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P R O L E T A R I    D I    T U T T  I    I    P A E S I   U N I T E V I !

È il concetto chiave, fondamentale, con il quale si chiude IL  Manifesto del Partito Comunista di Carlo Marx e Federico Engels, pubblicato per la prima volta a Londra, in concomitanza con la rivoluzione francese del 24 febbraio 1848. In Italia apparve per la prima volta durante la rivoluzione di Milano del 18 marzo 1848  e, a New York fu pubblicato nel 1872.

Da allora sono trascorsi 175 anni durante i quali  il Manifesto è stato la guida di tutte le lotte operaie mondiale per la trasformazione socialista delle società. È stato certamente il più grande documento programmatico del socialismo scientifico, in cui vengono delineate con chiarezza la teoria della lotta di classe e la funzione rivoluzionaria della classe operaia. Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, il Manifesto cadde nell’oblio.

Oggi dalle dense nebbie, sollevate dall’imperialismo Usa per coprire la realtà dello sfruttamento della classe operaia americana, con vigore riappaiono le parole con le quali Marx ed Engels chiusero il Manifesto. Il Segretario Nazionale, del più grande sindacato americano dell’auto United Workers of Automotive (UAW), Shawn Fain, in un video messaggio, inviato alla Fiom, in occasione della grande manifestazione del 7 ottobre a Roma, ha detto:« Non dobbiamo fare questo sciopero solo per i nostri associati, dobbiamo farlo per la classe operaia mondiale».

Parole che testimoniano il risveglio del più grande sindacato americano dopo una lunga fase di quiescenza e di corruzione, durante la  quale il popolo americano ha visto, non solo un arricchimento oltre ogni limite, dell’oligarchia finanziaria e dei colossi militare-industriali, ma soprattutto ha conosciuto una fase di supersfruttamento e di disoccupazione dilagante.

Il 14 settembre scorso la quasi totalità degli operai del settore delle tre principali industrie automobilistiche americane, è scesa in sciopero (secondo il segretario Fain è stato «il più grosso sciopero nel settore automobilistico da generazioni»), reclamando aumenti del 40% in 4 anni, sicurezza sul lavoro e superamento dell’economia capitalistica selvaggia che ha prodotto ricchezza per pochi e miseria per i lavoratori.

L’appello lanciato da Fain per una più stretta unità d’azione, per l’ unione tra la classe operaia americana con quella europea, è della massima importanza. Esso esprime, da una parte, l’impotenza e il tramonto dell’egemonia americana sul mondo , dall’altra la grande forza della classe operaia americana-europea per aprire nuovi orizzonti di lotta, per una nuova visione del mondo, per la giustizia sociale, la democrazia e il socialismo.

 

Teramo 28 settembre 2023

La redazione del Centro Gramsci di Educazione

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