“IL METODO GIACARTA” – recensione di Piero De Sanctis

La crociata anticomunista di Washington e il programma di omicidi di massa che hanno plasmato il nostro mondo.

È apparso in questi giorni nelle librerie un eccellente libro dal titolo Il Metodo Giacarta, di Vincent Bevins, Ed. Einaudi 2022. Narra della storia segreta dei terribili massacri di cui si sono resi responsabili gli Stati Uniti in Indonesia, America Latina e in tante altre parti del mondo, all’epoca della Guerra Fredda. Un resoconto tragico dei colpi di stato e omicidi di massa, funzionali agli interessi dell’imperialismo americano e alla creazione del cosiddetto “nuovo ordine mondiale”.

È un libro che fa seguito ai grandi reportage di Noam Chomsky che, nel suo interessantissimo libro Terrorismo Occidentale, accusa i vari governi americani e le loro multinazionali, dal secondo dopoguerra ad oggi, di aver provocato la morte di 50-55 milioni di persone in nome di ideali di “libertà” e di “democrazia”.

Il libro Il Metodo Giacarta, il cui autore, noto giornalista pluripremiato e corrispondente dal Sud est asiatico del Washington Post, ci fornisce un quadro puntuale ed obiettivo degli avvenimenti che incendiarono le Filippine, il Brasile e il Cile sulla base di documenti recentemente desecretati, sul parere degli storici più competenti, su schiaccianti testimonianze dirette di sopravvissuti e di ricerche d’archivio.

Perché il metodo Giacarta? Perché di un vero e proprio metodo si tratta, scientificamente studiato a tavolino, ovvero nelle segrete stanze dell’FBI, per lo sterminio di popoli e Nazioni governati da Presidenti progressisti democratici e comunisti liberamente eletti dal popolo. Perché a Giacarta, nel 1965, si consumò impunemente il massacro di un milione di civili innocenti e la distruzione del più grande partito comunista dopo quello cinese e sovietico. Perché fu l’inizio di identici programmi terroristici esportati in altri paesi come il Brasile e il Cile.

Il 1 ottobre 1965, dopo un colpo di mano militare, il generale Suharto, ignoto al popolo ma non alla Cia, prese il controllo del paese, benché secondo la legge il Presidente fosse ancora Sukarno. Immediatamente il governo degli Stati Uniti riconosceva l’esercito come capo effettivo del paese, spingendolo a compiere una campagna di annientamento del popolo indonesiano. Ma la vera ragione politica che sta alla base della strategia degli Stati Uniti, la distruzione del Partito comunista indonesiano, va ricercata nelle parole pronunciate dieci anni prima da Sukarno in occasione della prima Conferenza Asia-africana del 1955: «Vi prego non pensate al colonialismo solo nella classica forma che noi in Indonesia e i nostri fratelli di diverse parti di Africa e Asia conosciamo. Il colonialismo ha anche una veste moderna, quella del controllo economico, del controllo intellettuale, del vero e proprio controllo fisico da parte di una comunità piccola ma straniera all’interno di una nazione. E’ un nemico abile e determinato e ha molte facce. Non rinuncia al suo bottino facilmente. Ogni volta, e ovunque appaia, il colonialismo è malvagio e deve essere sradicato dal mondo».

Si legge in seconda copertina del libro «Per decenni, si è creduto che parti del mondo in via di sviluppo siano passate pacificamente al sistema capitalistico guidato degli Stati Uniti. Il Metodo Giacarta dimostra che il brutale sterminio di milioni di persone inermi fu una parte fondamentale del trionfo finale di Washington nella Guerra Fredda».

 

Teramo  13 gennaio 2022

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