IL BOOMERANG DEL G7 di Piero De Sanctis

In una spiaggia deserta e disadorna della Cornovaglia, in un giorno triste e senza sole, si sono dati appuntamento i reduci di un passato glorioso, ormai al tramonto, armati di defibrillatore nel vano tentativo di rianimare L’Alleanza Atlantica e la Nato e trovare una via d’uscita ad una crisi economica e sociale nella quale sono immersi da decenni.

Ideato, voluto sostenuto dagli imperialisti americani delle grandi multinazionali industriale-militari e dall’alta finanza, l’attuale G7 (casalingo), tra conoscenti di vecchia data, circondati da alcuni governanti subalterni, non ha dato i risultati sperati. Il nuovo piano di Biden, L’America è tornata, che doveva servire a creare un fronte anticinese, e creare una cintura di “sicurezza” contro la Cina e la Russia per isolarle ed eventualmente aggredirle militarmente prima che sia troppo tardi, ha solo prodotto disorientamento e critiche tra gli alleati europei.

Non ha dato i risultati sperati perché la Cina è ormai diventata troppo grande e potente. Perché oltre a crescere a ritmi economicamente vertiginosi, gettando il terrore e lo scompiglio nelle economie capitalistiche dell’occidente, è una potenza militare di primo piano nel mondo e, per questo inattaccabile. Da questo stato di cose di cui le potenze europee da tempo hanno preso coscienza, al contrario degli sceriffi americani, è partita una netta opposizione ai piani di Biden e il desiderio di incrementare le relazioni e gli scambi commerciali tra l’Europa e la Cina. Come hanno fatto notare molti seri commentatori politici dal G7 di Biden è uscito solo un grido di paura di chi si ritiene impotente a fronteggiare gli sviluppi del più grande paese socialista del mondo.

Allora Biden ha cambiato musica, scendendo, secondo lui, sul più facile terreno del rispetto dei diritti umani che in Cina verrebbero calpestati, mentre negli Stati Uniti ed in Europa verrebbero esaltati, col malcelato proposito di scatenare una campagna anticinese. Ma la propaganda politica è una cosa e la realtà storica dei fatti è un’altra. E’, per esempio, un fatto, che non è stato mai detto al Presidente Biden, che la Cina in pochi anni ha tolto dalla miseria cieca 800 milioni di cinesi.

Sebbene la storia recente dell’Europa, con il fascismo prima e il nazismo poi, abbia dimostrato l’assoluta non curanza del rispetto dei diritti umani, la storia attuale, dopo la Seconda guerra mondiale, il colonialismo e il neocolonialismo occidentali, in particolare quello americano, hanno provocato la morte – dice Noam Chomsky – di 55 milioni di persone. Direttamente e indirettamente per le guerre mosse dall’occidente, dai golpe militari o da altri conflitti militari innescati a tutto vantaggio degli occidentali, altre centinaia di milioni di persone – seguita Chomsky – muoiono nella miseria e nel più completo silenzio.

Riportiamo, a titolo di esempio e come promemoria per i massimi dirigenti della politica e del capitalismo occidentali, smemorati e del tutto poco seri per quanto riguarda la storia degli ultimi ottant’anni, le più importanti tappe del dominio angloamericano nel mondo, dopo la Seconda guerra mondiale:

agosto 1945: gli Stati Uniti sganciano le prime due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki uccidendo sull’istante 260.000 civili, tra cui molti vecchi e bambini;

aprile 1949: nasce la Nato per consolidare il potere degli Stati Uniti a livello mondiale;

agosto 1953: colpo di Stato in Iran orchestrato da Stati Uniti e Inghilterra. Il primo ministro democraticamente eletto Mossadeq, che intendeva nazionalizzare il petrolio iraniano, viene sostituito da Reza Pahlavi;

gennaio 1961: assassinio di Patrice Lumumba capo del governo democraticamente eletto della Repubblica del Congo a opera degli Stati Uniti e dell’Inghilterra;

agosto 1961: gli Stati Uniti testano armi chimiche in Vietnam utilizzando una sostanza nota come Agente Arancio. Nel novembre dello stesso anno il presidente Kennedy firma il Foreign Assistance Act, la legge che garantisce  «assistenza ai paesi minacciati dal comunismo »;

marzo 1964: colpo di Stato in Brasile con la destituzione del presidente democraticamente eletto Joao Goulart e la sostituzione con un governo filoamericano;

1964 – 1973: bombardamenti degli Stati Uniti sulla Piana delle Giare, nel Laos, nell’ambito dell’escalation del conflitto del Sudest asiatico. Si tratta della più grande campagna di bombardamenti nella storia degli Stati Uniti: il numero di bombe supera quelle delle bombe lanciate durante la seconda guerra mondiale;

1965–1966: colpo si Stato in Indonesia orchestrato dagli Stati Uniti. Il Presidente Sukarno democraticamente eletto viene sostituito dal Generale Suharto sostenuto e finanziato dagli americani. Artefice di una delle peggiori stragi del XX secolo,il generale massacrò più di mezzo milione di militanti del Partito comunista indonesiano (Pki), il terzo partito comunista più grande al mondo. Altri milioni di attivisti vennero arrestati, deportati o fatti scomparire.

Settembre1973: colpo di Stato in Cile orchestrato dagli Stati Uniti in collaborazione con le forze militare cilene. Il Presidente marxista Salvador Allende democraticamente eletto viene ucciso e sostituito dal generale Pinochet. Inizia la più famigerata dittatura sudamericana.

Marzo 1999: l’operazione Allied Force è stata la campagna di attacchi della Nato, per oltre due mesi, contro la Repubblica Federale Jugoslavia. Viene bombardata anche l’Ambasciata cinese con la morte dei funzionari;

Ottobre 2001: invasione americana dell’Afghanistan.

Aprile 2002: fallito colpo di Stato in Venezuela da parte di esponenti delle forze armate sostenute dagli Stati Uniti.

Teramo 18 giugno 2021

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