{"id":854,"date":"2018-09-12T09:52:30","date_gmt":"2018-09-12T07:52:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=854"},"modified":"2018-09-12T09:52:30","modified_gmt":"2018-09-12T07:52:30","slug":"il-caso-lehman-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=854","title":{"rendered":"IL CASO LEHMAN di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Nel 1981, Ronald Reagan diventa presidente degli Stati Uniti facendosi portatore di una politica economica (Reagannomics)\u00a0 assolutamente spregiudicata, in netta contrapposizione alla politica e alle riforme di Kennedy di stampo keynesiano. Questa nuova politica di Reagan si basava su due principi:da una parte taglio delle imposte e del tasso d\u2019interesse accompagnati dalla <em>deregolamentazione <\/em>delle attivit\u00e0 produttive, dall\u2019altra riduzione della spesa pubblica e perseguimento del pareggio di bilancio, deviando inoltre parte della spesa pubblica dal settore dello stato sociale a quello militare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Questa \u201cnuova\u201d politica, in effetti non era altro che l\u2019applicazione della teoria monetaristica di Milton Friedman, premio Nobel 1976, che dominer\u00e0 le Universit\u00e0 americane ed europee, per i futuri decenni. Il nucleo della sua argomentazione \u00e8 incentrato sull\u2019esame del solo fattore monetario, ritenuto in grado di spiegare esaurientemente tutta l\u2019economia. Egli ritiene che sia l\u2019inflazione il male principale da combattere perch\u00e9 rende i prezzi totalmente instabili da non permettere ai capitalisti di operare in modo \u201clibero\u201d sul mercato. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Tuttavia, gi\u00e0 nel 1956 la societ\u00e0 cilena ebbe modo di constatare gli effetti deleteri sulle masse popolari e su tutta la classe operaia, dell\u2019applicazione di questi principi, per l\u2019epoca ritenuti \u201crivoluzionari\u201d. Proprio in questo anno la Pontificia Universit\u00e0 del Cile di Santiago firma un accordo di cooperazione con la Chicago School of Economics dell\u2019Universit\u00e0 di Chicago. Inizia cos\u00ec uno scambio con gli studenti cileni che durer\u00e0 due decenni. Alla fine degli anni Sessanta una ventina di questi studenti approda a Chicago e partecipa alle lezioni di economia del prof. Milton Friedman.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Parlando della caratteristica fondamentale di questa scuola, lo stesso Friedman dice: \u00ab Ci\u00f2 che contraddistingue la scuola di pensiero di Chicago \u00e8 la convinzione che l\u2019intervento dello Stato nell\u2019economia debba essere minimo e il mercato lasciato libero di diventare lo strumento di controllo dell\u2019economia.\u00bb. Cos\u00ec il prof. riassume la sua teoria durante un\u2019intervista alla Pbs americana.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Questo gruppetto di studenti cileni, convinti di aver appreso i pi\u00f9 rivoluzionari principi dell\u2019economia moderna, sono stati, al contrario, veicoli inconsapevoli delle idee pi\u00f9 reazionarie in fatto di economia e ironicamente battezzati i <em>Chicago Boys. <\/em>Presto questi nuovi <em>simplicio, <\/em>sostenuti da grandi finanzieri e industriali legati a Pinochet, entrano in conflitto con le politiche del Presidente Allende, di stampo socialista. Un conflitto che durer\u00e0 fino al colpo di Stato dell\u201911settembre 1973.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Invitato dal Presidente delle banche cilene, Friedman compie un ciclo di conferenze sull\u2019economia cilena, durante le quali illustra i passi necessari da fare per trasformare il paese conformemente ai suoi principi monetaristi. In men che non si dica vengono privatizzate &#8211; per combattere l\u2019inflazione galoppante -, le 500 maggiori imprese di Stato, abolite le tariffe sull\u2019importazione, tagliate le spese per le politiche sociali, liberalizzato totalmente il mercato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Finalmente Friedman pu\u00f2 gridare ai quattro venti di essere riuscito a trasformare il Cile nel primo paese dell\u2019America Latina a guida neoliberista. Pinochet, i <em>Chicago Boys, <\/em>Friedman e tutto l\u2019apparato industriale-finanzirio, brindano per il successo del rapido sviluppo dell\u2019economia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">In realt\u00e0 si \u00e8 trattato di un brutale e vergognoso trasferimento di ricchezza dalle masse popolari verso una ristretta oligarchia finanziaria: si quadruplica il costo della vita, la disoccupazione sale oltre il 30%, diminuiscono sensibilmente i salari reali e le pensioni, mentre Pinochet tortura, ammazza, fa scomparire 24 mila persone, distrugge sindacati e partiti della sinistra. Friedman pu\u00f2 ora, dunque, dichiarare con orgoglio: \u00ab Che il Cile \u00e8 il primo esempio di come il \u201clibero mercato\u201d pu\u00f2 evitare che un Paese scivoli nel comunismo.\u00bb. Ora Friedman ha le carte in regola per reclamare il premio Nobel. L\u2019euforia per questo modello neoliberista, come un virus, si propaga per tutto l\u2019Occidente, fino a diventare, negli anni Ottanta, il principio guida delle politiche di Ronald Reagan e di Margaret Thatcher.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Ma i fatti, come dice Lenin, hanno la testa dura e, puntualmente, le crisi economiche capitalistiche si ripresentano \u2013 proprio quelle studiate da Marx \u2013 perch\u00e9 intatte sono rimaste le radici che le hanno prodotte: una di queste, la fondamentale, \u00e8 la contraddizione ineliminabile tra la produzione sociale e l\u2019appropriazione privata della ricchezza prodotta dal lavoro umano. Infatti, gi\u00e0 nel 1974, con un sincronismo mai prima osservato, tutti i paesi capitalisti avanzati entrarono in crisi, dimostrando ancora una volta, l\u2019inconsistenza delle teorie borghesi sulla possibilit\u00e0 nel capitalismo di evitare le crisi e le bolle speculative ad esse associate, le quali non sono altro che processi di ulteriore concentrazione del sistema finanziario mondiale e di ricerca di nuovi equilibri. A tale proposito diamo due importanti esempi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">L\u2019anno 2007 \u00e8 l\u2019anno dei grandi profitti per la finanza globalizzata. La J. P. Morgan e la Goldman Sachs annunciano profitti da favola. Il Consiglio di Amministrazione di quest\u2019ultima ha annunciato di aver guadagnato nel solo terzo trimestre del 2009 pi\u00f9 di tre miliardi di dollari. Nel\u00a0 settembre del 2008, di converso, c\u2019\u00e8 il crac della Lehman Brother, la pi\u00f9 grande banca d\u2019affari degli Stati Uniti, nonostante che gli istituti di rating avessero mantenuto, fino ad un attimo prima del crac, il giudizio della singola A, che equivale a dire che la banca \u00e8 solidissima. Un fallimento che ha generato molti dubbi, visto che il principio generale era: \u00ab troppo grande per fallire \u00bb. La Federal Reserve\u00a0 perch\u00e9 non ha salvato la Lehman come ha fatto con le altre banche? Lascia anche perplessi la estrema rapidit\u00e0 del fallimento stesso. Nel primo semestre del 2008 le azioni della Lehman perdono il 73%, il 10 settembre la banca annuncia una perdita di circa quattro miliardi di dollari e il 13 settembre la Federal Reserve annuncia la possibilit\u00e0 di liquidazione delle attivit\u00e0 della Lehman.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">In generale possiamo dire, che nel periodo 2007-2009 molte banche sono fallite e molte hanno registrato profitti strepitosi e, non \u00e8 un caso, se le vittime di questo riequilibrio appartengono a quell\u2019\u00e9lite finanziaria non gradita a Wall Street e giudicata \u00ab troppo indipendente\u00bb. Cos\u00ec \u00e8 stato ordinato dalla Federal Reserve, cos\u00ec \u00e8 stato fatto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Dunque si \u00e8 trattato, in definitiva, di un colossale riassestamento e concentrazione del capitale finanziario che, come Marx\u00a0 insegna, avviene attraverso la Borsa dove i grandi finanzieri rubano i capitali l\u2019uno all\u2019altro. Ora, inopinatamente, \u00e8 apparso sul giornale <em>Il Fatto Quotidiano <\/em>del 2 settembre scorso una lunga intervista a Stefano Massini, autore del romanzo <em>Qualcosa sui Lehman<\/em> nel quale sostiene, tra la tante altre amenit\u00e0, un insostenibile parallelo tra la caduta del muro di Berlino e il crac della Lehman. Egli dice: \u00ab A distanza di dieci anni possiamo dire che \u2026.con Berlino \u00e8 caduto il comunismo e con Lehman \u00e8 caduto il capitalismo.\u00bb. Ora alla perentoria affermazione \u00ab a Berlino \u00e8 caduto il comunismo \u00bb mi pare sia del tutto inutile rispondere, visto che il Massini sembra non conoscere la differenza tra socialismo e comunismo, anche perch\u00e9 il comunismo non \u00e8 stato ancora edificato in nessuna parte del mondo! Per quanto riguarda la seconda affermazione sulla caduta del capitalismo suscita spontanea la domanda: in quale sistema sociale egli crede di vivere? In Europa e in generale nell\u2019Occidente industrializzato, vige il sistema capitalistico il quale domina sia economicamente che culturalmente e nel quale il Massini vive e opera con successo, anche finanziario. Le crisi economiche e le bolle speculative finanziarie si sono susseguite lungo il corso del Novecento, ed anche oggi se ne sta preparando un\u2019altra, da parte del summit della grande finanza globalizzata, trasformatasi ormai in una piccola e potentissima oligarchia che succhia la quasi totalit\u00e0 del plusvalore creato dal lavoro operaio non retribuito (l\u20191% della popolazione possiede il 99% della ricchezza prodotta) e detta le leggi agli Stati ricattandoli attraverso il debito pubblico. E se ieri le ondate speculative s\u2019infrangevano contro le frontiere dello Stato Sovietico, ora s\u2019infrangono contro la Grande Muraglia cinese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 12pt;\">Se il consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano avesse letto con maggiore attenzione Marx, anzich\u00e9 citarlo con disinvoltura, saprebbe che un sistema economico non cade fino a quando non abbia sviluppato tutte le sue potenzialit\u00e0, indipendentemente dalle crisi e dalle bolle speculative. Ha ragione ancora una volta Marx quando dice che anche gli uomini di cultura, portatori di concezioni astratte e ideologiche, dicono sciocchezze non appena s\u2019arrischiano al di l\u00e0 della loro specialit\u00e0. Cos\u00ec stanno le cose anche per il nostro romanziere.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1981, Ronald Reagan diventa presidente degli Stati Uniti facendosi portatore di una politica economica (Reagannomics)\u00a0 assolutamente spregiudicata, in netta<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-854","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/854","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=854"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/854\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":855,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/854\/revisions\/855"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=854"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=854"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=854"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}