{"id":852,"date":"2018-09-12T09:50:00","date_gmt":"2018-09-12T07:50:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=852"},"modified":"2018-09-12T09:50:00","modified_gmt":"2018-09-12T07:50:00","slug":"lotta-socialismo-unita-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=852","title":{"rendered":"LOTTA SOCIALISMO UNIT\u00c0 di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Gi\u00e0 nel 1918 Lenin, nel suo scritto <em>I compiti immediati del potere sovietico, <\/em>aveva elaborato i principi di una politica economica che potesse consolidare l\u2019alleanza degli operai e dei contadini conservando il ruolo dirigente del proletariato, e creasse le condizioni per la partecipazione dei contadini alla costruzione del socialismo. Ma nel periodo dell\u2019intervento armato dell\u2019imperialismo e della guerra civile il potere sovietico era stato costretto a perseguire la politica del comunismo di guerra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">All\u2019inizio del 1921, conclusa vittoriosamente la guerra civile, il Comitato Centrale del partito, su iniziativa di Lenin, prepar\u00f2 il passaggio dal comunismo di guerra alla Nuova Politica Economica (NEP). Tuttavia la transizione dal capitalismo al socialismo non fu un processo piano, lineare di\u00a0 avanzamenti graduali, fu invece un processo di lotta di classe acuta, irto di difficolt\u00e0, di contraddizioni, di passi indietro e di nuovi ed inaspettati problemi per la cui soluzione solo la dialettica materialistica era in grado di chiarire, di illuminare e risolvere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">La lotta politica \u2013 quindi economica e teorica \u2013 che in Russia si svilupp\u00f2 in seguito al passaggio dal capitalismo al socialismo, tra i menscevichi, i socialisti-rivoluzionari, gli anarchici, tra Trotski e Bukharin da una parte e il gruppo dirigente leninista dall\u2019altra, fu dura e severa. Approfittando delle serie difficolt\u00e0 economiche e delle immani distruzioni dovute alla guerra, questi vari raggruppamenti: <em>opposizione operaia <\/em>(Trotski), <em>democrazia della produzione <\/em>(Bukharin), <em>comunisti di sinistra, centralisti democratici, nuovo punto di vista produttivo, <\/em>ecc., scatenarono un\u2019offensiva contro il Comitato Centrale bolscevico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">La produzione agricola complessiva raggiungeva nel 1920 soltanto la met\u00e0 della produzione dell\u2019anteguerra. La produzione della grande industria, nello stesso anno, raggiungeva soltanto un settimo della produzione dell\u2019anteguerra. Ferma la maggioranza degli stabilimenti; distrutte, allagate le miniere e i pozzi; la metallurgia era semidistrutta tanto che durante il 1921 si produssero il 3% dell\u2019anteguerra; i trasporti erano disorganizzati e c\u2019era penuria di combustibili. Lo Stato sovietico, che durante il periodo dell\u2019intervento armato straniero e della guerra civile, era costretto a prelevare dai contadini tutte le loro eccedenze allo scopo di provvedere alle esigenze della difesa del paese e ad instaurare la politica del <em>comunismo di guerra, <\/em>ora, a guerra finita e vinta, tale politica veniva a trovarsi in conflitto con gli interessi del contadino. A ci\u00f2 si aggiunse la siccit\u00e0 e il cattivo raccolto del 1921 che coinvolse circa 33 milioni di persone, dalla zona del Volga, al sud dell\u2019Ucraina, fino in Crimea. La carestia \u2013disse\u00a0 Lenin \u2013 \u00e8 stata un orribile risultato della guerra civile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Lo scritto con il quale Lenin critica a fondo tutte queste errate posizioni politiche e teoriche \u00e8 senza dubbio quello che compare in un opuscolo del 1918, un lavoro magistrale di applicazione del materialismo storico dialettico, dal titolo <em>Sulla economia russa contemporanea.<\/em> \u00ab\u2026.Il capitalismo di Stato \u2013 dice Lenin \u2013 rappresenterebbe un passo avanti rispetto allo stato attuale delle cose nella nostra Repubblica sovietica. Se, per esempio, fra sei mesi si instaurasse da noi il capitalismo di Stato, ci\u00f2 sarebbe un enorme successo e rappresenterebbe la pi\u00f9 sicura garanzia che fra un anno il socialismo sarebbe da noi definitivamente consolidato e reso invincibile. Mi immagino con quale nobile indignazione qualcuno respinger\u00e0 queste parole\u2026Come? Nella Repubblica socialista sovietica il passaggio al <em>capitalismo <\/em>di Stato sarebbe un passo avanti?&#8230;.Non \u00e8 questo tradire il socialismo?&#8230; E\u2019 perci\u00f2 proprio su questo che dobbiamo soffermarci in modo pi\u00f9 particolareggiato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">In primo luogo, bisogna analizzare qual \u00e8 esattamente la natura del <em>passaggio <\/em>\u00a0dal capitalismo al socialismo che ci d\u00e0 il diritto e il motivo di chiamarci Repubblica socialista dei Soviet.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">In secondo luogo, bisogna denunciare l\u2019errore di coloro che non vedono le condizioni economiche piccolo-borghesi e l\u2019elemento piccolo-borghese come il <em>principale <\/em>nemico del socialismo nel nostro paese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">In terzo luogo, bisogna ben comprendere il significato della differenza economica tra lo Stato <em>sovietico <\/em>e lo Stato borghese. Esaminiamo questi tre punti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Non c\u2019\u00e8 stato ancora nessuno, a quanto mi pare, che, interrogato sull\u2019economia della Russia, abbia negato il carattere transitorio di questa economia. Nessun comunista ha neppure negato, a quanto pare, che l\u2019espressione \u201cRepubblica socialista sovietica\u201d significa che il potere dei Soviet \u00e8 deciso a realizzare il passaggio al socialismo, ma non significa affatto che riconosca come socialisti i nuovi ordinamenti economici. Ma che cosa significa dunque la parola transizione? Non significa, quando la si applichi all\u2019economia, che in quel determinato regime vi sono elementi, particelle, frammenti e di capitalismo e di socialismo? Chiunque deve ammettere che \u00e8 cos\u00ec. Ma non tutti, pur ammettendolo, si domandano sempre quali siano precisamente gli elementi che rappresentano i diversi tipi economico-sociali che sono presenti in Russia. Ma \u00e8 appunto qui che sta il nodo della questione. Esaminiamo questi elementi:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">l\u2019economia patriarcale, cio\u00e8 in larga misura naturale e contadina;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">la piccola produzione mercantile (che comprende la maggioranza dei contadini che vendono il grano);<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">il capitalismo privato;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">il capitalismo di Stato;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">il socialismo.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">La Russia \u00e8 cos\u00ec grande e cos\u00ec varia che tutti questi differenti tipi economico-sociali si intrecciano strettamente. E proprio in ci\u00f2 sta il carattere originale della situazione. Ma ci si domanda: quali sono gli elementi che predominano? E\u2019 chiaro che in un paese di piccoli contadini predomina, e non pu\u00f2 predominare, l\u2019elemento piccolo-borghese; la maggioranza degli agricoltori sono piccoli produttori mercantili. L\u2019involucro del capitalismo di Stato (il monopolio del grano, imprenditori e commercianti controllati, cooperatori borghesi) viene spezzato qua e l\u00e0 dagli speculatori, e l\u2019oggetto principale della speculazione \u00e8 il grano.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">La lotta principale si svolge appunto in questo settore. Fra chi si svolge questa lotta, se parliamo in termini di categorie economiche, come il \u201ccapitalismo di Stato\u201d? Fra la quarta e la quinta secondo l\u2019ordine che abbiamo or ora indicato? Certamente no. Non \u00e8 il capitalismo di Stato che lotta qui contro il socialismo, ma la piccola borghesia pi\u00f9 il capitalismo privato che lottano insieme, come una cosa sola, sia contro il capitalismo di Stato, sia contro il socialismo. La piccola borghesia si oppone a <em>qualsiasi <\/em>intervento, inventario e controllo statale, sia dello Stato capitalistico sia dello Stato socialista. Questo \u00e8 un dato di fatto assolutamente inconfutabile, e la radice di una lunga sequela di errori economici risiede appunto nell\u2019incomprensione di questo fatto. Lo speculatore, il trafficante, il sabotatore del monopolio: ecco il nostro principale nemico \u201cinterno\u201d, il nemico delle iniziative economiche del potere sovietico. Se 125 anni or sono si poteva ancora perdonare il piccolo borghese francese \u2013 il pi\u00f9 accanito e sincero rivoluzionario \u2013 quando voleva vincere gli speculatori mandandone al patibolo pochi \u201celetti\u201d e lanciando dichiarazioni reboanti, oggi l\u2019atteggiamento puramente \u201cfrancese\u201d, che a questo proposito hanno certi \u00a0socialisti-rivoluzionari di sinistra, suscita in ogni rivoluzionario cosciente solo ripugnanza e disprezzo. Noi sappiamo benissimo che la base economica della speculazione \u00e8 lo strato dei piccoli proprietari, straordinariamente esteso in Russia, ed \u00e8 il capitalismo privato che ha un suo agente in ogni piccolo borghese. Sappiamo che i milioni di tentacoli di quest\u2019idra piccolo-borghese afferrano, qua e l\u00e0, certe categorie di operai, che, non il monopolio di Stato, \u00e8 la speculazione che penetra in tutti i pori della nostra vita economico-sociale. Chi non lo vede rivela, con la sua stessa cecit\u00e0, di essere tuttora prigioniero dei pregiudizi piccolo-borghesi\u2026..<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Il piccolo borghese ha la sua riserva di soldarelli, qualche migliaia di rubli, accumulati durante la guerra con mezzi \u201cleciti\u201d e soprattutto illeciti. Questo \u00e8 il tipo economico caratteristico che costituisce la base della speculazione e del capitalismo privato. Il denaro \u00e8 un attestato per ottenere ricchezze sociali, e milioni di piccoli proprietari, tenendosi stretto questo attestato, lo nascondono allo \u201cStato\u201d, non credendo a nessun socialismo o comunismo e \u201cattendono con\u00a0 pazienza che passi la bufera proletaria\u201d.O noi sottoponiamo al nostro controllo e inventario questo piccolo borghese (lo potremo fare se organizzeremo i poveri, cio\u00e8 la maggioranza della popolazione,o i semiproletari, intorno all\u2019avanguardia proletaria cosciente), o esso rovescer\u00e0 inevitabilmente il nostro potere operaio, come fecero per la rivoluzione i Bonaparte e i Cavaignac, sorti appunto su questo terreno piccolo-proprietario. Cos\u00ec stanno le cose, e soltanto cos\u00ec\u2026..<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Il piccolo borghese che tiene da parte il suo biglietto da mille \u00e8 nemico del capitalismo di Stato, e su questo biglietto da mille egli intende realizzarlo assolutamente per s\u00e9, contro i poveri, contro qualsiasi potere statale, e la somma di questi biglietti da mille offre una base di parecchi miliardi alla speculazione, che mina la nostra edificazione socialista. Ammettiamo che un certo numero di operai produca in alcuni giorni una somma di valori espressa dalla cifra 1.000. Ammettiamo inoltre che 200 unit\u00e0 di questa somma si perdano da noi a causa della piccola speculazione, delle ruberie di ogni genere e della capacit\u00e0 \u00a0dei piccoli proprietari di sfuggire ai decreti sovietici e alle disposizioni sovietiche. Ogni operaio cosciente dir\u00e0: se potessi dare 300 su 1.000 per creare un maggiore ordine e una migliore organizzazione, darei volentieri 300 invece di 200, giacch\u00e9 sotto il potere sovietico sar\u00e0 un compito facilissimo ridurre poi questo \u201ctributo\u201d, poniamo a 100 o 50, una volta che saranno instaurati l\u2019ordine e l\u2019organizzazione, una volta che sar\u00e0 definitivamente spezzato il sabotaggio perpetrato dai piccoli proprietari contro qualsiasi monopolio di Stato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Questo semplice esempio fatto di cifre \u2013 semplificato volutamente al massimo per esporre la cosa in forma popolare \u2013 spiega il rapporto che esiste attualmente tra capitalismo di Stato e socialismo. Gli operai hanno in mano il potere dello Stato; hanno la pi\u00f9 completa disponibilit\u00e0 giuridica di \u201cprendere\u201d tutto il migliaio, cio\u00e8 di non lasciare nemmeno un copeco che non sia destinato a scopi socialisti. Questa possibilit\u00e0 giuridica, che si fonda sul passaggio effettivo del potere nella mani degli operai, \u00e8 un elemento del socialismo. Ma l\u2019elemento piccolo-proprietario e il capitalismo privato compromettono per mille vie questa situazione giuridica; introducono di nascosto la speculazione, ostacolano l\u2019adempimento dei decreti sovietici. Il capitalismo di Stato rappresenterebbe un enorme passo avanti, <em>anche se <\/em>( e ho citato appositamente quell\u2019esempio in cifre per mostrare la cosa in modo netto) noi pagassimo <em>di pi\u00f9 <\/em>di quanto non paghiamo ora, giacch\u00e9 vale la pena di pagare per \u201capprendere\u201d, giacch\u00e9 questo \u00e8 utile agli operai, giacch\u00e9 la vittoria sul disordine, sullo sfacelo, sull\u2019incuria \u00e8 pi\u00f9 importante di ogni altra cosa; giacch\u00e9 la continuazione dell\u2019anarchia piccolo-proprietaria \u00e8 il pi\u00f9 grande e pi\u00f9 grave pericolo, che (se non lo vinceremo) ci porter\u00e0 <em>sicuramente <\/em>alla rovina, mentre il pagamento di un tributo maggiore al capitalismo di Stato, non solo non ci mander\u00e0 in rovina, ma ci aprir\u00e0 la via pi\u00f9 sicura al socialismo. La classe operaia, una volta che abbia imparato a difendere l\u2019ordine statale contro l\u2019anarchismo piccolo-proprietario, una volta appreso a impostare la grande organizzazione della produzione su scala statale, sulle basi del capitalismo di Stato, avr\u00e0 allora \u2013 permettetemi l\u2019espressione \u2013 tutte le carte in mano, e il consolidamento del socialismo sar\u00e0 assicurato. Il capitalismo di Stato \u00e8, dal punto di vista <em>economico, <\/em>incomparabilmente superiore alla nostra economia attuale: questo in primo luogo. E, in secondo luogo, in esso non vi \u00e8 nulla di temibile per il potere sovietico, poich\u00e9 lo Stato sovietico \u00e8 uno Stato nel quale \u00e8 assicurato il potere degli operai e dei \u00a0contadini poveri\u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Per chiarire ancor meglio la questione, citiamo anzitutto un esempio estremamente concreto di capitalismo di Stato. Tutti sanno qual \u00e8 questo esempio: la Germania. Qui abbiamo ,l\u2019\u201dultima parola\u201d della grande tecnica capitalistica moderna e dell\u2019organizzazione sistematica <em>al servizio dell\u2019imperialismo dei borghesi e degli junker. <\/em>Cancellate le parole sottolineate, mettete al posto dello Stato militare, dello Stato degli junker, borghese e imperialista, un altro Stato, ma uno Stato di tipo sociale diverso, di diverso contenuto di classe, lo Stato sovietico, cio\u00e8 proletario, e otterrete tutta la somma delle condizioni che costituiscono il socialismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Il socialismo\u00a0 \u00e8 inconcepibile senza la tecnica del grande capitalismo, costruita secondo l\u2019ultima parola della scienza moderna, senza una organizzazione statale pianificata, che subordina decine di milioni di persone all\u2019osservanza pi\u00f9 rigorosa di un\u2019unica norma nella produzione e nella distribuzione dei prodotti. Noi marxisti questo lo abbiamo sempre detto; ma con gente che non ha capito neppure questo (gli anarchici e una buona met\u00e0 dei socialisti-rivoluzionari di sinistra) \u00e8 inutile perdere due secondi a discutere. Il socialismo \u00e8 ugualmente inconcepibile senza il dominio del proletariato nello Stato: anche questo \u00e8 elementare. E la storia (dalla quale nessuno, tranne forse i pi\u00f9 ottusi menscevichi, si attendeva che senza intoppi, in\u00a0 tutta tranquillit\u00e0, ci desse facilmente e semplicemente il socialismo <em>bell\u2019e e fatto<\/em>) ha seguito un cammino talmente originale da generare nel 1918 le due met\u00e0 separate del socialismo, l\u2019una accanto all\u2019altra, proprio come due futuri pulcini\u00a0 sotto l\u2019unica chioccia dell\u2019imperialismo internazionale. La Germania e la Russia incarnano nel 1918, nel modo pi\u00f9 evidente, la realizzazione materiale, da una parte delle condizioni economiche, produttive e sociali, e dall\u2019altra, delle condizioni politiche del socialismo. Una rivoluzione proletaria vittoriosa in Germania spezzerebbe subito, con enorme facilit\u00e0 il guscio dell\u2019imperialismo (fatto, purtroppo, del migliore acciaio e perci\u00f2 capace di resistere agli sforzi di un qualsiasi pulcino), assicurerebbe senz\u2019altro, senza difficolt\u00e0 oppure con difficolt\u00e0 insignificanti, la vittoria del socialismo mondiale, a condizione naturalmente che la misura delle <em>difficolt\u00e0 <\/em>sia presa su scala storica mondiale e non secondo il criterio di un gruppetto di filistei.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Finch\u00e9 in Germania la rivoluzione ancora tarda a <em>nascere, <\/em>il nostro compito \u00e8 di <em>metterci alla scuola <\/em>del capitalismo di Stato tedesco, di cercare di assimilarlo <em>con tutte le forze, <\/em>di non rinunciare ai metodi dittatoriali per affrettare questa assimilazione ancor pi\u00f9 di quello che fece Pietro I, per quanto riguarda i costumi occidentali, con la Russia barbara, senza fermarsi di fronte ai mezzi barbari di lotta contro la barbarie. Se tra gli anarchici e i socialisti-rivoluzionari di sinistra vi sono uomini capaci di fare ragionamenti alla Karelin, secondo cui non toccherebbe a noi rivoluzionari, <em>apprendere <\/em>dall\u2019imperialismo tedesco, bisogna dire una cosa sola: una rivoluzione che prendesse sul serio uomini siffatti sarebbe condannata senza speranza ( e del tutto meritatamente).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">In Russia predomina attualmente il capitalismo piccolo-borghese, dal quale\u00a0 parte una <em>sola ed unica via <\/em>che porta sia al grande capitalismo di Stato, sia al socialismo, e questa via passa <em>per la medesima <\/em>tappa intermedia che si chiama \u201cinventario e controllo popolare sulla produzione e la distribuzione dei prodotti\u201d. Chi non capisce questo, commette un imperdonabile errore economico, sia ignorando i fatti della realt\u00e0, non vedendo ci\u00f2 che esiste, non sapendo vedere la verit\u00e0 in faccia, sia limitandosi a contrapporre astrattamente \u201ccapitalismo\u201d a \u201csocialismo\u201d e non approfondendo i gradi reali e le forme concrete che questo passaggio assume oggi nel nostro paese. Sia detto tra parentesi, questo \u00e8 lo stesso errore teorico che ha fatto perdere la bussola ai migliori uomini del campo del <em>Vperiod <\/em>( <em>Avanti,<\/em> quotidiano menscevico, ndr) : i peggiori e i mediocri tra essi, per la loro ottusit\u00e0 e mancanza di carattere si trascinano, spaventati, a rimorchio della borghesia; i migliori non hanno capito che i maestri del socialismo non hanno parlato invano di tutto il periodo di transizione dal capitalismo al socialismo e non invano hanno sottolineato i \u201clunghi travagli del parto\u201d della nuova societ\u00e0 (citazione dalla <em>Critica al programma di Gotha,<\/em> K. Marx, ndr); tanto che questa nuova societ\u00e0 \u00e8 sempre un\u2019astrazione, che non pu\u00f2 incarnarsi nella realt\u00e0 se non attraverso una serie di vari e imperfetti tentativi concreti di creare questo o quello Stato socialista\u2026.\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Lenin torn\u00f2 in seguito sullo stesso argomento nel gennaio del 1921, con un altro importante articolo dal titolo: <em>Politica ed Economia. Dialettica ed Eclettismo, <\/em>dedicato agli errori teorici di Trotski e Bukharin definendo la piattaforma di quest\u2019ultimo \u00abil colmo della disgregazione ideologica\u00bb. Dice Lenin: \u00abL\u2019errore teorico \u00e8 palese. La politica \u00e8 l\u2019espressione concentrata dell\u2019economia, ho ripetuto nel mio discorso, perch\u00e9 mi ero gi\u00e0 sentito rimproverare la mia impostazione \u201cpolitica\u201d, rimprovero assolutamente privo di senso e inammissibile in bocca a un marxista. La politica non pu\u00f2 non avere il primato sull\u2019economia. Ragionare diversamente significa dimenticare l\u2019abbicc\u00ec del marxismo\u2026. Bukharin, preconizzando l\u2019unione del punto di vista politico e di quello economico, \u00e8 teoricamente scivolato nell\u2019eclettismo\u2026.Col pretesto di proporre un punto di vista \u201cproduttivo\u201d (Trotski) o di superare l\u2019unilateralit\u00e0 dell\u2019impostazione politica e di unire questa impostazione a quella economica (Bukharin) ci ha offerto:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">la messa in oblio del marxismo, che si \u00e8 espressa in una definizione teoricamente errata, eclettica, del rapporto tra politica ed economia;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">la difesa o la dissimulazione dell\u2019errore politico contenuto nella politica mirante a \u201cscuotere\u201d i sindacati di cui \u00e8 interamente permeato <em>tutto <\/em>l\u2019opuscolo-piattaforma di Trotski. E questo errore, se non se ne ha coscienza e non lo si corregge <em>conduce <\/em>\u00a0alla caduta della dittatura del proletariato;<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">un passo indietro nel campo dei problemi strettamente produttivi, economici, del modo di aumentare la produzione; precisamente un passo indietro dalle tesi di Rudzutak, che pongono compiti concreti, pratici vivi e vitali ( sviluppate la propaganda della produzione, imparate a distribuire bene i premi in natura e a servirvi pi\u00f9 correttamente della costrizione in forma di tribunali disciplinari di compagni), verso <em>tesi <\/em>generali, astratte, <em>vuote di contenuto, <\/em>teoricamente errate e formulate in modo intellettualistico, <em>dimenticando <\/em>quanto vi \u00e8 di pi\u00f9 concreto e pratico.\u00bb.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Il X Congresso del Pc(b)R, riunito nel marzo 1921, approva un documento di fondamentale importanza, la <em>Nuova politica economica <\/em>che cancella il sistema dei prelevamenti fin allora adottato e istituisce in sua vece l\u2019imposta in natura, autorizzando i contadini a vendere e a comprare liberamente le eccedenze, una volta pagata l\u2019imposta stessa in natura. Nel suo rapporto Lenin ricorda che il potere sovietico ha sempre cercato di stabilire giusti rapporti economici tra la classe operaia e i contadini e sottolinea che solo la libera circolazione mercantile avrebbe offerto uno stimolo allo sviluppo dell\u2019agricoltura, sarebbe stata la formula economica valida a creare un nesso tra industria e agricoltura. Certamente la nuova Nep costitu\u00ec \u00a0una brusca svolta rispetto alla politica del <em>comunismo di guerra, <\/em>ma nel contempo svilupp\u00f2 lo scambio tra l\u2019agricoltura e l\u2019industria, svilupp\u00f2 la piccola industria, aiut\u00f2 a combattere la dispersione dei piccoli produttori e a limitare il burocratismo. In tutto ci\u00f2 non ve \u00e8 nulla \u2013dice Lenin \u2013 di terribile per il potere proletario finch\u00e9 il proletariato tiene fermamente il potere nelle sua mani, tiene fermamente nelle sue mani i trasporti e la grande industria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Ciononostante otto giorni prima dell\u2019apertura del Congresso, scoppi\u00f2 la rivolta controrivoluzionaria di Kronstadt, preparata dagli sforzi congiunti della controrivoluzione interna e degli imperialisti stranieri, convinti che il potere sovietico si trovasse in grave difficolt\u00e0 e che fosse arrivato il momento pi\u00f9 opportuno per attaccarlo. I giornali francesi precedendo gli avvenimenti, avevano dato notizia dell\u2019insurrezione di Kronstast ben due settimane prima che iniziasse. Nel gennaio 1921 si era tenuta a Parigi una riunione di ex-membri dell\u2019Assemblea Costituente (sciolta il 19 gennaio 1918 perch\u00e9 si rifiut\u00f2 di ratificare i decreti del II Congresso dei Soviet sulla pace, sulla guerra sul passaggio del potere ai Soviet), con la partecipazione d\u2019inveterati nemici del potere sovietico,come Miljukov, Konovalov, Rodi\u010dev, Kerenskij ed altri. Nel corso della riunione venne creato un \u201cblocco dei senza partiti\u201d e stabilita una tattica sulla base di parole d\u2019ordine capace di minare il potere sovietico dall\u2019interno: \u201clibert\u00e0 di commercio\u201d, \u201cliberazione dalla servit\u00f9\u201d, \u201c i Soviet senza i comunisti\u201d, \u201cil potere ai Soviet e non ai partiti\u201d. Tanto i menscevichi quanto i socialisti rivoluzionari dichiararono che il movimento di Kronstadt \u00e8 un <em>loro <\/em>movimento. Una cinquantina di giornali russi delle guardie bianche all\u2019estero svolsero con rabbiosa energia una \u201ccampagna per Kronstadt\u201d. Tutte le banche e tutte le forze del capitale finanziario indissero una sottoscrizione per aiutare i rivoltosi. Trotzski profetizz\u00f2 la fine del potere sovietico dichiarando che \u00ab il cuculo ha gi\u00e0 cantato\u00bb. Il governo sovietico dovette inviare l\u2019Armata Rossa, diretta da Voroscilov, che liquid\u00f2 il tentativo controrivoluzionario in poco tempo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Nella risoluzione approvata dal C.C. del Pc(b)R, il 12 gennaio 1920, dal titolo <em>La Nuova Politica economica e i sindacati, <\/em>Lenin scrive: \u00ab La nuova politica economica introduce un complesso di modificazioni sostanziali nella situazione del proletariato e di conseguenza anche in quella dei sindacati. La stragrande maggioranza dei mezzi di produzione nel campo dell\u2019industria e dei trasporti rimane nelle mani dello Stato proletario. Insieme alla nazionalizzazione della terra, questo fatto dimostra che la nuova politica economica non cambia la sostanza dello Stato operaio, modificando per\u00f2 radicalmente i metodi e le forme dell\u2019edificazione socialista con l\u2019ammettere l\u2019emulazione economica fra il socialismo in costruzione e il capitalismo che aspira a risorgere sulla base della soddisfazione attraverso il mercato di milioni di contadini.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">I cambiamenti nelle forma di edificazione del socialismo sono causati dal fatto che ora, in tutta la politica di passaggio dal capitalismo al socialismo, il Partito comunista e il potere sovietico adottano, ai fini del passaggio stesso, metodi speciali, agiscono sotto molti rapporti con mezzi diversi da quelli del passato, conquistano una serie di posizioni, per cos\u00ec dire, mediante un \u201cnuovo aggiramento\u201d, compiono una ritirata per poter poi passare nuovamente, pi\u00f9 preparati, all\u2019offensiva contro il capitalismo. In particolare, sono ammessi e si sviluppano adesso il libero commercio e il capitalismo, che sono soggetti alla regolamentazione da parte sello Stato,e, dall\u2019altro lato, le aziende statali socializzate si riorganizzano sulla base del cosiddetto principio del <em>rendimento economico, <\/em>cio\u00e8 su principi commerciali, il che, data l\u2019arretratezza generale della cultura e l\u2019esaurimento del paese, condurr\u00e0 inevitabilmente in maggiore o minor grado, a contrapporre nella coscienza delle masse l\u2019amministrazione di date aziende agli operai che vi sono impiegati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Lo Stato operaio, senza\u00a0 cambiare la propria sostanza, pu\u00f2 ammettere la libert\u00e0 di commercio e lo sviluppo del capitalismo solo fino a certi limiti e alla sola condizione che vengano regolati da parte dello Stato (con vigilanza, controllo, definizione delle forme, dell\u20190rdine,ecc.) il commercio privato e il capitalismo privato\u2026\u2026.Per\u00f2, persino nel caso di un completo successo di tale regolamentazione, sussiste indiscutibilmente la contraddizione degli interessi di classe tra il lavoro e il capitale. Perci\u00f2, d\u2019ora innanzi, una dei compiti essenziali dei sindacati \u00e8 la difesa, in ogni senso e con ogni mezzo, degli interessi di classe del proletariato nella lotta contro questo capitale. Questo compito deve essere posto esplicitamente in primo piano: l\u2019apparato dei sindacati deve essere corrispondentemente trasformato, modificato o completato (devono essere costituiti o perfezionati in caso di necessit\u00e0 commissioni di arbitraggio, fondi di sciopero, fondi di mutuo soccorso, ecc.). \u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Alla fine del 1922 la nuova politica economica aveva gi\u00e0 dato copiosi frutti: aveva consolidata\u00a0 l\u2019alleanza degli operai e dei contadini, aveva dato notevole impulso allo sviluppo dell\u2019agricoltura, mentre un grande lavoro svolsero i gruppi operai inviati nelle campagne dalle organizzazioni del partito e dei sindacati nella lotta contro le conseguenze della carestia. I sintomi della rinascita erano avvertiti ovunque: in economia, nell\u2019industria e nel sociale. Soprattutto nell\u2019industria estrattiva e metallurgica: l\u2019estrazione del carbone e la produzione della ghisa degli alti forni aumentarono notevolmente, molte fabbriche ritornarono a produrre superando i piani di produzione grazie allo sviluppo della produttivit\u00e0 del lavoro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">A tutto ci\u00f2 Lenin dedic\u00f2 un\u2019importante relazione al IV Congresso dell\u2019Internazionale comunista dal titolo <em>Cinque anni di rivoluzione russa e le prospettive della rivoluzione. <\/em>In essa si legge \u00ab\u2026.Oggi, dopo un anno e mezzo, alla fine del 1922, siamo gi\u00e0 in grado di fare alcuni confronti \u2026..Ritengo che possiamo dare con tranquilla coscienza una risposta affermativa; cio\u00e8 possiamo dire che l\u2019anno e mezzo trascorso ha dimostrato in modo positivo e assoluto che siamo riusciti vittoriosi da questa prova\u2026..\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Anche in Cina, nel periodo di transizione dal capitalismo al socialismo, \u00a0le forme di edificazione del socialismo nascono e rispecchiano la concreta storia del paese, la sua cultura, la sua civilt\u00e0, vecchia pi\u00f9 di cinquemila anni. Tuttavia i problemi sociopolitici che la societ\u00e0 cinese e il Partito comunista cinese hanno dovuto affrontare \u2013 dalla lotta contro la cacciata dell\u2019imperialismo nipponico prima a quella contro l\u2019imperialismo americano dopo, dalla guerra civile all\u2019indipendenza nazionale \u2013 dimostrano, al di l\u00e0 delle forme, l\u2019affinit\u00e0 dei contenuti di classe degli stessi problemi della societ\u00e0 sovietica di cui abbiamo parlato sopra.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">L\u2019esperienza del Pcc, guidato dal Presidente Xi Jinping, e del popolo cinese, durante la fase dell\u2019edificazione socialista <em>con caratteristiche cinesi, <\/em>\u00e8 l\u2019ultimo esempio, in ordine temporale, dei <em>lunghi travagli del parto <\/em>della nuova societ\u00e0 di cui hanno tanto parlato i maestri del socialismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Oggi nel mondo, da nord a sud, da est ad ovest, viviamo ancora, in diverse forme e modi, in diversi gradi evolutivi, questa transizione. La conoscenza di come storicamente essa si sia incarnata nelle varie nazioni e continenti \u00e8 per noi di fondamentale importanza, per evitare grossolani errori, per non imboccare strade che non bisogna percorrere, per illuminare il presente nella lotta per il socialismo. Nella prefazione al suo libro <em>Per la critica dell\u2019economia politica <\/em>del gennaio 1859, Marx riassume con lucidit\u00e0, a grandi linee, le diverse forme di produzione che si sono avvicendate nella storia: l\u2019asiatica, l\u2019antica, la feudale e la borghese moderna. \u00abI rapporti di produzione borghese sono l\u2019unica forma antagonista non nel senso di un antagonismo individuale, ma di un antagonismo che sorga dalle condizioni di vita sociali degli uomini. Ma le forze produttive che si sviluppano nel seno della societ\u00e0 borghese creano in pari tempo le condizioni materiali per la soluzione di questo antagonismo. Con questa formazione sociale si chiude dunque la preistoria della societ\u00e0 umana.\u00bb.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 nel 1918 Lenin, nel suo scritto I compiti immediati del potere sovietico, aveva elaborato i principi di una politica<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-852","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/852","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=852"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/852\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":853,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/852\/revisions\/853"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=852"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=852"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=852"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}