{"id":3596,"date":"2024-10-30T09:14:41","date_gmt":"2024-10-30T08:14:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=3596"},"modified":"2024-10-30T09:14:43","modified_gmt":"2024-10-30T08:14:43","slug":"a-n-t-o-n-i-o-g-r-a-m-s-c-i-e-p-i-e-r-o-g-o-b-e-t-t-i-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=3596","title":{"rendered":"A N T O N I O\u00a0\u00a0 G R A M S C I\u00a0\u00a0 E\u00a0\u00a0 P I E R O\u00a0\u00a0 G O B E T T I   di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Gramsci e Gobetti sono senza dubbi le due delle maggiori personalit\u00e0 politico-culturali dei primi decenni del Novecento italiano. Coetanei ma di formazione politica opposta. Il primo di formazione marxista, il secondo di formazione liberal-democratica, sono stati i pi\u00f9 tenaci e convinti oppositori del fascismo mussoliniano. Si sono conosciuti fin dagli anni dell\u2019universit\u00e0, alla facolt\u00e0 di Lettere a Torino. Si racconta che quando il giovane studente Gramsci fu presentato al prof. di filosofia teorica dell\u2019universit\u00e0, dal prof. Bartoli, costui abbia detto: \u00abriempilo di filosofia, se lo merita. Vedrai che diventer\u00e0 qualcuno. Vuole approfondire la dottrina di Marx\u00bb. Negli stessi anni il giovanissimo Piero Gobetti dir\u00e0 di Gramsci \u00ab\u00e8 venuto dalla campagna per dimenticare le sue tradizioni, per sostituire l\u2019eredit\u00e0 malata dell\u2019anacronismo sardo con uno sforzo chiuso inesorabile verso la modernit\u00e0 del cittadino\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Intanto la Rivoluzione russa del febbraio del 1917 aveva fatto sentire i suoi effetti. Nell\u2019agosto dello stesso anno si ebbero moti di rivolta operaia a Torino, con barricate e lotte per le strade, dove caddero pi\u00f9 di cinquanta operai. La voce del ventiseienne Gramsci, gi\u00e0 direttore del <em>Grido del Popolo<\/em>, risuon\u00f2 forte contrapponendosi a quella di Treves che aveva stigmatizzato come \u201cerrore\u201d la sommossa torinese. \u00abNoi \u2013 diceva Gramsci \u2013 ci sentiamo solidali con questo nuovo immenso pullulare di forze giovanili e non ne rinnegheremo quelli che i filistei chiamano errori e gioiamo del senso gagliardo della vita che ne promana\u2026Il proletariato non vuole predicatori di esteriorit\u00e0, freddi alchimisti di parole: vuole comprensione, intelligenza e simpatia piena d\u2019amore\u00bb. Ed \u00e8 proprio sul settimanale <em>Grido del popolo<\/em> che il giovane direttore inizi\u00f2 lo studio dell\u2019esperienza russa e l\u2019analisi degli istituti rivoluzionari di nuova formazione, con seriet\u00e0 e profondit\u00e0 di pensiero tali, che lo stesso Gobetti ebbe a dire: \u00abGramsci ha trasformato il settimanale in una rivista di pensiero e di cultura\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Infatti, \u00e8 proprio su questo settimanale, sul finire dell\u2019estate del 1918, che Gramsci dimostra la piena maturit\u00e0 circa l\u2019acquisizione dei principi generali del marxismo: \u00abpolitica ed economia, ambiente e organizzazione sociale sono tutt\u2019uno, sempre, ed \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi meriti del marxismo avere affermato questa unit\u00e0 dialettica\u00bb. Ristabilire questa unit\u00e0 ha un valore decisivo per il movimento operaio\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il primo maggio del 1919 usc\u00ec il primo numero de <em>L\u2019Ordine Nuovo, <\/em>\u00abil solo documento di giornalismo rivoluzionario e marxista che sia sorto in Italia con qualche seriet\u00e0 ideale\u00bb, dir\u00e0 Gobetti. Il 16 maggio del 1925 Gramsci and\u00f2 alla Camera dei deputati per denunciare il disegno di legge fascista, in apparenza contro la massoneria, in realt\u00e0 per colpire le organizzazioni antifasciste. Poco prima Gobetti aveva scritto su <em>Rivoluzione <\/em><em>Liberale <\/em>\u00abse Gramsci parler\u00e0 a Montecitorio vedremo probabilmente i deputati fascisti raccolti silenziosi a udire la sua voce sottile ed esile nello sforzo di ascoltare parr\u00e0 loro di provare un\u2019emozione nuova di pensiero. La dialettica di Gramsci non protesta contro i brogli e le truffe ma ne documenta dalle pure altezze della idea hegeliana, l\u2019insopprimibile necessit\u00e0 per un governo borghese\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Gramsci lasci\u00f2 Montecitorio diretto a casa. Alle ore 22.30 della sera fu arrestato, bench\u00e9 protetto dall\u2019immunit\u00e0 parlamentare. Nel 1928 Gramsci fu trascinato davanti al Tribunale Speciale. Il pubblico accusatore fascista disse con tono cinico e sprezzante: \u00abper vent\u2019anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare\u00bb. Gramsci morir\u00e0 nelle carceri fasciste undici anni dopo, il 27 aprile 1937.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Forse nessun\u2019altro, dopo Gramsci, ha penetrato fino in fondo il pensiero politico e l\u2019azione del giovane Piero Gobetti. Nel 1920 si era alla vigilia dell\u2019ultimo atto rivoluzionario dell\u2019occupazione delle fabbriche a causa del rifiuto degli industriali di discutere gli aumenti salariali richiesti dalla FIOM. Il diciannovenne Gobetti segue con molta attenzione gli avvenimenti. In una sua lettera del 7 novembre 1920, esprimendo solidariet\u00e0 alla lotta operaia, scrive: \u00abQui siamo in piena rivoluzione. Io seguo con simpatia gli sforzi degli operai che realmente costruiscono un ordine nuovo. Non sento in me la forza di seguirli nell\u2019opera loro, almeno per ora. Ma mi par di vedere che a poco a poco si chiarisca e si imposti la pi\u00f9 grande battaglia del secolo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Nel saggio <em>La Questione Meridionale, <\/em>Gramsci, dopo aver tratteggiato la politica della borghesia settentrionale di sfruttamento coloniale del meridione e, riassunto il punto di vista dei comunisti torinesi, afferma che \u00abal disopra del blocco agrario, funziona nel Mezzogiorno un blocco intellettuale che praticamente ha servito finora a impedire che le screpolature del blocco agrario divenissero troppo pericolose e determinassero una frana. Esponenti di questo blocco intellettuale sono Giustino Fortunato e Benedetto Croce&#8230;<em>L\u2019Ordine Nuovo <\/em>rappresent\u00f2 una rottura completa con quella tradizione e l\u2019inizio di un nuovo svolgimento\u2026\u00c8 questo l\u2019elemento principale della figura di Piero Gobetti. Il quale non era un comunista e probabilmente non lo sarebbe mai diventato, ma aveva capito la posizione sociale e storica del proletariato e non riusciva pi\u00f9 a pensare astraendo da questo elemento. Gobetti nel lavoro comune del giornale (<em>L\u2019Ordine Nuovo, ndr<\/em>) era stato da noi posto a contatto con un mondo vivente che aveva prima conosciuto solo attraverso le formule dei libri. La sua caratteristica pi\u00f9 rilevante era la sua lealt\u00e0 intellettuale e l\u2019assenza\u00a0 completa di ogni vanit\u00e0 e piccineria di ordine inferiore: perci\u00f2 non poteva non convincersi\u00a0 come tutta una serie di modi di vedere\u00a0 e di pensare tradizionali verso il proletariato erano falsi e ingiusti\u2026Egli si rivel\u00f2 un organizzatore della cultura di straordinario valore\u2026Egli scav\u00f2 una trincea oltre la quale non arretrarono\u00a0 quei gruppi di intellettuali pi\u00f9 onesti e sinceri che nel 1919-\u201921 sentirono che il proletariato come classe dirigente sarebbe stato superiore alla borghesia\u2026La figura di Gobetti e del movimento da lui rappresentato furono spontanee produzioni del nuovo clima storico italiano: in ci\u00f2 \u00e8 il loro significato e la loro importanza\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abPer quale ragione \u2013 si chiede Gramsci \u2013 avremmo dovuto combattere contro il movimento di <em>Rivoluzione liberale, <\/em>come sostengono alcuni compagni di partito? Forse perch\u00e9 esso non era costituito da comunisti puri che avessero accettato dalla A alla Z il nostro programma e la nostra dottrina?&#8230;Gli intellettuali si sviluppano lentamente, molto pi\u00f9 lentamente di qualsiasi altro gruppo sociale, per la stessa loro natura e funzione storica\u2026Non comprendere ci\u00f2 significa non comprendere\u00a0 la quistione degli intellettuali e la funzione che essi svolgono nella lotta delle classi\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Un mese dopo l\u2019assassinio del socialista Giacomo Matteotti, il 5 settembre del 1924, Gobetti aveva appena 23 anni, fu selvaggiamente aggredito da un gruppo di sicari fascisti. Dopo pochi giorni, il 25 settembre, Gobetti verr\u00e0 aggredito una seconda volta e lasciato esanime sulla porta di casa. Il 6 febbraio del 1926 lasci\u00f2 Torino per Parigi dove mor\u00ec il 15 febbraio del 1926 a causa delle ferite riportate.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Teramo 25 ottobre 2024<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gramsci e Gobetti sono senza dubbi le due delle maggiori personalit\u00e0 politico-culturali dei primi decenni del Novecento italiano. Coetanei ma<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3599,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3596","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3596","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3596"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3596\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3600,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3596\/revisions\/3600"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3599"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3596"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3596"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3596"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}