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D E M O C R A Z I A     O P E R A I A di Piero De Sanctis

Nell’interessante saggio Critica della retorica democratica, del professore Luciano Canfora (E. Laterza, 2022), a pagina 17 si legge: «Uno dei retaggi più disgustosi della propaganda profusa al tempo della guerra fredda è il fondamentalismo democratico. L’espressione non felicissima ma sostanzialmente chiara è di Garcia Marquez. Indica l’arrogante uso di una parola (democrazia) che nel suo attuale esito racchiude e copre il contrario di ciò che etimologicamente esprime; e, insieme, l’intolleranza verso ogni altra forma di organizzazione politica che non sia il parlamentarismo, la compravendita del voto, il mercato politico… Il diverso dal modello parlamentare è il totalitario, è il male».

Oggi persino lo Stato di Israele, governato dal satrapo primo ministro, che ha sulla coscienza il genocidio del popolo palestinese, viene definito dall’Occidente, la più grande democrazia del Medio Oriente. I pensatori liberali hanno sempre affermato che il parlamentarismo borghese distrugge le classi e la divisione in classi, dal momento che il diritto di voto, il diritto di partecipare agli affari dello Stato appartengono a tutti i cittadini senza distinzione. Ma tutta la storia dell’Europa, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai nostri giorni, dimostra quanto siano assurde e false queste concezioni. Così come la democrazia pura è frase falsa degli esegeti liberali per ingannare gli operai. «La democrazia borghese – dice Lenin –, che fu un poderoso progresso storico in confronto col Medio Evo, rimane sempre – e sotto il capitalismo non può non rimanere – strettamente limitata, monca, falsa, ipocrita, un paradiso per i ricchi, una trappola e una frode per gli sfruttati, i poveri».

In realtà tutti i fallimenti che sono nati inerenti al tentativo di dare una definizione di “democrazia realizzata” di questo XX secolo, nascono dal fatto che non si tengono in nessun conto le analisi di Lenin, le sue considerazioni e le sue critiche. Egli dice che «se non si vuol parlare a scherno del buon senso comune e della storia, è chiaro che è impossibile parlare di democrazia pura finché esistono differenti classi; si può unicamente parlare di democrazia di classe».

In Europa, dopo la grande stagione delle democrazie socialiste popolari, nate dalla lotta e dal sacrificio di milioni di operai europei che hanno distrutto il nazifascismo, le forze più retrive del capitale finanziario-industriale, hanno ripreso il potere scatenando un’ondata di antisocialismo e la rinascita dei movimenti nazifascisti europei che, ieri come oggi, sono animati da sentimenti di odio contro il movimento operaio e popolare. Una massa di somari e di incompetenti è stata messa in posti di grande responsabilità politica, economica e militare. 

La sciagura che si è abbattuta sull’Europa è immensa e solo un atteggiamento serio di ricerca scientifica e di ricerca della verità basata sui fatti e non sui miraggi governativi, potrà esserci di guida sulla via di una nuova Liberazione.

 

Teramo 2 giugno 2026

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