{"id":4506,"date":"2026-01-23T11:56:38","date_gmt":"2026-01-23T10:56:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=4506"},"modified":"2026-01-23T11:56:42","modified_gmt":"2026-01-23T10:56:42","slug":"legemonia-in-gramsci-di-maurizio-ceccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=4506","title":{"rendered":"L&#8217;EGEMONIA IN GRAMSCI di Maurizio Ceccio"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Oggi, nel dibattito politico contemporaneo domina, almeno, una doppia miseria intellettuale: da un lato il commento superficiale dell\u2019attualit\u00e0 da parte di certi opinionisti da salotto buono, dall\u2019altro l\u2019accademismo sterile, autoreferenziale, incapace di incidere nei reali rapporti di forza. Chi, con uno sforzo intellettuale titanico, ci ha lasciato invece un insegnamento opposto \u00e8 Antonio Gramsci secondo cui la teoria \u00e8 un\u2019arma, uno strumento attivo di lotta, che deve entrare nel conflitto storico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Il metodo di analisi politico-sociale marxista leninista gramsciano non nasce \u2018semplicemente\u2019 per \u201cinterpretare o descrivere il mondo\u201d, ma per intervenirvi coscientemente, costruendo una <em>egemonia<\/em> alternativa. Non \u00e8 un dogma n\u00e9 un modello astratto, ma uno \u2018schema\u2019 di lettura concreta, utilizzabile nella militanza politica, sindacale e culturale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Come \u00e8 noto, uno dei pilasti dell\u2019analisi gramsciana \u00e8 il concetto di <em>blocco storico<\/em>. Gramsci supera la separazione meccanica tra base economica materiale, ossia la struttura, e la sovrastruttura ideologica sostenendo che i rapporti di produzione, le istituzioni, le idee, le pratiche culturali formano un\u2019unit\u00e0 concreta, coerente ma attraversata da contraddizioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ogni assetto sociale, si tiene in piedi perch\u00e9 determinati interessi materiali trovano una traduzione politica e culturale stabile. Nessuna ideologia \u201cfunziona\u201d se non \u00e8 sorretta da rapporti sociali reali e perch\u00e9 questo accada, la classe dominante, oltre a detenere i mezzi di produzione, deve riuscire a diffondere la propria visione del mondo a tutta la societ\u00e0, facendola accettare come &#8220;senso comune\u201d, anche a chi non ne trae alcun vantaggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E questo \u00e8 il cuore del pensiero gramsciano, ossia, il concetto di <em>egemonia culturale<\/em>: il potere non si esercita solo attraverso la coercizione, ma soprattutto tramite la direzione morale e intellettuale della societ\u00e0. Istituzioni religiose, scolastiche, organi di informazione, social network e comunicazione costituiscono, oggi, gli apparati principali attraverso cui una classe dirigente costruisce il proprio consenso. Un consenso che si traduce in organizzazione materiale dell\u2019adesione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Per Gramsci, la battaglia politica si gioca anzitutto sul senso comune, ossia quell\u2019insieme frammentato e contraddittorio di idee che \u201cla gente comune\u201d utilizza per interpretare il mondo circostante. Dentro il senso comune convivono elementi dell\u2019ideologia dominante e nuclei di esperienza concreta, che Gramsci chiama <em>buon senso<\/em>. \u00c8 qui che si aprono le possibilit\u00e0 di rottura: nelle contraddizioni vissute quotidianamente dalle classi subalterne.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Semplificando al massimo il pensiero gramsciano potremmo dire che la politica rivoluzionaria non disprezza il senso comune, ma lo riorganizza elevandolo a coscienza critica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma chi riorganizza il senso comune?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Gramsci rompe definitivamente il mito dell\u2019intellettuale neutrale evidenziando che tutti sono intellettuali, ma non tutti svolgono questa funzione nella societ\u00e0. Gli intellettuali \u201ctradizionali\u201d che si percepiscono come autonomi, spesso legittimano l\u2019ordine esistente, a differenza degli intellettuali \u201corganici\u201d che, invece, sono legati alla classe operaia e ne articolano la visione del mondo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Lo studio fatto da Gramsci sugli intellettuali lo porta a formulare alcune definizioni del concetto di Stato \u00ab<em>che di solito \u00e8 inteso come Societ\u00e0 politica (o dittatura, o apparato coercitivo per conformare la massa popolare secondo il tipo di produzione e l\u2019economia di un momento dato) e non come un equilibrio della Societ\u00e0 politica con la Societ\u00e0 civile (o egemonia di un gruppo sociale sull\u2019intiera societ\u00e0 nazionale esercitata attraverso le organizzazioni cos\u00ed dette private, come la chiesa, i sindacati, le scuole ecc.)\u00bb<\/em> [Gramsci, Antonio. Lettere dal carcere (Einaudi tascabili. Saggi Vol. 1663)].<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Media, Associazioni, Chiesa, Scuola, non sono zone neutre, ma campi di battaglia. \u00c8 qui che passa oggi gran parte della coercizione \u201cmorbida\u201d, ossia quella che trasforma i rapporti di dominio in normalit\u00e0 condivisa. Capire dove si produce consenso \u00e8 essenziale quanto individuare dove si esercita il potere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Oggi, nelle societ\u00e0 occidentali avanzate, la conquista del potere non avviene con l\u2019assalto frontale al \u201cPalazzo\u201d, perci\u00f2 la <em>guerra di posizione<\/em> \u2013 lenta, molecolare, culturale e organizzativa \u2013 diventa la forma centrale del conflitto. Questo non significa rinunciare alla conquista, ma avere una strategia: occupare trincee, costruire contropotere, erodere l\u2019egemonia dominante prima della rottura. Tuttavia, bisogna porsi una domanda: il blocco dominante \u00e8 in crisi di egemonia? E se la risposta \u00e8 s\u00ec, dove si aprono gli spazi di avanzamento?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Le classi subalterne non sono automaticamente rivoluzionarie in senso socialista. Sono frammentate, divise, spesso costrette a vivere l\u2019oppressione come fatto individuale. Senza organizzazione, la subalternit\u00e0 individualista si riproduce di continuo. Per questo il partito \u2013 inteso in senso ampio \u2013 \u00e8 l\u2019intellettuale collettivo dove l\u2019unione di teoria e prassi, eleva il senso comune e organizza il conflitto. Non una macchina elettorale fine a s\u00e9 stessa, ma un organismo pedagogico e politico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">In tempi di disarmo teorico e politico, tornare a un metodo marxista-gramsciano significa riarmare l\u2019intelligenza collettiva, per questo \u00e8 necessario, dunque, che si analizzi profondamente:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">quali siano gli interessi materiali che sostengono, oggi, il blocco storico;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">quali idee riescono a imporsi perch\u00e9 radicate nella struttura sociale;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">quale sia la classe (o alleanza di classi) che esercita oggi l\u2019egemonia, attraverso quali apparati e con quale equilibrio tra consenso e coercizione indiretta;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">chi produce e diffonde l\u2019ideologia dominante;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">quali figure svolgono funzione pedagogica per il potere dominante;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">se e come si formano intellettuali organici delle classi subalterne.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Queste riflessioni, assolutamente non esaustive, non hanno la pretesa di offrire uno schema compiuto n\u00e9 una linea gi\u00e0 data. Vogliono essere piuttosto una traccia di lavoro, un richiamo alla necessit\u00e0 di riaprire una riflessione teorica e una pratica politica all\u2019altezza della fase storica che attraversiamo. In assenza di un\u2019analisi concreta della situazione concreta, ogni opposizione all\u2019ordine esistente rischia infatti di ridursi a spontaneismo sterile o a testimonianza impotente, lasciando campo libero all\u2019egemonia del pensiero dominante, oggi sempre pi\u00f9 permeato da una ideologia bellicista che prepara i popoli a una nuova, ultima, catastrofe mondiale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Da qui l\u2019urgenza di un compito che \u00e8 insieme difensivo e costruttivo. Difensivo, perch\u00e9 gli operai e i lavoratori pi\u00f9 avanzati sono chiamati a difendere le conquiste istituzionali nate dalla sconfitta storica del nazifascismo, ultimo argine formale contro la regressione autoritaria. Costruttivo, perch\u00e9 quelle stesse avanguardie devono lavorare alla formazione di proprie istituzioni politiche, sociali e culturali, capaci di contendere l\u2019egemonia alle classi dominanti sul terreno nazionale ed europeo. Solo un simile processo, fondato sull\u2019unit\u00e0 degli operai e dei lavoratori del continente, pu\u00f2 impedire che un sistema monopolistico privato, giunto alla sua definitiva crisi storica, trascini l\u2019umanit\u00e0 intera fuori dalla Storia, consegnandola alla barbarie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Melfi 23\/01\/2026<\/span><\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, nel dibattito politico contemporaneo domina, almeno, una doppia miseria intellettuale: da un lato il commento superficiale dell\u2019attualit\u00e0 da parte<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2068,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-4506","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4506","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4506"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4506\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4508,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4506\/revisions\/4508"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2068"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}