{"id":3670,"date":"2024-12-06T12:17:35","date_gmt":"2024-12-06T11:17:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=3670"},"modified":"2024-12-06T12:17:49","modified_gmt":"2024-12-06T11:17:49","slug":"la-vita-di-eduardo-de-filippo-arte-lotta-amore-e-calato-il-sipario-sullultimo-atto-della-sua-straordinaria-vita-di-maurizio-nocera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=3670","title":{"rendered":"LA VITA DI EDUARDO DE FILIPPO: ARTE, LOTTA, AMORE. \u00c8 CALATO IL SIPARIO SULL\u2019ULTIMO ATTO DELLA SUA STRAORDINARIA VITA di Maurizio Nocera"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Nella mia vita ho visto il grande drammaturgo napoletano pi\u00f9 di una volta, a Roma ma anche nel suo teatro San Ferdinando di Napoli. Ero assieme ad un suo ammiratore, Amedeo Curatoli, pittore e politico anch\u2019egli di Napoli, che lo conosceva personalmente. Allora, assieme ad Amedeo, scrivevo su un settimanale \u2013 \u00abNuova Unit\u00e0\u00bb, stampato a Firenze. Quando Eduardo vol\u00f2 nel pi\u00f9 alto dei cieli, scrissi questo articolo, che ripropongo oggi ai lettori del \u00abPensiero Mediterraneo\u00bb, in occasione dei 40 anni della sua morte<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Eduardo De Filippo (Napoli, 24 maggio 1900 \u2013 Roma, 31 ottobre 1984), il dolce e acuto interprete della \u00abNapoli ama\u00adra\u00bb di questo secolo, silenziosamen\u00adte, quasi senza che nessuno se ne ac\u00adcorgesse, se n\u2019\u00e8 andato calando de\u00adfinitivamente il sipario sull\u2019ultimo atto della sua straordinaria vita di autore-attore-regista. Pensare ad Eduardo come ad un qualsiasi mor\u00adto non \u00e8 possibile: la sua figura ma\u00adcilenta, la sua scavata \u00abmaschera d\u2019attore\u00bb, la sua tenera e penetran\u00adte voce sono cos\u00ec vive, cos\u00ec pulsanti di vita nel nostro ricordo che siamo indotti a pensare che ancora domani lo rivedremo apparire nello sce\u00adnario di un palcoscenico a raccon\u00adtarci le sofferte ed amare storie della sua Napoli, del suo sacrificato Meridione. Perch\u00e9 Eduardo, oggi ama\u00adto cittadino del mondo, era prima di ogni cosa napoletano e figlio del Sud.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Le generazioni che hanno avuto la fortuna di conoscerlo in vita non lo potranno dimenticare, le genera\u00adzioni future, i nostri figli ed i figli dei nostri figli, lo conosceranno at\u00adtraverso la sua arte, perch\u00e9 la sua opera sopravviver\u00e0 alle limitate cose della vita umana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Nei giorni tristi dell\u2019ultimo addio, nei giorni del dolore e della forza, assieme a tutto il suo pubblico che mestamente lo accompagnava all\u2019ultima dimora, dietro \u00abquinte\u00bb inaccessibili, abbiamo gridato for\u00adte \u00abEduardo \u00e8 morto, viva Eduar\u00addo\u00bb, volendo cos\u00ec testimoniare la grandezza dell\u2019uomo e della sua ar\u00adte, l\u2019immortalit\u00e0 del messaggio di vi\u00adta e di umana comprensione che egli ci ha trasmesso nel silenzio e nell\u2019u\u00admilt\u00e0. Per noi comunisti, poi, Eduardo \u00e8 stato e sar\u00e0 pi\u00f9 caro di ogni altro, perch\u00e9 sappiamo quan\u00adto egli ha fatto per l\u2019emancipazio\u00adne dell\u2019umanit\u00e0 sfruttata, per i di\u00adseredati, per la povera gente di Na\u00adpoli e di ogni altra parte del mon\u00addo. L\u2019intera sua opera sta a testimo\u00adniare da che parte e con chi stesse Eduardo De Filippo: non certo con i fascisti di Achille Lauro, che lo com\u00adbatterono e lo disprezzarono, non con i democristiani di Gava che non pochi ostacoli frapposero al suo la\u00advoro, ma con i lavoratori, i disoccu\u00adpati, gli emarginati che a partire dai\u00a0<em>bassi\u00a0<\/em>spagnoli di Napoli hanno tro\u00advato in lui un amico, un compagno, un artista che li ha fatti ridere e piangere proprio come un buon pa\u00addre fa con i propri amati figli. Perci\u00f2, chi lo ha pianto come il padre per\u00adso, non \u00e8 stata la borghesia boriosa che lo ha disprezzato perch\u00e9 \u00abtan\u00adto \u00e8 un comunista\u00bb, ma quel suo po\u00adpolo \u00abdominato\u00bb che egli ha sapu\u00adto riscattare culturalmente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La vita di Eduardo \u00e8 stata arte, lotta, amore. Ripercorrerla, sia pure sommariamente, non \u00e8 scoprirvi delle novit\u00e0, ma ritrovare le tappe attraverso cui egli ci ha donato i suoi pi\u00f9 cari sentimenti, senza nulla chie\u00addere in cambio se non rispetto e amore fraterno. La sua poliedrica personalit\u00e0 si form\u00f2 a Na\u00adpoli, dov\u2019era nato il 24 maggio 1900, grazie soprattutto all\u2019insegna\u00admento di Eduardo Scarpetta, l\u2019altro grande \u2013 assieme a Petito e Viviani \u2013 commediografo napoletano che negli anni 1880-1925 aveva dato al\u00adla citt\u00e0 partenopea l\u2019umoristica fi\u00adgura di don Felice Sciosciomocca, spesso interpretata dallo stesso Eduardo. E a\u00a0<em>Napoli l\u2019amara,\u00a0<\/em>come la defin\u00ec in un suo saggio critico Fe\u00adderico Fr\u00e0scani, nacquero tutte le sue commedie, che da un contesto quasi sempre rionale riescono ad elevarsi fino a raggiungere l\u2019univer\u00adsalit\u00e0, perch\u00e9 universali sono la comprensione, l\u2019amore, la pietas umana. Nelle sue commedie Eduar\u00addo denuncia con forza e senza veli l\u2019ipocrisia, l\u2019inganno, il conformi\u00adsmo piccolo borghese teatralizzandoli tragicamente, drammatizzan\u00addoli umoristicamente. Egli ha scritto e rappresentato complessivamente 55 commedie e tutte testimoniano la sua fervida fertilit\u00e0 e la sua acutez\u00adza analitica e poetica. In\u00a0<em>Sik Sik, l\u2019artefice magico\u00a0<\/em>(1930), una delle prime, egli dileggia il sentimentali\u00adsmo, smaschera la menzogna, com\u00adbatte la perfidia, affermando che solo il rispetto reciproco. l\u2019umana solidariet\u00e0 possono ripagare gli uo\u00admini dagli orrori della guerra. Men\u00adtre, nell\u2019ultima sua fatica (maggio \u201984), la traduzione nel dialetto na\u00adpoletano del \u2018600 della\u00a0<em>Tempesta\u00a0<\/em>di Shakespeare, egli lancia al mondo il suo messaggio di pace, riaffer\u00admando che solo essa pu\u00f2 permette\u00adre la sopravvivenza dell\u2019umanit\u00e0 so\u00adpra il pianeta Terra. Tra questi due monumenti dell\u2019opera eduardiana si collocano gli altri insuperabili lavo\u00adri:\u00a0<em>Natale in casa Cupiello,\u00a0<\/em>del 1937, in cui egli descrive il dramma del no\u00adstalgico Lucariello, un povero vec\u00adchio dei bassi di Napoli che, alla fi\u00adne della sua vita, si accorge di aver vissuto senza essere riuscito a met\u00adtersi in comunicazione con chi gli stava attorno;\u00a0<em>Napoli milionaria,\u00a0<\/em>rappresentata per la prima volta al San Carlo il 26 marzo 1945, in cui egli ricrea sulla scena il clima dram\u00admatico che Napoli vive nell\u2019atto fi\u00adnale della guerra antinazifascista.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Qui, con \u00abadda passa \u2018a nuttata\u00bb, la celebre frase che il protagonista don Gennaro pronuncia prima che il sipario cali, Eduardo ci vuole in\u00addicare che il dolore e le sofferenze sopportate dal popolo saranno alla fine superate e verr\u00e0 il nuovo mat\u00adtino di luce e di felicit\u00e0.\u00a0<em>Questi fan\u00adtasmi\u00a0<\/em>Eduardola scrive nel 1946: il grande successo di questa comme\u00addia \u00e8 dovuto all\u2019eccezionale sua ca\u00adpacit\u00e0 di rendere fantastica e quasi impalpabile una situazione di mise\u00adria tipica della Napoli del dopoguer\u00adra. Il protagonista \u00e8 quel Pasquale Loiacono, alle prese con quelli che egli crede spiriti, ma che in realt\u00e0 sono persone in carne ed ossa, con i quali instaura immaginari rapporti con un effetto misto di umorismo e drammaticit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">L\u2019arte di Eduardo diviene nota in tutto il mondo, af\u00adfermandosi grazie anche all\u2019altro suo grande successo,\u00a0<em>Filumena Mar\u00adturano\u00a0<\/em>(1946) dove egli, per la pri\u00adma volta nella storia del teatro, rie\u00adsce a dare dignit\u00e0 letteraria e gran\u00adde umanit\u00e0 ad una donna di strada, fino a quel momento oggetto di di\u00adsprezzo, priva di affetti e speranze.\u00a0<em>Le bugie con le gambe lunghe\u00a0<\/em>(1947) \u00e8 l\u2019altra commedia dell\u2019ironia eduardiana nel cui stesso titolo sta tutto il senso drammatico. Ma una delle pi\u00f9 belle invenzioni di Eduar\u00addo \u00e8 il personaggio di \u00abzi Nicola\u00bb ne\u00a0<em>Le voci di dentro\u00a0<\/em>(1948), il vec\u00adchio saggio che da lungo tempo ha deciso di non comunicare pi\u00f9 con gli altri mortali, se non con il nipote Alberto Saporito, ma solo attraverso un linguaggio pirotecnico, di scoppi di mortaretti e\u00a0<em>batterie di\u00a0<\/em><em>fuoco<\/em>. E poi\u00a0<em>La grande magia\u00a0<\/em>(1949), dove illusione e fede danno alimento alla vita, e\u00a0<em>La paura numero uno\u00a0<\/em>(1950) dove Eduardo impegna esplicitamente la sua arte contro la guerra e che possiamo iscrivere fra le tante iniziative prese in quegli anni dal movimento dei partigiani della pace contro l\u2019eventualit\u00e0 di una nuova guerra mondiale: c\u2019\u00e8 qui un ammonimento all\u2019uomo a che mai pi\u00f9 si faccia promotore di una guerra perch\u00e9, dopo Hiroshima e Nagasaki, essa distruggerebbe l\u2019intera umanit\u00e0. Altre commedie seguono e tutte con lo stesso intreccio di umorismo e drammaticit\u00e0:\u00a0<em>Mia famiglia\u00a0<\/em>(1955);\u00a0<em>Bene e core mio\u00a0<\/em>(1956);\u00a0<em>De Pretore Vincenzo\u00a0<\/em>(1957);\u00a0<em>Sabato, domenica e luned\u00ec\u00a0<\/em>(1959);\u00a0<em>Il sindaco del rione Sanit\u00e0\u00a0<\/em>(1960);\u00a0<em>II contratto\u00a0<\/em>(1967)\u00a0<em>il<\/em>\u00a0<em>monumento\u00a0<\/em>(1970);\u00a0<em>Gli esami non finiscono mai\u00a0<\/em>(1973); e tanti ancora atti unici, allestimenti di vecchie e nuove commedie nelle quali, com\u2019egli stesso scrisse all\u2019amico e compagno Paolo Ricci il 22 febbraio 1964, disvela \u00abla vanit\u00e0, 1\u2019ipocrisia, la prepotenza, l\u2019astuzia, la vigliaccheria\u00bb che spesso vengono mascherate sotto \u00able false sembianze di autentiche virt\u00f9\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Eduardo fu regista ed interprete di bellissimi film, come\u00a0<em>Napoletani a Milano,\u00a0<\/em>in cui denuncia la drammatica situazione degli emigrati del Sud, costretti a cercare lavoro nel triangolo industriale; scrisse anche poesie nella sua prediletta lingua\u00a0<em>(II paese di Pulcinella,\u00a0<\/em>1951); riadatt\u00f2 e mise in scena commedie di altri autori, fra i quali Pirandello, che egli conobbe ed ammir\u00f2. La sua arte \u00e8 oggi un successo in tutto il mondo: anche in Unione Sovietica e negli al\u00adtri paesi socialisti egli \u00e8 conosciuto e stimato almeno quanto in Italia. \u00c8 molto conosciuto e apprezzato ne\u00adgli Stati Uniti d\u2019America, nel mondo del teatro e del\u00adl\u2019arte: un po\u2019 meno fra le autorit\u00e0 governative, che una volta arrivaro\u00adno a negargli il visto d\u2019ingresso in quanto \u00abamico dei partiti di sini\u00adstra\u00bb. Per quel visto negato, la\u00a0<em>Fi\u00adlumena Marturano<\/em>, rappresentata a New York negli anni \u201960, incontr\u00f2 un clamoroso insuccesso perch\u00e9, co\u00adme egli stesso ebbe a dire, \u00abil testo rappresentato non aveva pi\u00f9 niente di mio\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">De Filippo fu uomo impegnato civilmente e politicamente e, non so\u00adlo nell\u2019arte: nel dopoguerra, sulle macerie di Napoli, s\u2019impegn\u00f2 a rico\u00adstruire il teatro San Ferdinando sventrato dai bombardamenti (21 gennaio 1954). Questo suo teatro, trattato quasi come fosse un figlio naturale, vide finalmente co\u00adronato il suo progetto inaugurandolo con la rappresentazione di\u00a0<em>\u00abLa Palummella vola e zompa\u00bb\u00a0<\/em>del gran\u00adde Antonio Petito, in cui egli stes\u00adso interpret\u00f2 magnificamente il ruolo della famosa maschera di Pul\u00adcinella; nel 1974 lo ritroviamo im\u00adpegnato nella battaglia contro l\u2019a\u00adbrogazione della legge sul divorzio e nel 1981, appena nominato sena\u00adtore a vita dal Presidente Pertini, lo troviamo impegnato a sostenere, in Parlamento e nella societ\u00e0, la batta\u00adglia a favore della rieducazione de\u00adgli scugnizzi napoletani reclusi nel carcere minorile Filangieri e nell\u2019I\u00adstituto Fornelli; ancora l\u2019anno scor\u00adso (1980), nel mese di luglio, a 83 anni suonati, con un coraggio che commosse tutti, lo rivedemmo a Roma, nel quartiere San Lorenzo, a manifestare con i giovani contro l\u2019installazione dei missili nucleari, per la pace e il disarmo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Per la sua arte, per la sua grande umanit\u00e0, per il suo impegno civile costante e limpido, noi abbiamo amato ed ameremo Eduardo e ci piace ricordarlo con le sue tenere, ultime parole pronunciate in pubbli\u00adco prima di lasciarci in un mare di dolore: \u00ab<em>La mia \u00e8 stata tutta una vi\u00adta di sacrifici. E di gelo: cos\u00ec si fa il teatro. Ma il cuore ha tremato sempre, tutte le sere, tutte le prime rappresentazioni. E l\u2019ho pagato. Anche ora mi batte il cuore. E con\u00adtinuer\u00e0, continuer\u00e0 a battere. An\u00adche quando si sar\u00e0 fermato\u2026<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Maurizio Nocera (22-11-84)<\/span><\/p>\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella mia vita ho visto il grande drammaturgo napoletano pi\u00f9 di una volta, a Roma ma anche nel suo teatro<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3672,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3670","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3670","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3670"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3670\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3673,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3670\/revisions\/3673"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3672"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}