{"id":745,"date":"2018-05-15T11:28:27","date_gmt":"2018-05-15T09:28:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=745"},"modified":"2018-05-30T11:35:00","modified_gmt":"2018-05-30T09:35:00","slug":"duecento-anni-di-lotte-per-il-socialismo-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=745","title":{"rendered":"DUECENTO ANNI DI LOTTE PER IL SOCIALISMO di Piero de Sanctis"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\"><strong>Karl Marx: nell\u2019anniversario del duecentesimo della nascita<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Il 5 maggio 2018 ricorre il duecentesimo anniversario della nascita della \u00abpi\u00f9 grande mente dell\u2019epoca nostra\u00bb. Karl Marx (5 maggio 1818 \u2013 14 marzo 1883) \u00e8 senza dubbio il pensatore pi\u00f9 discusso nel mondo contemporaneo, e questo \u00e8 gi\u00e0 un indice di quanto profonda sia la traccia da lui lasciata nella storia. Fu l\u2019uomo pi\u00f9 odiato e calunniato del suo tempo. Egli per primo ha dato al socialismo e al movimento operaio una base scientifica. Fu infatti uomo di profonda cultura, versato in ogni ramo del sapere, non sdegnoso di ricerche pazienti e perfino erudite che abbracciavano il diritto, la storia, la filosofia, l\u2019economia, la matematica e la letteratura antica.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Ben presto in lotta contro le censure e i governi, dirige riviste e giornali (al problema della libert\u00e0 di stampa fu dedicato il primo articolo sulla <em>Rheinische Zeitung 1842, <\/em>il <em>Vorw\u00e4rts <\/em>di Parigi 1844, la <em>Deutsche Br\u00fcsseler Zeitung 1847,<\/em> la<em> Neue Rheinische Zeitung 1848,<\/em> la <em>New York Tribune 1852<\/em>)<em> \u00a0<\/em>di indirizzo democratico e rivoluzionario che finiscono regolarmente con l\u2019essere soppressi. Prende parte a tutti i moti rivoluzionari del suo tempo (fondazione della <em>Lega dei Comunisti 1847<\/em>, <em>Manifesto del Partito Comunista <\/em>1848 ), e si fa espellere da ogni paese in cui prende provvisoriamente dimora.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Spentisi i moti insurrezionali del 1848, trov\u00f2 finalmente rifugio a Londra dove visse con la moglie e i figli in autentica miseria, dedicandosi interamente alla elaborazione delle sue teorie, soprattutto nel campo storico-politico ed economico. Solo l\u2019aiuto disinteressato e generoso del suo grande amico F. Engels gli permise di non soccombere ai disagi della povert\u00e0. Dall\u2019esilio londinese seguiva attentamente gli sviluppi della politica mondiale e del movimento operaio. Egli fu l\u2019anima e il cervello della <em>Prima Internazionale <\/em>per dare alla classe operaia una tattica unitaria di lotta. Il conflitto teorico e pratico tra marxismo e anarchismo, che si concluse con la cacciata dei bakuninisti dall\u2019Associazione Internazionale dei Lavoratori nel 1872, ebbe un\u2019importanza eccezionale per il movimento operaio:\u00a0 il superamento delle concezioni anarchiche erano infatti indispensabili per la definitiva eliminazione delle sette, per l\u2019affermazione del socialismo organizzato sulle saldi base del marxismo e la creazione dei partiti politici nazionali di massa della classe operaia. Nell\u2019indirizzo inaugurale dell\u2019Associazione Internazionale dei Lavoratori, Marx traccia un panorama storico della situazione della classe operaia negli ultimi due decenni e dimostra come la burrascosa crescita del capitalismo, dopo il 1948, non abbia migliorato la posizione delle vaste masse operaie.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">La teoria di Marx \u00e8 il <em>materialismo storico.<\/em> Attraverso vasti studi e attraverso la propria esperienza politica egli arriv\u00f2 alla conclusione che tutta la storia finora esistita \u00e8 storia di lotte di classe, \u00ab<em>che in tutte le lotte politiche, siano esse semplici o complicate, si tratta soltanto del dominio sociale e politico di classi sociali, della difesa di questo dominio da parte delle classi vecchie, e della conquista di esso da parte delle nuove classi che si presentano sulla scena.<\/em>\u00bb (Engels). Le classi sono legate ai modi della produzione e dello scambio. Conoscendo la situazione economica di una societ\u00e0, ovvero la sua anatomia, i fenomeni storici che in essa hanno luogo vengono spiegati chiaramente. La <em>struttura economica <\/em>\u00e8 un elemento che condiziona ogni aspetto ideologico della <em>sovrastruttura. <\/em>Politica, diritto, religione, arte, filosofia, nascono sulla base di concreti rapporti sociali, che sono in definitiva rapporti economici. La cultura non sta sospesa nel vuoto ma vive nella storia, e questa storia \u00e8 storia di classi in lotta tra di loro.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Dall\u2019applicazione di questo principio all\u2019esame tra Stato e <em>societ\u00e0 civile,<\/em> Marx ottiene un primo importante risultato: non \u00e8 la societ\u00e0 civile, considerata da Hegel la sfera dei rapporti economico-materiali, ad essere determinata dallo Stato, ma al contrario lo Stato \u00e8 determinato dalla societ\u00e0 civile, e che l\u2019anatomia della societ\u00e0 civile va ricercata nell\u2019economia politica. Con ci\u00f2 Marx \u00ab<em>incominciava appena a diventare Marx, cio\u00e8 il fondatore del &#8220;materialismo moderno&#8221;, immensamente pi\u00f9 ricco di contenuto e incomparabilmente pi\u00f9 coerente di tutte le precedenti forme di materialismo.<\/em>\u00bb (Lenin).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Nell\u2019ottobre del<em>\u00a0<\/em>1843 Marx e la moglie Jenny von Westphalen (si erano sposati nel giugno dello stesso anno) si trasferirono a Parigi per l\u2019edizione di una rivista organo dei democratici tedeschi e francesi. La fama rivoluzionaria di Parigi non era soltanto legata alla grande Rivoluzione francese. Parigi era diventata la sede dei movimenti di una nuova classe di rivoluzionari: il proletariato. Dopo la rivoluzione del luglio 1830, nel cui corso il proletariato parigino si affacci\u00f2 per la prima volta alla ribalta storica, i quartieri operai divennero la roccaforte degli operai, artigiani e la schiera pi\u00f9 avanzata degli intellettuali. La diretta conoscenza della vita e delle lotte degli operai francesi, lo studio critico dei classici dell\u2019economia borghese Adamo Smith e David Ricardo, le opere dei grandi utopisti, resero possibile il definitivo passaggio di Marx dall\u2019idealismo al materialismo moderno, dal democraticismo rivoluzionario al socialismo. A Parigi avvenne lo storico incontro con Engel che segn\u00f2 l\u2019inizio dell\u2019amicizia tra i due geni. \u00ab<em>Le antiche leggende tramandano diversi esempi commoventi di amicizia. Il proletariato europeo pu\u00f2 dire che la sua scienza \u00e8 stata creata da due scienziati e militanti i cui rapporti personali superano tutte le pi\u00f9 commoventi leggende antiche sull\u2019amicizia tra gli uomini.<\/em>\u00bb (Lenin).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Il primo lavoro comune fu la stesura, nel febbraio del 1845, del libro sotto l\u2019ironica denominazione, <em>La sacra famiglia, ovvero Critica della critica critica. Contro Bruno Bauer e consorti. <\/em>La gran parte di questo lavoro fu scritta da Marx utilizzando i risultati delle sue precedenti ricerche. In queste parti del libro Marx si rivela un maestro di quella critica costruttiva che batte la vuota immaginazione ideologica per mezzo della realt\u00e0 positiva, che mentre distrugge crea, mentre demolisce ricostruisce. Critica poi le soggettive concezioni idealistiche di Bauer e soci i quali sostenevano che soltanto le <em>grandi personalit\u00e0 <\/em>fanno la storia, alle quali contrappone uno dei principi pi\u00f9 importanti del materialismo storico: non i singoli <em>eroi,<\/em> ma le masse popolari sono i veri artefici della storia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Espulso da Parigi, Marx si trasfer\u00ec a Bruxelles con la famiglia dove, nella primavera de 1845, fu raggiunto da Engels e insieme andarono in Inghilterra per studi e ricerche, dove rimasero per sei settimane. Sempre nella primavera del 1845 Marx abbozz\u00f2 sul suo taccuino le celebri XI tesi su Feuerbch. Appena tornati dall\u2019Inghilterra si accinsero ad un lavoro comune, <em>L\u2019Ideologia tedesca,<\/em> contro la filosofia tedesca nei suoi rappresentanti <em>Feuerbach, Bauer <\/em>e<em> Stirner <\/em>e contro il cosiddetto <em>vero socialismo <\/em>(una tendenza filosofico-letteraria assai diffusa tra la piccola borghesia tedesca), cos\u00ec battezzato da Ruge e sostenuto da uomini come <em>Moses Hess, Harl Gr\u00fcn, Otto L\u00fcning <\/em>e altri. \u00ab<em>Noi decidemmo <\/em>\u2013 disse pi\u00f9 tardi Marx \u2013<em> di mettere in chiaro, con un lavoro comune, il contrasto tra il nostro modo di vedere e la concezione ideologica della filosofia tedesca, di fare i conti, in realt\u00e0, con la nostra anteriore coscienza filosofica<\/em>\u00bb. Ne <em>L\u2019Ideologia tedesca <\/em>viene delineato per la prima volta il principio basilare del <em>materialismo storico<\/em> <em>e dialettico<\/em> riguardo al ruolo determinante che la produzione svolge nella vita della societ\u00e0 e nella sua storia. Tuttavia Marx sentiva mancare nel materialismo di Feuerbach quello che, ancora studente, aveva sentito mancare in Democrito, il precursore del materialismo: e cio\u00e8 il \u00ab<em>principio energetico<\/em>\u00bb; diceva che questo era il difetto di ogni materialismo esistito fino ad allora, cio\u00e8 quello di concepire il mondo sensibile e la realt\u00e0 soltanto sotto forma di intuizione o di oggetto, ma non come attivit\u00e0 sensibile dell\u2019uomo, come attivit\u00e0 pratica, non soggettivamente. Perci\u00f2 era accaduto che, in contrasto col materialismo, la parte attiva, era stata sviluppata dall\u2019idealismo, ma solo astrattamente, perch\u00e9 l\u2019idealismo naturalmente non conosce l\u2019attivit\u00e0 sensibile reale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">L\u2019occasione storica che consent\u00ec a Marx di approfondire ulteriormente la nascente teoria del materialismo storico e dialettico, fu la pubblicazione, nel 1846, del libro del francese Proudhon <em>Le sist\u00e8me de contradictions \u00e9conomiques <\/em>e il sottotitolo <em>La mis\u00e8re<\/em> <em>de philosophie.<\/em> Contro gli errori teorici, politici ed economici propagandate da Proudhon, Marx rispose con <em>Philosophie de la Mis\u00e8re<\/em> un libro che segna un ulteriore passo avanti nello sviluppo della dottrina rivoluzionaria del proletariato: critica le sue concezioni idealistiche e la sua distorta strumentalizzazione della dialettica hegeliana, ed espone per la prima volta in forma polemica le conclusioni delle sue ricerche economiche sul <em>valore<\/em> della merce, sul <em>salario<\/em> e la <em>rendita fondiaria<\/em>. Nel suo libro Proudhon diffondeva l\u2019idea piccolo-borghese di una trasformazione pacifica e graduale del capitalismo eliminandone i lati \u00ab<em>cattivi<\/em>\u00bb e conservandone i lati \u00ab<em>buoni<\/em>\u00bb. Il suo metodo consisteva nel conservare il lato buono e buttar via quello cattivo. Non era difficile per Marx scoprire l\u2019inconsistenza di questo metodo. Infatti se per assurdo si divide il processo unitario dialettico in una parte buona e in una cattiva per poi buttare via quest\u2019ultima, si finisce per eliminare e dissolvere anche la parte buona. Ecco come Marx illustra la questione: \u00ab<em>Anche il feudalesimo aveva il suo proletariato: i servi della gleba, in cui erano racchiusi tutti i germi della borghesia. Anche nella produzione feudale giocavano elementi antagonistici; che se si vuole, possono essere ben designati come &#8220;il lato buono e il lato cattivo&#8221; del feudalesimo, senza pensare che \u00e8 quello cosiddetto cattivo che finisce sempre con l\u2019avere il sopravvento. E\u2019 il lato cattivo a produrre il movimento che fa la storia, determinando la lotta. Se all\u2019epoca del regime feudale, gli economisti, entusiasmati dalle virt\u00f9 cavalleresche, dalla bella armonia fra i diritti e i doveri, dalla vita patriarcale delle citt\u00e0, dalle condizioni prospere dell\u2019industria domestica nelle campagne, dallo sviluppo dell\u2019industria organizzata in corporazioni, e i corpi dei consoli e maestri d\u2019arte, ecc., infine di tutto ci\u00f2 che costituisce il lato buono del feudalesimo, si fossero posti il problema di eliminare tutto ci\u00f2 che offusca questo quadro \u2013 servit\u00f9, privilegi, anarchia \u2013 che cosa sarebbe avvenuto? Sarebbero stati annullati tutti gli elementi che costituivano la lotta e si sarebbe soffocato in germe lo sviluppo della borghesia. Insomma, si sarebbe posto l\u2019assurdo problema di eliminare la storia.<\/em>\u00bb. L\u2019importanza di <em>Miseria della filosofia <\/em>consiste nel fatto che, per la prima volta, le tre parti integranti della teoria rivoluzionaria dl proletariato: la filosofia, l\u2019economia politica e il socialismo videro la luce.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Nella prima decade del dicembre del 1847 Marx torn\u00f2 da Londra a Bruxelles dove si rituff\u00f2 nel lavoro, occupandosi principalmente alla redazione del <em>Manifesto del Partito comunista.<\/em> Alla fine di gennaio 1848 il lavoro era terminato e fu inviato a Londra per la pubblicazione. Il <em>Manifesto <\/em>\u00e8 il primo documento programmatico del comunismo scientifico in cui si fondano in una non comune ricchezza e profondit\u00e0 di pensiero, una potente forza logica con uno stile elegante e nitido. \u00ab<em>In quest\u2019opera <\/em>&#8211; scrisse Lenin &#8211;<em> vengono delineate con chiarezza e vivacit\u00e0 geniali la nuova concezione del mondo, il materialismo conseguente, esteso al campo della vita sociale, la dialettica, come la pi\u00f9 completa e profonda dottrina dell\u2019evoluzione, e la teoria della lotta di classe e della funzione storica rivoluzionaria del proletariato, creatore di una nuova societ\u00e0, della societ\u00e0 comunista<\/em>\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">L\u2019uscita del <em>Manifesto <\/em>coincise con l\u2019inizio della rivoluzione francese del 24 febbraio 1848, che rovesci\u00f2 la monarchia borghese di Francia di Luigi Filippo. Essa ebbe il suo contraccolpo anche a Bruxelles, ma il re Leopoldo seppe cavarsela pi\u00f9 abilmente di quanto avesse fatto suo suocero a Parigi. Egli promise ai suoi ministri, ai suoi deputati e ai suoi borgomastri liberali di deporre la corona se la nazione lo desiderasse. Poi, tornata la calma, il re fece disperdere dai suoi soldati le assemblee popolari sulle pubbliche piazze, e scaten\u00f2 la polizia alla caccia dei rifugiati stranieri. Marx fu brutalmente arrestato e qualche ora dopo fu arrestata anche la moglie Jenny che fu tenuta per una notte rinchiusa con le prostitute. Il 13 marzo scoppi\u00f2 la rivoluzione a Vienna che si propag\u00f2 in Ungheria e agli altri popoli oppressi dall\u2019assolutismo austriaco. Il 18 marzo l\u2019ondata rivoluzionaria raggiunse anche la capitale prussiana, Berlino. Si sollevarono anche le masse popolari italiane e l\u2019armata austriaca di Radetzhy fu cacciata da Milano.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Espulso da Bruxelles subito dopo essere stato scarcerato, Marx fu accolto a Parigi da Flocon, membro del governo provvisorio parigino. In una lettera di Flocon, a nome del popolo francese, indirizzata a Marx, si diceva: \u00ab<em>Onesto e coraggioso Marx!&#8230;La tirannide vi ha cacciato, la Francia libera vi riapre le sue porte<\/em>\u00bb. Qui form\u00f2, sulla base dei pieni poteri ricevuti, un nuovo Comitato centrale della Lega dei comunisti, nel quale entrarono anche i capi del Comitato centrale londinese con il compito specifico di fare chiarezza tra gli operai ed emigrati tedeschi che sentivano l\u2019avvicinarsi della rivoluzione in Germania ed anelavano il ritorno in patria. Compito quanto mai urgente poich\u00e9 la Societ\u00e0 democratica tedesca organizzata a Parigi sotto la guida del popolare poeta Herwegh e del giornalista Bornstedt, aveva iniziato a formare una legione militare tedesca con il proposito di suscitare in Germania la rivoluzione. In opposizione alla Societ\u00e0 democratica sorse per iniziativa di Marx il Club degli operai tedeschi. Nelle riunioni successive Marx ed Engels intervennero contro l\u2019avventuristica idea della \u00ab<em>esportazione della rivoluzione<\/em>\u00bb. Ma mentre Marx ed Engels si contrapponevano decisamente a questo modo di giocare alla rivoluzione, che era divenuto del tutto insensato dopo le rivoluzioni di Parigi, Vienna, Berlino, nello stesso giorno del 18 marzo, essi si procuravano i mezzi materiali non solo per sostenere efficacemente la rivoluzione tedesca ma elaborarono una piattaforma teorico-politica \u00ab<em>nell\u2019interesse del proletariato tedesco, del ceto piccolo-borghese e contadino<\/em>\u00bb, passata alla storia come documento <em>Rivendicazioni del partito comunista in Germania. <\/em>Articolato in 17 punti tra cui spiccano la proclamazione dell\u2019intera Germania a repubblica una e indivisibile, la nazionalizzazione dei possessi fondiari principeschi e delle altre terre feudali, delle miniere, delle cave, dei mezzi di trasporto terrestri e marittimi, l\u2019istituzione di opifici nazionali, l\u2019istruzione popolare generale e gratuita, lavoro per tutti gli operai e l\u2019assistenza per gli inabili al lavoro, ecc., il documento conteneva anche e soprattutto le indicazioni di quale tattica politica seguire per la vittoria della rivoluzione democratica borghese, condizione preliminare per la successiva lotta per il socialismo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Con la vittoria della controrivoluzione, a Vienna e a Berlino erano state poste le basi per la sconfitta della rivoluzione in tutta la Germania. Quel che ancora rimaneva delle conquiste rivoluzionarie era l\u2019Assemblea Nazionale di Francoforte alla quale, Marx ed Engels, consigliarono un\u2019azione decisa: di costituire un potere effettivamente rivoluzionario, di schierarsi apertamente dalla parte degli insorti, di chiamare ovunque il popolo \u00a0a prendere le armi\u00a0 in difesa dell\u2019Assemblea, di dichiarare fuori legge tutte le monarchie tedesche, i ministri e tutti gli altri controrivoluzionari, di attirare dalla propria parte i contadini con l\u2019annullamento senza indennizzo dei vincoli feudali. Ma i ministri piccoli-borghesi rimasero sordi a questi consigli. Essa, infatti, fu sciolta con proclama reale, il 5 dicembre 1849. Anche la <em>Neue Rheinische Zeitung, <\/em>nata il 31 maggio1848 che, guidata dalla genialit\u00e0 di Marx, era l\u2019unico giornale che aiutava le masse popolari ad orientarsi nel complesso labirinto della lotta rivoluzionaria non solo in Germania, ma anche in altri paesi europei, mor\u00ec il 19 maggio 1849, data del suo ultimo numero stampato con inchiostro rosso, il colore della bandiera proletaria. Lenin consider\u00f2 il giornale \u00ab<em>il migliore, insuperato organo del proletariato rivoluzionario.<\/em>\u00bb. Il 23 agosto del \u201949 Marx e sua moglie ricevettero l\u2019ordine di lasciare Parigi entro 24 ore.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Gi\u00e0 ai primi di settembre del 1850 Marx \u00e8 a Londra, esiliato per la terza volta. Nell\u2019ultima lettera che Marx mand\u00f2 ad Egels da Parigi, gli comunicava di avere buone prospettive per fondare a Londra una rivista tedesca. Pregava Engels, che viveva esule in Svizzera, di venire subito a Londra, cosa che Engels fece nel pi\u00f9 breve tempo possibile imbarcandosi a Genova su un veliero. Essi ritenevano che il compito pi\u00f9 immediato del momento era nel tirare le somme della ricca esperienza delle rivoluzioni vissute. A prezzo di enormi difficolt\u00e0 riuscirono ad organizzare ad Amburgo la stampa della rivista <em>Neue Rheinische Zeitung Politisch-\u00f6konomische Revue.<\/em> I sei numeri della rivista usciti nel 1850 sono dei capolavori passati alla storia mondiale come esempi inarrivabili di applicazione del materialismo storico (cio\u00e8 la spiegazione di un periodo storico colle condizioni economiche e sociali corrispondenti) alle rivoluzioni del 1848-49 in Francia ed in Germania. L\u2019insostituibile valore del lavoro consiste nel fatto che in esso Marx, sulla base dell\u2019esperienza francese e tedesca, arricch\u00ec la propria dottrina di fondamentali conclusioni teoriche. \u00ab<em>Qui <\/em>&#8211; dice Lenin &#8211;<em> come sempre, la dottrina di Marx \u00e8 il bilancio di un\u2019esperienza, bilancio illuminato da una profonda concezione filosofica del mondo e da una vasta conoscenza della storia.<\/em>\u00bb. Nella primavera del 1850, Marx ebbe modo di riprendere gli studi economici degli ultimi dieci anni, che gli confermarono quanto lui aveva ricavato per induzione da materiali imperfetti: che la crisi del commercio mondiale nel 1847 era stata la madre delle rivoluzioni di febbraio e di marzo, e che la prosperit\u00e0 industriale, ricomparsa successivamente dopo la met\u00e0 del 1848 e giunta al suo apogeo nel 1849 e 1850, era la forza vitale della reazione europea, nuovamente rinvigorita. In realt\u00e0, per\u00f2, non era questa la sola causa delle sconfitte delle rivoluzioni, pi\u00f9 volte sottolineata dallo stesso Marx: il tradimento dell\u2019alleanza della borghesia democratica con la classe operaia, l\u2019isolamento della classe operaia e l\u2019alleanza momentanea della borghesia con tutte le altre classi in lotta. Il colpo di stato del 2 dicembre 1851 di <em>Napoleone il piccolo, <\/em>cos\u00ec ironicamente definito da Victor Hugo, Luigi Bonaparte, offr\u00ec a Marx l\u2019occasione per la stesura di un\u2019opera di fondamentale importanza: <em>Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte.<\/em> In quest\u2019opera Marx esamina e spiega, in una luce nuova, i presupposti del colpo di Stato, e individua i successivi avvenimenti politici come logica conseguenza di tali presupposti. Marx indica cos\u00ec al movimento operaio un giusto metodo di valutazione della realt\u00e0 storica e delle condizioni entro cui si svolge la lotta politica contemporanea, dimostrando che un avvenimento non pu\u00f2 essere compreso finch\u00e9 lo si considera \u00ab<em>un fulmine a ciel sereno<\/em>\u00bb, riconducibile alla \u00ab<em>potenza di iniziativa personale<\/em>\u00bb di un individuo, o magari (come il Croce ha concepito il fascismo) una parentesi di irrazionalit\u00e0 che temporaneamente ha interrotto il corso razionale degli avvenimenti. \u00ab<em>Proudhon \u2013 dice Marx \u2013 cerca di rappresentare il colpo di Stato come il risultato di una precedente evoluzione storica; ma la ricostruzione storica del colpo di Stato si trasforma in lui in un\u2019apologia storica dell\u2019eroe del colpo di Stato. Egli cade cos\u00ec nell\u2019errore dei nostri cosiddetti storici &#8220;oggettivi&#8221;. Io mostro, invece come in Francia la lotta di classe cre\u00f2 delle circostanze e una situazione che rendono possibile a un personaggio mediocre e grottesco di far la parte dell\u2019eroe<\/em>\u00bb. Marx mette, inoltre, in evidenza l\u2019essenza del bonapartismo e i suoi caratteri distintivi: il barcamenarsi tra le classi, la demagogia sociale, la corruzione, il ricatto. Riguardo al suo stile, Liebknect scrisse che in esso si univano \u00ab<em>la sdegnosa austerit\u00e0 di Tacito, la carica satirica di Giovenale ed il sacro furore di Dante<\/em>\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Il piano di una grande opera di economia politica che dovesse indagare a fondo il modo di produzione capitalistico era vecchio di circa quindici anni, quando Marx cominci\u00f2 a eseguirlo praticamente. Dopo aver partecipato alle lotte degli anni della rivoluzione, Marx l\u2019aveva subito ripreso e gi\u00e0 il 2 aprile 1851 lo comunic\u00f2 ad Engels con una lettera: \u00ab<em>Sono tanto avanti che entro cinque settimane sar\u00f2 pronto con tutta la merda economica. &#8220;Et cela fait&#8221;, porter\u00f2 a termine a casa il lavoro sull\u2019 &#8220;Economia&#8221;, e nel British Museum mi butter\u00f2 su un\u2019altra scienza. Questo commercio mi annoia. In fondo questa scienza da A. Smith e\u00a0 D. Ricardo in poi non ha pi\u00f9 fatto progressi, per quanto molto si sia fatto in singole ricerche, spesso molte delicate<\/em>\u00bb. Tuttavia, per varie ragioni, Marx cominci\u00f2 ad elaborare per iscritto un primo abbozzo, <em>Per la critica dell\u2019economia politica,<\/em> negli anni 1857-58, un secondo abbozzo di tremila pagine negli anni 1861-63, e finalmente il 10 aprile del 1867 il manoscritto arriv\u00f2, per essere stampato, all\u2019editore di Amburgo. Ma soltanto il 16 agosto, dopo le ultime correzioni, il volume vide la luce.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\"><strong>Il primo libro <\/strong>de <em>Il<\/em> <em>Capitale<\/em><strong>\u00a0<\/strong>\u00e8 dedicato all\u2019analisi del processo di produzione del capitale, alla trasformazione del denaro in capitale, della produzione del plusvalore relativo ed assoluto, del salario e del processo di accumulazione del capitale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Nel primo capitolo Marx analizza il <em>duplice carattere del lavoro<\/em>: il lavoro del produttore di merci ha un duplice carattere. Da una parte esso \u00e8 <em>lavoro utile<\/em>, che crea cose atte a soddisfare vari bisogni umani, \u00ab<em>\u00e8 una condizione d\u2019esistenza dell\u2019uomo indipendente da tutte le forme di societ\u00e0, \u00e8 una necessit\u00e0 eterna\u00a0 della natura che ha la funzione di mediare il ricambio organico fra l\u2019uomo e la natura, cio\u00e8 la vita degli uomini<\/em>\u00bb. D\u2019altra parte, il lavoro di ogni produttore di merci \u00e8 una particella di tutto il lavoro sociale, l\u2019impiego della forza-lavoro in generale, al di l\u00e0 delle sue forme concrete. Il primo aspetto del lavoro si chiama <em>lavoro concreto,<\/em> il secondo <em>lavoro astratto. <\/em>Quest\u2019ultimo concetto \u00e8 di quanto pi\u00f9 complesso e sottile ci sia nei primi capitoli del primo libro, poich\u00e9 da esso nasce il concetto di <em>valore <\/em>di una merce. Quando si scambia una data merce con altre merci in differenti proporzioni, ci\u00f2 vuol dire che questa data merce ha molteplici valori di scambio e non uno solo. D\u2019altra parte, poich\u00e9 queste merci si scambiano tra di loro, deve pur esistere qualcosa di comune e della stessa grandezza. \u00ab<em>Ma questo qualcosa di comune non pu\u00f2 essere una qualit\u00e0 geometrica, fisica, chimica o altre qualit\u00e0 naturali delle merci. Le loro propriet\u00e0 corporee si considerano, in genere, soltanto quanto le rendono utilizzabili, cio\u00e8 le rendono valori d\u2019uso. Ma se si prescinde dal valore d\u2019uso dei corpi delle merci, rimane loro soltanto una qualit\u00e0, quella di essere prodotti del lavoro umano. Tutte le qualit\u00e0 sensibili dei corpi delle merci sono cancellate. \u2026\u2026E\u2019 rimasto solo un dispendio di forza lavorativa umana senza riguardo alla forma del suo dispendio. Questa forza lavorativa umana, come cristalli di questa sostanza sociale agglomeratasi nelle merci, costituisce il loro valore<\/em>\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Riassumendo quanto di fondamentale e di decisivo vi \u00e8 nel primo libro de <em>Il Capitale, <\/em>Marx stesso ce lo dice: \u00ab<em>Ecco quanto vi \u00e8 di meglio nel mio libro: 1) l\u2019evidenziazione, fatta gi\u00e0 nel primo capitolo, del duplice &#8220;carattere del lavoro&#8221;, esprimibile in valore d\u2019uso ed in valore di scambio (e su questo si basa l\u2019 &#8220;intera&#8221; comprensione dei fatti); 2) l\u2019indagine sul &#8220;plusvalore indipendentemente dalle sue forme particolari&#8221;: profitto, percentuale, rendita terriera,ecc&#8230;<\/em>\u00bb. Dunque la merce \u00e8 nel contempo depositaria di qualcosa di duplice: oggetti d\u2019uso e depositari di valori. La grandezza del valore \u00e8 poi misurata dal tempo di lavoro <em>socialmente necessario<\/em> per la produzione di una data merce. Tutte le teorie economiche, venute dopo Marx, che hanno disconosciuto questa grande conquista del <em>valore di scambio della merce<\/em>, come ad esempio la teoria <em>Marginalistica, <\/em>sono miseramente fallite.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">La scoperta del duplice carattere della merce ha consentito poi l\u2019ulteriore passo avanti verso la scoperta del plusvalore, chiarendo la fondamentale contraddizione della produzione di merci, tra lavoro sociale e appropriazione privata del capitale, tra lavoro salariato e capitale. L\u2019economia della scuola classica di A. Smith e D. Ricardo si rivel\u00f2 incapace di spiegare la fonte di questo aumento di denaro rispetto alla somma iniziale anticipata dal capitalista, dato che nella fase di circolazione delle merci si scambiano tra loro valori uguali. Com\u2019\u00e8 possibile che il capitalista, possessore di denaro, compri delle merci al loro valore e le venda al loro valore e ricavi, tuttavia, pi\u00f9 valore di quanto ne aveva impiegato? Ci\u00f2 \u00e8 possibile poich\u00e9 negli attuali rapporti sociali il capitalista trova sul mercato una merce il cui uso \u00e8 fonte di nuovo valore. Questa merce \u00e8 la forza-lavoro dell\u2019operaio. La geniale scoperta di Marx sta nell\u2019aver dimostrato che il capitalista paga all\u2019operaio non il valore del suo lavoro (come aveva sempre sostenuto l\u2019economia politica borghese), ma soltanto il valore della sua forza-lavoro, cio\u00e8 il salario, il cui compito \u00e8 soltanto quello di assicurare i mezzi di sussistenza all\u2019operaio e alla sua famiglia affinch\u00e9 non ci siano soluzioni di continuit\u00e0 e nella produzione e nell\u2019accrescimento del capitale. Dunque, nel processo produttivo, l\u2019operaio produce un valore maggiore della sua stessa forza-lavoro: un pluslavoro dal quale si ricava un pluvalore. Questo nuovo valore, non pagato agli operai, che va ad ingrossare ogni ora, ogni giorno, ogni settimana il capitale del capitalista, mantiene tutti i membri della societ\u00e0 che non lavorano, e su di esso poggia l\u2019intera struttura sociale nella quale viviamo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Ne consegue che la giornata lavorativa dell\u2019operaio si compone di due parti: una prima parte in cui l\u2019operaio crea un valore pari al valore della sua forza-lavoro, cio\u00e8 pari al suo salario; nella seconda parte della giornata lavorativa egli produce un valore supplementare, il plusvalore, di cui si appropria il capitalista. Marx chiama questa prima parte tempo di <em>lavoro necessario<\/em> e tempo di <em>lavoro supplementare <\/em>la seconda met\u00e0. Per definire scientificamente il grado di sfruttamento del lavoro dell\u2019operaio, Marx \u00e8 costretto ad analizzare pi\u00f9 a fondo la composizione del capitale e scopre che esso si compone di due parti: il <em>capitale costante<\/em> che serve ad acquisire i mezzi di produzione, e il <em>capitale variabile <\/em>che serve per comprare la forza-lavoro degli operai. Quindi il grado di sfruttamento del lavoro\u00a0 si esprime come rapporto tra il plusvalore e il capitale variabile. Se, per esempio, in una giornata di otto ore, quattro ore sono di <em>lavoro necessario<\/em> e quattro di <em>lavoro supplementare, <\/em>allora il saggio di plusvalore, o grado di sfruttamento dell\u2019operaio, \u00e8 del 100%. (Oggi, in Italia, da un calcolo approssimativo, forse per difetto, risulta essere del 400%, cio\u00e8 in una giornata lavorativa di otto ore, l\u2019operaio reintegra il valore del salario in 1,5 ore, mentre le restanti 6,5 ore lavora gratis per il capitalista).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\"><strong>Il secondo libro <\/strong>de <em>Il Capitale <\/em>\u00e8 dedicato al movimento del capitale formato dal processo di produzione e dal processo di circolazione. Particolarmente importante risulta, nell\u2019analisi del capitale in movimento, l\u2019indagine di come la sfera della circolazione influisce sulla formazione del plusvalore. Nel corso della sua circolazione Marx dimostra che il capitale passa per tre stadi ed assume conseguentemente tre forme: monetaria, produttiva e capitale-merce. Nella natura stessa del capitale, che sempre tende ad accrescersi, \u00e8 insita la necessit\u00e0 per cui esso \u00e8 in continuo movimento ripetendo la sua rotazione. E\u2019 nel processo della circolazione che il plusvalore si realizza.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\"><strong>Il terzo libro <\/strong>de <em>Il Capitale <\/em>\u00e8 dedicato alla distribuzione del plusvalore tra i diversi gruppi capitalisti: il profitto tra gli industriali, l\u2019interesse tra i finanzieri e la rendita fondiaria tra gli agrari. E\u2019 grande merito di Marx l\u2019aver chiarito le leggi del <em>profitto medio <\/em>e del <em>prezzo di produzione <\/em>della merce di fronte alle quali gli economisti borghesi si erano arrestati. Questa distribuzione del plusvalore tra i capitalisti industriali, commerciali e bancari non avviene pacificamente, ma \u00e8 il risultato di una lotta feroce per l\u2019investimento dei loro capitali nei settori che danno maggior saggio di profitto. Disuniti in questa lotta, ma uniti contro la classe operaia. In altre parole possiamo dire che se il contenuto del primo libro ci fa scoprire la fonte dell\u2019arricchimento capitalistico nella fabbrica, nel secondo e terzo libro ci fa scoprire l\u2019essenza delle banche, della borsa, degli affari finanziari, nella loro corsa per la divisione della preda, e, nel contempo, ci addentra nelle vere ragioni delle crisi periodiche del capitalismo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Poco prima di morire Marx chiese alla figlia Eleonora di mandare i manoscritti de <em>Il Capitale <\/em>ad Engels che avrebbe dovuto \u00ab<em>farne qualcosa<\/em>\u00bb. Separati in due parti, Engels fece uscire il secondo libro de <em>Il Capitale <\/em>il 5 maggio del 1885 nell\u2019anniversario della nascita che, come lui stesso scrisse, non fu un lavoro facile. Il terzo libro vide la luce nel 1894 e richiese un lavoro ancora pi\u00f9 difficile: occorreva dare veste organica a quelle sue parti che ancora si trovavano allo stato di abbozzo e dare una struttura al tutto. Dando un\u2019alta valutazione del grande lavoro creativo svolto da Engels, Lenin scrisse: \u00ab<em>\u2026questi due volumi de &#8220;Il Capitale&#8221;\u00a0\u00a0sono opera di entrambi, di Marx e di Engels<\/em>\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Il 14 marzo 1883, verso mezzogiorno, Karl Marx spir\u00f2 placidamente nella sua poltrona. Nell\u2019ultimo saluto che Engels rivolse all\u2019amico morto disse:\u00ab<em>\u2026.Marx era perci\u00f2 l\u2019uomo pi\u00f9 odiato e calunniato del suo tempo. I governi, assoluti e repubblicani, lo espulsero, i borghesi, conservatori e democratici radicali, lo coprirono a gara di calunnie. Egli disdegn\u00f2 tutte queste miserie, non prest\u00f2 loro nessuna attenzione, e non rispose se non in caso di estrema necessit\u00e0. E\u2019 morto venerato, amato, rimpianto da milioni di compagni di lavoro rivoluzionari in Europa e in America, dalle miniere siberiane sino alla California. E posso aggiungere, senza timore: poteva avere molti avversari, ma nessun nemico personale. Il suo nome vivr\u00e0 nei secoli, e cos\u00ec la sua opera!<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Teramo 15 maggio 2018<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Karl Marx: nell\u2019anniversario del duecentesimo della nascita Il 5 maggio 2018 ricorre il duecentesimo anniversario della nascita della \u00abpi\u00f9 grande<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":749,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-745","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/745","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=745"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/745\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":752,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/745\/revisions\/752"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/749"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=745"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=745"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=745"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}