P E R   U N A   E U R O P A   D I   P A C E :   N O   A L L A   N A T O di Piero De Sanctis

Se Perseo usava un manto di nebbia
per inseguire i mostri, noi ci tiriamo
la cappa di nebbia sugli occhi e le orecchie
per poter negare l’esistenza dei mostri.
(Carlo Marx)

Sono già tre settimane che l’Europa è in guerra. La Nato, la più potente macchina da guerra aggressiva e di sterminio dei popoli che la storia ricordi, è riuscita, dopo ottant’anni di relativa pace in Europa, ad incendiarla. Tutta la grande stampa e le annesse e connesse catene televisive occidentali sono unite nel condannare la Russia di Putin e ad assolvere gli Stati Uniti di Joe Biden. Una montagna di menzogne viene riversata 24 ore al giorno sui popoli europei e occidentali con l’intento di nascondere le reali ragioni della guerra sotto una nebbia fittissima formata da un caos di notizie false e fuorvianti.

Per diradare tale nebbia sono stati chiamati i “migliori” filosofi e le menti più “lucide” italiane in difesa della NATO, della grande “democrazia” americana e del golpista comico Zelensky sul cui governo sventolano le svastiche naziste. Non una parola è stata spesa da questi sicofanti sul “mostro” Nato che nell’arco di cinquant’anni è stata l’unica responsabile di decine e decine di colpi di stato e di massacri in ogni angolo del pianeta. Né una parola di denuncia è stata spesa contro l’espansione verso est dell’Alleanza Atlantica e per l’accerchiamento missilistico a danno della Russia. Hanno ignorato completamente persino le opinioni dei maggiori conservatori esperti americani di Russia, da George Kennan a Henry Kissinger i quali, furono unanimi nel ritenere che l’allargamento della Nato verso est fosse un’idea sconsiderata e provocatoria.

Non si può capire la storia di oggi se non si conosce quella di ieri. Con la disgregazione dell’Urss e lo scioglimento nel 1991 del Patto di Varsavia, la Nato (fondata nel 1949) offrì alla Russia, verbalmente, ampie assicurazioni che non si sarebbe mai espansa verso est. Non fu necessario alcun Trattato, perché le due parti non lo ritennero necessario, considerati i loro rapporti di amicizia e di cooperazione. Ma i sentimenti di stima e di amicizia non durarono a lungo di fronte al dominio globale della Nato.

Tra il 1997-2000, la Nato include nell’Alleanza Atlantica la Polonia, la Cecoslovacchia e l’Ungheria formando la prima linea di espansione verso est. Tra il 2002- ’04, su proposta britannica, vengono incluse altre sette nazioni: l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, la Slovenia, la Slovacchia, la Bulgaria e la Romania, completando l’accerchiamento della Russia a nord e a sud-est. Nel 2006 entrano L’Albania e la Croazia, e successivamente, tra il 2015-’18 entrano il Montenegro e la Macedonia del nord. In definitiva, con otto allargamenti successivi, trenta stati della Nato sono attualmente schierati sulle frontiere della Russia.

Questa è la realtà obiettiva dalla quale bisogna iniziare per poter capire come stanno le cose e gli avvenimenti in corso. Pur riconoscendo un certo grado di verità e di giustizia alle parole dell’editorialista Stephen Walt di Foreign Policy, quando scrive, a proposito dell’attuale guerra che «la grande tragedia è che tutta questa vicenda era evitabile se non si fosse commesso l’errore di arroganza degli Stati Uniti e dei loro alleati europei». Ma noi non possiamo certo accettare una concezione della storia che si basi sugli “errori”.

Sono forse errori le guerre in Iraq nel 1991, in Serbia nel 1995, nel Kosovo nel 1999, in Afghanistan nel 2001, in Iraq ancora nel 2003? O scelte politiche ponderate da parte dei settori militarmente più aggressivi della Nato?  Questa è il braccio armato dell’imperialismo americano il quale, per mantenere alti i suoi profitti è sempre alla ricerca di un nemico da abbattere e uno Stato da distruggere, nonostante abbia collezionato una serie di fallimenti e di sconfitte. Dunque, nessun errore è stato commesso: l’espansione della Nato verso est è la principale causa dello scontro tra la Nato e la Russia. E se tale scontro ha assunto la forma di lotta tra il “democratico” Biden e l’”oligarca” Putin, o tra la “democrazia” e l’“autocrazia” o, se vogliamo, tra il presidente  Zelensky (salito al potere per volere della Sottosegretaria di Stato per gli Affari politici Victoria Nuland, sostenitrice del colpo di Stato del 2014 contro il primo ministro democraticamente eletto Janukovic) e il presidente Putin, come sostengono i nostri prezzolati corifei, ciò non toglie nulla al fatto che si tratti di un altro passo in avanti della Nato per la conquista dell’Europa, Russia compresa.

Noi, in Italia, la Nato, la conosciamo bene, poiché in tutte le stragi e i tentativi falliti dei colpi di stato che si sono succeduti, dal 1947 in poi, partendo dalla strage di Portella delle Ginestre del 1º maggio del 1947, passando per Piazza della Loggia e Piazza Fontana, fino alle bombe della stazione di Bologna, abbiamo sempre riscontrato che i principali responsabili di questi efferati massacri sono stati nell’ordine: la Nato, i servizi segreti, i piduisti e i nazifascisti. Eppure, ampi settori della sinistra italiana ed europea, hanno preso sul serio l’ideologia della guerra della Nato di espandersi al fine di “garantire la libertà e l’ordine” e i “diritti umani”.

Questi maîtres a penser della sinistra, per sostenere le loro tesi, fanno finta di non conoscere la storia recente.  Subito dopo il crollo del muro di Berlino dell’89, il 20 dicembre dello stesso anno, ha luogo l’invasione di Panama (Operazione Giusta Causa fu denominata), preceduta da massicci bombardamenti scatenati senza dichiarazione di guerra e senza preavviso: quartieri densamente popolati vengono sorpresi nella notte dalle bombe e dalle fiamme. Migliaia sono i morti, in grandissima parte civili, poveri, bambini di pelle scura; migliaia e migliaia sono i senza tetto. Oggi tutto ciò viene ricordato come il più sanguinoso nella storia di Panama che anticipa la guerra del Golfo del 1991, quando furono sterminati gli irakeni ormai fuggiaschi e disarmati. Per l’esattezza li sterminano “dopo il cessate i fuoco” (Corriere della sera del 9 maggio 1991).

E se lo scrittore Solzenitsyn, tempo fa, ha paragonato il comportamento della Nato a quello del Terzo Reich, non si è trattato di stravaganza di un letterato, ma di una visione profetica a cui il tempo sta dando ragione.

Teramo 15- 03-2022

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