{"id":4048,"date":"2025-05-21T08:27:50","date_gmt":"2025-05-21T06:27:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=4048"},"modified":"2025-05-21T08:30:30","modified_gmt":"2025-05-21T06:30:30","slug":"giacomo-matteotti-antifascista-ante-littetram","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=4048","title":{"rendered":"GIACOMO MATTEOTTI ANTIFASCISTA ANTE LITTETRAM di Maurizio Nocera"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u00abIo chiedo di parlare non prudentemente, n\u00e9 imprudentemente, ma parlamentarmente!\u00bb Giacomo Matteotti,\u00a0<em>Discorso alla Camera dei deputati<\/em>\u00a0(30 maggio 1924)<\/h2>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\"><strong>Per il Convegno di Studi\u00a0<em>Il delitto Matteotti e le ricadute politico-culturali nella periferia italiana. Nascita e consolidamento di una dittatura in Terra d\u2019Otr<\/em>anto (Lecce, Biblioteca Bernardini, ex Convitto Palmieri, 11 ottobre 2024 organizzato da APSEC-LECCE) \u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Del delitto di Giacomo Matteotti (Fratta Polesine, 22 maggio 1885 \u2013 Roma, 10 giugno 1924), soprannominato \u201cTempesta\u201d per il suo carattere battagliero, parlamentare del collegio di Ferrara dal 1919 al 1924.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Forse a qualche storico \u00e8 sfuggito quanto il periodico di Antonio Gramsci, \u00abl\u2019Ordine Nuovo\u00bb, scrisse a proposito dell\u2019assassinio del segretario del Partito Socialista Unitario: \u00abLa disgregazione sociale e politica del regime fascista ha avuto la sua prima manifestazione di massa nelle elezioni del 6 aprile [1914] Il fascismo \u00e8 stato messo nettamente in minoranza nella zona industriale italiana, cio\u00e8 l\u00e0 dove risiede la forza economica e politica che domina la nazione e lo Stato. Le elezioni del 6 aprile, avendo mostrato quanto fosse solo apparente la stabilit\u00e0 del regime, rincuorarono le masse, determinando l\u2019inizio di quella ondata democratica che culmin\u00f2 nei giorni immediatamente successivi all\u2019assassinio dell\u2019on. Matteotti e che ancora oggi caratterizza la situazione. Le opposizioni avevano acquistato dopo le elezioni un\u2019importanza politica enorme; l\u2019agitazione da esse condotta nei giornali e nel parlamento per discutere e negare la legittimit\u00e0 del governo fascista operava potentemente a disciogliere tutti gli organismi dello Stato controllati e dominati dal fascismo, si ripercuoteva nel seno dello stesso Partito Nazional Fascista, incrinava la maggioranza parlamentare. Di qui la inaudita campagna di minaccio contro le opposizioni e l\u2019assassinio del deputato unitario. [\u2026] Il delitto Matteotti dette la prova provata che il Partito fascista non riuscir\u00e0 mai a diventare un normale partito di governo, che Mussolini non possiede dello statista e del dittatore altro che alcune pittoresche pose esteriori: egli non \u00e8 un elemento della vita nazionale, \u00e8 un fenomeno di folklore paesano, destinato a passare alle storie nell\u2019ordine delle diverse maschere provinciali italiane pi\u00f9 che nell\u2019ordine dei Cromwel, dei Bolivar, dei Garibaldi. L\u2019ondata popolare antifascista provocata dal delitto Matteotti trov\u00f2 una forma politica nella secessione dall\u2019aula parlamentare dei partiti di opposizione. L\u2019assemblea delle opposizioni divenne di fatto un centro politico nazionale intorno al quale si organizz\u00f2 la maggioranza del paese: la crisi scoppiata nel campo sentimentale e morale, acquist\u00f2 cos\u00ec uno spiccato carattere istituzionale; uno Stato fu creato nello Stato, un governo antifascista contro il governo fascista.\u00bb (v. \u00abl\u2019Ordine Nuovo\u00bb. Rassegna settimanale di cultura socialista, a. I, n. 5, 1 settembre 1924, prima pagina. Reprint Teti Editore, Milano, 1976).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Ancora, nel numero successivo de \u00abl\u2019Ordine Nuovo\u00bb, diretto da Antonio Gramsci, un altro passaggio dice:\u00a0\u00abLa politica del fascismo e della borghesia reazionaria si \u00e8 inceppata, \u2013 il giorno in cui l\u2019opinione pubblica \u00e8 unanimemente insorta per il delitto Matteotti, e Mussolini \u00e8 stato travolto da questa insurrezione fine a compiere alcune mosse che dovevano avere ed avranno conseguenze incalcolabili, \u2013 in un ostacolo irremovibile. [\u2026.] L\u2019uccisione di Matteotti, dal punto di vista della difesa del regime, fu un profondissimo errore. L\u2019affare del processo, che nessuno riesce a liquidare in modo pulito, \u00e8 tale una ferita nel fianco del regime quale nessun movimento rivoluzionario, nel giugno 1924, era in grado di aprire\u00bb (v. \u00abl\u2019Ordine Nuovo\u00bb. Rassegna settimanale di cultura socialista, a. I, n. 7, 15 novembre 1924, p. 50. Reprint Teti Editore, Milano, 1976)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di ribadirlo: Benito Mussolini fu il mandante e Dumini pi\u00f9 altri quattro sicari furono gli esecutori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Molti sono i commenti di autorevoli storici ai discorsi di Giacomo Matteotti alla Camera dei deputati, soprattutto quelli che compromisero la sua vita. Fondamentale il suo discorso del 30 maggio 1924 che, per fortuna, noi possiamo ancora leggere grazie a un resoconto stenografico, ripreso della rivista di cultura \u00abTempo Presente\u00bb (numero speciale 400-402, aprile-giugno 2014), pubblicata in occasione del 90\u00b0 anniversario della morte del deputato socialista.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Quali sono i passaggi di questo discorso alla Camera che urtarono in primo luogo Mussolini?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Matteotti, a proposito della convalida dei parlamentari eletti nei collegi delle elezioni del 6 aprile 1924, espresse la volont\u00e0 di conoscere la lista di quei nomi. Chiaramente egli aveva percepito la frode e i brogli che i fascisti avevano fatto. Tant\u2019\u00e8 che molti di loro, ad iniziare dal fascistaccio Farinacci, cominciarono a inveire rumorosamente. Matteotti non si fece intimorire, per cui continu\u00f2 il suo discorso contestando la lista dei parlamentari fascisti eletti dicendo che: <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abcotesta lista non li ha ottenuti, di fatto e liberamente, ed \u00e8 dubitabile quindi se essa abbia ottenuto quel tanto di percentuale che \u00e8 necessario per conquistare, anche secondo la vostra legge, i due terzi dei posti che le sono stati attribuiti! Potrebbe darsi che i nomi letti dal Presidente siano di quei capilista che resterebbero eletti anche se, invece del premio di maggioranza, si applicasse la proporzionale pura in ogni circoscrizione. Ma poich\u00e9 nessuno ha udito i nomi, e non \u00e8 stata premessa nessuna affermazione generica di tale specie, probabilmente tali tutti non sono, e quindi contestiamo in questo luogo e in tronco la validit\u00e0 della elezione della maggioranza\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il presidente dell\u2019Assemblea gli fece capire che in aula non c\u2019era nessuno che condividesse i suoi dubbi; al che, il deputato socialista afferm\u00f2 che era egli stesso a contestare quella lista di nomi dichiarandola non valida e che le elezioni erano state volute dal governo Mussolini solo per dimostrare la sua forza parlamentare. I fascisti in aula contestano rumorosamente Matteotti, tant\u2019\u00e8 che egli li apostrof\u00f2 dicendo che: <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abCodesti vostri applausi sono la conferma precisa della fondatezza del mio ragionamento. Per vostra stessa conferma dunque nessun elettore italiano si \u00e8 trovato libero di decidere con la sua volont\u00e0 [\u2026 Matteotti addebita la mancanza di libert\u00e0 dovuta alla presenza nei seggi della milizia fascista armata]\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il fascistaccio Farinacci lo interruppe dicendo: <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abPotevate fare la rivoluzione!\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">A questo punto Matteotti denunci\u00f2 apertamente l\u2019esistenza della milizia fascista armata, che era sotto il comando diretto ed esclusivo di Mussolini e che aveva la funzione di sostenere il Capo del governo. Ancora un\u2019altra interruzione con la quale i fascisti contestarono a Matteotti l\u2019esistenza delle Guardie Rosse della Rivoluzione socialista russa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Ancora una volta il deputato socialista non si fece intimorire. Continu\u00f2 il suo discorso: <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abVi \u00e8 una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito [fascista], la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Intervenne ancora il fascistaccio Farinacci, affermando: \u00abErano i balilla!\u00bb. Cio\u00e8, dei bambini.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00ab\u00c8 vero\u00bb, rispose Matteotti: <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abIn molti luoghi hanno votato anche i balilla [cio\u00e8 i bambini]\u00bb. Contestando che le elezioni erano state condizionate dalle direttive del governo, il quale aveva permesso solo a pochi elettori di esercitare il loro diritto di voto, per di pi\u00f9 controllato dalla milizia\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Dopo una serie di improperi rivoltigli contro, Matteotti riprese a parlare dicendo:<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abLa presentazione delle liste deve avvenire in ogni circoscrizione mediante un documento notarile a cui vanno apposte dalle trecento alle cinquecento firme. Ebbene, onorevoli colleghi, in sei circoscrizioni su quindici le operazioni notarili che si compiono privatamente nello studio di un notaio, fuori della vista pubblica e di quelle che voi chiamate \u201cprovocazioni\u201d, sono state impedite con violenza\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Matteotti denunci\u00f2 i brogli in Sardegna e in altri collegi nazionali, ed ecco la prima seria minaccia delle intenzioni dei fascisti. \u00c8 sempre lo stesso fascistaccio Farinacci che la esplicita dicendo che <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abVa a finire che faremo sul serio quello che non abbiamo fatto!\u00bb. Vale a dire uccidere il deputato socialista.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il discorso di Matteotti continu\u00f2 interrotto dalle \u201cproteste\u201d dei fascisti che affermavano l\u2019inesistenza di brogli. Quando invece, non solo dalle parole del deputato socialista unitario, ma anche da altri deputati (Emilio Lussu) venne confermata la verit\u00e0 delle parole di Matteotti. Il suo discorso e le interruzioni dei fascisti continuarono senza soste. Da una parte il deputato socialista denunciava le loro intimidazioni e violenze nei confronti perfino dei deputati dell\u2019opposizione (denuncia l\u2019uccisione del candidato Berta) e dall\u2019altra i fascisti che le negavano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">A leggere quel resoconto stenografico c\u2019\u00e8 da farsi venire il voltastomaco. Oggi sappiamo che le elezioni del 6 aprile 1924 furono vinte dai fascisti con dei brogli e sappiamo pure delle violenze subite dalle opposizioni e dal popolo italiano. Per avere detto la verit\u00e0 e per avere infastidito Mussolini, proprio a causa di quel discorso nell\u2019aula parlamentare, ma anche per avere gi\u00e0 fatto pratica antifascista sin da subito dopo la marcia su Roma (28 ottobre 1922), Giacomo Matteotti di fatto fu condannato a morte.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Le sue ultime parole in aula furono: <\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abColoro che ebbero la ventura di votare e di raggiungere le cabine, ebbero, dentro le cabine, in moltissimi Comuni, specialmente della campagna, la visita di coloro che erano incaricati di controllare i loro voti. Se la Giunta delle elezioni volesse aprire i plichi e verificare i cumuli di schede che sono state votate, potrebbe trovare che molti voti di preferenza sono stati scritti sulle schede tutti dalla stessa mano, cos\u00ec come altri voti di lista furono cancellati, o addirittura letti al contrario. Non voglio dilungarmi a descrivere i molti altri sistemi impiegati per impedire la libera espressione della volont\u00e0 popolare. Il fatto \u00e8 che solo una piccola minoranza di cittadini ha potuto esprimere liberamente il suo voto: il pi\u00f9 delle volte, quasi esclusivamente coloro che non potevano essere sospettati di essere socialisti. I nostri furono impediti dalla violenza; mentre riuscirono pi\u00f9 facilmente a votare per noi persone nuove e indipendenti, le quali, non essendo credute socialiste, si sono sottratte al controllo e hanno esercitato il loro diritto liberamente. A queste nuove forze che manifestano la reazione della nuova Italia contro l\u2019oppressione del nuovo regime, noi mandiamo il nostro ringraziamento. Per tutte queste ragioni, e per le altre che di fronte alle vostre rumorose sollecitazioni rinunzio a svolgere, ma che voi ben conoscete perch\u00e9 ciascuno di voi ne \u00e8 stato testimonio per lo meno. Per queste ragioni noi domandiamo l\u2019annullamento in blocco della elezione di maggioranza. [\u2026] Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l\u2019autorit\u00e0 dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi s\u00ec, veramente, rovinate quella che \u00e8 l\u2019intima essenza, la ragione morale della Nazione. Non continuate pi\u00f9 oltre a tenere la Nazione divisa in padroni e sudditi, poich\u00e9 questo sistema certamente provoca la licenza e la rivolta. Se invece la libert\u00e0 \u00e8 data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da s\u00e9 medesimo. Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da s\u00e9 e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l\u2019opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranit\u00e0 del popolo italiano al quale mandiamo il pi\u00f9 alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignit\u00e0, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il suo rivoluzionario e antifascista discorso alla Camera, Giacomo Matteotti lo tenne il 30 maggio 1924. Il 10 giugno 1924, cinque sicari, guidati da Amerigo Dumini lo sequestrarono e lo uccisero. Oggi sappiamo che il mandante fu lui, Benito Mussolini, il quale, da quel discorso cap\u00ec di trovarsi davanti ad un antifascista che non avrebbe mollato la presa, che avrebbe contestato il fascismo sempre. Per questo occorreva fargli tacere la bocca. Altra bocca che Mussolini far\u00e0 tacere sar\u00e0 quella di Antonio Gramsci, arrestato e rinchiuso in prigione nel 1926. Morir\u00e0 nel 1937 dopo 11 anni di duro carcere che stroncher\u00e0 il suo fisico gi\u00e0 malridotto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Dell\u2019assassinio di Giacomo Matteotti, uno degli studi pi\u00f9 seri \u00e8 quello degli storici pugliesi Mario Gianfrate e Nicola Colonna che, nel loro libro,\u00a0<em>Delitto Matteotti. Il Mandante<\/em>\u00a0(Suma Editore, Sammichele di Bari, 2012), ricostruiscono, passo dopo passo, tutto il percorso dell\u2019omicidio tant\u2019\u00e8 che, concludendo il suo saggio, Gianfrate scrive: \u00abSe sussistono ancora dubbi, sul mandante, affidiamo le conclusioni a Cesare Rossi che, nel nuovo e ultimo processo Matteotti, ribadisce la sua testimonianza che dirama ogni nebbia. Ascoltiamo: \u201cDa ventitr\u00e9 anni \u2013 scandisce l\u2019ex capo dell\u2019Ufficio stampa del duce \u2013 io ripeto quel che allora dissi a viso aperto a Filippelli, De Bono, Marinelli e Finzi, e cio\u00e8 che ritenevo Mussolini responsabile in quanto era lui aveva creato il clima di violenza, era lui l\u2019istigatore delle aggressioni a danno degli avversari del fascismo, era lui che aveva voluto la costituzione di una squadra agli ordini di Marinelli\u201d. Il mandante ha finalmente un nome: Benito Mussolini\u00bb (v. Gianfrate-Colonna,\u00a0<em>Delitto Matteotti. Il Mandante<\/em>, p. 39).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Che il regime fascista sia stato violento e che abbia compiuto efferatezze inaudite, Nicola Colonna lo sostiene nel suo saggio\u00a0<em>Matteotti e la tradizione del socialismo riformista italiano<\/em>, quando, nel paragrafo\u00a0<em>Il fascismo come \u201cbanda armata\u201d della borghesia per la conquista dello Stato<\/em>, scrive che: \u00abSalvemini amava riconoscere di dovere molto a Matteotti per i propri scritti sul fascismo, non soltanto per i dati, ma l\u2019impostazione e il metodo. Ed in effetti, a partire dall\u2019inizio del 1921, il fascismo diventa, per Matteotti, il problema principale.\/ Il 31 gennaio 1921, egli pronuncia alla Camera il suo primo importante discorso contro il fascismo. In esso, Matteotti denuncia e documenta i fatti, ma ammette che essi possano essere stati deformati dalle passioni di parte, e che comunque in ogni partito possano esserci dei facinorosi e dei violenti. Ma il problema che egli pone va al di l\u00e0 dei singoli episodi ed investe, per cos\u00ec dire, la qualit\u00e0 nuova della violenza fascista, che qui viene, per la prima volta e con straordinaria lucidit\u00e0, individuata nella sua duplice natura di violenza organizzata e di classe\u00bb (v. Gianfrate-Colonna,\u00a0<em>Delitto Matteotti. Il Mandante<\/em>, p. 103).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Gaetano Salvemini, nei suoi\u00a0<em>Scritti sul fascismo<\/em>, aveva dedicato un capitolo a il\u00a0<em>Delitto Matteott<\/em>i (pp. 615-633). In esso egli fa l\u2019analisi di quello che \u00e8 stato il fascismo, delle violenze, delle uccisioni e, a proposito del discorso di Matteotti alla Camera, scrive: \u00abIl 30 maggio 1924, il deputato socialista unitario Giacomo Matteotti, denunci\u00f2 la violenza e i brogli messi in opera durante le ultime elezioni. Egli port\u00f2 numerosi esempi di minacce, di atti di violenza e della generale manipolazione delle elezioni e dei risultati. [\u2026] La Camera era in preda ad una tensione drammatica. Il discorso di Matteotti veniva interrotto quasi ad ogni frase, da grida, smentite, insulti e minacce della maggioranza fascista ma, rimanendo calmo e impassibile il coraggioso deputato continu\u00f2 sino alla fine la sua denuncia delle violenze fasciste. Poi, volgendosi verso i colleghi, disse con lo stesso tono di voce calmo e fermo: \u201cEd ora preparatevi a farmi l\u2019elogio funebre\u201d. Matteotti sapeva bene che avrebbe pagato con la vita il suo atto di coraggio\u00bb (v. G. Salvemini,\u00a0<em>Scritti sul fascismo<\/em>, vol. I, Feltrinelli, Milano, 1961, pp. 625-626).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Esiste una commovente e autocritica lettera di Gaetano Salvemini a Vetta Titta, moglie di Matteotti. Questa: \u00abIo attraversai, fra il 1921 e il 1924, un periodo di stanchezza fisica e di depressione morale. Detestavo i fascisti ma non avevo fiducia negli antifascisti.\/ Me ne stavo tra i miei libri, risoluto a non entrare pi\u00f9 nella politica attiva. Ma quando Lui [Giacomo Matteotti] fu ucciso, io mi sentii in parte colpevole della sua morte. Lui aveva fatto il suo dovere: e per questo era stato ucciso.\/ Io non avevo fatto il mio dovere: e per questo mi avevano lasciato stare.\/ Se tutti avessimo fatto il nostro dovere, l\u2019Italia non sarebbe stata calpestata, disonorata da una banda di assassini. Allora presi la mia decisione. Dovevo ritornare ad occupare il mio posto in battaglia. Ed ho fatto il possibile per attenuare in me il rimorso di non aver sempre fatto il mio dovere\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\"><em>Perch\u00e9 dico che \u201cGiacomo Matteotti era antifascista<\/em>\u00a0ante litteram\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Matteotti aveva pubblicato, nei primi mesi del 1924, il libro\u00a0<em>Un anno di dominazione fascista<\/em>\u00a0(reprint Bur, Milano 2024, su licenza di Mondadori libri). Nel mezzo di quello stesso anno lo stava ripubblicando con note e aggiornamenti, quando fu assassinato. Si tratta, \u00e8 scritto nella\u00a0<em>Nota<\/em> alla ristampa di una\u00a0<\/span><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00abrapida antologia di frasi pronunciate da Mussolini o pubblicate sulla stampa fascista e l\u2019impressionante elenco delle intimidazioni e delle violenze che, tra il novembre 1922 e il dicembre 1923, colpiscono in tutta Italia coloro che tentano di opporsi al nascente regime fascista. \u00c8 la cronaca minuziosa di un potere che si trasforma in dittatura (e lo diventer\u00e0 a tutti gli effetti proprio col delitto Matteotti)\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Ovviamente io qui non riprender\u00f2 tutte le intimidazioni e le violenze di quel lungo elenco, ma mi limito solo a quelle che riguardano la Puglia e il Salento. In quell\u2019elenco c\u2019\u00e8 la prova provata dell\u2019antifascismo\u00a0<em>ante litteram<\/em>\u00a0di Matteotti. Egli, infatti, si accorse subito, appena dopo la marcia dei fascisti su Roma (28 ottobre 1922) dell\u2019instaurazione del regime dittatoriale di Benito Mussolini. Gi\u00e0 a partire dall\u201911 novembre 1922, comincia ad annotare le frasi pronunciate del duce e gli articoli della\u00a0stampa fascista, che annunciano una nuova fase della storia politica italiana. Mentre dal novembre dello stesso anno, annota le intimidazioni e le violenze paese per paese. Ovviamente Matteotti pu\u00f2 annotare tale elenco riprendendolo dai giornali locali e nazionali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Come detto, mi limito ad elencare le annotazioni pugliesi e salentine.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\"><em>Novembre 1922<\/em>: \u00ab<strong>Bari<\/strong>\u00a0\u2013 I fascisti invadono la sede del comitato pro-monumento a Giuseppe Di Vagno, deputato socialista assassinato lo scorso anno, imponendone lo scioglimento. Devastano la farmacia di Vincenzo Panaro e impongono la chiusura per dieci giorni delle botteghe di Pasquale Chiarappa, Giuseppe Gigante, Livio Gigante.\/\/\u00a0<strong>Ginosa<\/strong>\u00a0(Taranto) \u2013 Essendosi l\u2019amministrazione comunale rifiutata di dare le dimissioni, ne \u00e8 avvenuto un conflitto tra fascisti e nazionalisti, con colpi di fucile. Si hanno dei morti.\/\/\u00a0<strong>Ginosa<\/strong>\u00a0(Taranto) \u2013 L\u2019operaio Petrera Giovanni viene barbaramente percosso dai fascisti e alleggerito del portafoglio.\/\/\u00a0<em>Dicembre 1922<\/em>:\u00a0<strong>San Pietro Vernotico<\/strong>\u00a0(Lecce) \u2013 Nazionalisti bandiscono dal paese il deputato Vacirca e lo costringono a salire nel bagagliaio del treno merci.\/\/\u00a0<strong>Francavilla Fontana<\/strong>,\u00a0<strong>Ceglie Messapica<\/strong>\u00a0(Lecce. La tre province Lecce, Brindisi, Taranto non sono state ancora divise, cosa che avverr\u00e0 nel 1927) \u2013 Per rappresaglia 50 fascisti invadono il Comune, tagliandole comunicazioni telegrafiche e telefoniche, sparano migliaia di colpi, requisiscono armi e munizioni dell\u2019ufficio di polizia urbana e appiccano fuoco al mobilio.\/\/\u00a0<strong>Trani<\/strong>\u00a0\u2013 Fascisti e nazionalisti si sparano colpi di rivoltella: cinque feriti.\/\/\u00a0<strong>Galatina<\/strong>\u00a0(Lecce) \u2013 Fascisti incendiano la Camera del lavoro.\/\/\u00a0<strong>Acquaviva delle Fonti<\/strong>\u00a0\u2013 Incendio delle sedi del circolo socialista, della Lega combattenti e del circolo operaio.\/\/\u00a0<em>Gennaio 1923<\/em>:\u00a0<strong>Trani<\/strong>\u00a0\u2013 I fascisti, accusati dell\u2019assassinio del deputato Di Vagno, sono messi in libert\u00e0.\/\/\u00a0<strong>Margherita di Savoia<\/strong>\u00a0(Foggia);\u00a0<strong>Carmiano<\/strong>\u00a0(Lecce);\u00a0<strong>Andria<\/strong>\u00a0(Bari) \u2013 Conflitti, fucilate e rivoltellate tra fascisti e nazionalisti. Molti feriti tra i quali il cav. Calcagnili e Antonio Dibari\u00bb.\/\/\u00a0<strong>Lucera<\/strong>\u00a0(Foggia) \u2013 I fascisti, imputati dell\u2019eccidio di Cerignola (9 morti e 60 feriti), sono assolti.\/\/\u00a0<strong>Lecce<\/strong>\u00a0\u2013 Squadre fasciste occupano il Municipio e costringono l\u2019amministrazione comunale a dimettersi.\/\/\u00a0<strong>Terlizzi<\/strong>\u00a0(Bari) \u2013 In un conflitto tra nazionalisti e fascisti rimane uccisa una persona.\/\/\u00a0<em>Febbraio 1923<\/em>:\u00a0<strong>Martina Franca<\/strong>\u00a0(Lecce, oggi Taranto) \u2013 Conflitto tra nazionalisti e fascisti. Un morto e feriti gravi.\/\/\u00a0<strong>Martina Franca<\/strong>\u00a0(Lecce, oggi Taranto) \u2013 Continuano le rappresaglie tra fascisti e nazionalisti. Parecchi feriti gravi.\/\/\u00a0<em>Marzo 1923<\/em>: Nessuna annotazione da parte di Matteotti.\/\/\u00a0<em>Aprile 1923<\/em>:\u00a0<strong>Cisternino<\/strong>\u00a0(Bari) \u2013 I fascisti inscenano una dimostrazione contro l\u2019amministrazione comunale composta di combattenti. Il sindaco, avvocato De Vito, \u00e8 ferito gravemente. Sono ferite anche altre sette persone.\/\/\u00a0<em>Maggio 1923<\/em>:\u00a0<strong>Bitonto<\/strong>\u00a0(Bari) \u2013 Dai militi fascisti \u00e8 ucciso il leghista Antonio Bonassia e ferito gravemente un altro lavoratore.\/\/\u00a0<strong>Bisceglie<\/strong>\u00a0(Bari) \u2013 Per rappresaglia i fascisti incendiano la sezione repubblicana e la Lega muratori.\/\/\u00a0<strong>Bitonto<\/strong>\u00a0(Bari) \u2013 Il socialista Bonavia Gaetano \u00e8 ucciso a colpi di rivoltella dai fascisti. Nella stessa circostanza \u00e8 ferito gravemente anche l\u2019operaio Francesco Giorgi.\/\/\u00a0<strong>Francavilla Fontana<\/strong>\u00a0(Brindisi) \u2013 Il popolare prof. Concetto Parisi \u00e8 aggredito e percosso mentre rientra nella propria abitazione. Il deputato Lombardo-Pellegrino \u00e8 arrestato nella propria abitazione.\/\/\u00a0<strong>Lucera<\/strong>\u00a0(Foggia) \u2013 I fascisti bastonano i portatori di garofani rossi e di fazzoletti rossi.\/\/\u00a0<strong>Mesagne<\/strong>\u00a0(Brindisi) \u2013 Conflitti coi fascisti. Rimangono feriti parecchi lavoratori socialisti.\/\/\u00a0<em>Giugno 1923<\/em>:\u00a0<strong>Foggia<\/strong>\u00a0\u2013 L\u2019avvocato Euclide Trematore \u00e8 aggredito e percosso dai fascisti.\/\/\u00a0<strong>Galatone<\/strong>\u00a0(Lecce) \u2013 \u00c8 incendiata la sede della sezione dei combattenti.\/\/\u00a0<em>Luglio 1923<\/em>:\u00a0<strong>Ostuni<\/strong>\u00a0(Brindisi) \u2013 L\u2019amministrazione popolare \u00e8 costretta a dimettersi per imposizioni fasciste.\/\/\u00a0<em>Agosto 1923<\/em>:\u00a0<strong>Corato<\/strong>\u00a0(Bari) \u2013 I fascisti, recatisi in casa di un certo Marzicci Michele per bastonarlo, non lo trovano, In sua vece percuotono e feriscono il vecchio padre in presenza della moglie e di quattro figli minorenni.\/\/\u00a0<strong>Squinzano<\/strong>\u00a0(Lecce) \u2013 L\u2019amministrazione comunale \u00e8 costretta a dimettersi per imposizione del Fascio.\/\/\u00a0<em>Settembre 1923<\/em>:\u00a0<strong>Tricase<\/strong>\u00a0(Lecce) \u2013 Il ferroviere Roberto Caputo, presidente della sezione combattenti, \u00e8 ucciso al Caff\u00e8 \u201cTempio\u201d con quattro colpi di rivoltella da un fascista.\/\/\u00a0<strong>Scorrano<\/strong>\u00a0(Lecce) \u2013 Dai fascisti sono gravemente feriti ex combattenti, uno di questi, Angelo Giannotta, \u00e8 moribondo.\/\/\u00a0<em>Ottobre 1923<\/em>:\u00a0<strong>Foggia<\/strong>\u00a0\u2013 Il deputato Maitilasso \u00e8 espulso dai fascisti dal tribunale mentre assiste all\u2019inaugurazione della nuova sede.\/\/\u00a0<strong>Leverano<\/strong>\u00a0(Bari, ma Lecce) \u2013 Una trentina di fascisti invade il palazzo comunale, imponendole dimissioni del sindaco e di tutti i consiglieri.\/\/\u00a0<em>Novembre 1923<\/em>: [Matteotti non rivela alcun altro evento]\u00bb (v. Giacomo Matteotti,\u00a0<em>Un anno di dominazione fascista<\/em>, op. cit., pp. 39-129). Tuttavia, chiude il suo elenco con questa annotazione: \u00abNotizie pi\u00f9 complete ed esatte su altri fatti e su questi stessi saranno bene accette alla redazione.\/ I fatti sopra elencati non rappresentano che una parte e un esempio delle manifestazioni dell\u2019illegalismo fascista, continuate nel primo anno del Governo fascista. L\u2019illegalismo \u00e8 ormai piuttosto un fatto permanente che specialmente in alcune zone d\u2019Italia si \u00e8 sostituito a qualsiasi legge e a qualsiasi garanzia e organo della legge, imponendosi ai cittadini con la violenza o ormai solo con la minaccia.\/ Quelli che in dettaglio e specialmente nei comuni rurali, pu\u00f2 essere avvenuto, con la aperta complicit\u00e0 delle autorit\u00e0 governative, per sottomettere i cittadini che legittimamente resistevano, \u00e8 dato con chiaro esempio dalle cronache di Molinella, piccolo Comune sotto i 15 mila abitanti, nella provincia di Bologna\u00bb (v. Op. cit., p. 129).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Un\u2019altra parte interessante del libro si trova nell\u2019appendice, dove Matteotti annota lo scempio delle autonomie locali durante solo il primo anno dell\u2019instaurazione del regime, 28 ottobre 1922 \u2013 31 ottobre 1923. Le motivazioni dello scioglimento sono: \u00abMentre la legge consente lo scioglimento dei Consigli solo per gravi motivi di ordine pubblico, e per violazioni di legge, il governo fascista scioglie i Consigli semplicemente perch\u00e9 non sono fascisti o non graditi ai fascisti locali. E l\u2019ordine pubblico viene tutelato non con la punizione di coloro che, armata mano, assalgono o minacciano i Municipi, ma cacciando i legittimi amministratori che resistono\u00bb (v. Matteotti, Op. cit., p. 243). Per dare un esempio delle motivazioni con le quali i fascisti sciolgono i Consigli comunali, riprendo quello di Ginosa (Decreto 13 febbraio 1923): \u00ab[Scioglimento] per le avvenute dimissioni del sindaco e della Giunta e trasmesse al prefetto avvertendo che avrebbero immediatamente seguito quelle del Consiglio\u2026 Il giorno seguente il Municipio veniva occupato dagli elementi appartenenti al partito [fascista] contrario all\u2019amministrazione\u00bb (Matteotti, Op. cit., p. 244).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Anche in questo caso, davanti alle centinaia di Amministrazioni comunali sciolte in tutta Italia, mi limito a riprendere solo quelle pugliesi e salentine: \u00ab<strong>Gallipoli<\/strong>\u00a0(Lecce), la seconda Amministrazione comunale in tutta Italia ad essere sciolta; <strong>Corato<\/strong>\u00a0(Bari);\u00a0<strong>San Michele<\/strong>\u00a0(Bari);\u00a0<strong>Parabita<\/strong>\u00a0(Lecce);\u00a0<strong>Noci<\/strong>\u00a0(Bari);\u00a0<strong>Gravina<\/strong>\u00a0(Bari);\u00a0<strong>Ginosa<\/strong>\u00a0(Lecce, ma Taranto. Le province Lecce, Brindisi, Tarato non erano state ancora divise. Lo saranno nel 1927);\u00a0<strong>Martina Franca<\/strong>\u00a0(Lecce, c. s.);\u00a0<strong>Acquaviva delle Fonti<\/strong>\u00a0(Bari); <strong>Troia<\/strong>\u00a0(Foggia);\u00a0<strong>Lecce<\/strong>;\u00a0<strong>Manfredonia<\/strong>\u00a0(Foggia);\u00a0<strong>Carmiano<\/strong>\u00a0(Lecce);\u00a0<strong>Deliceto<\/strong>\u00a0(Foggia);\u00a0<strong>Polignano a Mare<\/strong>\u00a0(Bari);\u00a0<strong>Margherita di Savoia<\/strong>\u00a0(Foggia);\u00a0<strong>San Nicandro Garganico<\/strong>\u00a0(Foggia);\u00a0<strong>Brindisi<\/strong>\u00a0(Lecce, c. s.);\u00a0<strong>Scorrano<\/strong>\u00a0(Lecce);\u00a0<strong>Oria<\/strong>\u00a0(Lecce, c. s.);\u00a0<strong>Surbo<\/strong>\u00a0(Lecce);<strong>\u00a0Ruvo di Puglia\u00a0<\/strong>(Bari);\u00a0<strong>Calimera<\/strong>\u00a0(Lecce);\u00a0<strong>Trani<\/strong>\u00a0(Bari);\u00a0<strong>Bari<\/strong>;\u00a0<strong>Montrone<\/strong>\u00a0(Bari);\u00a0<strong>Lucera<\/strong>\u00a0(Foggia);\u00a0<strong>Vernole<\/strong>\u00a0(Lecce). Tra i Consigli provinciali sciolti c\u2019\u00e8 quello di\u00a0<strong>Foggia<\/strong>\u00a0dell\u20198 gennaio 1923\u00bb (v. Matteotti, Op. cit., pp. 238-242).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Lo storico Mario Gianfrate ha poi pubblicato un altro importante libro \u2013\u00a0<em>Le elezioni politiche del 1924 e i riflessi del delitto Matteotti in Puglia\u00a0<\/em>(Suma editore, Sammichele di Bari, 2014, pp. 155), nel quale egli descrive\u00a0<em>Il clima di brogli e di violenza nel quale si svolgono le elezioni<\/em>\u00a0del 6 aprile 1924. Ed anche in questo caso, Gianfrate riempie un lungo elenco di intimidazioni, minacce, violenze, uccisioni fasciste seguite all\u2019uccisione del deputato socialista unitario. Mi limiter\u00f2 a riprendere solo alcuni esempi relativi all\u2019antica Terra d\u2019Otranto. Scrive: \u00abA\u00a0<strong>Copertino<\/strong>, lo studente universitario socialista Giuseppe Calasso \u00e8 \u201cavvertito\u201d dal maresciallo dei carabinieri a desistere dal raccogliere sottoscrizioni in favore dell\u2019\u201dAvanti\u201d e a disinteressarsi delle elezioni [del 6 aprile 1924], pena l\u2019arresto.\/\/ La celebrazione del 1\u00b0 Maggio si riesce a tenere a\u00a0<strong>Lecce<\/strong>. Qui, alle 9, Piazza S. Oronzo \u00e8 stracolma di lavoratoti di tutte le categorie, di studenti del Liceo scientifico e dell\u2019Istituto tecnico, e di numerosissime tabacchine provenienti anche dalla provincia. \u00c8 una prova di forza con la polizia che non riesce a far sgombrare la piazza; la giornata si concluder\u00e0 con l\u2019arresto di diversi socialisti, trasferiti nel carcere di S. Francesco a opera del brigadiere Vincenzo Del Mase, capo della squadra politica.\/\/ [Alla notizia dell\u2019uccisione di Matteotti] i primi lievi incidenti si verificano a\u00a0<strong>Lecce<\/strong>\u00a0la sera del 13 giugno, in piazza S. Oronzo, tra fascisti, arditi e cittadini; l\u2019intervento dell\u2019Arma riesce a sedare gli animi, anche se si verifica lo scoppio di una bomba carta e l\u2019arresto di un giovane per \u201cgrida sovversive\u201d. Si registra anche un ferito, il rag. Trentino. Gli studenti delle scuole medie chiedono ai capi di Istituto la sospensione delle lezioni in segno di sdegno e di cordoglio, ma viene loro negata. L\u2019Associazione Democratica, invece, pubblica un manifesto di protesta per il barbaro assassinio di Matteotti.\/\/ Altri incidenti, intanto, si verificano a\u00a0<strong>Galatina<\/strong>, in piazza San Pietro: mentre \u00e8 in procinto di uscire la processione del \u201cCorpus Domini\u201d, lo squadrista Salvatore Duma strappa a un giovane socialista il garofano rosso che ha all\u2019occhiello; ci\u00f2 scatena le rimostranze del giovane, a cui si affiancano altri socialisti presenti nella piazza. L\u2019intervento della forza pubblica impedisce che la situazione degeneri ma, quando sembra che tutto sia finito, si improvvisa una dimostrazione al canto di\u00a0<em>Bandiera Rossa<\/em>, subito sciolta dai carabinieri. A placare gli animi interviene l\u2019avv. Mauro [Carlo] che, applaudito dalla folla, riesce nel suo intento. Un telegramma viene inviato a Filippo Turati. Il giorno seguente, per\u00f2, le forze dell\u2019ordine procedono all\u2019arresto di quarantacinque \u201csovversivi\u201d che, su dei camion, vengono trasportati nel carcere di Lecce.\/\/ Anche i Mutilati di Guerra di\u00a0<strong>Lecce<\/strong>, riuniti in assemblea generale, iniziano la riunione con cinque minuti di silenzio, \u201cper dignitosa commemorazione dell\u2019on. Matteotti\u201d. Il Presidente della Societ\u00e0 Operaia di Mutuo Soccorso della stessa citt\u00e0 [<strong>Lecce<\/strong>], unendosi al cordoglio per il barbaro assassinio del deputato socialista, invia, a nome dei soci, un messaggio di solidariet\u00e0 alla vedova di Matteotti che risponde con una lettera del 26.7.1924: \u201c<em>Ringrazio il Presidente della Societ\u00e0 Operaia di M. S. che nel commemorare il mio caro perduto, volle portare all\u2019offesa che umilia l\u2019Italia, al dolore che strazia la nostra casa, la sua parola di lenimento per noi, di esaltazione alla vittima, di solidariet\u00e0 alla classe operaia che sapr\u00e0 lentamente e degnamente conquistare il suo domani senza delitti e senza terrori. Velia Matteotti<\/em>.\/\/ A\u00a0<strong>Secl\u00ec<\/strong>\u00a0i fascisti vengono assaliti da ignoti di Galatone; uno di essi, Ettore Epifani, viene colpito da una pugnalata al cuore. L\u2019arrivo dei militi della M.V.S:N: fa s\u00ec che ad altri fascisti non tocchi la medesima sorte.\/\/ Il 20 [luglio], a\u00a0<strong>Lecce<\/strong>, mentre si svolgono i festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine, al largo Valeri, alcuni fascisti si scontrano con un gruppo di socialisti riportando la peggio. Giorni dopo, la spedizione vendicativa: saputo che nell\u2019abitazione di tale Desic\u00f2, al rione Scalze, sono riuniti alcuni socialisti, una sessantina di squadristi assaltano la casa; il sopraggiungere del maresciallo e di due militi, opportunamente avvertiti dal sottotenente della Finanza, Bernardi, riesce a stabilire un attimo di tregua. Ma lo scontro riprende con maggiore violenza subito dopo; dalla terrazza vengono lanciati grossi sassi, vengono esplosi numerosi colpi di rivoltella e, sembra, una bomba carta. Restano feriti il fascista Luigi Astore e il socialista Cafaro. L\u2019arrivo dei rinforzi ristabilisce l\u2019ordine pubblico. Naturalmente vengono tratti in arresto una decina di socialisti che si trovavano all\u2019interno della casa del Desic\u00f2, assaltata dagli squadristi. Nuovi incidenti all\u2019indomani, poco dopo le 22; i fascisti appreso che la sera precedente gli operai di rientro con l\u2019ultimo treno da Francavilla, hanno intonato inni \u201csovversivi\u201d armati di randelli e bastoni si recano alla stazione ferroviaria in attesa degli operai. Quando questi ultimi scendono dal treno, vengono aggrediti dagli squadristi e solo l\u2019intervento della forza pubblica pone fine all\u2019agguato. Vengono sequestrati ai fascisti otto bastoni, due verghe di ferro, due manganelli, una pistola Mauser, che un fascista portava carica, senza licenza. Vengono fermati undici persone \u2013 quattro \u201csovversivi\u201d e sette fascisti. Poco dopo, in piazza Sant\u2019Oronzo, il Vice Questore, al fine di prevenire nuovi disordini, ordina la carica contro una settantina di persone che stanziavano nella piazza, arrestando un socialista. Alla carica effettuata da un pattuglione dei carabinieri intorno alla mezzanotte, per sciogliere una dimostrazione improvvisata dai fascisti: cinque di loro sono fermati.\/\/ A\u00a0<strong>Lecce<\/strong>, la riunione degli organi dirigenti dell\u2019Associazione dei Mutilati di guerra si apre con cinque minuti di silenzio per dignitosa commemorazione dell\u2019on. Matteotti.\/\/ Nella piccola frazione del Comune di\u00a0<strong>Sannicola<\/strong>, denominata\u00a0<strong>San Simone<\/strong>, si festeggia San Biagio, la banda, alla fine del servizio intona il\u00a0<em>Piave<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Giovinezza<\/em>, suscitando le proteste di una trentina di forestieri, giunti da Alezio, che chiedevano l\u2019esecuzione dell\u2019<em>Inno dei Lavoratori<\/em>. Intervengono i carabinieri, che portano in caserma uno di loro, tale Leopizzi, per accertamenti. Non vedendolo tornare, i suoi compagni inscenano una manifestazione di protesta che viene sciolta dalla polizia, costretta a caricare.\/\/ Il 23 gennaio 1925, dopo il discorso di Mussolini del 3 dello stesso mese, nel quale egli si era assunta \u201cla responsabilit\u00e0 storica, morale e politica di quanto \u00e8 avvenuto\u201d, a\u00a0<strong>Novoli<\/strong>, dopo vari appostamenti per scoprire gli autori di scritte sovversive sui muri del paese, i carabinieri, unitamente alle guardie municipali e ai militi della M:V:S:N: [milizia armata fascista] traggono in arresto Bonaventura Maggis e il carpentiere Antonio Marzolla. Nella abitazione del Maggis vengono sequestrati varie copie di giornali antifascisti.\/\/ Incidenti anche a\u00a0<strong>Surbo<\/strong>; nel corso di un comizio non avente carattere politico, che l\u2019avv. Silvio Vacca, tiene da un balcono della propria abitazione, l\u2019oratore \u00e8 interrotto dal segretario del Fascio, dott. Cavetto, che non tollera le critiche rivolte dall\u2019oratore ai fascisti e alla stessa amministrazione comunale. Ne scaturisce un tafferuglio con il ferimento del capo squadra della milizia, tale Marino. Viene arrestato il fratello dell\u2019avv. Vacca, Virgilio, ritenuto l\u2019autore del ferimento, ma viene prima rilasciato e poi nuovamente arrestato. Comunque l\u2019occasione consente alle autorit\u00e0 fasciste di perquisire numerose abitazioni di \u201celementi sovversivi\u201d, estranei ai fatti.\/\/ Gli incidenti si rinnovano, nella serata del 24, in piazza Sant\u2019Oronzo a\u00a0<strong>Lecce<\/strong>: protagonisti, in questo caso, combattenti, trinceristi, arditi e fascisti. Questi ultimi esplodono alcuni colpi di rivoltella. Nei tafferugli che ne scaturiscono, si lamentano tre feriti. L\u2019indomani nella citt\u00e0 la tensione \u00e8 palpabile; molti negozi abbassano le saracinesche per manifestare la propria solidariet\u00e0 agli ex combattenti. Per questi incidenti verranno condannati a un mese di reclusione Oreste Villa, segretario provinciale comunista e alla pena di due mesi, due ex combattenti. La giornata sembra scorrere tranquilla ma, all\u2019imbrunire, nei pressi del Duomo [<strong>Lecce<\/strong>], viene lanciata una bomba carta contro alcuni fascisti che, esplodendo, provoca un grande boato e, naturalmente, panico tra la folla, oltre che diversi feriti, sia pure lievi.. I feriti \u2013 il centurione della milizia Gino Garleny, l\u2019ufficiale della milizia Oreste Giordano, Vincenzo Gigli, Giuseppe Russo, Giovanni Arnesano, Vincenzo Bernardini e James Orlandi \u2013 vengono immediatamente trasportati con automobili in transito all\u2019ospedale, dove restano in degenza solo il Garley, ferito all\u2019occhio sinistro e l\u2019Arnesano. La citt\u00e0 \u00e8 immediatamente occupata da pattuglioni di carabinieri, agenti specializzati e guardie di finanza, che perlustrano le strade e i vicoli; non si riesce a capire, stante pi\u00f9 versioni, se la bomba sia stata lanciata da un terrazzo o da un\u2019abitazione a piano terra. La truppa \u00e8 comandata in servizio di pubblica sicurezza e lo stesso Tribunale \u00e8 presidiato da ingenti contingenti di forze dell\u2019ordine. Per il momento si procede all\u2019arresto di cinque comunisti.\/\/ [Il 1\u00b0 Maggio], a\u00a0<strong>Lecce<\/strong>, vengono adottate drastiche misure preventive d\u2019ordine pubblico; nel corso della retata, messa in atto dalle forze di polizia, cadono nella rete della repressione dei pi\u00f9 \u201cnoti sovversivi\u201d.\/\/ Massiccia l\u2019astensione dal lavoro a\u00a0<strong>Lecce<\/strong>, soprattutto da parte della classe muraria e artigianale. [\u2026] Si susseguono una serie di minacce nei riguardi del comunista Villa, ordite dagli squadristi della \u201cDisperata\u201d, che opera nella zona organizzando spedizioni punitive contro gli oppositori.\/\/ La repressione si estende a macchia d\u2019olio, giorno dopo giorno, e si far\u00e0 pi\u00f9 dura dopo l\u2019istituzione dei Tribunali Speciali per la difesa dello Stato\u00a0 [1926], finalizzata a sopprimere il dissenso e a trasformare il fascismo in regime dittatoriale. [\u2026] Quel che si aprir\u00e0 \u2013 1926 \u2013 sar\u00e0 caratterizzato dalla spietata attivit\u00e0 dei Tribunali Speciali, che processeranno e condanneranno migliaia di antifascisti in Puglia e nel resto del Paese\u00bb (v. Mario Gianfrate, Le elezioni politiche del 1924 e i riflessi del delitto Matteotti in Puglia, Suma Editore, Sammichele di Bari, 2014, pp. 37-83).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Tra gli altri, in questa stessa pubblicazione Gianfrate pubblica in appendice una serie di documenti, fra i quali un volantino del Partito Nazionale Fascista (Fascio di Scorrano, 25 marzo 1924). Ma importanti sono altri documenti che Gianfrate pbblica, dei quali riporto il contenuto: il primo \u00e8 intitolato\u00a0<em>Incidenti fra combattenti e fascisti nel Leccese<\/em>: \u00abda \u201cl\u2019Avanti!\u201d, 7.2.1924: Roma, 6.\/\/ La \u201cTribuna\u201d ha da Lecce: Domenica a Galatina hanno avuto luogo le elezioni delle cariche sociali di quella Sezione Combattenti nelle quali vi era un contrasto fra combattenti fascisti e quelli che sono fuori del Fascio. Nei giorni precedenti le elezioni erano gi\u00e0 avvenuti incidenti fra elementi in lotta. Domenica ebbero luogo le elezioni delle cariche sociali, in cui trionf\u00f2 la lista degli elementi democratici. I vincitori vollero tenere una dimostrazione e, in numero di 400 circa, partono dalla sede dell\u2019Associazione, si diressero in piazza del Municipio ove si erano riuniti i fascisti. Bench\u00e9 gli sbocchi fossero sbarrati, pure la massa dei dimostranti riusc\u00ec a sfondare i cordoni per cui il maresciallo comandante la sezione dei carabinieri, ad evitare che gli avversari venissero a contatto, caric\u00f2 ripetutamente i dimostrati ricacciandoli indietro e sbandandoli. Durante le varie cariche furono sparati vari colpi di rivoltella, non si sa da chi (?), che andarono fortunatamente a vuoto. Pi\u00f9 tardi gli ex combattenti tentarono nuove dimostrazioni verso piazza S. Antonio, ove si erano riuniti i fascisti, ma anche qui trovarono i carabinieri che sbarrarono il passo\u00bb, (v. Gianfrate, Op.\u00a0 cit., p. 94).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Altro documento: \u00abda \u201cL\u2019Avanti!\u201d, 12.3.1924:\u00a0<em>Persecuzioni contro un compagno a Lecce<\/em>.\/ Il compagno Morelli Giorgio, di Bagnolo del Salento, \u00e8 stato denunciato per la grave colpa d\u2019avere aperto una specie di scuola familiare, dove convenivano coloro che non sapevano leggere e scrivere. Invece della lode, la denuncia. Lo stesso Morelli \u00e8 fatto segno, in questa vigilia elettorale, a una persistente persecuzione, perch\u00e9 colpevole di non avere piegato la schiena e di tenere fede all\u2019ideale socialista. In tutti i borghi e le citt\u00e0 pugliesi affermarsi socialista \u00e8 dunque delitto?\u00bb (v. Gianfrate, Op. cit, p. 95).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Altro documento: \u00abda \u201cl\u2019Avanti!\u201d, 10.8.1924: Come amministrano i fascisti.\/ San Cesario di Lecce. 9.\/ (S. S.) Dopo che il Fascio, fascisticamente, provoc\u00f2 le dimissioni della vecchia amministrazione democratica con minoranza socialista, la quale amministrazione, senza essere un modello, pure era riuscita a risollevare il comune dalla grave crisi finanziaria che attraversava, ed anzi lasciava nel comune stesso un attivo di settantamila lire, fu eletta, cio\u00e8, \u201coccup\u00f2\u201d il Comune, naturalmente con sistema \u201ctotalitario\u201d, l\u2019attuale amministrazione fascista. Dopo quasi un anno che i fascisti si occupano della cosa pubblica, il comune si trova in condizioni quasi uguali a quelle in cui si trovava nell\u2019immediato dopoguerra, essendo spariti quei pochi frutti che si erano ottenuti col vecchio consiglio comunale. Le settantamila lire suddette, sembra, siano state spese e spese non proprio bene. Le tasse sono state aumentate dell\u2019ottantaquattro per cento e, naturalmente, chi risente maggiormente dell\u2019aggravio \u00e8 il ceto operaio e contadino. Le strade sono di nuovo impraticabili. La questione dei medici, che era uno dei capisaldi del programma fascista, \u00e8 stata risolta nella maniera che tutti sanno. Le case operaie, che a questo ora dovevano essere gi\u00e0 abitate, sono di l\u00e0 da venire. E della questione del monumento ai caduti in guerra, che \u00e8 una delle pi\u00f9 gravi e che pi\u00f9 interessano i cittadini, diremo in una prossima corrispondenza\u00bb (v. Gianfrate, Op. cit., p. 118).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Infine, una nota a margine, che a margine non \u00e8. In questo centenario della morte di Giacomo Matteotti (10 giugno 1924) e nell\u201987\u00b0 anniversario della morte di Antonio Gramsci (27 aprile 1937) si sono ripresentare le note antiche contrapposizioni: \u201c\u00e8 pi\u00f9 nobile la morte di Matteotti (socialista unitario, assassinato) che quella di Gramsci (comunista, morto di stenti in carcere). Sandro Pertini (socialista), in tutta la sua vita, ha ribadito: \u00able morti per mano fascista non hanno un prima e un dopo, sono morti violente, volute essenzialmente da Benito Mussolini e dai suoi accoliti\u00bb.<\/span><\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIo chiedo di parlare non prudentemente, n\u00e9 imprudentemente, ma parlamentarmente!\u00bb Giacomo Matteotti,\u00a0Discorso alla Camera dei deputati\u00a0(30 maggio 1924) Per il<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9,1],"tags":[],"class_list":["post-4048","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","category-sine-cat"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4048","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4048"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4048\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4053,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4048\/revisions\/4053"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1186"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}