{"id":5237,"date":"2026-10-28T14:41:09","date_gmt":"2026-10-28T13:41:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=5237"},"modified":"2026-10-28T14:41:13","modified_gmt":"2026-10-28T13:41:13","slug":"dalla-frammentazione-allunita-di-classe-costruire-una-volonta-collettiva-di-maurizio-ceccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=5237","title":{"rendered":"Dalla frammentazione all&#8217;unit\u00e0 di classe: costruire una volont\u00e0 collettiva di Maurizio Ceccio"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\"><em>Le lotte esistono, le ragioni per lottare non mancano. La sfida \u00e8 trasformare i conflitti particolari in un progetto comune di emancipazione sociale.<\/em><\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">In Francia, le mobilitazioni stanno mettendo insieme lavoratori, studenti, servizi pubblici e rivendicazioni salariali. In Spagna, la crisi abitativa \u00e8 diventata una questione di massa: il diritto alla casa si intreccia con i salari, la precariet\u00e0 e il futuro delle giovani generazioni, per questo l&#8217;11 novembre prossimo \u00e8 stato annunciato uno sciopero generale nazionale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">E in Italia?<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Anche nel nostro Paese non mancano le ragioni per lottare. I salari reali restano sotto pressione, milioni di persone vivono in condizioni di povert\u00e0 assoluta, gli affitti e il costo della vita erodono il reddito, la sanit\u00e0 e i servizi pubblici attraversano una crisi strutturale, i giovani sono costretti a convivere con la precariet\u00e0 o ad abbandonare il proprio territorio, mentre fabbriche e interi distretti industriali affrontano crisi profonde.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Eppure, ci\u00f2 che si percepisce \u00e8 una persistente frammentazione del conflitto sociale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Scioperi nella scuola, vertenze nelle fabbriche, proteste nella sanit\u00e0, mobilitazioni nel pubblico impiego, lotte contro i licenziamenti, battaglie per il diritto alla casa. Tante lotte, spesso separate, che faticano a riconoscersi come parti di una medesima condizione sociale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Dobbiamo porci una domanda: perch\u00e9 una crisi che coinvolge cos\u00ec ampiamente la societ\u00e0 non riesce a tradursi in una mobilitazione realmente collettiva?<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Si sente dire spesso che in Italia non si facciano scioperi generali. Non \u00e8 cos\u00ec: gli scioperi generali si fanno. Il problema \u00e8 un altro, ed \u00e8 forse pi\u00f9 profondo. Riguarda la difficolt\u00e0 di trasformare migliaia di conflitti particolari in un unico conflitto generale, capace di mettere in discussione i rapporti sociali ed economici che li alimentano.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il problema dell&#8217;operaio non \u00e8 separato da quello del precario; la condizione dell&#8217;insegnante \u00e8 legata a quella dello studente; il lavoro del dipendente pubblico e la qualit\u00e0 dei servizi di cui usufruisce l&#8217;utente sono questioni strettamente connesse.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Sono aspetti diversi di una stessa realt\u00e0 sociale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Per questo dobbiamo tornare a parlare di classe.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Non come di una categoria appartenente soltanto al passato, ma come della capacit\u00e0 di riconoscere interessi comuni all&#8217;interno di una societ\u00e0 che tende a dividerci: lavoratori contro lavoratori, giovani contro anziani, pubblico contro privato, italiani contro migranti, precari contro disoccupati.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La classe non \u00e8 soltanto una condizione materiale condivisa. \u00c8 anche la possibilit\u00e0 di riconoscere quella condizione, comprenderne le cause e organizzarsi per trasformarla.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Per questo oggi il punto non \u00e8 semplicemente proclamare uno sciopero generale. Occorre costruire le condizioni sociali, culturali e organizzative affinch\u00e9 sso possa diventare uno strumento di una mobilitazione pi\u00f9 ampia, inserita in un progetto di trasformazione della societ\u00e0.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Siamo ancora lontani da una simile prospettiva. Ma proprio per questo dobbiamo affrontare la questione, senza attendere che siano le contraddizioni del sistema a produrre automaticamente una risposta collettiva.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Le lotte esistono. Il compito \u00e8 costruire la loro unit\u00e0.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Una delle spiegazioni possibili della frammentazione del conflitto sociale \u00e8 l&#8217;indebolimento della coscienza di classe. Ma non possiamo limitarci a constatarlo: dobbiamo comprenderne le cause e individuare gli strumenti per superarlo.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La coscienza di classe non scende come \u201cmanna\u201d dal cielo, n\u00e9 nasce automaticamente dal peggioramento delle condizioni materiali. Si costruisce attraverso l&#8217;esperienza, il confronto, l&#8217;organizzazione e il conflitto sociale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Oggi il mondo del lavoro \u00e8 profondamente frammentato. Contratti differenti, esternalizzazioni, appalti, precariet\u00e0, discontinuit\u00e0 occupazionale e indebolimento dei luoghi di aggregazione rendono pi\u00f9 difficile riconoscersi in una condizione comune. Problemi che hanno origini strutturali vengono cos\u00ec vissuti come difficolt\u00e0 individuali, da affrontare attraverso soluzioni individuali.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Ognuno per s\u00e9.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">E quando i problemi vengono percepiti come individuali, anche le risposte tendono a esserlo. Le lotte si organizzano per comparti, le vertenze procedono separatamente e la solidariet\u00e0 fatica a tradursi in una strategia comune.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il sistema economico, tuttavia, non funziona secondo la stessa frammentazione. Fabbrica, logistica, commercio, servizi, finanza e pubblica amministrazione sono attraversati da rapporti e interessi interconnessi. Le filiere produttive, i flussi finanziari e le scelte di politica economica condizionano contemporaneamente settori diversi.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il capitale pu\u00f2 sfruttare questa interdipendenza, mentre i lavoratori spesso si trovano a combattere separatamente.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Possiamo cos\u00ec avere cento vertenze senza riuscire a costruire un movimento unitario.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">A questa frammentazione si accompagna una questione culturale e politica. La classe dominante non esercita il proprio potere soltanto attraverso il controllo delle risorse economiche e delle istituzioni, ma anche attraverso la capacit\u00e0 di presentare un determinato ordine sociale come naturale, inevitabile e privo di alternative.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Se un lavoratore pensa che il proprio problema riguardi soltanto lui, il conflitto rimane confinato nella dimensione individuale. Se invece comprende che la sua condizione \u00e8 condivisa da milioni di altre persone e che esistono cause strutturali comuni, si apre una possibilit\u00e0 diversa: il problema individuale diventa questione sociale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Questo passaggio non \u00e8 automatico. Richiede luoghi di discussione, esperienze condivise, organizzazioni capaci di interpretare i bisogni e strumenti attraverso cui trasformare la consapevolezza in azione.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La coscienza collettiva si sviluppa proprio in questo processo: riconoscere le contraddizioni, comprenderne le cause, individuare interessi comuni e organizzarsi per perseguirli.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Non basta, quindi, che milioni di persone vivano difficolt\u00e0 simili. Occorre che possano riconoscere i legami tra quelle difficolt\u00e0 e costruire una risposta comune.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00c8 un lavoro politico, culturale e organizzativo.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Ma quali obiettivi possono unire oggi le lotte nel nostro Paese?<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Occorre costruire una piattaforma sociale che parta dalle condizioni materiali delle persone e renda evidente ci\u00f2 che accomuna vertenze apparentemente distanti. Non un elenco astratto di rivendicazioni, ma un progetto capace di collegare salario, casa, servizi pubblici, stabilit\u00e0 occupazionale, produzione e tempo di vita in una prospettiva comune.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">A mio avviso, le questioni seguenti possono costituire una base di partenza.<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">In Italia si pu\u00f2 avere un lavoro e continuare a perdere potere d&#8217;acquisto. Le dinamiche salariali degli ultimi anni hanno mostrato quanto sia fragile un modello economico fondato anche sulla compressione dei salari come strumento di competitivit\u00e0.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Le dichiarazioni rese da Mario Draghi durante l&#8217;audizione parlamentare del marzo 2025, nelle quali ha richiamato la scelta di mantenere bassi i salari per competere con gli altri Paesi europei, riportano al centro una questione fondamentale: quale modello di sviluppo si costruisce quando la competitivit\u00e0 viene perseguita comprimendo il reddito di chi lavora?<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00c8 un tema che merita un approfondimento specifico. Qui \u00e8 sufficiente ribadire un principio: lavorare deve consentire di vivere dignitosamente. Il salario non deve essere considerato una variabile da comprimere sistematicamente per sostenere la competitivit\u00e0 delle imprese.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La casa non pu\u00f2 essere considerata soltanto una questione individuale. Quando una parte consistente del salario viene assorbita dall&#8217;affitto o dalla rata del mutuo, la questione abitativa diventa inevitabilmente anche una questione salariale e sociale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Chi non pu\u00f2 permettersi una casa incontra ostacoli nell&#8217;autonomia personale, nella formazione di una famiglia, nella possibilit\u00e0 di trasferirsi per lavorare e nella costruzione del proprio futuro.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il collegamento tra salari e abitazione \u00e8 evidente: un reddito insufficiente e un costo della casa insostenibile concorrono a determinare la stessa condizione di impoverimento.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La lotta per il diritto alla casa deve quindi entrare a pieno titolo in una piattaforma comune del mondo del lavoro, insieme alle politiche abitative pubbliche.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Non esiste benessere reale se per curarsi bisogna aspettare mesi o ricorrere a prestazioni private che non tutti possono permettersi. Non esiste uguaglianza sostanziale se il luogo in cui si nasce determina la qualit\u00e0 della sanit\u00e0, della scuola, dei trasporti e degli altri servizi disponibili.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Difendere i servizi pubblici significa difendere una componente fondamentale del reddito di milioni di persone.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Quando un servizio viene ridotto o smantellato, le famiglie e i singoli cittadini devono pagare privatamente ci\u00f2 che prima potevano ottenere attraverso il sistema pubblico.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La difesa della sanit\u00e0, della scuola, dei trasporti e dei servizi locali riguarda quindi l&#8217;intera societ\u00e0 e deve diventare un terreno di convergenza tra lavoratori, utenti, studenti e comunit\u00e0 territoriali.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il lavoro precario in Italia presenta uno scenario drammatico: contratti brevi, salari insufficienti e nessuna certezza sul futuro.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La precariet\u00e0 non \u00e8 soltanto una condizione contrattuale: condiziona l&#8217;intera esistenza degli individui. Rende pi\u00f9 difficile costruire una vita indipendente, accedere a una casa, programmare il futuro, coltivare relazioni sociali e partecipare alla vita collettiva.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Un lavoratore ricattabile \u00e8 spesso anche un lavoratore che incontra maggiori ostacoli nell&#8217;organizzarsi, nell&#8217;iscriversi a un sindacato, nel denunciare un abuso o nel partecipare a uno sciopero.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Per questo la lotta alla precariet\u00e0 \u00e8 anche una lotta per la democrazia nei luoghi di lavoro. Senza sicurezza reddituale, materiale e diritti effettivi, la libert\u00e0 di organizzarsi rischia di rimanere soltanto formale.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Un Paese che dismette interi comparti industriali perde salari, competenze, autonomia produttiva e prospettive di sviluppo per i territori.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Non possiamo lasciare che ogni crisi aziendale venga affrontata come una vertenza isolata. Una fabbrica che chiude non \u00e8 soltanto un problema degli operai che vi lavorano: riguarda l&#8217;indotto, il commercio locale, i servizi, le famiglie e il futuro dell&#8217;intera comunit\u00e0.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La questione non \u00e8 soltanto difendere il singolo posto di lavoro, ma riconquistare la capacit\u00e0 di incidere sulle scelte produttive.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Finch\u00e9 chi produce la ricchezza rester\u00e0 escluso dalle decisioni fondamentali sulla produzione, sull&#8217;organizzazione del lavoro e sulla destinazione dei profitti, il potere economico continuer\u00e0 a concentrarsi nelle mani di chi controlla i mezzi di produzione.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La classe operaia deve tornare a essere un soggetto politico ed economico capace di incidere nelle decisioni che determinano il futuro produttivo del Paese.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Questo significa anche discutere di investimenti, riconversione industriale, tutela ambientale, politiche pubbliche e redistribuzione della ricchezza prodotta. Non basta opporsi alle chiusure: occorre rivendicare un modello di sviluppo orientato ai bisogni collettivi e non esclusivamente al profitto privato.<\/span><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">C&#8217;\u00e8 infine una questione di cui parliamo troppo poco: il tempo.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Quanto della nostra vita appartiene al lavoro? Quanto ne rimane per i figli, gli affetti, lo svago, la partecipazione politica e la comunit\u00e0?<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La riduzione dell&#8217;orario di lavoro a parit\u00e0 di salario non \u00e8 soltanto una rivendicazione sindacale. \u00c8 una questione che riguarda la distribuzione della ricchezza, il progresso tecnologico e la possibilit\u00e0 di vivere una vita meno subordinata alle necessit\u00e0 lavorative.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Se l&#8217;innovazione aumenta la produttivit\u00e0, dobbiamo domandarci chi beneficia di questo progresso e come vengono distribuiti i suoi risultati.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Una societ\u00e0 nella quale la tecnologia produce ricchezza, ma le persone continuano a essere condizionate dai ritmi lavorativi e dall&#8217;insicurezza economica, non realizza pienamente le proprie possibilit\u00e0.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Ridurre l&#8217;orario di lavoro a parit\u00e0 di salario significa rivendicare che una parte dei guadagni della produttivit\u00e0 si traduca in tempo liberato per tutti, anzich\u00e9 concentrarsi esclusivamente nei profitti dei privati.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00c8 anche una condizione per rendere possibile una partecipazione politica e sociale pi\u00f9 ampia, perch\u00e9 chi \u00e8 costretto a dedicare quasi tutto il proprio tempo al lavoro per sopravvivere dispone di minori possibilit\u00e0 di partecipare alla vita collettiva.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Questi punti non costituiscono una piattaforma definitiva. Sono una base di discussione, da verificare, articolare e costruire insieme ai soggetti che dovrebbero sostenerla.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il loro significato sta soprattutto nel collegamento tra le rivendicazioni: salario, casa, lavoro, servizi pubblici, industria e tempo non sono compartimenti separati, ma dimensioni di una medesima condizione sociale.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">A questo punto, a mio avviso, dovremmo chiederci: chi deve costruire l&#8217;unit\u00e0 dei lavoratori?<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La risposta \u00e8 che questa unit\u00e0 non nasce spontaneamente. Deve essere costruita attraverso un processo nel quale le avanguardie delle organizzazioni sindacali, partiti, movimenti sociali e comunit\u00e0 territoriali svolgano funzioni differenti, ma capaci di convergere su obiettivi condivisi.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il sindacato resta uno degli strumenti fondamentali attraverso cui i lavoratori possono difendere i propri interessi, ma deve saper raggiungere anche chi \u00e8 pi\u00f9 difficile da organizzare: i lavoratori degli appalti, i precari, i dipendenti delle piccole imprese, chi \u00e8 costretto a cambiare continuamente occupazione e quanti sono rimasti ai margini della rappresentanza tradizionale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Occorre superare la frammentazione delle vertenze, costruendo convergenze concrete tra categorie e settori diversi. Questo non significa cancellare l&#8217;autonomia delle organizzazioni sindacali o pretendere che ogni conflitto abbia le stesse caratteristiche. Significa riconoscere che molte rivendicazioni particolari possono rafforzarsi reciprocamente se vengono inserite in una piattaforma sociale condivisa.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Anche le organizzazioni politiche hanno una responsabilit\u00e0 decisiva.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Un partito che voglia rappresentare e organizzare il mondo del lavoro non pu\u00f2 limitarsi a parlarne durante le campagne elettorali. Deve essere presente nei luoghi in cui quel mondo vive: fabbriche, uffici, quartieri popolari, scuole, universit\u00e0 e territori.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Deve ascoltare le vertenze, elaborare proposte concrete, formare persone, creare occasioni di partecipazione e costruire relazioni che resistano anche quando non ci sono elezioni.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Senza radicamento sociale, la politica rischia di parlare dei lavoratori senza parlare con loro. E senza un progetto capace di collegare le rivendicazioni immediate a una prospettiva generale, il conflitto pu\u00f2 rimanere confinato nella difesa dell&#8217;esistente.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Lo stesso vale per i movimenti civici. Le mobilitazioni spontanee possono rendere visibili problemi ignorati dalle organizzazioni tradizionali e coinvolgere persone che non partecipano abitualmente alla vita sindacale o politica. Ma perch\u00e9 la loro forza non si esaurisca nella protesta, occorre costruire alleanze durevoli, capaci di trasformare le convergenze occasionali in esperienze organizzate.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">L&#8217;unit\u00e0 di classe non si costruisce a livello nazionale se non si sviluppa nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle citt\u00e0 e nei territori.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Un&#8217;assemblea tra lavoratori di settori differenti, un coordinamento tra chi difende una fabbrica e chi lotta contro la precariet\u00e0, una rete tra sindacati, associazioni e comitati studenteschi possono creare occasioni di incontro tra persone che altrimenti non avrebbero modo di riconoscersi in una condizione comune.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il territorio pu\u00f2 diventare cos\u00ec il luogo in cui le singole vertenze smettono di essere isolate e iniziano a dialogare, senza perdere le proprie specificit\u00e0.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Servono strutture capaci di tenere insieme le persone anche il giorno dopo una manifestazione, e quello successivo ancora. Perch\u00e9 un movimento di massa non si misura soltanto dal numero di partecipanti a una giornata di protesta, ma anche dalla sua capacit\u00e0 di organizzarsi, elaborare obiettivi e mantenere viva la partecipazione nel tempo.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Naturalmente, tutto questo si scontra con un problema evidente: le nostre divisioni.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La competizione tra sigle sindacali, le divergenze politiche, le iniziative che non riescono a coordinarsi, la distanza tra i gruppi dirigenti e chi vive quotidianamente i problemi del lavoro sono ostacoli reali. Non possono essere ignorati, n\u00e9 liquidati attribuendo ogni responsabilit\u00e0 alla mancanza di volont\u00e0 dei singoli.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Le differenze politiche e sindacali non scompariranno per decreto. E non \u00e8 necessario che scompaiano.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">L&#8217;unit\u00e0 di classe non richiede uniformit\u00e0 di pensiero, identit\u00e0 organizzativa o adesione a un&#8217;unica visione politica. Richiede la capacit\u00e0 di individuare obiettivi comuni, riconoscere le rispettive autonomie e costruire rapporti di fiducia attraverso pratiche concrete.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Su determinate questioni, la forza collettiva pu\u00f2 prevalere sulle divisioni senza cancellarle.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00c8 un lavoro difficile, perch\u00e9 implica la disponibilit\u00e0 a confrontarsi, ascoltare e riconoscere che nessuna organizzazione, da sola, pu\u00f2 rappresentare l&#8217;intera complessit\u00e0 del mondo del lavoro e soprattutto pu\u00f2 ottenere risultati notevoli.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Ma \u00e8 proprio qui che si misura la capacit\u00e0 di trasformare l&#8217;appello all&#8217;unit\u00e0 in una pratica politica concreta.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Uno sciopero generale pu\u00f2 essere proclamato con un comunicato. La sua capacit\u00e0 di coinvolgere realmente il mondo del lavoro, per\u00f2, dipende da un processo molto pi\u00f9 lungo: rivendicazioni comprensibili, assemblee preparatorie, coordinamento tra categorie, solidariet\u00e0 tra chi sciopera e chi rischia di rimanere escluso.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Soprattutto, serve fiducia nella possibilit\u00e0 che l&#8217;azione collettiva produca risultati.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Questa fiducia non si costruisce in un giorno. Nasce quando una vertenza ottiene un risultato, quando un lavoratore scopre di non essere solo, quando un&#8217;assemblea diventa un luogo in cui discutere e decidere davvero.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Per questo lo sciopero generale non dovrebbe essere considerato soltanto una data sul calendario, ma il risultato di una mobilitazione capace di collegare il conflitto nei luoghi di lavoro a una domanda pi\u00f9 ampia di giustizia e trasformazione sociale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Non \u00e8 lo sciopero, da solo, a creare l&#8217;unit\u00e0. \u00c8 il processo attraverso cui si costruisce l&#8217;unit\u00e0 a rendere possibile uno sciopero generale realmente incisivo.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Qui torna attuale una questione centrale del pensiero gramsciano: come passare dalla somma degli interessi particolari alla costruzione di una volont\u00e0 collettiva?<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Non basta che milioni di persone condividano difficolt\u00e0 simili. Occorre che possano riconoscere i legami tra quelle difficolt\u00e0, discuterne le cause, elaborare obiettivi comuni e dotarsi degli strumenti necessari per perseguirli.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">\u00c8 un processo politico, culturale e organizzativo nel quale la coscienza non precede necessariamente l&#8217;esperienza, ma pu\u00f2 svilupparsi attraverso di essa, quando esistono organizzazioni capaci di darle continuit\u00e0 e orientamento.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La trasformazione sociale non deriva automaticamente dalle contraddizioni economiche. Richiede la capacit\u00e0 di interpretarle, costruire alleanze, elaborare una visione del mondo e trasformarla in una forza organizzata.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">L&#8217;<em>egemonia<\/em> non consiste nell&#8217;affermare solo i propri interessi, ma anche nel costruire una prospettiva capace di collegare bisogni diversi e di conquistare consenso attorno a un progetto generale di trasformazione.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La questione, dunque, non \u00e8 soltanto come unire le lotte dei lavoratori, ma come costruire un progetto nel quale possano riconoscersi anche altri gruppi sociali che condividono interessi e contraddizioni con il mondo del lavoro.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">La casa, l&#8217;ambiente, la sanit\u00e0, la scuola, i trasporti, la precariet\u00e0 e il futuro delle giovani generazioni non sono questioni estranee al conflitto di classe. Sono terreni sui quali si manifestano contraddizioni che attraversano l&#8217;intera societ\u00e0.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il compito \u00e8 individuare i nessi tra queste questioni e trasformarli in una piattaforma comune, capace di tenere insieme le rivendicazioni immediate e una prospettiva organica di cambiamento generale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il tempo degli appelli generici all&#8217;unit\u00e0 \u00e8 finito. Occorre lavorare alla sua costruzione concreta: assemblee aperte, coordinamenti territoriali, piattaforme condivise, obiettivi verificabili e luoghi di partecipazione nei quali possano incontrarsi anche coloro che oggi non si riconoscono in nessuna organizzazione.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Le differenze non devono diventare un pretesto per rinunciare a collaborare. Al contrario, il confronto tra esperienze diverse pu\u00f2 diventare una risorsa, se orientato alla costruzione di obiettivi comuni e sostenuto da pratiche democratiche.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">In conclusione, per riassumere, torniamo allora alla domanda iniziale.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Perch\u00e9, nonostante il peggioramento di molte condizioni sociali, in Italia \u00e8 cos\u00ec difficile trasformare le tante lotte in un unico grande movimento di massa?<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Non esiste una risposta semplice. Pesano la frammentazione del lavoro, la precariet\u00e0, l&#8217;indebolimento dei legami collettivi, le difficolt\u00e0 delle organizzazioni, le divisioni politiche e la crisi della rappresentanza. Ma nessuna di queste condizioni pu\u00f2 essere affrontata limitandosi ad aspettare che qualcosa cambi spontaneamente.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Le lotte ci sono. Le ragioni per lottare ci sono. Gli strumenti per costruire l&#8217;unit\u00e0, invece, devono essere rafforzati e, dove necessario, ricostruiti.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il compito \u00e8 trasformare le vertenze in esperienze condivise, le esperienze in consapevolezza, la consapevolezza in organizzazione e l&#8217;organizzazione in una volont\u00e0 collettiva capace di incidere sui rapporti sociali.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Per questo dobbiamo ricominciare a parlare di classe. Non come di una formula da ripetere, ma come di un processo da costruire. Perch\u00e9 quando milioni di persone condividono problemi strutturali, il compito dell&#8217;<em>intellettuale collettivo<\/em> \u00e8 contribuire a elaborare gli strumenti attraverso cui possano riconoscersi, organizzarsi e agire insieme.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Ed \u00e8 per questo che un grande sciopero generale non pu\u00f2 essere soltanto il punto di partenza di una mobilitazione, n\u00e9 un episodio isolato. Deve rappresentare il risultato di una fase di organizzazione e convergenza e, al tempo stesso, aprire nuove possibilit\u00e0 di lotta.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">E, quindi, se il prossimo sciopero generale non fosse soltanto uno sciopero contro qualcosa, ma uno sciopero per un&#8217;altra idea di societ\u00e0?<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Una societ\u00e0 nella quale il lavoro, la casa, la salute, l&#8217;istruzione e il tempo siano diritti effettivi; nella quale la ricchezza prodotta collettivamente sia orientata al soddisfacimento dei bisogni sociali e non subordinata esclusivamente all&#8217;accumulazione privata; nella quale chi lavora possa partecipare democraticamente alle decisioni che riguardano la produzione e il futuro della comunit\u00e0.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Una societ\u00e0 nella quale la solidariet\u00e0 non sia un sentimento occasionale, ma una forza organizzata capace di trasformare le condizioni materiali dell&#8217;esistenza.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Non sappiamo quanto tempo sar\u00e0 necessario per costruire questa prospettiva, n\u00e9 possiamo ignorare gli ostacoli che ci attendono. Ma sappiamo che non sar\u00e0 sufficiente attendere.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Il pessimismo dell&#8217;intelligenza ci impone di riconoscere la profondit\u00e0 della frammentazione sociale, le difficolt\u00e0 dell&#8217;organizzazione e la debolezza delle forze capaci di ricomporre il conflitto.<\/span><br \/><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">L&#8217;ottimismo della volont\u00e0 ci ricorda, per\u00f2, che nessuna di queste condizioni \u00e8 una condanna definitiva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 16px;\">Melfi 26 ottobre 2026<\/span><\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le lotte esistono, le ragioni per lottare non mancano. 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In Spagna, la crisi abitativa \u00e8 diventata una questione di massa: il diritto alla casa si intreccia con i","twitter:image":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/cropped-testata.jpg"},"aioseo_meta_data":{"post_id":"5237","title":null,"description":null,"keywords":null,"keyphrases":{"focus":{"keyphrase":"","score":0,"analysis":{"keyphraseInTitle":{"score":0,"maxScore":9,"error":1}}},"additional":[]},"primary_term":null,"canonical_url":null,"og_title":null,"og_description":null,"og_object_type":"default","og_image_type":"default","og_image_url":null,"og_image_width":null,"og_image_height":null,"og_image_custom_url":null,"og_image_custom_fields":null,"og_video":"","og_custom_url":null,"og_article_section":null,"og_article_tags":null,"twitter_use_og":false,"twitter_card":"default","twitter_image_type":"default","twitter_image_url":null,"twitter_image_custom_url":null,"twitter_image_custom_fields":null,"twitter_title":null,"twitter_description":null,"schema":{"blockGraphs":[],"customGraphs":[],"default":{"data":{"Article":[],"Course":[],"Dataset":[],"FAQPage":[],"Movie":[],"Person":[],"Product":[],"ProductReview":[],"Car":[],"Recipe":[],"Service":[],"SoftwareApplication":[],"WebPage":[]},"graphName":"BlogPosting","isEnabled":true},"graphs":[]},"schema_type":"default","schema_type_options":null,"pillar_content":false,"robots_default":true,"robots_noindex":false,"robots_noarchive":false,"robots_nosnippet":false,"robots_nofollow":false,"robots_noimageindex":false,"robots_noodp":false,"robots_notranslate":false,"robots_max_snippet":"-1","robots_max_videopreview":"-1","robots_max_imagepreview":"large","priority":null,"frequency":"default","local_seo":null,"breadcrumb_settings":null,"limit_modified_date":false,"ai":{"faqs":[],"keyPoints":[],"schemas":[],"titles":[],"descriptions":[],"socialPosts":{"email":{"subject":"","preview":"","content":""},"linkedin":[],"twitter":[],"facebook":[],"instagram":[]}},"created":"2026-10-28 13:37:34","updated":"2026-10-28 13:41:13","seo_analyzer_scan_date":null,"focus_keyword":null,"additional_keywords":null,"truseo_locale":null},"aioseo_breadcrumb":"<div class=\"aioseo-breadcrumbs\"><span class=\"aioseo-breadcrumb\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.centrogramsci.it\/\" title=\"Home\">Home<\/a>\n\t\t<\/span><span class=\"aioseo-breadcrumb-separator\">\u00bb<\/span><span class=\"aioseo-breadcrumb\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?cat=9\" title=\"ARTICOLI\">ARTICOLI<\/a>\n\t\t<\/span><span class=\"aioseo-breadcrumb-separator\">\u00bb<\/span><span class=\"aioseo-breadcrumb\">\n\t\t\tDalla frammentazione all\u2019unit\u00e0 di classe: costruire una volont\u00e0 collettiva di Maurizio Ceccio\n\t\t<\/span><\/div>","aioseo_breadcrumb_json":[{"label":"Home","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/"},{"label":"ARTICOLI","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?cat=9"},{"label":"Dalla frammentazione all&#8217;unit\u00e0 di classe: costruire una volont\u00e0 collettiva di Maurizio Ceccio","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=5237"}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5237"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5240,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5237\/revisions\/5240"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3468"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}