{"id":939,"date":"2019-04-08T10:01:39","date_gmt":"2019-04-08T08:01:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=939"},"modified":"2019-04-08T10:01:41","modified_gmt":"2019-04-08T08:01:41","slug":"economia-della-miseria-di-piero-de-sanctis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=939","title":{"rendered":"ECONOMIA DELLA MISERIA di Piero De Sanctis"},"content":{"rendered":"\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">Sulla rivista mensile de <em>Le Scienze <\/em>del febbraio scorso, il premio Nobel per l\u2019economia del 2001, Joseph Stiglitz sostiene &#8211; nel suo lungo articolo <em>Un\u2019economia truccata <\/em>&#8211; che negli ultimi 30-40 anni, nei paesi occidentali pi\u00f9 sviluppati, si \u00e8 raggiunto il pi\u00f9 alto livello di diseguaglianza mai visto prima, non certo per \u00ableggi di natura\u00bb, ma per leggi economiche. \u00abI mercati non esistono nel vuoto \u2013afferma- ma sono plasmati da norme e regolamenti \u00a0che possono essere progettati per favorire un gruppo a discapito di un altro. Il sistema economico \u00e8 truccato dal predominio dell\u2019alta finanza e dalle multinazionali ereditarie di cui lo stesso Trump fa parte\u2026 Nella maggior parte dei paesi avanzati \u2013 seguita Stiglitz \u2013 la diseguaglianza \u00e8 cresciuta per fattori come la globalizzazione, il cambiamento tecnologico e il passaggio a un\u2019economia di servizi, ma il suo aumento negli Stati Uniti \u00e8 stato il pi\u00f9 rapido, secondo il World Inequality Database. Questo perch\u00e9 sono state riscritte le regole per renderle pi\u00f9 favorevoli ai ricchi e svantaggiose agli altri. Alle grandi aziende \u00e8 stato permesso di esercitare maggiore potere sul mercato, ma l\u2019influenza dei lavoratori \u00e8 diminuita. Tassazione e altre scelte politiche hanno favorito i ricchi\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">\u00abI difensori della diseguaglianza hanno una spiegazione pronta: fanno riferimento al funzionamento di un mercato competitivo in cui le leggi di domanda e offerta determinano salari, prezzi e persino i tassi di interesse. Forse questa storiella alleviava i sensi di colpa di chi era al vertice e convinceva gli altri ad accettare la situazione. Ma il momento cruciale cha ha rivelato questa menzogna \u00e8 stata la crisi del 2008, in cui gli stessi banchieri che hanno portato l\u2019economia globale sull\u2019orlo del baratro con prestiti predatori, manipolazione dei mercati e altre pratiche antisociali, ne sono riusciti con bonus milionari, mentre milioni di statunitensi perdevano lavoro e casa,e decine milioni di persone in tutto il mondo capitalistico soffrivano per causa loro. Nessuno di questi banchieri ha dovuto rendere conto delle sue malefatte\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">Stiglitz poi, cerca di spiegare il fatto, ormai incontestabile, che nei paesi industrialmente avanzati l\u20191% della popolazione possiede il 99% della ricchezza prodotta. Alcuni economisti, dice Stiglitz, sostengono che la spiegazione di questa inedita diseguaglianza vada cercata nell\u2019enorme sviluppo tecnologico che ha spinto la domanda di lavoro qualificato a scapito di quello non qualificato. Ma ci\u00f2 non regge visto che negli ultimi 20 anni \u00e8 andata malissimo anche per il lavoro qualificato, cos\u00ec come \u00e8 stato negativo l\u2019andamento dei salari medi; altri economisti accusano la globalizzazione che ha indebolito il potere dei lavoratori, mentre altri sono del parere che tutto \u00e8 dipeso dal fatto che, a partire dalla met\u00e0 degli anni settanta, le regole del gioco economico sono state riscritte, a livello nazionale e internazionale, in modo che vadano a vantaggio dei ricchi e a svantaggio degli altri, creando un circolo vizioso in cui una diseguaglianza economica si traduce in una diseguaglianza politica che, a sua volta, riproduce una maggiore diseguaglianza economica. Il risultato finale di tutto ci\u00f2 \u00e8 che, mentre la produttivit\u00e0 dei lavoratori \u00e8 raddoppiata a partire dal 1980, secondo l\u2019istituto dell\u2019 Economic Policy, i salari reali operai sono diminuiti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">\u00a0Ma il premio Nobel, mentre ci offre un quadro del tutto negativo delle conseguenze di <em>Un\u2019economia truccata, <\/em>che ha prodotto e produce miseria crescente ai lavoratori, evita accuratamente di scendere alla sostanza delle cose, rimanendo su un piano di condanna morale e di \u201cpiagnistei\u201d. Questo appello alla morale e alla giustizia non ci aiuta ad andare avanti di un passo nella scienza. La scienza economica non pu\u00f2 vedere nell\u2019indignazione morale, pur giustificata che essa possa anche essere, un argomento, ma solo un sintomo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">\u00a0In realt\u00e0, con l\u2019enorme sviluppo delle forze produttive e della produttivit\u00e0 del lavoro, con l\u2019applicazione consapevole della tecnica e della scienza e con un numero costantemente decrescente dei magnati del capitale e della finanza che usurpano e monopolizzano tutti i vantaggi di questo processo di produzione, cresce anche la quantit\u00e0 della miseria, dell\u2019oppressione, dell\u2019asservimento, della degradazione e dello sfruttamento dei lavoratori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">\u00a0Ma \u00e8 proprio questo concetto di sfruttamento della classe operaia, che si esprime scientificamente nel <em>saggio di plusvalore,<\/em> che l\u2019economia borghese, da Adamo Smith e David Ricardo in poi, fino a Stiglitz, ha ignorato, disconosciuto, respinto, ma mai dimostrato falso. Non \u00e8 un caso\u00a0 che tutti gli economisti borghesi che sono venuti dopo Marx hanno tralasciato completamente l\u2019analisi dell\u2019aspetto <em>qualitativo <\/em>di questo concetto, che solo permette di scoprire i reali rapporti sociali e di sfruttamento del sistema di produzione capitalistico. Ed \u00e8 proprio vera l\u2019asserzione che <em>se gli assiomi della geometria euclidea avessero conflitto con gli interessi costituiti sarebbero stati da tempo confutati.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">\u00a0Il <em>saggio di plusvalore<\/em> \u00e8 la pi\u00f9 grande scoperta economica fatta da Marx. E\u2019 la pietra miliare di tutta l\u2019economia. \u00abIl saggio del plusvalore \u2013 dice Marx- \u00e8 l\u2019espressione esatta del grado di sfruttamento della forza-lavoro\u00bb. Esso, inoltre, ci permette di capire come il denaro si trasforma in capitale, e come avviene <em>l\u2019accumulazione del capitale.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">E\u2019 a tutti noto che il capitalista compra per la vendita con profitto. Marx chiama plusvalore questo accrescimento del primitivo valore del denaro messo in circolazione. Precisamente questo aumento trasforma il denaro in <em>capitale,<\/em> che \u00e8 un particolare rapporto sociale di produzione, storicamente determinato. Per ottenere il plusvalore \u00ab il possessore di \u00a0denaro deve trovare sul mercato una merce il cui stesso valore d\u2019uso abbia la propriet\u00e0 peculiare di essere fonte di valore\u00bb. Tale merce esiste. Essa \u00e8 la forza-lavoro dell\u2019uomo. Il suo uso \u00e8 il lavoro, e il lavoro crea valore. Avendo comprato la forza-lavoro, il capitalista ha il diritto di consumarla, ossia di obbligarla a lavorare tutto il giorno, per esempio, otto ore. Ma in quattro ore (tempo di lavoro <em>necessario<\/em>) l\u2019operaio crea un prodotto che basta a coprire le spese del proprio mantenimento; mentre nelle quattro ore rimanenti (tempo di lavoro <em>supplementare<\/em>) crea un prodotto <em>supplementare<\/em> non pagato dal capitalista, ossia il plusvalore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">\u00a0Perci\u00f2 da un punto di vista del processo produttivo bisogna distinguere nel capitale due parti: il capitale costante (c), che viene impiegato per procurarsi i mezzi di produzione (macchine, strumenti di lavoro, materie prime, ecc.), e il cui valore (in una o pi\u00f9 volte) passa, senza variare, nel prodotto finito; e il capitale variabile (v), che viene impiegato per l\u2019acquisto della forza-lavoro (salario). Il valore di questa seconda parte del capitale non rimane invariato, ma aumenta durante il processo lavorativo, creando plusvalore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">Per esprimere il grado di sfruttamento della forza-lavoro da parte del capitale, bisogna dunque confrontare il plusvalore, non gi\u00e0 con il capitale complessivo, ma soltanto con il capitale variabile (v). Il <em>saggio di plusvalore (p),<\/em> come Marx chiama questo rapporto, sar\u00e0 secondo il nostro esempio, <em>p=4\/4=100%. <\/em>Ci\u00f2 significa che l\u2019operaio ha lavorato mezza giornata gratis per il padrone, e mezza giornata per se stesso. L\u2019aumento del plusvalore \u00e8 possibile grazie a due metodi fondamentali: il prolungamento della giornata di lavoro ( <em>plusvalore assoluto<\/em>)\u00a0 e la riduzione del tempo di lavoro necessario (<em>plusvalore relativo).<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">\u00a0Accanto al saggio del plusvalore, Marx introduce il concetto di <em>saggio di profitto<\/em> (<em>p<\/em>\u00b4) definito come il rapporto tra il plusvalore (<em>p<\/em>) e il capitale complessivo anticipato (c+v), in formula\u00a0 <em>p\u00b4=p\/(c+v)<\/em>, che esprime il profitto che intasca il capitalista per aver anticipato il capitale complessivo. Dal rapporto di questi due saggi, Marx deduce la seguente proporzione: il saggio di profitto sta al saggio di plusvalore come il capitale variabile sta al capitale complessivo. Ne segue che il plusvalore cresce tanto pi\u00f9, quanto pi\u00f9 diminuisce il capitale variabile. L\u2019analisi della connessione tra questi due saggi, la trasformazione dell\u2019uno nell\u2019altro,\u00a0 \u00e8 di quanto pi\u00f9 complicato, sottile e ingarbugliato ci possa essere in tutta l\u2019economia politica. La questione \u00e8 resa oltremodo confusa solo se si pensa che questi due concetti sono molto spesso mistificati.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">Ecco ci\u00f2 che dice Marx: \u00abPoich\u00e9 il capitalista pu\u00f2 sfruttare il lavoro soltanto anticipando il capitale costante e poich\u00e9 pu\u00f2 valorizzare quest\u2019ultimo soltanto anticipando il capitale variabile, tutti questi elementi del capitale si presentano nella sua concezione come equivalenti, e ci\u00f2 tanto pi\u00f9 in quanto la misura reale del suo guadagno \u00e8 determinata dal rapporto non con il capitale variabile, ma con il capitale complessivo, il quale pu\u00f2 rimanere inalterato e tuttavia esprimere saggi diversi del plusvalore\u00bb. Ed ancora:\u00ab Dalla trasformazione del saggio di plusvalore in saggio di profitto si deve dedurre la trasformazione del plusvalore in profitto, e non viceversa. Plusvalore e saggio di plusvalore sono, in senso relativo, l\u2019invisibile, l\u2019essenziale da scoprire, mentre il saggio del profitto e quindi il profitto, forma del plusvalore, si mostrano alla superficie del fenomeno\u00bb. Il saggio di profitto rappresenta la forma mutata del saggio di plusvalore. Se nel saggio di plusvalore questo si presenta come risultato del solo capitale variabile, che corrisponde allo stato effettivo delle cose, nel saggio di profitto il plusvalore \u00e8 presente come prodotto dell\u2019intero capitale anticipato. In realt\u00e0 il saggio del profitto, che storicamente ha costituito il punto di partenza, maschera l\u2019entit\u00e0 reale dello sfruttamento della forza-lavoro e mostra solo il grado di redditivit\u00e0 sotto forma di utile di cui gode il capitalista, la misura in cui il capitale si valorizza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">Marx era un profondo conoscitore delle scienze fisiche e naturali dalle quali aveva appreso l\u2019insegnamento galileiano che \u00ab non vi sarebbe nessun bisogno di scienza se il fondamento delle cose e la loro forma\u00a0 fenomenica coincidessero direttamente\u00bb. Ci sono voluti molti secoli di progresso tecnico-scientifico, ad esempio, prima di capire che il moto apparente del Sole nel cielo era in realt\u00e0 dovuto ai moti relativi dei corpi, alle prime decisive osservazioni astronomiche (Galilei) e alla gravit\u00e0 universale (Newton).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">Inoltre, straordinariamente importante e nuova \u00e8 l\u2019analisi fatta da Marx dell\u2019<em>Accumulazione<\/em> <em>del capitale, <\/em>ossia della trasformazione di parte del plusvalore in capitale, dell\u2019impiego del plusvalore per una nuova produzione. Marx dimostr\u00f2 l\u2019errore di tutta la precedente economia politica classica (cominciando da A. Smith) la quale supponeva che tutto il plusvalore, trasformatosi in capitale, passasse al capitale variabile. Esso si scompone in realt\u00e0 in <em>mezzi di produzione<\/em> (c\u00b4) e in <em>capitale variabile<\/em> (v\u00b4). Il nuovo capitale addizionale (c\u00b4) viene utilizzato per l\u2019acquisto di mezzi di produzione addizionali, mentre la parte addizionale (v\u00b4) che va al capitale variabile, serve per l\u2019assunzione di un numero di operai superiore a quello di partenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">\u00a0\u00abAdoperare il plusvalore come capitale \u2013 scrive Marx- ossia ritrasformare plusvalore in capitale significa accumulazione del capitale\u00bb. Il nuovo capitale originato dal plusvalore \u00e8 il risultato dall\u2019appropriazione gratuita di lavoro altrui. Il capitalista usa dunque quella che \u00e8 l\u2019oggettivazione di lavoro non pagato effettuato dagli operai per estrarre da questi altro lavoro non pagato, sotto forma di lavoro vivo.\u00a0 <em>L\u2019accumulazione del capitale,<\/em> affrettando l\u2019eliminazione dell\u2019operaio da parte della macchina, creando ad un polo la ricchezza e al polo opposto la miseria, genera anche un esercito di disoccupati, il cosiddetto \u00ab esercito del lavoro di riserva \u00bb, dando al capitale la possibilit\u00e0 di estendere la produzione con estrema rapidit\u00e0. Questa possibilit\u00e0 unita con il credito finanziario e con accumulazione del capitale sotto forma di mezzi di produzione, ci d\u00e0, fra l\u2019altro, la chiave per comprendere le <em>crisi<\/em> di sovrapproduzione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px; color: #000000;\">Lo sviluppo economico, che avviene anche sulla base della rivoluzione tecnico-scientifica, si acutizza per la presenza di altri fattori legati alla distribuzione. La diseguaglianza nella distribuzione diventa il fattore pi\u00f9 importante che impedisce a una serie di gruppi sociali\u00a0 di avere un\u2019adeguata istruzione e qualifica. La correlazione tra lo sviluppo economico e la distribuzione del reddito nazionale tocca gli interessi vitali di tutte le classi e dei gruppi sociali della societ\u00e0 capitalistica. Nel caso in cui, come attualmente avviene, l\u2019economia \u00e8 monopolizzata, (quando i processi di formazione dei prezzi dipendono in misura significativa dalla politica delle potenti associazioni economiche del capitale monopolistico e finanziario, quando la classe operaia \u00e8 organizzata in sindacati e possiede la forza necessaria per difendere il proprio salario), la lotta per la distribuzione del reddito nazionale non pu\u00f2 non assumere forme che toccano il meccanismo dello sviluppo dell\u2019economia nel suo complesso. Perci\u00f2 l\u2019analisi di questo problema non potr\u00e0 mai essere teoricamente \u201coggettiva\u201d, cio\u00e8 al di sopra delle classi, n\u00e9 politicamente neutrale, ma sempre e solo, legata ad una classe: o a quella operaia, o a quella borghese di cui l\u2019economista e premio Nobel, Joseph Stiglitz, \u00e8 uno strenuo difensore.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla rivista mensile de Le Scienze del febbraio scorso, il premio Nobel per l\u2019economia del 2001, Joseph Stiglitz sostiene &#8211;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":122,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-939","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/939","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=939"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/939\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":942,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/939\/revisions\/942"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/122"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=939"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=939"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=939"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}