{"id":557,"date":"2017-02-13T18:53:46","date_gmt":"2017-02-13T17:53:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=557"},"modified":"2017-02-14T09:45:00","modified_gmt":"2017-02-14T08:45:00","slug":"egemonia-e-pluralismo-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=557","title":{"rendered":"EGEMONIA E PLURALISMO di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"><strong><em>La storia non fa nulla non possiede immense ricchezze, non combatte battaglie. Sono gli uomini, gli uomini in carne ed ossa che fanno tutte queste cose, che possiedono oggetti e combattono battaglie. Non \u00e8 la \u201cstoria\u201d ad usare gli uomini come strumenti per raggiungere \u2013 come se si trattasse di una persona con tanto di nome e cognome \u2013 i propri fini. La storia non \u00e8 nient\u2019altro che l\u2019attivit\u00e0 degli uomini impegnati nel perseguimento dei loro fini. <\/em><\/strong><strong>(Marx)<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"> Una delle caratteristiche pi\u00f9 importanti della dialettica materialistica \u00e8 quella di analizzare la realt\u00e0 da molteplici punti di vista cos\u00ec da avere una maggiore conoscenza dell\u2019oggetto analizzato. Questa semplice regola del metodo scientifico, che ha origine con la nascita del pensiero scientifico del Seicento per risolvere i problemi posti dallo sviluppo del commercio, della navigazione e dell\u2019industria, se bene osservata, ci mostra parecchi indirizzi: essa unisce e divide nella sintesi e nell\u2019analisi, paragona, confronta, rapporta,\u00a0 misura, scopre e crea nelle diverse scienze, congiunge oggetti e parti di oggetti producendo nuove immagini e rappresentazioni nell\u2019arte.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"> Per la dialettica materialistica la realt\u00e0 non \u00e8 formata da scompartimenti stagni ognuno dei quali non sa cosa succede nell\u2019altro, ma, al contrario, ritiene che il mondo naturale e quello sociale siano interconnessi, cos\u00ec come lo sono il mondo materiale e quello spirituale. Per essa non esistono verit\u00e0 assolute e definitive e corrispondenti condizioni storiche assolute.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"> L\u2019errore che sovente facciamo oggi nell\u2019analizzare\u00a0 i fenomeni \u00e8 quello di non tener conto di quanto detto, ma di cadere, ancora una volta, nel materialismo meccanicistico degli illuministi del Settecento per i quali le \u201cverit\u00e0\u201d scientifiche e quelle sociali avevano un carattere assoluto e astorico (alla <em>Dea Ragione <\/em>di Robespierre doveva infatti conformarsi la societ\u00e0 francese anche se quest\u2019ultima aveva gi\u00e0 presa un\u2019altra strada: quella dell\u2019arricchimento personale), oppure ridurre il materialismo-storico-organico ad una piatta sociologia per la quale sono importanti solo i rapporti intersoggettivi tra gli uomini i quali vengono considerati \u00a0totalmente svincolati dalla produzione della loro vita materiale. <em>L\u2019evoluzionismo volgare \u2013 dice Gramsci &#8211; \u00e8 alla base della sociologia che non pu\u00f2 conoscere il principio dialettico col passaggio della quantit\u00e0 alla qualit\u00e0, passaggio che turba ogni evoluzione e ogni legge di uniformit\u00e0 intesa in senso volgarmente evoluzionistico.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"> La sottovalutazione dell\u2019attivit\u00e0 pratica rivoluzionaria, in relazione al livello di sviluppo delle forze produttive della societ\u00e0, \u00e8 ci\u00f2 che in definitiva distingue il materialismo meccanicistico (sulla cui base si eresse la filosofia del <em>Positivismo),<\/em> dal materialismo-storico-organico. Tuttavia non possiamo non ricordare, con F. Engels, che il materialismo degli illuministi apr\u00ec la strada alla Rivoluzione del 1789 e che non poteva essere che meccanico perch\u00e9, fra tutte le scienze naturali, soltanto la meccanica dei corpi terrestri e celesti era giunta a un certo risultato conclusivo. Dunque esso \u00e8 una forma particolare assunta dal materialismo in corrispondenza di un determinato momento storico: quello del secolo XVIII.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"> Sul finire del secolo XIX e l\u2019inizio del XX, in corrispondenza della nascita della teoria della relativit\u00e0, della meccanica quantistica e della grande rivoluzione industriale, il materialismo cambi\u00f2 forma per opera di Marx ed Engels, diventando materialismo-storico-dialettico che considera la storia della natura e quella della societ\u00e0 come processi di evoluzione storica. Tra di essi esiste tuttavia una differenza fondamentale: <em>La storia dell\u2019evoluzione della societ\u00e0 \u2013 <\/em>dice Engels &#8211;<em> si rivela per\u00f2 in un punto come essenzialmente differente da quella della natura. Nella natura \u2013sino a che non prendiamo in considerazione la reazione degli uomini sopra di essa- agiscono gli uni sugli altri dei fattori assolutamente ciechi e incoscienti, e la legge generale si realizza nella loro azione reciproca\u2026\u2026Invece nella storia della societ\u00e0 gli elementi attivi sono esclusivamente gli uomini, dotati di coscienza, di capacit\u00e0 di riflessione e di passioni ,e che perseguono scopi determinati\u2026..L\u2019insieme degli scontri tra le innumerevoli volont\u00e0 e attivit\u00e0 singole crea sul terreno storico una situazione che \u00e8 assolutamente analoga a quella che regna nella natura incosciente\u2026.Gli avvenimenti storici sembrano dunque, nel loro complesso, dominati essi pure dal caso. Ma l\u00e0 dove alla superficie regna il caso, ivi il caso stesso \u00e8 retto sempre da intime leggi nascoste, e non si tratta che di scoprire queste leggi.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"> Solo il genio di Marx \u00e8 riuscito a disvelare, sotto l\u2019insieme degli scontri tra le innumerevoli volont\u00e0 diverse e passioni, cosa in effetti si nascondesse. Se \u00e8 vero che gli uomini fanno la storia ognuno perseguendo i propri fini, \u00e8 altrettanto vero che \u00e8 la risultante di queste numerose forze di volont\u00e0, spingenti in direzioni diverse, ci\u00f2 che chiamiamo storia. Il vecchio materialismo meccanicistico non seppe indagare n\u00e9 capire le vere ragioni, le vere forze motrici della storia, capaci di spingere all\u2019azione e di mettere in movimento grandi masse, interi popoli e classi diverse, non per accendere fuochi di paglia, ma per grandi trasformazioni storiche.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"> Fu necessario arrivare al XIX secolo, con lo sviluppo della grande industria moderna, dell\u2019aristocrazia fondiaria, della borghesia industriale e del proletariato, per capire che nella lotta fra queste classi e nel contrasto dei loro interessi, risiedesse la forza motrice della storia. Una lotta spasmodica\u00a0 per la vita e per la morte, di natura essenzialmente economica e politica che necessariamente rimandava ad uno studio approfondito delle teorie economiche e sociali. Si cap\u00ec, finalmente, che <em>tutte le lotte politiche \u2013 <\/em>dice Engels &#8211;<em> sono lotte di classe e tutte le lotte emancipatrici\u00a0 di classe, malgrado la loro forma necessariamente politica \u2013poich\u00e9 ogni lotta di classe \u00e8 una lotta politica- hanno come loro perno,in ultima analisi, un\u2019emancipazione economica. \u00a0<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"> Nella stretta ed intima unit\u00e0 fra la lotta economica e quella politica, ovvero nella lotta per la produzione, lo scambio e la ripartizione dei beni materiali e per il potere politico ( lo Stato), si innesta la teoria dell\u2019<em>Egemonia <\/em>di Gramsci che, mentre critica la concezione semplicistica e volgarmente deterministica del vecchio materialismo (secondo il quale \u00a0la societ\u00e0 socialista si sarebbe fatalmente realizzata), sviluppa e approfondisce l\u2019unit\u00e0 dialettica di struttura e sovrastruttura sulla base della complessit\u00e0 sociale e istituzionale delle moderne societ\u00e0 occidentali, rimettendo in primo piano l\u2019attivit\u00e0 pratica politica. Egli dice: <em>In realt\u00e0 si pu\u00f2 solo prevedere \u201cscientificamente\u201d solo la lotta, ma non i momenti concreti di essa, che non possono non essere risultati di forze contrastanti in continuo movimento, non riducibili mai a quantit\u00e0 fisse, perch\u00e9 in esse la quantit\u00e0 diventa continuamente qualit\u00e0. Realmente si \u201cprevede\u201d nella misura in cui si opera, in cui si applica uno sforzo volontario e quindi si contribuisce concretamente a creare il risultato \u201cpreveduto\u201d. La previsione si rivela quindi non come un atto scientifico di conoscenza; ma come l\u2019espressione astratta dello sforzo che si \u00a0fa, il modo pratico di creare una volont\u00e0 collettiva.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"> Si pu\u00f2 dire, concludendo, che tutta l\u2019attivit\u00e0 di Gramsci \u00e8 ispirata da questa visione dell\u2019attivit\u00e0 politica, tesa a suscitare in ogni momento di lotta una <em>volont\u00e0 collettiva <\/em>che non riguardi soltanto l\u2019unit\u00e0 interna di un partito, per quanto fondamentale, ma una unit\u00e0 che si estenda a tutti gli strati sociali politicamente attivi di cui si compongono le moderne societ\u00e0 industriali. Di qui la necessit\u00e0 oggi, per il Centro Gramsci di Educazione,\u00a0 di sviluppare una politica culturale che tenga conto dello sviluppo e della storia delle societ\u00e0 europee nelle quali le lotte di classe hanno sedimentato valori, sentimenti e concezioni culturali, artistiche e letterarie, non riscontrabili in altre societ\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 10pt;\"> Su questa base di mirabile civilt\u00e0, ricca di esperienze storiche ed umane, politiche ed economiche, sono fiorite, nel corso dei secoli, le pi\u00f9 grandi concezioni scientifiche e filosofiche che hanno trasformato il mondo e consentito a Gramsci di elaborare la teoria dell\u2019<em>Egemonia<\/em> come riflesso di un movimento storico reale di classi e partiti che, al di l\u00e0 di momentanei contrasti e rotture, cela una sostanziale unit\u00e0 di interessi immediati e futuri che i comunisti, oggi, debbono sapere interpretare ed esprimere al fine di difendere la pace, la democrazia e il socialismo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia non fa nulla non possiede immense ricchezze, non combatte battaglie. 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