{"id":951,"date":"2019-05-04T18:37:01","date_gmt":"2019-05-04T16:37:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=951"},"modified":"2019-05-05T12:50:43","modified_gmt":"2019-05-05T10:50:43","slug":"mio-caro-ennio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrogramsci.it\/?p=951","title":{"rendered":"MIO CARO ENNIO"},"content":{"rendered":"\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong><span style=\"font-size: 20px;\">Ricordi sparsi di compagni<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: georgia, palatino, serif; font-size: 14px;\"><strong>di Erman Dovis, Danilo Sarra, Maurizio Ceccio<\/strong><\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Erman Dovis<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ho conosciuto Ennio una domenica mattina di inverno a Teramo, non mi ricordo pi\u00f9 di quale anno. Era inverno perch\u00e9 faceva freddo, ed il compagno Pippo mi aveva invitato ad una riunione del Centro Gramsci di Educazione, quel giorno erano presenti anche i compagni Piero De Sanctis, Lodina Di Pietro e Lia Amato. Ancora non lo sapevo, ma grazie al Centro Gramsci sarei cresciuto tantissimo, sia politicamente che umanamente. Tra loro c\u2019era Ennio, con quel suo cappotto lungo e la sua immancabile cravatta, con quegli occhiali scuri che solo dopo ne capii il motivo. Una immagine che trasmetteva autorevolezza e compostezza.Ricordo che pensai somigliasse a Breznev. Tempo dopo, quando eravamo entrati in intimit\u00e0 ed ero solito spezzare momenti di riflessione con battutacce scurrili che lui mi stoppava (ma so che lo divertivano), per stuzzicarlo gli ricordavo questa mia prima impressione.\u00a0 Ennio ridacchiava e il paragone non lo gradiva, lui che aveva scelto cinquant\u2019anni prima da che parte stare, decidendo di percorrere il sentiero luminoso della coerenza rivoluzionaria piuttosto che la comoda via del conformismo e dell\u2019opportunismo.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Perch\u00e9 Ennio, per tutti quello che lo hanno conosciuto, \u00a0\u00e8 stato un esempio di coerenza rivoluzionaria assoluta e di totale dedizione alla causa.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">In un\u2019epoca sempre pi\u00f9 contrassegnata dal trasformismo e dall\u2019opportunismo, quella sua coerenza illuminava come un faro che lo colloca senza dubbio sulle pi\u00f9 alte vette dove risiedono i Maestri del proletariato.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Tutto per Ennio era in funzione della classe operaia, lo diceva sempre, lo ripeteva come un mantra: <em>\u201cLottare contro le classi sfruttatrici, per una societ\u00e0 di liberi ed uguali. Lottare ed educare per le conquiste sociali e democratiche; lottare ed educare due volte per difendere le conquiste; lottare ed educare tre volte e per andare avanti\u201d.<\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Non si doveva perder tempo ed energie dietro accanimenti gregari o contro falsi bersagli sovrastrutturali(Ennio ci faceva sempre l\u2019esempio del contadino, del fattore e del padrone) ma creare unit\u00e0, rompere l\u2019isolamento dei lavoratori ed assestare il colpo al responsabile vero, la borghesia monopolista.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E\u2019 difficile, quasi impossibile fermare su carta ricordi e insegnamenti che hanno plasmato parte della mia vita, ma se ci penso mi rendo conto di come sono stato fortunato ad aver vissuto un pezzo di storia.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Ennio \u00e8 stato per me un maestro, \u00e8 stato un esempio.<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ennio Antonini \u00e8 stato per me ci\u00f2 che per lui furono Antonio Gramsci, Fosco Dinucci ed il Partito comunista d\u2019Italia (m-l), una scuola di comunismo, di marxismo-leninismo, ma anche di modestia rivoluzionaria. Tutto quel suo bagaglio di esperienze lo trasport\u00f2, insieme ad altri straordinari compagni, nel Centro Gramsci di Educazione, che nel suo sforzo quasi trentennale ha continuato a difendere e portare avanti gli autentici valori politici e culturali del movimento marxista-leninista italiano, dell\u2019unit\u00e0 della classe operaia e dei lavoratori, dell\u2019unit\u00e0 dei comunisti e della sinistra, sempre in costante aggiornamento rispetto ai fatti ma coerenti nei princ\u00ecpi, ed in condizioni generali sempre pi\u00f9 difficili e proibitive.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ennio aveva una altissima preparazione teorica, una conoscenza del marxismo assoluta,\u00a0 le sue analisi trovavano sempre conferma nella realt\u00e0, sempre.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Egli aveva una mente straordinaria, ma era allo stesso tempo una persona assolutamente modesta, e questo ai miei occhi lo rendeva ancora pi\u00f9 grande, degno di un rispetto ed una ammirazione assoluti. Lui infatti ci ricordava sempre \u00a0di Fosco Dinucci che a 65 anni suonati portava la valigia ai compagni . Si comportava cos\u00ec ed ha trasmesso a noi questo straordinario modo di comportarsi, da comunista vero.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Pi\u00f9 ci penso e pi\u00f9 emerge la differenza cosmica tra il modo di essere di Dinucci e di Ennio rispetto a quello deisedicentidirigentuccoli borghesi praticoni e opportunistiche mi \u00e8 toccato conoscere, pieni di boria e vuoti di cervello, sempre alla ricerca di poltrone dove poggiare i loro culimolli, molto pi\u00f9 molli della \u201cdurezza rivoluzionaria\u201d delle loro chiacchere.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ricordo come si preoccupava per tutti i compagni, per le difficolt\u00e0 quotidiane sempre pi\u00f9 pressanti per ognuno di noi. Ricordo il suo sincero dolore per la scomparsa di compagni come Mario Geymonat e Vittorio Pesce Delfino, e la sua determinazione ad andare avanti anche nel loro ricordo.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Un giornomi disse che nel prossimo numero della rivista Gramsci avrei scritto un articolo. Io, che non \u00a0avevo scritto mai niente.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><em>\u201cSei un operaio, se non lo scrivi tu chi lo dovrebbe scrivere? Forse lo deve scrivere XXXX \u00a0XXXXX? E che ne sa quello, che non ha passato nemmeno un giorno in fabbrica? Che ne pu\u00f2 sapere di lotta di classe? Non lo hai sentito domenica scorsaad Alba Adriatica? Citava il papa\u201d .<\/em> E rideva.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Questo era Ennio, per lui la classe operaia deve dirigere tutto ed essere protagonista cosciente del cambiamento, non uno strumento nelle mani del piccolo-borghese revisionista e pseudo intellettuale alla ricerca di vanagloria. <u>Questo emergeva sempre in qualsiasi analisi e sforzo editoriale del Centro Gramsci, in ogni convegno organizzato.<\/u><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ci diceva sempre di studiare Gramsci e gli articoli di\u00a0 Nuova Unit\u00e0 fino al 1991, con loro non si sbagliava.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Mi tornano in mente tanti momenti passati con Ennio: i libri fatti insieme, l\u2019onore di farmi scrivere l\u2019introduzione alla raccolta \u201cLOTTA PER LA PACE\u201d, le note editoriali ai libri successivi in collaborazione con altri compagni, compreso l\u2019ultimo lavoro editoriale ( <em>L\u2019egemonia del Socialismo, edizioni Centro Gramsci<\/em> ) costatoci sacrificio e sudore nonch\u00e9 sforzo analitico e di ricerca.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Un altro suo insegnamento fu infatti quello di farci agire in collettivo, rifiutando l\u2019individualismo, anche nello sforzo di ricerca e di scrittura. E noi cos\u00ec abbiamo fatto.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Un pomeriggio mi regal\u00f2 il libro di Xu He, \u201cTrattato di economia politica\u201d. Non mi pareva vero, e lui me lo porse con il suo sorriso, dicendomi <em>\u201cErman, mannaggia non sai che fatica ritrovare questa copia, ho ribaltato tutta la casa ma sapevo di averne un\u2019altra oltre la mia da qualche parte. Studialo, conservalo, leggilo, a partire dal capitolo delle crisi del capitalismo. E\u2019 un libro straordinario\u201d. <\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma ci furono tanti altri pomeriggi, come quelli \u00a0passati a lavorare sui documenti, le telefonate che Ennio faceva a Piero per discutere in diretta dell\u2019ultimo periodo inserito, l\u2019entusiasmo di Ennio nel trovare il concetto giusto, la parola giusta. Il fastidio che invece provava quando Lodina ci obbligava a fare una sosta per prendere un t\u00e8, perch\u00e9 temeva di perdere tempo prezioso. E ricordo di quando mi richiamava al telefono neanchedieci minuti dopo essermene andato da casa sua,completamente cotto, non prima per\u00f2 di avergli ripulito il frigo e la cucina con suo sommo divertimento(perch\u00e9 diciamocelo, costavo molte provviste alimentari ad Ennio e Lodina).<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Non dimenticher\u00f2 mai i convegni nazionali a Roma e \u00a0quelli fantastici a Rionero con il Centro Gramsci a cui ormai appartenevo ideologicamente, anzi ero sempre appartenuto anche prima di saperlo. Ricordo i preparativi organizzativi, la tensione dei momenti, gli straordinari compagni che ebbi la fortuna di conoscere e da cui ho\u00a0 imparato molto.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Neppure scorder\u00f2 per\u00f2 l\u2019opportunismo di chi all\u2019epoca si faceva invitare in funzione del proprio ricollocamento all\u2019interno di partiti e partitini, con la scusa di fantomatiche <em>\u201cricostruzioni\u201d.<\/em><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Una volta ottenuta la visibilit\u00e0 bramata, i sedicenti dirigenti revisionisti sparivano, e cominciavano ad attaccare il Centro Gramsci, con pi\u00f9 livore del nemico di classe.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma \u00e8 giusto cos\u00ec, perch\u00e9 come diceva Ennio \u00e8 nella realt\u00e0 delle cose che smascheri l\u2019opportunista, il revisionista moderno, il falsario.Il tempo \u00e8 galantuomo, verr\u00e0 il momento in cui inevitabilmente pagheranno il conto. E sar\u00e0 molto salato, perch\u00e9 ci sono cambiali alle quali non\u00a0 si sfugge neanche volendo.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">In politica la forma \u00e8 sostanza, diceva Ennio. Lui di sostanza ne ha avuta tanta, e si \u00e8 sacrificato per trasmetterla ai compagni, per costruire, sempre. Mai per frazionare o dividere.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ho imparato tanto da lui, e tanto avevo ancora da imparare. Ora non mi sar\u00e0 pi\u00f9 possibile farlo.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ancora una delle ultime volte che andammo a trovarlo, promisi ad Ennio che saremmo andati tutti a farci una mega mangiata di pesce, e lui che amava questo genere di \u201criunioni conviviali\u201d, sapeva di trovare in me una sponda ideale. Anche questo non mi sar\u00e0 pi\u00f9 possibile fare.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Mio caro Ennio, sento che le parole non riescono a dare un senso compiuto a ci\u00f2 che provo, o forse si.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Se per\u00f2 penso al marxismo-leninismo, alla gloriosa storia delle lotte degli operai e dei contadini, degli umili e degli sfruttati, se penso alla lotta per il socialismo, al comunismo, mi tornano in mente i tuoi libri straordinari scritti con Scavo e Cassinera, mi tornano in mente Antonio Gramsci e FoscoDinucci.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Mi torni in mente tu, Ennio.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Tu e il tuo, il nostro Centro Gramsci. Il Centro Gramsci della classe operaia.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Perch\u00e9 Ennio era la classe operaia. E secondo la Sua definizione, la classe operaia intesa non come l\u2019insieme quantitativo o una parte qualsiasi dei lavoratori ma quella che opera pensando e che pensa operando per la collettivit\u00e0, per un domani migliore.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ennio, ti ho voluto tanto bene. Non ti dimenticher\u00f2.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Mio caro Ennio, grazie di tutto.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>ERMAN <\/strong><\/span><\/p>\n<p>_____________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Danilo Sarra<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Io posso dire di aver conosciuto un uomo che ha fatto dello studio e del sacrificio per gli altri la sua gratuita ragione di vita. Non un sacrificio comodo e buono solo per la coscienza personale, come la carit\u00e0, ma un sacrificio estremo, quotidiano, in perenne lotta contro le avversit\u00e0, di ore intere passate a pensare, a studiare, ad ascoltare, ad educare, a pesare le parole. Ma chi pesa pi\u00f9 le parole, oggi? Ecco, io ho conosciuto un uomo che per trovare una sola parola che fosse quella giusta ci metteva pomeriggi interi: e pur trovata, il giorno seguente, ne trovava una migliore o pi\u00f9 adeguata al movimento sopravvenuto nel frattempo nella realt\u00e0. &#8220;Non parlate voi, fate parlare i fatti e la scienza&#8221;, ci ripeteva costantemente. E per ogni interrogativo, ogni fatto, ogni dichiarazione, aveva una parola giusta, ferma, lapidaria, mai insicura. Quando una volta lo nominai e lo ringraziai in pubblico, si innervos\u00ec e mi richiam\u00f2: &#8220;E&#8217; sbagliato. Mai personalizzare. Sono i fatti e la scienza che parlano, basta ascoltarli: il genio non esiste&#8221;. Pi\u00f9 di Galileo, per lui contavano gli operai dell&#8217;Arsenale che avevano fabbricato il telescopio: senza quegli operai, senza l&#8217;Arsenale, Galileo non avrebbe scritto una frase.\u00a0 A molti di noi ha insegnato una parola sempre pi\u00f9 sconosciuta e scarnificata: &#8220;collettivo&#8221;. Su quel concetto sempre batteva, ossessivamente. &#8220;Sai qual \u00e8 il nostro problema? Perch\u00e9 la lotta per il socialismo \u00e8 cos\u00ec dura? Che i padroni lavorano per conto proprio, mentre i comunisti lavorano per conto terzi, per i lavoratori e per l&#8217;umanit\u00e0 intera&#8221;. Quell&#8217;uomo non ha mai ceduto all&#8217;individualismo, alla volutt\u00e0 del nome, e poteva benissimo affermarsi come un genio in mezzo agli altri. Tante volte ce lo siamo detto fra di noi che lo abbiamo conosciuto: &#8220;Ah, se avesse voluto, con la politica sarebbe diventato ricco e famoso&#8221;. Invece no. Ha fatto politica per ogni secondo della sua vita, fino alla fine, con un solo sogno che era e sempre sar\u00e0 il sogno di tutti: &#8220;un mondo di pace di liberi ed eguali&#8221;. Politica nel senso pi\u00f9 alto, come attivit\u00e0 innanzitutto intellettuale, morale, soprattutto educativa e solo secondariamente nel senso elettorale. Nessuno di chi lo ha conosciuto e frequentato potr\u00e0 mai sostenere di averlo sentito dire &#8220;Io ho scritto&#8230;Io ho detto&#8230;Io ho fatto&#8221;. Mai. Eppure a noi, troppo tardi consapevoli, ha lasciato la maggior parte di quello che siamo diventati: e dare agli altri, ai pi\u00f9 giovani, quello che Ennio ci ha insegnato, e il modo migliore per riconoscergli il tributo che merita. Chi di noi, prima di Ennio, aveva scoperto la gioia di scrivere un articolo in due o in tre o in pi\u00f9 persone, e non in uno? C&#8217;era un documento. &#8220;Il monopolismo&#8221;. Lo scrisse praticamente da solo, in un&#8217;estate lunghissima e caldissima. Ma invece del suo nome, c&#8217;era quello del Centro Gramsci e, a margine, c&#8217;erano i nomi di tutti i compagni che avevano letto e suggerito modifiche a quel documento. La cosa che solo gli interessava era l&#8217;efficacia del documento per il proseguo della lotta. Non la gloria, non il riconoscimento di una genialit\u00e0 che certamente possedeva, ma che non gli interessava veder glorificata. Si inquietava, si dimenava sulla sua sedia per trovare il modo pi\u00f9 semplice per esprimere concetti complessi, affinch\u00e9 tutti potessero capire senza fraintendere e ricevere le risposte che desideravano. Mi ricordo una telefonata, di domenica pomeriggio. A scuola avevo sempre odiato la Commedia di Dante, o almeno non mi interessava. Ma quella domenica pomeriggio mi disse che &#8220;non esiste verbo pi\u00f9 perfetto per esprimere il farsi dell&#8217;unit\u00e0 che quello di &#8220;organare&#8221;, usato da Dante nella Commedia. Compito nostro \u00e8 &#8220;organare&#8221;. Il resto \u00e8 fumo negli occhi&#8221;. Ora, ogni volta che leggo le parole di Dante sull&#8217;incontro con la Lupa, non posso trattenere i brividi. Ennio ci ha insegnato la bellezza sconvolgente delle parole. Una volta mi chiam\u00f2, esultante, perch\u00e9 aveva trovato la parola giusta per descrivere la situazione attuale della societ\u00e0: &#8220;decomposizione&#8221;. Nessun&#8217;altra parola riusciva pi\u00f9 di quella ad esprimere lo sgretolamento dei rapporti umani ad ogni livello e, nello stesso tempo, la crisi della democrazia nelle sue fondamenta. &#8220;La rivoluzione democratica e la rivoluzione socialista sono due colonne di uno stesso edificio&#8221;, cos\u00ec ci diceva. Nello stesso tempo era afflitto, tremendamente, perch\u00e9 sapere di lavoratori e lavoratrici in difficolt\u00e0 lo distruggeva. Aveva appena sentito un vecchio compagno, in estrema difficolt\u00e0. E si sentiva dalla sua voce che soffriva pi\u00f9 di quel compagno. Ma trovava subito la forza di reagire, di non perdere neppure un secondo di coscienza, fino a risultare opprimente, poich\u00e9 sapeva benissimo che continuare a studiare, approfondire, scrivere e poi diffondere e di nuovo discutere, studiare, approfondire, scrivere era l&#8217;unica strada possibile per trarre quel compagno e l&#8217;umanit\u00e0 intera fuori dalle sofferenze. Nel frattempo, Ennio mi aveva trasmesso l&#8217;amore viscerale per Antonio Gramsci. E cos\u00ec, tra uno scritto di Gramsci e l&#8217;altro, vidi che proprio Gramsci usava quel termine, &#8220;decomposizione&#8221;, per definire il terreno sociale, economico e culturale sul quale si innestava il fascismo. Allora ho capito: ogni parola detta e scritta da Ennio, era la voce di Antonio Gramsci, e con lui di Marx, Engels, Lenin, e della classe operaia passata e futura. Ennio era e sempre sar\u00e0 &#8220;organato&#8221; a quella storia. Un terrore lo affliggeva, lo struggeva, e lo faceva dubitare sulle sorti del mondo: la bomba atomica. Insisteva spesso nel dire che la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki \u00e8 stato l&#8217;atto pi\u00f9 vile, spudorato e violento dei monopolisti contro la classe operaia. &#8220;L&#8217;errore pi\u00f9 grande fatto dall&#8217;uomo&#8221;, diceva, &#8220;\u00e8 stato la bomba atomica&#8221;. Perch\u00e9 Ennio, da scientifico marxista-leninista che era, non poteva concepire che la scienza servisse la morte pi\u00f9 che la vita, il dolore pi\u00f9 che la gioia, il nulla pi\u00f9 che la creativit\u00e0.\u00a0 E che dire di quel pomeriggio afoso d&#8217;estate, quando disse: &#8220;Se scavi col ditino, piano piano, alla fine, in fondo, trovi il soldino. Ma se non scavi, e con pazienza, \u00e8 normale che non trovi niente!&#8221;. Questi sono insegnamenti universali. In quelle parole \u00e8 contenuta la necessit\u00e0 vitale della ricerca e del ricercare. &#8220;Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza&#8221;: questo era Ennio, fedelt\u00e0 indomabile alla conoscenza: anzi, proprio una &#8220;canoscenza&#8221; visto l&#8217;accanimento con il quale si buttava su libri, rassegne stampa e dialoghi con l&#8217;altro, e una canoscenza straordinariamente interessata, avidamente interessata, ma di un interesse non suo, personalistico, intellettualistico, ma nell&#8217;interesse dei lavoratori e dell&#8217;umanit\u00e0. Nessuno come lui, infatti, sognava e desiderava una &#8220;societ\u00e0 di liberi ed uguali&#8221;. In quel sogno Ennio ha sempre vissuto e sempre vivr\u00e0 e sono convinto che rider\u00e0, come sempre sapeva fare, quando l&#8217;umanit\u00e0 avr\u00e0 raggiunto quel traguardo. &#8220;Il mondo \u00e8 nato per arrivare alla Comune&#8221;, cos\u00ec ci ha detto la penultima volta che lo abbiamo visto. Sul letto di un ospedale, ma ancora e irriducibilmente in lotta. Cos&#8217;\u00e8 Ennio per noi oggi? Un modello da seguire, una immensit\u00e0 da rincorrere e che ci obbliga a fare sempre meglio, sempre di pi\u00f9, fino alla fine.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Tanto altro ci sarebbe da dire, ma i ricordi sono tanti e tanti ancora dovranno affiorare nel corso dei giorni. Intanto io sono fiero di aver conosciuto Ennio Antonini. E sono fiero di aver avuto il suo bene e il suo affetto, e di averlo avuto come educatore: e sono terribilmente afflitto per non averlo ricambiato nella giusta misura. Mi dispiace che i giovani compagni che ora si affacciano alla politica non possano ascoltare le sue parole e i suoi insegnamenti. Ma se Ennio ci ha insegnato qualcosa, \u00e8 proprio quella di non disperare, ma di continuare a lottare: e i suoi insegnamenti continueremo noi.<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>DANILO <\/strong><\/span><\/p>\n<p>________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\"><strong>Maurizio Ceccio<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">\u00c8 davvero difficile per me scrivere di Ennio.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Il dolore \u00e8 grande e i pensieri che si accavallano nella mente sono tantissimi che non riesco a fare ordine.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ho avuto il grande privilegio di conoscere Ennio Antonini a Rionero in Vulture dopo un convegno nazionale, <em>sulla Pace e il progresso dei popoli<\/em>, che il Centro Gramsci di Educazione (e di Cultura, cos\u00ec si chiamava a quel tempo) aveva organizzato in quella citt\u00e0.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ricordo che dopo il convegno si tenne una riunione, alla quale fui invitato dal compagno Carlo Cardillicchio, nella sede storica del Pdci di Rionero alla quale parteciparono, oltre ad Ennio, altri compagni del CGE: ricordo Milena Fiore, Ada Donno, Maurizio Nocera, Piero De Sanctis, Erman Dovis, Pippo Tiberio e Mario Mazzarella.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ricordo la soggezione che ho provato nel momento in cui, a turno, i compagni analizzavano gli interventi dei relatori al convegno. Mi fu subito chiaro che ero al cospetto di persone dallo spessore intellettuale enorme e infatti poco dopo capii che avevo a che fare con i giganti del marxismo-leninismo italianoeuropeo. Ad ogni modo, quando infine fu il mio turno, intervenni anch\u2019io cercando il pi\u00f9 possibile di limitare i danni non impoverendo la discussione fino ad allora condotta.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Subito dopo ci furono le conclusioni di Ennio e qui accade un fatto indimenticabile per me: Ennio si commosse. Immaginavo di aver fatto pena con il mio discorso, ma non fino a far lacrimare un compagno di quella levatura!<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Scopr\u00ec in seguito che quelle di Ennio erano lacrime di gioia e di speranza. A quanto sembrava, al caro Ennio, ero apparso come terreno buono da coltivare col seme del marxismo-leninismo. Mi disse che era motivo di grande gioia per lui scoprire che nel profondo sud ci fossero giovani compagni che avrebbero potuto contribuire a portare avanti la battaglia culturale che il Centro Gramsci conduceva ormai da decenni. Cos\u00ec fui \u201ccooptato\u201d e mi proposi di realizzare un nuovo sito web per il Centro.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Da quel lontano settembre del 2011, fino a qualche mese, fa i contatti con Ennio furono intensi e costanti. Il CGE divenne la mia scuola di formazione politico-culturale ed Ennio il primo dei miei maestri.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Non dimenticher\u00f2 mai le ore interminabili passate al telefono.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Mi spieg\u00f2, armato di pazienza e umilt\u00e0, i concetti fondamentali del materialismo storico e il suo complesso sviluppo nelle analisi leninista e gramsciana; mi insegn\u00f2 a usare gli strumenti che i Maestri del proletariato mondiale avevano forgiato nella fucina della lotta di classe evitando di cadere nella trappola del settarismo e massimalismo; a distinguere gli sciovinisti dai rivoluzionari; a diffidare dai rossobruni e rossoscarlatti; abbiamo discusso di storia e scienza, antropologia culturale, geografia fisica e politica, letteratura e arte.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Abbiamo marciato insieme nel solco rivoluzionario tracciato da Marx e Engels, Lenin e Stalin, Mao e Gramsci.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Conservo ancora un quaderno che utilizzavo per prendere appunti durante le nostre conversazioni \u201ctecniche\u201d.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ennio era rigorosissimo, ma non dogmatico.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Nonostante alcune sue difficolt\u00e0 fisiche, riusciva ad interpretare ed ad analizzare la realt\u00e0 sociale con una lucidit\u00e0 disarmante.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Era dotato di una dolcezza infinita, virt\u00f9 che appartiene a pochissimi comunisti rivoluzionari!<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ennio era il mio conforto. Ricordo che quando accadeva qualche importante evento a livello internazionale cercavo sempre il confronto con lui per capire come gli scenari politici mondiali sarebbero mutati e quale sviluppo avrebbero preso gli eventi futuri, perch\u00e9 la sua analisi sarebbe stata precisa e non mi avrebbe deluso.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">E quando invece era la realt\u00e0 oggettiva a deludermi, lui cercava sempre di incoraggiarmi, di smuovermi alla lotta e di farmi assumere le mie responsabilit\u00e0: se avevamo fallito ancora, era prima di tutto \u201ccolpa\u201d nostra.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Per un quadriennio ci sentimmo telefonicamente cos\u00ec spesso che (e questo lo sanno in pochi) dedicai un numero di telefonia fissa solo per parlare con lui, e a volte con Piero De Sanctis, un filo rosso diretto che utilizzavamo per svolgere alcune attivit\u00e0 per il Centro come scrivere o correggere documenti e articoli, realizzare locandine dei convegni, impaginare la rivista Gramsci e i libri editi dal CGE, rielaborare loghi e carte intestate. Un giorno credo di essere stato al telefono con Ennio pi\u00f9 di dieci ore: ne uscimmo entrambi distrutti, ma io anche entusiasta perch\u00e9 riempivo, sempre pi\u00f9, il mio sacco di farina.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ma in questi anni non ci sono state solo maratone telefoniche infinite (per non parlare di quelle fatte collegialmente con gli altri compagni in videoconferenza!!). Ci sono stati incontri, riunioni, convegni nazionali in sedi prestigiose con relatori e ospiti eccellenti. Addirittura ad uno dei tanti convegni riuscimmo a collegarci in diretta video con il compagno Jos\u00e8 Reinaldo Carvalho, del Partito comunista del Brasile (PCdoB), dall\u2019altra parte del mondo! E alla fine di ogni nostro <em>rendez vous <\/em>restava sempre tanta soddisfazione per la riuscita dell\u2019impresa condotta, con pochissime risorse ed enormi sacrifici, dal Centro Gramsci.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Gli insegnamenti di Ennio erano cos\u00ec preziosi che insistentemente gli chiesi (come immagino abbiano fatto anche gli altri compagni) di scrivere un libro in cui racchiudesse tutta la sua esperienza di vita e di lotta affinch\u00e9 quell\u2019inestimabile patrimonio politico e culturale non andasse perduto. Quando ne parlavamo, ripeteva sempre che non era uno sforzo che avrebbe potuto fare da solo, e che magari, affiancato da qualche giovane compagno, ci avrebbe anche pensato. Ed \u00e8 cos\u00ec che inizi\u00f2 a scrivere UNIONE, un\u2019opera purtroppo incompiuta, presente anche sul sito del CGE in formato elettronico. In occasione di un incontro, utile alla preparazione di uno dei tenti convegni nazionali, nella sala stampa del Senato a Roma, Ennio port\u00f2 alcune copie stampate della seconda bozza che don\u00f2 ai compagni presenti quel giorno: io ebbi la fortuna di ricevere la copia numero 28!<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ho ammirato tantissimo Ennio e adesso che non potr\u00f2 pi\u00f9 sentirlo n\u00e9 vederlo mi mancher\u00e0 terribilmente.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ora siede l\u00e0, con i maestri del proletariato mondiale.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ora \u00e8 diventato patrimonio inestimabile dell\u2019avanguardia della classe operaia e nelle lotte che condurremo, nelle sconfitte che ancora subiremo, ma soprattutto nel Socialismo che infine edificheremo, Ennio vivr\u00e0!<\/span><br \/><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Ti ho voluto un gran bene, Ennio caro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Un caro abbraccio.<\/span><br \/><span style=\"font-size: 14px; font-family: georgia, palatino, serif;\">Sempre tuo, <strong>MAURIZIO.<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricordi sparsi di compagni di Erman Dovis, Danilo Sarra, Maurizio Ceccio \u00a0 Erman DovisHo conosciuto Ennio una domenica mattina di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":953,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-951","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"aioseo_notices":[],"aioseo_head":"\n\t\t<!-- All in One SEO 4.9.10 - aioseo.com -->\n\t<meta name=\"description\" content=\"Ricordi sparsi di compagni di Erman Dovis, Danilo Sarra, Maurizio Ceccio Erman DovisHo conosciuto Ennio una domenica mattina di inverno a Teramo, non mi ricordo pi\u00f9 di quale anno. 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