STERMNIO E TERR0RISMO PRIMA DEL CROLLO di Piero De Sanctis
La sterminata ricchezza prodotta dal pluslavoro
non pagato degli operai e di tutti i lavoratori,
è in mano a poche famiglie e ai produttori di armi
che la utilizzano generando guerre, terrorismo e razzismo. (Lenin)
Mai come in questo XXI secolo la teoria del filosofo Carl Clausewwitz che La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi, ha avuto tante conferme sperimentali. Come potremmo altrimenti definire le attuali guerre di aggressione di Israele e Stati Uniti contro gli stati indipendenti di Libia, Sudan, Somalia, Libano, Siria, Yemen, Iraq, Iran, ecc. se non come la continuazione della vecchia politica coloniale di predazione e saccheggio economico, adattata e calibrata alla nuova situazione? La continua corsa agli armamenti degli Stati Uniti e dell’Europa, con stanziamenti statali di miliardi e miliardi di dollari, che arricchisce oltre ogni limite, i produttori di armi, non è anch’essa un aspetto della continuazione della vecchia politica della guerra fredda di contenimento della espansione del socialismo in Europa, dopo il 1945?
Dopo il 1945, distrutta la grande armata nazista dall’esercito rosso, gli Stati Uniti, rifiutando ogni tipo di accordo con il governo sovietico sulla smilitarizzazione della Germania, forti dell’arma nucleare, accesero il fuoco in Oriente, Medioriente e America Latina: dalla Corea al Vietnam, dall’Indocina al Brasile. Ovunque furono miseramente sconfitti. Non a caso Mao disse che «tutti i reazionari sono tigri di carta», proprio come Lenin considerava l’imperialismo un «colosso dai piedi di argilla».
Eppure, ancora una volta, l’imperialista Trump ignora la storia. Con la sua colossale macchina propagandistica ha diffuso in occidente la più grande fake news, secondo la quale gli Stati Uniti posseggono una macchina militare invincibile. Macchina invincibile che, non solo abbiamo già visto in opera quando, nottetempo, come ladra, ha rapito il legittimo presidente Maduro del Venezuela, calpestando ogni diritto internazionale, e quando, attraverso decine e decine di sanzioni, ha ridotto alla fame il popolo iraniano. La politica di Trump è la continuazione della politica degli Stati Uniti dopo il 1945.
A tale proposito riportiamo una interessantissima e attualissima intervista, dell’agosto 1946, concessa da Mao alla grande giornalista americana Louise Strong, dalla quale riportiamo un illuminante stralcio: «D’altra parte questa propaganda (contro l’Urss, ndr) è una cortina fumogena sollevata dai reazionari degli Stati Uniti per nascondere le numerose e reali contraddizioni che si ergono davanti all’imperialismo Usa. Si tratta delle contraddizioni tra i reazionari statunitensi e il popolo americano, delle contraddizioni che oppongono l’imperialismo Usa agli altri paesi capitalisti e ai paesi coloniali e semicoloniali. Nel momento attuale, lo slogan americano della guerra antisovietica significa in realtà oppressione per il popolo americano ed espansione della forza statunitense di aggressione al mondo capitalistico. Come sapete, sia Hitler che i suoi soci, imperialisti giapponesi, si sono a lungo serviti degli slogan antisovietici come pretesto per assoggettare i loro popoli ed aggredire altri paesi. Oggi i reazionari statunitensi si comportano esattamente nello stesso modo. Per scatenare una guerra i reazionari statunitensi devono in primo luogo attaccare il popolo americano. E lo stanno già facendo: opprimono politicamente ed economicamente gli operai e gli elementi democratici degli Stati Uniti e si preparano ad introdurre il fascismo nel paese. Il popolo americano deve insorgere per resistere agli attacchi dei reazionari statunitensi… Penso che il popolo americano e i popoli di tutti i paesi minacciati dall’aggressione Usa devono unirsi e lottare contro gli attacchi dei reazionari statunitensi e dei loro lacchè in questi paesi. La terza guerra mondiale potrà essere scongiurata solo con la vittoria in questa lotta: altrimenti sarà inevitabile…verrà il giorno in cui questi reazionari saranno sconfitti e noi vinceremo. La ragione è semplice: i reazionari rappresentano la reazione, noi rappresentiamo il progresso».
Teramo 20 gennaio 2026

