{"id":4153,"date":"2025-08-02T10:51:47","date_gmt":"2025-08-02T08:51:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=4153"},"modified":"2025-08-08T10:53:58","modified_gmt":"2025-08-08T08:53:58","slug":"errori-teorici-vecchi-e-nuovi-del-sindacato-di-classe-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=4153","title":{"rendered":"ERRORI TEORICI VECCHI E NUOVI DEL SINDACATO DI CLASSE di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Nel 1911 sulla rivista la <em>Voce,<\/em> fondata da Giuseppe Prezzolini, lo storico Benedetto Croce proclamava: \u00abIl socialismo? Credo che sia morto\u00bb. Ma appena sei anni dopo, nell\u2019ottobre del \u201917, nasceva il primo Stato socialista mondiale. Ci\u00f2 non lo sconvolse affatto. Tutto rientrava nel <em>giocondo andare della storia.<\/em> Tuttavia, a mettere qualche pezza sul buco ci pens\u00f2 la stessa rivista la Voce, che in un nuovo articolo del 1914 scrisse: \u00abIl socialismo in Italia \u00e8 tutt\u2019altro che morto\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Per\u00f2 alla domanda: chi ha finanziato il partito fascista? il latifondista Benedetto Croce non ha mai data una risposta. Non ha mai rinnegato il suo appoggio al nascente movimento fascista poich\u00e9, questo, si presentava ai grandi agrari, agli industriali, alla grande finanza e ai commercianti come una <em>politica di assicurazione, <\/em>contro il comunismo ed un baluardo contro ogni rivendicazione sindacale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Dopo sei anni da quella falsa e improvvida previsione, la classe operaia aveva preso il potere politico in Russia, fondato il partito politico e costituite le prime forme di lotta economica con la fondazione dei sindacati dei lavoratori. In tutto il mondo la classe operaia poteva svilupparsi solo per mezzo dei sindacati perch\u00e9 rappresentavano il passaggio dalla frantumazione all\u2019unit\u00e0 di classe. Ma lo sviluppo di queste nuove istituzioni operaie e di tutto il movimento in Italia, non fu indenne, in alcuni tratti, da errori, da certe influenze corporative e tendenze all\u2019antipoliticismo, \u00abnon avveniva \u2013 dice Gramsci nel suo articolo del luglio 1919 \u2013 in forma autonoma, non ubbidiva a leggi proprie immanenti nella vita e nell\u2019esperienza storica della classe sfruttata, ma si dovettero assumere sotto l\u2019enorme pressione di avvenimenti esterni, forme non corrispondenti al concetto dell\u2019associazionismo e dell\u2019internazionalismo\u2026Da ci\u00f2 hanno tratto origine gli intimi conflitti, le deviazioni, i tentennamenti, i compromessi che caratterizzarono tutto il periodo di vita del movimento operaio precedente all\u2019attuale, e che hanno culminato nella bancarotta della II Internazionale [aprile 1917]\u2026Da ci\u00f2 gli errori\u00a0 della corrente sindacalista che non riusc\u00ec a sostituire il Partito Socialista nel compito di educare alla rivoluzione la classe lavoratrice. Gli operai e i contadini sentivano che, per tutto il periodo in cui la classe proprietaria e lo Stato democratico-parlamentare dettano le leggi della storia, ogni tentativo di evasione dalla sfera di queste leggi \u00e8 inane e ridicolo\u00bb. Tutti i capitalisti sanno, e lo toccano con mano, che se non avessero la comprensione e le simpatie dei sindacati, che fanno una politica di destra camuffata da politica di sinistra, tutta l\u2019impalcatura del capitalismo cadrebbe.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il problema, dunque, che Gramsci pone \u00e8 quello generale gi\u00e0 posto dal marxismo: la lotta di classe deve necessariamente unire la lotta economica con la lotta politica. Dividere l\u2019una dall\u2019altra significa condannare la classe operaia all\u2019isolamento e alla sconfitta, sia alle elezioni politiche che ai referendum. \u00abI socialisti \u2013 dice Gramsci \u2013 hanno supinamente accettato la realt\u00e0 storica prodotta dalla iniziativa capitalistica; sono caduti nell\u2019errore di psicologia degli economisti liberali: credere alla perpetuit\u00e0 delle istituzioni dello Stato democratico, alla loro fondamentale perfezione\u2026Da questa errata concezione del divenire storico, dalla pratica annosa del compromesso e da una tattica cretinamente parlamentaristica nasce la formula sulla <em>Conquista dello Stato<\/em><em>\u00bb.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Nel gennaio del 1919 l\u2019insurrezione degli operai berlinesi fu sopraffatta dalle forze governative: Carlo Liebknecht e Rosa Luxenburg che ne erano gli animatori e dirigenti, furono arrestati e barbaramente trucidati. Questi fatti gettarono una drammatica luce sulla tanto decantata democrazia, sia sui concetti di <em>democrazia in generale<\/em> che <em>sull\u2019indipendenza della classe operaia dal potere statale.<\/em> Queste due parole d\u2019ordine, strettamente legate tra loro nella testa dei socialisti della II Internazionale, dimostrano quanto siano forti i pregiudizi piccolo-borghesi, nonostante l\u2019immensa esperienza di lotta della classe operaia. Tale insurrezione non fu che la risposta vincente della classe operaia tedesca, del suo partito e del sindacato, al tentativo di colpo di stato del partito monarchico tedesco. In Inghilterra e in America \u2013 sostiene Lenin \u2013 avvenne la stessa cosa tanto pi\u00f9 rapidamente, quanto pi\u00f9 rapidamente si svilupp\u00f2 la crisi economica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Oggi, di fronte all\u2019acuirsi di tutte le fondamentali contraddizioni dell\u2019Imperialismo americano e al suo declino, alla distruzione e riduzione in miseria di intere nazioni e popolazioni, alla perenne condanna alla schiavit\u00f9 salariata di centinaia di milioni di operai, ai piani di guerra contro la Cina e la Russia, c\u2019\u00e8 chi pensa che possa esistere una democrazia al di fuori o al di sopra delle classi. \u00abUna democrazia nella societ\u00e0 capitalistica, finch\u00e9 dura la propriet\u00e0 privata dei mezzi di produzione e della finanza, non pu\u00f2 che essere una dittatura, mascherata con false e ingannevoli insegne democratiche\u00bb. (Lenin). Tutte le belle parole sul suffragio universale, sulla volont\u00e0 popolare, sull\u2019uguaglianza degli elettori, saranno un inganno continuo, perch\u00e9 non pu\u00f2 esserci uguaglianza tra sfruttatore e sfruttato, tra chi ha il capitale e il moderno schiavo salariato. In realt\u00e0 tutti i discorsi sulla democrazia in generale sono solo un\u2019invenzione dei capitalisti e dei ricchi per addormentare gli strati pi\u00f9 arretrati dei lavoratori, sia con la stampa, che rimane nelle mani dei capitalisti, sia con tutti gli altri mezzi di azione politica. L\u2019esperienza della Germania \u2013 dice Gramsci \u2013 \u00abdeve insegnarci qualcosa. Le forze dello Stato democratico e della classe capitalistica sono ancora immense: non bisogna dissimularsi che il capitalismo si regge specialmente per l\u2019opera dei suoi sicofanti e dei suoi lacch\u00e8, e la semenza di tale genia non \u00e8 certo sparita\u2026Bisogna dare maggiore sviluppo e maggiori poteri alle istituzioni proletarie di fabbrica\u2026ottenere che gli uomini che le compongono siano dei comunisti consapevoli della missione rivoluzionaria che l\u2019istituzione deve assolvere. Altrimenti tutto il nostro entusiasmo, tutta la fede delle masse lavoratrici non riuscir\u00e0 ad impedire che la rivoluzione si componga miseramente in un nuovo Parlamento di imbroglioni, di fatui e di irresponsabili, e che nuovi e pi\u00f9 spaventosi sacrifici siano resi necessari per l\u2019avvento dello Stato operaio\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Certo, l\u2019attuale democrazia borghese rappresenta storicamente un notevole passo avanti rispetto al feudalesimo, allo zarismo, alla monarchia, all\u2019aristocrazia, e sarebbe sciocco non giovarsene. Ma oggi il problema \u00e8 che si \u00e8 giunti, su scala internazionale, ad una netta contrapposizione tra il vecchio imperialismo americano, al suo tramonto e al suo dominio sul mondo, e il nuovo sistema socialista in fase ascendente, dall\u2019ottobre del 1917, in poi. Ma il tramonto non \u00e8 stato fermato, nonostante gli Usa abbiano utilizzato ogni mezzo e ogni forma di lotta, lecita e illecita: dalle guerre di sterminio di popolazioni inermi, ai colpi di stato in ogni angolo della Terra, mascherati sempre come esportazione della democrazia. La pi\u00f9 <em>grande democrazia del mondo <\/em>\u00e8 trasformata nella pi\u00f9 grande dittatura del mondo, responsabile dell\u2019attuale sua profonda crisi economica, sociale e politica nella quale sprofonda anche la classe operaia americana con l\u2019intera societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Teramo 2 agosto 2025<\/span><\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1911 sulla rivista la Voce, fondata da Giuseppe Prezzolini, lo storico Benedetto Croce proclamava: \u00abIl socialismo? 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