{"id":4484,"date":"2026-01-10T10:05:53","date_gmt":"2026-01-10T09:05:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=4484"},"modified":"2026-01-21T10:20:40","modified_gmt":"2026-01-21T09:20:40","slug":"la-guerra-ibrida-degli-stati-uniti-contro-il-venezuela-e-iniziata-nel-2001","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=4484","title":{"rendered":"La guerra ibrida degli Stati Uniti contro il Venezuela \u00e8 iniziata nel 2001"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><i>In questo articolo<\/i>\u00a0<i>pubblicato da CUBADEBATE,<\/i><i>\u00a0<b>Vijay Prashad<\/b>, giornalista e commentatore politico indiano, direttore esecutivo dell\u2019Institute for Social Research Tricontinental,\u00a0 in cui si descrive in dettaglio l&#8217;infinita serie di tentativi di strangolamento economico e politico del Venezuela bolivariano da parte degli Stati Uniti dal 2001 ad oggi: orchestrazioni di colpo di stato, insediamento di pseudo-presidenti tramite la &#8220;notifica&#8221; di risultati elettorali falsificati, massicce sanzioni paralizzanti e attacchi militari, furto di risorse monetarie e auree estere del Venezuela e l&#8217;imposizione incessante di misure finanziarie globali volte a destabilizzare e rovesciare il governo venezuelano.<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Gli Stati Uniti non avevano problemi con il Venezuela in s\u00e9, n\u00e9 con il Paese o con la sua ex oligarchia.\u00a0 Il problema che il governo statunitense e la sua classe imprenditoriale hanno, \u00e8 con il processo avviato dalla prima amministrazione del presidente Hugo Ch\u00e1vez. Nel 2001, il processo bolivariano di Ch\u00e1vez approv\u00f2 una legge chiamata\u00a0<em>Legge sugli Idrocarburi Organici<\/em>, che affermava la propriet\u00e0 statale di tutte le riserve di petrolio e gas, riservava le attivit\u00e0 di esplorazione ed estrazione alle societ\u00e0 controllate dallo Stato, ma consentiva alle aziende private, comprese quelle straniere, di partecipare alla raffinazione e alla vendita. Il Venezuela, che possiede le maggiori riserve petrolifere al mondo, aveva gi\u00e0 nazionalizzato il suo petrolio per legge nel 1943 e di nuovo nel 1975.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Tuttavia, negli anni &#8217;90, nell&#8217;ambito delle riforme neoliberiste promosse dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dalle grandi compagnie petrolifere statunitensi, l&#8217;industria petrolifera fu sostanzialmente privatizzata. Quando Ch\u00e1vez eman\u00f2 la nuova legge, lo Stato riprese il controllo dell&#8217;industria petrolifera (le cui vendite di petrolio all&#8217;estero rappresentavano l&#8217;80% del reddito estero del Paese). Ci\u00f2 suscit\u00f2 profonda ira nelle compagnie petrolifere statunitensi, in particolare ExxonMobil e Chevron, che fecero pressione sull&#8217;amministrazione del presidente statunitense George W. Bush affinch\u00e9 intervenisse contro Ch\u00e1vez. Gli Stati Uniti tentarono di orchestrare un colpo di stato per rovesciare Ch\u00e1vez nel 2002, che dur\u00f2 solo pochi giorni, e poi fecero pressione sulla dirigenza corrotta della compagnia petrolifera statale venezuelana affinch\u00e9 indicesse uno sciopero per danneggiare l&#8217;economia venezuelana (alla fine, furono i lavoratori a difendere l&#8217;azienda e a strapparne il controllo ai dirigenti).<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ch\u00e1vez resistette sia al tentativo di colpo di stato che allo sciopero perch\u00e9 godeva di un ampio sostegno popolare. Mar\u00eda Corina Machado, quella che avrebbe poi ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 2025, cre\u00f2 allora un gruppo chiamato Sumate (&#8220;Unisciti a noi&#8221;), che chiese un referendum revocatorio. Circa il 70% degli elettori registrati si rec\u00f2 alle urne nel 2004 e un&#8217;ampia maggioranza (59%) vot\u00f2 per mantenere Ch\u00e1vez come presidente. Ma n\u00e9 Machado n\u00e9 i suoi sostenitori americani (comprese le compagnie petrolifere) si rassegnarono. Dal 2001 a oggi, hanno cercato in ogni modo di rovesciare il processo bolivariano per restituire di fatto il potere alle compagnie petrolifere americane.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">La questione del Venezuela, quindi, non ha a che fare tanto con la &#8220;democrazia&#8221; (un termine abusato che sta perdendo il suo significato), quanto con la lotta di classe internazionale tra il diritto del popolo venezuelano a controllare liberamente il proprio petrolio e gas e la pretesa delle compagnie petrolifere statunitensi di dominare le risorse naturali venezuelane.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>Il processo bolivariano<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Quando Hugo Ch\u00e1vez apparve sulla scena politica negli anni &#8217;90, cattur\u00f2 l&#8217;immaginazione della maggior parte del popolo venezuelano, in particolare della classe operaia e dei contadini. Il decennio fu segnato dai drammatici tradimenti di presidenti che avevano promesso di proteggere il paese ricco di petrolio dall&#8217;austerit\u00e0 imposta dal FMI e poi avevano adottato quelle stesse proposte del FMI. Non importava che fossero socialdemocratici (come Carlos Andr\u00e9s P\u00e9rez di Azione Democratica, presidente dal 1989 al 1993) o conservatori (come Rafael Caldera della Democrazia Cristiana, presidente dal 1994 al 1999). Ipocrisia e tradimento caratterizzavano il mondo politico, mentre alti livelli di disuguaglianza (con un coefficiente di Gini pari a 48,0) attanagliavano la societ\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Il mandato di Ch\u00e1vez (che vinse le elezioni con il 56% dei voti, contro il 39% del candidato dei vecchi partiti) rappresent\u00f2 una sfida a questa ipocrisia e a questo tradimento. Ch\u00e1vez e il processo bolivariano trassero vantaggio dal fatto che i prezzi del petrolio rimasero elevati dal 1999 (anno del suo insediamento) fino al 2013 (anno della sua morte a soli 58 anni). Dopo aver ottenuto il controllo delle entrate petrolifere, Ch\u00e1vez le dedic\u00f2 al conseguimento di un fenomenale progresso sociale. In primo luogo, svilupp\u00f2 una serie di massicci programmi sociali (missioni) che reindirizzarono i proventi del petrolio verso il soddisfacimento dei bisogni umani fondamentali, come l&#8217;assistenza sanitaria di base (Misi\u00f3n Barrio Adentro), l&#8217;alfabetizzazione e l&#8217;istruzione secondaria per la classe operaia e i contadini (Misi\u00f3n Robinson, Misi\u00f3n Ribas e Misi\u00f3n Sucre), la sovranit\u00e0 alimentare (Misi\u00f3n Mercal e successivamente PDVAL) e l&#8217;edilizia abitativa (Gran Misi\u00f3n Vivienda).<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Lo Stato fu riformato come veicolo di giustizia sociale, non come strumento per escludere la classe operaia e i contadini dai benefici del mercato. Con il progredire di queste riforme, il governo inizi\u00f2 a costruire il potere popolare attraverso meccanismi partecipativi come le comuni. Queste comuni nacquero inizialmente da assemblee popolari consultive (consigli comunali) e poi divennero organismi popolari per il controllo dei fondi pubblici, la pianificazione dello sviluppo locale, la creazione di banche comunali e la costituzione di imprese cooperative locali (imprese di produzione sociale). Le comuni rappresentano uno dei contributi pi\u00f9 ambiziosi del processo bolivariano: uno sforzo, ineguale ma storicamente significativo, per costruire il potere popolare come alternativa duratura al regime oligarchico.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>La guerra ibrida imposta dagli Stati Uniti al Venezuela<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nel 2013-2014, due eventi hanno profondamente minacciato il processo bolivariano: in primo luogo, la prematura scomparsa di Hugo Ch\u00e1vez, senza dubbio la forza trainante dell&#8217;energia rivoluzionaria, e in secondo luogo, il lento e poi costante crollo delle entrate petrolifere. A Ch\u00e1vez \u00e8 succeduto come presidente l&#8217;ex ministro degli Esteri e leader sindacale Nicol\u00e1s Maduro, che ha tentato di riportare la nave sulla rotta giusta, ma ha dovuto affrontare una seria sfida quando i prezzi del petrolio, che avevano raggiunto il picco nel giugno 2014 a circa 108 dollari al barile, sono crollati nel 2015 (sotto i 50 dollari) e poi di nuovo nel gennaio 2016 (sotto i 30 dollari).<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Per il Venezuela, che dipendeva dalle esportazioni di petrolio, questo crollo \u00e8 stato catastrofico. Il processo bolivariano non \u00e8 riuscito ad affrontare la redistribuzione della ricchezza dipendente dal petrolio (non solo all&#8217;interno del paese ma anche nella regione, anche attraverso PetroCaribe) rimanendo intrappolato nella sua dipendenza dalle esportazioni di petrolio e, di conseguenza, dalle contraddizioni di uno stato\u00a0<em>rentier<\/em>. Allo stesso modo, il processo bolivariano non aveva espropriato la ricchezza delle classi dominanti, che continuavano a esercitare un&#8217;influenza significativa sull&#8217;economia e sulla societ\u00e0, impedendo cos\u00ec una transizione completa verso un progetto socialista.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ben prima del 2013, gli Stati Uniti, i loro alleati europei e le forze oligarchiche latinoamericane avevano gi\u00e0 forgiato le armi per una guerra ibrida contro il Venezuela. Dopo la vittoria di Ch\u00e1vez alle sue prime elezioni nel dicembre 1998 e prima del suo insediamento l&#8217;anno successivo, il Venezuela sub\u00ec una rapida fuga di capitali, poich\u00e9 l&#8217;oligarchia venezuelana trasfer\u00ec le sue ricchezze a Miami. Durante il tentato colpo di stato e il blocco petrolifero, si verificarono ulteriori segnali di fuga di capitali, che indebolirono la stabilit\u00e0 monetaria del Venezuela. Il governo degli Stati Uniti inizi\u00f2 a gettare le basi diplomatiche per isolare il Venezuela, definendo il governo un problema e costruendo una coalizione internazionale contro di esso.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ci\u00f2 port\u00f2, nel 2006, a restrizioni all&#8217;accesso del Venezuela ai mercati del credito internazionali. Le agenzie di rating, le banche d&#8217;investimento e le istituzioni multilaterali hanno aumentato costantemente i costi di indebitamento, rendendo difficile il rifinanziamento molto prima che gli Stati Uniti imponessero sanzioni formali al Venezuela. Dopo la morte di Ch\u00e1vez e il crollo dei prezzi del petrolio, gli Stati Uniti hanno lanciato una guerra ibrida contro il Venezuela. Guerra ibrida si riferisce all&#8217;uso coordinato di coercizione economica, strangolamento finanziario, guerra dell&#8217;informazione, manipolazione legale, isolamento diplomatico e violenza mirata, impiegata per destabilizzare e invertire progetti politici sovrani senza ricorrere a un&#8217;invasione su vasta scala.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Il suo obiettivo non \u00e8 la conquista territoriale, ma la sottomissione politica: disciplinare gli stati che tentano la redistribuzione, la nazionalizzazione o una politica estera indipendente. La guerra ibrida opera attraverso la militarizzazione della vita quotidiana. Attacchi monetari, sanzioni, carenze, narrazioni mediatiche, pressioni delle ONG, persecuzioni legali (<em>lawfare<\/em>) e crisi di legittimit\u00e0 create ad arte sono tutti progettati per erodere la capacit\u00e0 dello Stato, esaurire il sostegno popolare e frantumare la coesione sociale.\u00a0 La sofferenza che ne deriva viene quindi presentata come prova di un fallimento interno, mascherando l&#8217;architettura esterna della coercizione.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Questo \u00e8 esattamente ci\u00f2 che il Venezuela ha dovuto affrontare da quando gli Stati Uniti hanno imposto illegalmente sanzioni finanziarie al Paese nell&#8217;agosto 2017, le hanno aggravate con sanzioni secondarie nel 2018, hanno interrotto tutti i sistemi di pagamento e i canali commerciali e hanno imposto un&#8217;eccessiva conformit\u00e0 alle normative statunitensi<strong>. Le narrazioni dei media occidentali hanno sistematicamente minimizzato le sanzioni<\/strong>, amplificando inflazione, carenze e migrazione come fenomeni puramente interni, enfatizzando il discorso sul cambio di regime.\u00a0 Il crollo del tenore di vita in Venezuela tra il 2014 e il 2017 non pu\u00f2 essere separato da questa strategia multiforme di strangolamento economico.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Attacchi mercenari, sabotaggio della rete elettrica, la creazione di un conflitto tra Guyana e Venezuela a vantaggio di ExxonMobil, l&#8217;invenzione di un presidente alternativo (Juan Guaid\u00f3), l&#8217;assegnazione del Premio Nobel per la Pace a chi invoca la guerra contro il proprio Paese (Machado), il tentato assassinio del presidente, il bombardamento di pescherecci al largo delle coste venezuelane, il sequestro di petroliere in partenza dal Venezuela e la creazione di una marina militare al largo delle coste del Paese: ognuno di questi elementi \u00e8 progettato per creare una tensione neurologica all&#8217;interno del Venezuela che dovrebbe portare alla resa del processo bolivariano in favore di un ritorno al 1998 e,\u00a0 di conseguenza, all&#8217;annullamento di qualsiasi legge sugli idrocarburi che prometta la sovranit\u00e0 del Paese.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma se il Paese dovesse tornare al 1998, come promette Mar\u00eda Corina Machado, tutte le conquiste democratiche ottenute attraverso le missioni sociali e le comuni, cos\u00ec come la Costituzione del 1999, verrebbero vanificate. Addirittura, Machado ha affermato che una campagna di bombardamenti degli Stati Uniti contro i suoi connazionali venezuelani sarebbe \u201cun atto d&#8217;amore\u201d.\u00a0 Il <\/span><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">motto di coloro che vogliono rovesciare il governo \u00e8 \u201cAvanti verso il passato\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nel frattempo, nell&#8217;ottobre 2025, Maduro rivolgeva un appello in inglese da Caracas: \u201cAscoltami,\u00a0popolo degli Stati Uniti: no alla guerra, s\u00ec alla pace\u201d. E, in un discorso radiofonico, avvertiva: \u201cNo al cambio di regime, che ci ricorda tanto le infinite guerre fallite in Afghanistan, Iraq, Libia e cos\u00ec via. No ai colpi di stato orchestrati dalla CIA\u201d. La frase \u201cno alla guerra, s\u00ec alla pace\u201d si \u00e8 diffusa sui social media ed \u00e8 stata remixata in canzoni.\u00a0 Maduro \u00e8 apparso apparve pi\u00f9 volte a comizi e incontri con musica a tutto volume, cantando &#8220;no alla guerra, s\u00ec alla pace&#8221; e, in almeno un&#8217;occasione, indossando un cappello con questo messaggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><a href=\"http:\/\/www.cubadebate.cu\/autor\/vijay-prashad\/\">Fonte: http:\/\/www.cubadebate.cu\/autor\/vijay-prashad\/<\/a><\/span><\/p>\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo\u00a0pubblicato da CUBADEBATE,\u00a0Vijay Prashad, giornalista e commentatore politico indiano, direttore esecutivo dell\u2019Institute for Social Research Tricontinental,\u00a0 in cui<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4486,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9,13],"tags":[],"class_list":["post-4484","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","category-letture-consigliate"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4484","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4484"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4484\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4487,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4484\/revisions\/4487"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4486"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4484"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4484"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4484"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}