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TERRORISTI AMERICANI E ISRAELIANI UNITI CONTRO I POPOLI MEDIORIENTALI di Piero De Sanctis

Con la vile e barbara strage del 3 gennaio scorso, al cimitero di Kerman, in Iran, durante la commemorazione di Quasem Solemain, ex capo politico dei pasdaran assassinato degli americani quattro anni fa, a Bagdad, i due “compari”, Biden e Netanyahu, hanno stretto un “patto d’acciaio” contro i popoli del Medio Oriente. Mentre Il primo, con portaerei e sommergibili atomici, schierati nel Mediterraneo e nel Mar Rosso, tiene a bada i paesi arabi affinché non aprano il secondo o il terzo fronte contro Israele, il secondo porta a termine, impunemente, lo sterminio del popolo palestinese.

Come ricorda lo scrittore e sociologo Massimo Fini, in un suo ultimo articolo sul Fatto Quotidiano del 7 gennaio scorso, gli americani sono i massimi esperti mondiali in assassini di uomini politici e di massacri di popolazioni inermi. «Del resto – aggiunge Fini – gli americani, durante la Seconda guerra mondiale, bombardarono le città di Dresda, di Lipsia e di Stoccarda, col preciso intento di “fiaccare la resistenza del popolo tedesco”. A Hiroshima e Nagasaki, col Giappone in ginocchio, non fu preso di mira alcun obiettivo militare, ma il popolo nipponico».

La storia passata e recente della politica della Casa Bianca ha ampiamente mostrato come il suo dominio di sfruttamento sul mondo Occidentale possa essere mantenuto e rafforzato col terrorismo delle armi più sofisticate, mascherato da esportazione della democrazia. Terrorismo che negli anni trascorsi tra il 1955 e il 1980 – afferma Noam Chomsky nel suo interessante libro La Washington Connection e il fascismo nel terzo mondo – si è reso responsabile di torture e uccisioni molto gravi.  «Nel vecchio mondo coloniale – seguita Chomsky – uscito distrutto dalla Seconda guerra mondiale, sono nati movimenti nazionalisti radicali che minacciavano la tradizionale egemonia dell’Occidente e gli interessi economici della sua industria. Per contenere quella minaccia gli Stati Uniti si sono alleati con le classi dirigenti e le élite militari del Terzo Mondo, la cui funzione era quella di contenere le forze sociali favorevoli al cambiamento, un ruolo svolto in passato da Diem e Thieu nel Vietnam del Sud, da Mobuto nello Zaire, Pinochet in Cile e Suharto in Indonesia. Grazie al costante appoggio di Washington, i regimi neofascisti sono diventati le forme di governo prevalenti nel Terzo Mondo. Massicciamente armati dall’Occidente (soprattutto dagli Stati Uniti) e scelti per la disponibilità ad accettare il dominio straniero e per il loro fervido anticomunismo, i regimi controrivoluzionari si sono rivelati fortemente inclini a torturare e massacrare».

Per attuare, nella pratica, questo piano di attività sovversive e di destabilizzazione, una grande funzione è stata svolta dalla CIA attraverso svariate forme. Ne elenchiamo – seguendo Chomsky – soltanto alcune: «1) l’omicidio puro e semplice di leader politici come Patrice Lumumba nel 1961, e quello di Salvador Allende nel 1973; 2) i ben noti complotti organizzati dalla CIA con l’aiuto di terroristi, mercenari, contro il Congo, il Cile, la Grecia, il Guatemala e l’Iran. In questa categoria potremmo anche inserire gli attacchi terroristici e l’avvelenamento dei raccolti, ampiamente praticati sotto Kennedy; 3) operazioni destabilizzanti costituite dalla corruzione politica, come nel caso del Brasile, in cui l’afflusso di denaro della CIA, prima del 1964, ha avuto dimensioni tali da coinvolgere centinaia di politici corrotti: 4) la propaganda politica che viene fatta sotto copertura e attuata finanziando ricercatori, istituti di ricerca, editori e giornalisti. La CIA aveva nel suo libro paga decine di giornalisti e pubblicava, in Brasile, un mensile con carta di alta qualità e distribuito gratuitamente; 5) organizzazione e finanziamento di manifestazioni che hanno avuto un ruolo determinante nel processo di sovversione sia del Brasile che del Cile; 6) infiltrazione dei servizi segreti in partiti politici non graditi a Washington. Una pratica, questa, che consente di raccogliere informazioni, seminare confusione e che dà libertà d’azione agli agenti provocatori».

L’accento che Chomsky pone sul Brasile è dovuto al fatto che, pur essendo un paese grande e potente, il Brasile non era un paese indipendente. La penetrazione finanziaria ed economica statunitense fu massiccia attorno agli anni Sessanta e, le aziende americane che agivano in stretto contatto con la CIA che furono coperte nei loro loschi traffici dalla CIA stessa. I capi politici Usa si mossero da padroni, come se avessero il diritto di veto sulla politica economica ed estera del Brasile. Il caso Brasile è, dunque, un caso esemplare, che i vari governi americani ripeteranno, in tutto il mondo, secondo lo stesso schema: invio di armamenti su vasta scala, corruzione, propaganda occulta, complotti con le alte gerarchie militari, sostegno politico e finanziario alle forze fasciste e neonaziste e, quindi, profondo sconvolgimento delle istituzioni democratiche. Non è superfluo ricordare, inoltre, che durante il periodo della Guerra fredda furono spazzati via dagli Usa, in Europa, molti governi di sinistra democraticamente eletti e furono fatti salire al potere dittatori e generali docili e servizievoli ai voleri americani.

Per gli Stati Uniti, l’Iran rappresenta una grossa minaccia, addirittura dicono che sia il paese più pericoloso del pianeta, per la semplice ragione che l’Iran appoggia il popolo palestinese, è l’unico argine all’invasione israeliana della Palestina e sostiene Hamas, che ha vinto le elezioni democraticamente nella Striscia di Gaza. Per tutto ciò, secondo l’impero americano, l’Iran deve essere punito e distrutto, prima che arrivi all’arma atomica. Ma l’Iran, in proposito, aveva avanzata una proposta per creare una zona denuclearizzata nel Medio Oriente, proposta che aveva incontrato l’approvazione degli Stati arabi, ma che fu osteggiata dagli Stati Uniti, al fine di tutelare l’arsenale atomico israeliano. Ecco, dunque, le ragioni di fondo che tengono uniti, per la vita e per la morte, i due “compari” Biden e Netanyahu. Entrambi non possono tollerare la presenza di una grande forza indipendente, dotata di un deterrente nucleare, in un grande paese ricco di materie prime, come l’Iran, che impedisce loro di spadroneggiare.

 

Teramo 10 -01- 2024

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