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Intervista del Partito Comunista Cinese (PCC) al Centro Gramsci di Educazione (CGE)

Domanda n1. Fin dal 18°Congresso del Partito Comunista Cinese (CPC), il CPC ha elaborato la strategia di “4 complessività”, cioè la complessiva costruzione della società benestante, il complessivo approfondimento della riforma, la complessiva gestione  del paese secondo le leggi, la complessiva gestione del partito in modo severo,  Come Lei valuta le concezioni per la gestione del paese e i suoi risultati negli ultimi cinque anni del nuovo leadership del PCC?
Risposta n1. Dopo la elezione di Xi Jinping a Segretario del Pcc, avvenuta durante il XVIII Congresso del Partito Comunista Cinese, il Congresso ha proposto il grande obiettivo di costruire entro il 2020 una società moderatamente prospera in tutti i suoi aspetti basata sulla strategia delle 4 complessività, cioè della crescita economica sana e sostenuta, del raddoppio del PIL e delle entrate procapite sia nei centri urbani che in quelli rurali, della costruzione di una società ecologica e sostenibile, della diffusione capillare della rete INTERNET su tutto il paese. Riflettendo su questo complesso e profondo programma, il Centro Gramsci di Educazione ha capito che il grande popolo cinese e il suo partito erano stati mobilitati per fare della Cina una grande nazione moderna, forte e rispettata internazionalmente.
Già nel suo primo discorso del 17 novembre 2012, tenuto durante la 1° sessione del gruppo di studio dell’Ufficio Politico, Xi Jinping ha tracciato alcune linee guida affermando che occorre perseverare nel socialismo con caratteristiche cinesi e nel suo sviluppo, tenere a mente l’unità inscindibile della teoria e della pratica e avere una comprensione profonda del fatto che il socialismo con caratteristiche cinesi è il risultato fondamentale della lunga pratica del Partito e del popolo.
Il Centro Gramsci di Educazione non può che essere d’accodo con questo grande progetto di riforma e di apertura costruito sulle fondamenta gettate dal Partito Comunista cinese nel corso della sua lunga lotta e siamo altresì convinti che il compagno Xi Jinping è colui che ha dato vita e contenuto al Sogno cinese, un progetto di grande portata storica per consolidare e sviluppare sempre più la rinascita della nazione cinese.
Nella concezione del socialismo con caratteristiche cinesi « si integra e si unisce, -dice il Presidente- il metodo dialettico, la logica della lotta del socialismo scientifico e la logica storica dello sviluppo sociale della Cina».
Anche nell’Europa del XX secolo, lo sviluppo dell’industria, della classe operaia, del pensiero scientifico, del marxismo-leninismo ha creato le condizioni per un ulteriore approfondimento che nel pensiero di Antonio Gramsci si concretizza e si organizza nel concetto di Egemonia: una teoria coerente e unitaria della storia umana e della storia naturale, in cui la politica e l’economia, la struttura e la sovrastruttura si annodano in una unità organica.      

Domanda n.2. In ottobre del 2016, il CPC ha convocato la sesta sessione plenaria del 18° Comitato Centrale del CPC, in cui si è stabilito lo status di nucleo di Xi Jinping nel partito, che ne pensa?
Risposta n.2. Per quel che riguarda il Comitato Permanente dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale noi sappiamo che è formato da sette dirigenti comunisti. Esso rappresenta il vertice assoluto del Pcc, che in modo unitario e collegiale, in questi ultimi 5 anni ha diretto, indicato e guidato l’economia, la politica e lo Stato. L’unità di questo Comitato Centrale è stato fondamentale per la costruzione della grande Cina socialista forte, ammirata, avanguardia del proletariato internazionale e punto di riferimento per tutti i partiti comunisti mondiali. L’unità sostanziale di questo nucleo dirigente, che in questo momento impedisce che nel partito ci siano due linee politiche contrapposte su tutto, è di grande importanza per quanto concerne sia l’unità interna del Pcc con le grandi masse, che l’unità esterna, nel campo internazionale dove, attraverso processi contraddittori, le grandi masse si orientano verso il socialismo.
La nomina di Xi Jinping a nucleo della leadership Pcc pensiamo che sia la migliore scelta possibile, tenuto conto della sua storia personale, della sua grande cultura storica e politica e della sua fedeltà agli ideali del socialismo, come dimostra il suo discorso del settembre 2015 in commemorazione del 70° anniversario della vittoria della guerra di resistenza del popolo cinese contro l’aggressione giapponese e della guerra mondiale contro il fascismo: «Avanzando su questa strada, il popolo di tutte le etnie del paese, sotto la direzione del Partito Comunista Cinese, continua a tenere come guida il marxismo-leninismo, il pensiero di Mao Zedong, la teoria di Deng Xiaoping, l’importante pensiero delle Tre rappresentatività [Il partito deve rappresentare sempre le esigenze dello sviluppo delle forze di produzione avanzate; della cultura più avanzata; degli interessi della maggioranza del popolo cinese. Ndr], e della visione scientifica dello sviluppo. E continuando sulla via del socialismo con caratteristiche cinesi, secondo il quadro strategico dei Quattro completamenti».
[perseveranza nel socialismo; perseveranza nella dittatura democratica del popolo; perseveranza nella guida del Partito Comunista Cinese; perseveranza nel marxismo-leninismo e nel pensiero di Mao Zedong; Ndr].

Domanda n.3. Negli ultimi anni, la “lotta contro corruzione” è diventata una delle  parole centrali nella vita politica cinese, ottenendo l’appoggio e sostegno dalla grande massa del popolo, attirando anche l’attenzione dalla comunità internazionale. Che pensa delle misure e i risultati della  “lotta contro corruzione” del CPC?
Risposta n. 3. La rapida e impetuosa trasformazione sociale di questi ultimi anni ha fatto emergere fenomeni negativi come la corruzione dilagante, il divario di ricchezza troppo accentuato e l’inquinamento ambientale, per cui, già dai primi mesi del 2013, è in corso un’energica campagna contro la corruzione e gli sprechi e che nel gennaio del 2017 si è tenuta la Conferenza Plenaria della Commissione per l’Ispezione disciplinare del Comitato Centrale del Pcc per consolidare la disciplina all’interno del Pcc.
Che la lotta alla corruzione sia un problema di primaria importanza lo ha sottolineato lo stesso presidente Xi Jinping nella 1° sessione del 17 novembre 2012 del gruppo di studio dell’Ufficio Politico nel corso del quale ha detto senza mezzi termini «che se il problema della corruzione continuerà ad aggravarsi, porterà inevitabilmente alla morte del Partito e del Paese! Dobbiamo stare all’erta!». Ed ancora «I fatti dimostrano che se si permette alla corruzione di diffondersi, questa finirà per portare allo smantellamento del Partito e alla caduta del Governo».
L’ Italia, che ha visto nascere, fin dall’Alto Medioevo, il sistema produttivo capitalistico, sa bene che la corruzione è strettamente correlata a tale sistema produttivo e che esisterà fin quando esisteranno le classi sociali. Oggi in Italia la corruzione è diffusa in tutti i gangli della società civile e dello Stato, i vari governi borghesi cadono uno dopo l’altro come birilli nel gioco del domino, perchè proprio si è verificato un distacco, una frattura tra la classe dirigente e il popolo, come si deduce da recenti statistiche che affermano che meno del 10% delle persone possiede più del 60% dell’intera ricchezza del paese. Poiché una parte notevole della lotta contro la corruzione è costituita dal problema della formazione dei quadri di partito, ci sembrano molto appropriate e giuste le parole del Presidente quando dice che: «Un buon quadro è colui che è saldo nelle sue convinzioni, cioè saldo nel perseguire gli alti ideali del comunismo, nel credere sinceramente al marxismo, di lottare per il socialismo, di essere retto e onesto».

Domande n.4. Molti chiamano la strada socialista  alla  cinese come “la Strada Cinese”, nei 5 anni avvenire, la Cina porterà a termine  la completa costruzione della società benestante. Come Lei valuta la suddetta strada cinese?
Risposta n.4. La strada cinese, ovvero la politica di apertura e di sviluppo economico e sociale, ha ottenuto risultati notevoli attirando l’attenzione di tutto il mondo. L’economia cinese è balzata al 2° posto nella classifica mondiale e molti dei suoi principali indici economici figurano nelle prime posizioni mondiali. E’ previsto, entro il 2020, il raddoppio del PIL e il reddito pro capite nelle aree urbane e rurali.
Questi successi non sono piovuti dal cielo, ma sono il risultato del lavoro svolto dal popolo cinese sotto la guida del Partito e di tutte le sue organizzazioni.
Come per Archimede, che con la sua leva andava alla ricerca di un punto di appoggio per sollevare il mondo, così per i cinesi, l’innovazione tecnico-scientifica è il punto d’appoggio della leva che solleva il mondo.
La sostanza della teoria della Strada cinese consiste proprio nel prendere coscienza della nuova rivoluzione scientifica, tecnologica e industriale del XXI secolo. Ormai già s’intravedono nuove e significative conquiste nei settori scientifici di base, quali gli studi sulla struttura della materia, sull’evoluzione dell’universo, sull’origine della vita, sulla natura della coscienza, sull’integrazione dell’informazione di nuova generazione con la robotica che ha già prodotto robot dotati di intelligenza artificiale.
Non a caso la parola d’ordine lanciata dal Presidente è: innovare, innovare ed ancora innovare.
La Cina è consapevole di trovarsi in una fase di sviluppo cruciale, come si evince dal 13° Piano quinquennale, in cui nuove forme di industrializzazione, informatizzazione, urbanizzazione, modernizzazione agricola, si sviluppano interattivamente, creando una forza motrice senza precedenti. Una epocale opera di trasformazione che la condurrà a diventare una grande potenza socialista in difesa della pace mondiale. Per tutto ciò siamo convinti che la Cina porterà, nel tempo previsto, a termine gli impegni e gli obiettivi fissati nel 2012.

Domanda n.5. Nell’anno 2013, la Cina ha proposto l’iniziativa  “One belt one road”(OBOR), la quale costituisce  una strada di pace e cooperazione, apertura e tolleranza, studio reciproco e condivisione, mutuo vantaggio e win-win che collega l’Asia l’Europa e l’Africa. Decine di paesi compresi alcuni paesi europei come l’Italia hanno partecipato positivamente alla Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB). Allora, come Lei valuta l’iniziativa  “OBOR”, quali sono i suoi consigli concreti per lo sviluppo del “OBOR”, e la migliore  partecipazione dell’Europa ?
Risposta n.5. La Via della Seta, che si estendeva da Oriente a Occidente e che nel passato ha dato un contributo importante alle comunicazioni tra le civiltà orientali e occidentali e alla promozione della cooperazione e degli interscambi tra nazioni e culture diverse, oggi ci viene riproposta dalla Cina come un grandioso piano OBOR di sviluppo economico industriale vantaggioso non soltanto per la Cina ma per tutto il mondo.
I paesi lungo la cintura economica della via della Seta contano in totale circa tre miliardi di abitanti che costituiscono un mercato di ampiezza e potenziale senza equivalenti. Si tratta di una grande impresa che il Presidente ha proposto fin dal settembre 2013 adottando un modello di cooperazione totalmente innovativo che, per quanto riguarda l’Italia, costituirebbe un elemento determinante per farla uscire dalla recessione che ormai l’attanaglia da circa 10 anni.
L’Italia è il punto d’arrivo dell’antica Via della Seta che collegata con la Via della Seta Marittima del 21° secolo costituirebbe per l’Italia un’opportunità per la cooperazione in ambiti più diversi e per il rafforzamento delle relazioni sino-italiane. Purtroppo il nostro governo italiano, per il momento, sembra che non abbia compreso appieno questa grande opportunità che il governo cinese ci sta offrendo.                               

Domanda n. 6. Fin dal 18°Congresso del CPC, la Cina effettua attivamente  la diplomazia a carattere cinese mirata alle relazioni fra i grandi paesi, proponendo/e proposto una seria delle nuove idee diplomatiche come “il  nuovo  metodo delle relazioni internazionali”, “la comunità di destino comune umano”. Che pensa di queste nuove idee, e che pensa dello status e il ruolo internazionale della Cina? Quali sono le sue aspettative per il  ruolo che la Cina può giocare nella comunità internazionale nel futuro?
Risposta n.6.  Durante la sua prima tappa fuori dalla Cina, in Russia del 13 marzo 2013, Xi Jinping ebbe a dire: «I progetti di un intero anno cominciano in primavera». Dopo la Russia si recò negli Stati Uniti, nei paesi Arabi, in Medio Oriente, in Tanziana, in Messico, in America Latina, ecc. e ovunque ha sostenuto e spiegato la concezione che lo sviluppo mondiale non può costruirsi sulla base di un meccanismo che vede alcuni paesi diventare sempre più ricchi e altri sempre più poveri. Solo uno sviluppo comune di tutti i paesi può produrre uno sviluppo mondiale poiché sviluppo, cooperazione, mutuo vantaggio e pace sono le tendenze della nostra epoca. E’ proprio su questa base che si sostanzia il Nuovo metodo delle relazioni internazionali. Tutti i paesi e tutti i popoli del mondo debbono avere pari dignità, stare sullo stesso piano di uguaglianza siano essi grandi o piccoli, forti o deboli, ricchi o poveri, attraverso sistemi di cooperazione win-win.
Per quanto riguarda la lotta per la pace e la distruzione delle armi nucleari, sosteniamo la discussione aperta il 27 marzo 2017 all’Assemblea generale delle Nazioni Unite come sollecitato dalla “Lettera dai Sindaci per la Pace” del 14 Marzo 2017. 
Questi obiettivi sono stati al centro del XVIII Congresso Nazionale del Partito comunista cinese nel corso del quale si sono poste le fondamenta per fare della Cina un paese socialista moderno, prospero, forte, democratico e culturalmente avanzato.

Domanda n.7. Nella seconda metà di quest’anno, CPC convocherà il 19° Congresso, eleggerà il nuovo leadership. Allora, quali sono le sue aspettative per la politica cinese del futuro, e la prospettiva delle sviluppo cinese?
In questi ultimi cinque anni di Presidenza di Xi Jinping l’unità del gruppo dirigente dell’Ufficio politico è stata la condizione essenziale affinché gli obiettivi del XVIII Congresso fossero raggiunti.
Il Centro Gramsci di Educazione esprime il migliore augurio di buon lavoro al Partito Comunista Cinese per il XIX Congresso Nazionale che si aprirà nella seconda metà di quest’anno. Esprime inoltre l’augurio che la composizione del prossimo Ufficio Politico possa essere ancora unita come la precedente e che i rapporti bilaterali e multilaterali per la reciproca conoscenza con i partiti comunisti e democratici del mondo siano sempre più stretti e proficui.

Domanda n. 8. Negli ultimi anni, le  relazioni sino-europee  si sono sviluppate  bene. Attualmente la pace e lo sviluppo del mondo non può prescindere dalle cooperazioni sino-europee. Allora, quali sono le sue aspettative e proposte per approfondire le cooperazioni sino-europee e portare avanti la costruzione  del rapporto partenariato sino-europeo di “Pace, crescita, riforma, civiltà”, che ha proposto il presidente Xi Jinping durante la visita in Europa nel 2014?
Risposta n. 8. Il 2015 è stato l’anno nel quale si è celebrato il 40° anniversario dell’allacciamento delle relazioni diplomatiche tra Cina e Europa e il 45° anniversario delle relazioni tra Cina e Italia. Nell’agosto dello stesso anno il premier cinese Li KeQiang dell’Uffico Politico del Pcc, insieme al Presidente del Consiglio Europeo Tusk e il Presidente della Commissione europea Juncker hanno presieduto con successo il 17° Vertice Cina-Europa a Bruxelles, nel corso del quale hanno deciso congiuntamente di mettere in collegamento la proposta di cooperazione della Cintura economica della Via della Seta e la Via della Seta Marittima del 21° secolo della Cina, e il Piano d’investimento dell’Europa. Inoltre unanimi consensi ci sono stati per quanto riguarda la cooperazione nei diversi settori: per la costruzione della fondazione d’investimento comune sino-europea, per la piattaforma degli scambi reciproci sino-italiana, per le collaborazioni nei settori energetici e delle tecnologie informatiche e per rafforzare ulteriormente la cooperazione industriale internazionale.
Il Centro Gramsci di Educazione lotta affinché queste collaborazioni tra la Cina socialista e l’Europa e tra la Cina socialista e l’Italia possano svilupparsi sempre di più, come ha sostenuto ultimamente il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella nella lectio magistralis dell’Università del Futan di Shanghai e come sembra ormai orientato lo stesso Governo italiano.

Teramo, 27 Aprile 2017


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