale<\/em> quando afferma \u00abil proletariato pu\u00f2 diventare classe dirigente egemone nelle misura in cui riesce a creare un sistema di alleanze di classe che gli permetta di mobilitare contro il capitalismo e lo Stato borghese la maggioranza della popolazione lavoratrice\u00bb. In questo quadro dell\u2019alleanza tra la classe operaia e le masse lavoratrici del Mezzogiorno, si inserisce il grande movimento dei Consigli di fabbrica torinesi il cui significato fondamentale non fu altro che la lotta per attribuire alla classe operaia l\u2019egemonia della vita nazionale. Ristabilire questa unit\u00e0 ha un valore decisivo per il movimento dei lavoratori. Isolare l\u2019economia e il cristallizzarsi nell\u2019organizzazione professionale \u2013 dice Gramsci \u2013 come fanno i sindacalisti, \u00e8 altrettanto sbagliato e dannoso quanto isolare la politica, e il cristallizzarsi nell\u2019esteriorit\u00e0 parlamentare, come fanno i riformisti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Questa inscindibile unit\u00e0 di teoria e pratica rivoluzionarie, che si chiama egemonia, \u00e8 il faro che ha illuminato e dominato tutta la vita e la lotta di Marx e di Gramsci, per la presa del potere politico da parte della classe che produce la ricchezza nazionale. Dunque, concludendo, quale egemonia pu\u00f2 essere quella di cui parla il Giuli, se non quella di una occupazione familiare-militare dei posti di governo e di sottogoverno?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Teramo 14 agosto 2024<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora una volta, dopo l\u2019incauto ed infelice tentativo di qualche anno fa del ministro della cultura Gennaro Sangiuliano, quando organizz\u00f2<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3487,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3486","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3486","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3486"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3486\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3489,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3486\/revisions\/3489"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3487"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3486"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3486"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}