EGEMONIA OPERAIA E DEMOCRATICA di Ennio Antonini e Maurizio Ceccio*

In Europa occidentale, intorno al mille, fioriscono la manifattura e i Comuni.
Alla millenaria fatica primitiva e servile, subentra il lavoro produttivo, autonomo e salariato.
Lo sviluppo impetuoso delle comunicazioni e dei commerci, principalmente nelle valli dell’Arno e della Schelda, aumenta enormemente la quantità e la qualità del lavoro delle antiche botteghe artigiane dei mastri e dei garzoni.
Il lavoro produce coscienza, beni sociali, cultura collettiva e società.
La rivoluzione industriale e scientifica dissolve il mondo antico ed apre l’era moderna.
Originati da questo mutamento quantitativo e qualitativo nei rapporti tra gli uomini e tra essi e la natura, i momenti fondamentali del processo storico organico sono: La Rivoluzione inglese del 1649, la Rivoluzione francese del 1789, il monopolismo  dei Tyssen del 1857, la Comune di Parigi del 1871, la sconfitta delle rivoluzioni socialiste occidentali in Germania, in Austria, in Baviera, in Ucraina, in Ungheria, schiacciate, una dopo l’altra, dalla reazione sanguinaria del monopolismo del 1918-1920 e la vittoria operaia e democratica sul nazifascismo del 1943-45. Nel 1844-48, Marx ed Engels fondano il materialismo storico e il Partito comunista1.
Nel 1917-37, Gramsci approfondisce la politica di Egemonia del proletariato sul partito e sullo Stato.
Difatti, durante il XX secolo, Le lotte armate rivoluzionarie d’avanguardia della classe operaia, dei contadini e dei soldati aprono le vie della trasformazione socialista delle società continentali; oggi le lotte democratiche di massa della classe operaia, del proletariato, dei contadini, dei soldati, delle istituzioni repubblicane  e della borghesia antimonopolista estendono l’edificazione del socialismo secondo le caratteristiche dei diversi continenti.
Del resto, già la vittoria della Resistenza armata del 1945 esprime la maturità  della politica di egemonia della struttura della cultura della classe operaia, formata da forti  associazioni, consigli, istituzioni democratiche, partiti e sindacati diffusi tra le nazioni e i popoli antifascisti della Ue, sorta nel 1951 ad opera di  Belgio Francia, Germania, italia, Lussemburgo ed Olanda.
Nella lotta per la trasformazione socialista operaia e democratica della Ue, gli intellettuali organici esprimono la sovrastruttura culturale nei diversi campi della scienza, della filosofia, dell’arte e della Politica di egemonia come Albert Einstein,  Bertrand Russell, Pablo Picasso, Aldo Moro e tanti  altri.
La struttura culturale di classe e la sovrastruttura intellettuale organica di massa, educate dalla politica di egemonia operaia e democratica costruiscono il socialismo nei diversi continenti lungo l’epoca della transizione dal capitalismo al comunismo.
Nel 1947 la Costituzione antifascista  sancisce  L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.
La lotta della classe operaia francese del Maggio ‘68 con l’occupazione di un mese e mezzo di tutte le grandi industrie e dei Consigli di fabbrica dell’autunno caldo italiano del ’69, con la legge del ‘70 sullo Statuto dei Lavoratori, è la prima risposta politica alla restaurazione imposta dal Complesso militare industriale monopolista a Hiroshima e Nagasaki2.
L’Egemonia unitaria del 1994 del Cge approfondisce la cultura operaia e democratica della Ue. 277
Nel 1997 il Coordinamento continentale dei Consigli di fabbrica del gruppo automobilistico statale Renault lotta in Francia, Portogallo, Spagna e Slovenia per difendere la proprietà pubblica e l’occupazione di tutti gli stabilimenti presenti nella Ue.
Nel 2004 la lotta del Coordinamento sindacale comunista della Fiat Sata di Melfi in ventuno giorni sconfigge il monopolista e segna la fine del quarto governo Berlusconi.
Nel 2010, il monopolista Fiat attua tre licenziamenti antisindacali del Complesso apicale Sata e restaura il potere assoluto nella fabbrica composta da circa 7200 dipendenti diretti e nelle 23 imprese dell’indotto con altri 20000 dipendenti indiretti.
I governi più antifascisti, come Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo e Romania, denunciano la deriva nazionalista guerrafondaia di Trump, per costruire una Ue più unita e più libera.
Il Ppe e il Pse esprimono una politica continentale volta a superare le influenze più nazionaliste e reazionarie presenti in alcuni paesi come il governo Orban d’Ungheria.
I partiti comunisti della classe operaia e le forze politiche della piccola borghesia intellettuale rivoluzionaria lottano per superare tendenze nazionaliste, settarie e trotzkiste per formare il comune Intellettuale collettivo(Ic), vale a dire il partito cosciente e organizzato della avanguardia della classe operaia della Ue.
Il Ppe presenta un assetto organizzato continentale più omogeneo, in quanto esprime gli interessi politico economici della piccola, media e grande borghesia produttiva più concretamente colpiti dalla crisi del monopolismo finanziario guerrafondaio.
I comunisti e il Pse denunciano maggiori incertezze e difficoltà continentali, tipiche dell’elemento intellettualistico piccolo borghese, che storicamente li influenza.
Il Comitato promotore di Ic, il Ppe e il Pse esprimono le forze politiche della classe operaia rivoluzionaria, del proletariato riformista e della borghesia democratica in lotta contro il monopolismo il Pd, sorto per impulso prevalentemente elettoralistico, è prigioniero di posizioni nazionaliste e settarie, facilmente influenzate dal potere mediatico dominante.
L’insieme di queste esperienze e l’attualità dello scontro di classe, dove le influenze più nazionaliste e localiste creano confusione e frenano lo sviluppo della nuova società continentale, dimostrano che gli organizzatori della classe operaia devono essere gli operai stessi. (A. Gramsci)
Il Cpic, il Ppe e il Pse devono lottare uniti per educare la lotta dei consigli della classe operaia per la trasformazione socialista della Ue, operaia e democratica, con un concreto e unitario programma di trasformazione culturale e politica, volta a ridurre le diseguaglianze:
tassare monopolismo e speculazione finanziaria; detassare aziende produttive e lavoratori; ridurre la giornata lavorativa; raddoppiare retribuzioni e profitti produttivi; piano del lavoro Ue (dieci alla quarta)3.
Nell’unità della nobile Politica di Egemonia del socialismo, il costituendo Intelettuale collettivo organico (Ico) partito della classe operaia rivoluzionaria il Ppe della borghesia produttiva e il Pse del proletariato riformista lottano per la trasformazione operaia e democratica della Ue.
Il Consiglio di Fabbrica dell’Ilva di Taranto lotta per difendere il lavoro, la salute, l’ambiente e la legalità democratica di una intera regione e del settore dell’acciaio della Ue minacciato dal Complesso militare industriale nucleare.
La formazione e il controllo, operaio e democratico, di gruppi continentali unici in settori strategici come acciaio, auto, difesa, comunicazioni e trasporti, sottratti ai monopolisti, uniscono e aiutano la lotta per la trasformazione socialista della complessa, evoluta e plurale società della Ue.
Lo stabile approdo collegiale raggiunto dai gruppi dirigenti della classe operaia cinese, per impulso del compagno Xi Jiping, esprime con maturità la politica di Egemonia del socialismo sul partito e sullo stato continentale della Repubblica popolare cinese.
Gli Stati continente socialisti, indipendenti e unitari, ciascuno dei quali con caratteristiche culturali, politiche, sociali e storiche continentali, come la Rpc e la nuova Ue, confluiscono lungo la transizione dal capitalismo al comunismo.
I gruppi dirigenti del partito e dello stato devono esprimere con coraggio gli interessi del popolo rimanendo probi e sapendo rinunciare agli interessi immediati per quelli generali: il popolo lotta per arricchire il lavoro, la cultura e la vita, i comunisti sono primi nei doveri ultimi nei diritti.
Lo sviluppo della politica di Egemonia del socialismo della Repubblica popolare cinese presieduta da Xi Jinping e i recenti incontri avuti con suoi eminenti dirigenti e delegazioni auspicano più approfonditi scambi di esperienze culturali, istituzionali e politiche per sostenere la trasformazione socialista operaia e democratica della Ue.
Nel corso delle manifestazioni del centenario della Rivoluzione d’Ottobre, il Centro Gramsci di Educazione e il  Partito comunista cinese diffondono una antologia di scritti di Antonio Gramsci dal titolo EGEMONIA DEL PROLETARIATO Governare la Cina e difendere la pace.
In considerazione degli arsenali atomici e degli impianti nucleari civili presenti sulla terra, oggi difendere la pace, significa difendere l’esistenza dell’umanità.
In Corea, tutte le parti interessate, principalmente il Complesso militare industriale trumpista, devono cessare immediatamente le provocazioni nucleari.
Il Governo del popolo esprime il processo storico dello sviluppo umano dei continenti contro il supersfruttamento imperialista del monopolismo che causa bibliche migrazioni4.
La Cultura dei Continenti ordisce la diffusa trama del socialismo nel tessuto democratico dei popoli e difende la pace.
La crescente Egemonia del socialismo difende lo sviluppo e la pace, confinando il monopolismo del Complesso militare industriale nel Farwest Brexit dei suoi paradisi fiscali e sostiene la lotta dei popoli contro il terrorismo e lo scandalismo. Uno scandalismo ed un terrorismo che i monopolisti utilizzano per destabilizzare e demolire le libertà democratiche ed imporre regimi fascisti e nazisti ieri contro la Repubblica di Weimar, oggi contro i governi democratici della Ue, del Medio Oriente, dell’Africa, dell’America Latina come in Venezuela.
Il potere dello Stato operaio e democratico sono le associazioni i consigli, i partiti e i sindacati del proletariato e dei suoi alleati; le assemblee parlamentari, nazionali, regionali e locali, elette a suffragio universale segreto, esprimono il consenso universale e legittimante del popolo: qualora esso dovesse risultare insufficiente, il Partito comunista della classe operaia promuove un vasto approfondimento congressuale e programmatico di tutti gli organismi del potere statale, cioè delle associazioni, dei  consigli, dei partiti e dei sindacati del proletariato e dei suoi alleati.
Contro la restaurazione e rottamazione del monopolismo e dei suoi lacchè, la Cultura operaia e democratica difende e migliora le conquiste del socialismo e dello Stato sociale, quali sono le pensioni retributive e i vitalizi5.
In Europa occidentale, il processo storico della Cultura di egemonia prefigura Lo Stato operaio gramsciano della Ue, composto dalla proprietà collettiva dei consigli dei Complessi apicali, strappati ai monopolisti guerrafondai, della produzione, della ricerca e dello studio, e dai governi parlamentari nazionali espressi dalla salda alleanza tra il proletariato, i contadini, la piccola, media e grande borghesia antimonopolista.
Nel 1864 Marx ed Engels fondano la Prima Internazionale per approfondire il materialismo storico; nel 1889 Engels fonda la seconda internazionale per diffondere il materialismo storico e il socialismo scientifico; nel 1919 Lenin fonda la terza internazionale per difendere il socialismo nell’URSS come libera unione di nazioni libere.
La larga diffusione internazionale delle lotte e delle conquiste del Movimento operaio e democratico, l’impetuoso sviluppo della ricerca scientifica e filosofica, il creativo fiorire di massa delle lettere edelle arti  approfondiscono il materialismo storico organico e  la sua coscienza tra le grandi masse popolari spingendo sulla difensiva le antiche concezioni clerico superstiziose del monopolismo finanziario e dei suoi lacchè.
In questa più vasta e profonda coscienza sociale internazionale delle masse popolari, i comunisti possono finalmente realizzare l’unione e l’alleanza dei partiti democratici di tutti i paesi. (nota Marx ed Engels sul Manifesto del partito comunista)
In ogni caso, la grave e confusa realtà della Catalogna, del Lombardoveneto e della Sassonia, dove il monopolismo finanziario influenza e fomenta le forze di massa più retrive, dimostra la necessità oggi del diretto ruolo politico dirigente della lotta dei consigli della classe operaia, educato dalle loro organizzazioni d’avanguardia come associazioni culturali, partiti comunisti e sindacati confederali, volto a strappare ai monopolisti la proprietà dei Complessi apicali della produzione, della ricerca e dello studio.
Una funzione educatrice particolarmente delicata spetta alle associazioni culturali, impegnate a criticare e svelare le correnti più opportuniste e divisive di destra, di sinistra e  loro mescolanza gattopardesca, finanziate e fomentate dal monopolismo.
Per educare questa fondamentale lotta di classe e di massa volta alla trasformazione socialista  della Ue,  come libero Stato di nazioni libere, il Cpic, il Pcc, il Ppe e il Pse promuovono la fondazione della nuova Internazionale operaia e democratica.
Il socialismo  è il capitalismo continuamente potato del monopolismo.

Teramo 31 marzo 2017

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Note

* Con la collaborazione dei compagni Lia Amato, Franceso Antonini, Giovanni Barozzino, Andrea Cardilicchio, Carlo Cardilicchio, Piero De Sanctis, Ada Donno, ErmanDovis, Milena Fiore, Maurizio Nocera, Danilo Sarra, Bruno Tonolo. 

1) Karl Marx: Tesi su Feuerbach:
I. Il difetto fondamentale di ogni materialismo fino ad oggi, compreso quello di Feuerbach, è che l’oggetto, il reale, il sensibile è concepito solo sotto la forma di oggetto o di intuizione; ma non come attività umana sensibile, come attività pratica, non soggettivamente. E’ accaduto quindi che il lato attivo è stato sviluppato dall’idealismo in contrasto col materialismo, ma solo in modo astratto, poiché naturalmente l’idealismo ignora l’attività reale, sensibile, come tale. Feuerbach vuole oggetti sensibili realmente distinti dagli oggetti del pensiero; ma egli non concepisce la attività umana stessa come attività oggettiva. Perciò, nell’Essenza del Cristianesimo egli considera come schiettamente umano solo il modo di procedere teorico, mentre la pratica è concepita e fissata da lui soltanto nella sua raffigurazione sordidamente giudaica. Pertanto egli non concepisce l’importanza della attività «rivoluzionaria», dell’attività pratico-critica.
II. La questione se al pensiero umano appartenga una verità obbiettiva, non è una questione teorica, ma pratica. È nella attività pratica che l’uomo deve dimostrare la verità, cioè la realtà e il potere, il carattere terreno del suo pensiero. La discussione sulla realtà o non-realtà di un pensiero, che si isoli dalla pratica, è una questione puramente scolastica.
III. La dottrina materialistica che gli uomini sono il prodotto dell’ambiente e dell’educazione, e che pertanto uomini mutati sono il prodotto di altro ambiente e di una mutata educazione, dimentica che sono proprio gli uomini che modificano l’ambiente e che l’educatore stesso deve essere educato. Essa perciò giunge necessariamente a scindere la società in due parti, una delle quali sta al di sopra della società. (per esempio in Roberto Owen), La coincidenza del variare dell’ambiente e dell’attività umana può solo essere concepita e compresa .razionalmente solo come pratica rivoluzionaria.
IV. Feuerbach prende le mosse dal fatto che la religione rende l’uomo estraneo a se stesso e sdoppia il mondo in un mondo religioso immaginario, e in un mondo reale. Il suo lavoro consiste nel dissolvere il mondo religioso nella sua base mondana. Egli non si accorge che, compiuto questo lavoro, la cosa principale rimane ancora da fare. Il fatto stesso che la base mondana distacca da se stessa e si stabilisce nelle nuvole come regno indipendente non si può spiegare se non colla dissociazione interna e colla contraddizione di questa base mondana con se stessa. Questa deve pertanto essere compresa prima di tutto nella sua contraddizione e poi, attraverso la rimozione della contraddizione, rivoluzionata praticamente. Così, per esempio, dopo che si è scoperto che la famiglia terrena è il segreto della sacra famiglia , è la prima che deve essere criticata teoricamente e sovvertita nella pratica.
V. Feuerbach, non contento del pensiero astratto, fa appello all’intuizione sensibile; ma egli non concepisce il sensibile come attività pratica, come attività sensibile umana.
VI. Feuerbach risolve l’essere religioso nell’essere umano. Ma l’essere umano non è un’astrazione immanente all’individuo singolo. Nella sua realtà, esso è l’insieme dei rapporti sociali. Feuerbach, che non s’addentra nella critica di questo essere reale, è perciò costretto: a. a fare astrazione del corso della storia, a fissare il sentimento religioso per sé, e a presupporre un individuo umano astratto, isolato; b. per lui perciò l’essere umano può essere concepito solo come specie, come generalità interna, muta, che unisce in modo puramente naturale la molteplicità degli individui.
VII. Perciò Feuerbach non vede che il «sentimento religioso» è anch’esso un prodotto sociale e che l’individuo astratto, che egli analizza, in realtà appartiene a una determinata forma sociale.
VIII. La vita sociale è essenzialmente pratica. Tutti i misteri che sviano la teoria verso il misticismo trovano la loro soluzione razionale nella attività pratica umana, e nella comprensione di questa attività pratica.
IX. L’altezza massima a cui può arrivare il materialismo intuitivo, cioè il materialismo che non concepisce il mondo sensibile come attività pratica, è l’intuizione dei singoli individui nella «società borghese».
X. Il punto di vista del vecchio materialismo è la società borghese; il punto di vista del nuovo materialismo è la società umana, o l’umanità socializzata.
XI. I filosofi hanno solo interpretato il mondo in modi diversi; si tratta però di mutarlo.
….

Il primo lavoro intrapreso per sciogliere i dubbi che mi tormentavano, fu una revisione critica della filosofia del diritto di Hegel, un lavoro, la cui introduzione apparve negli «Annali franco-tedeschi» che si pubblicarono a Parigi nel 1844. La mia ricerca sboccò nel risultato che tanto i rapporti giuridici che le forme statali non devono essere concepite in se stesse né nel così detto sviluppo generale dello spirito umano, ma piuttosto prendono radice nei rapporti materiali della vita, il cui insieme Hegel, seguendo gli inglesi e i francesi del XVIII secolo, abbracciava col nome di «società civile»; [ma] che però l’anatomia della società civile è da ricercarsi nell’economia politica. L’indagine dell’ultimo, che avevo cominciato a Parigi, continuai a Bruxelles, dove fui scaraventato in seguito a una ordinanza di espulsione del signor Guizot. Il risultato generale che mi si offrì e che una volta conquistato, servì di filo conduttore al mio studio, può essere così formulato brevemente. Nella produzione sociale della loro vita gli uomini entrano a far parte di rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, rapporti di produzione che corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle loro forze materiali di produzione. L’insieme di questi rapporti di produzione forma la struttura economica della società, la base reale, sulla quale si innalza una superstruttura giuridica e politica, e alla quale corrispondono determinate forme sociali e di coscienza. Il modo di produzione della vita materiale condiziona generalmente il processo della vita sociale, politica e spirituale. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro modo di essere, ma all’opposto è il loro modo di essere sociale che determina la loro coscienza. A un certo grado del loro sviluppo le forze materiali di produzione della società entrano in contraddizione coi rapporti di produzione esistenti, ossia, ciò che solo ne è l’espressione giuridica, coi rapporti di proprietà, nell’interno dei quali esse si erano mosse fino allora. Da forme di sviluppo delle forze produttive questi rapporti si sono cambiati in ostacoli delle medesime. Si inizia allora un’epoca di rivoluzione sociale. Col mutamento della base economica si sovverte tutta la enorme superstruttura più o meno rapidamente. Nell’osservazione di tali sovvertimenti bisogna sempre far distinzione tra il sovvertimento materiale [nelle condizioni della produzione economica] che deve essere constatato fedelmente col metodo delle scienze naturali e le forme giuridiche, politiche, religiose, artistiche o filosofiche in una parola: Le forme ideologiche, nel cui terreno gli uomini diventano consapevoli di questo conflitto e lo risolvono. Così come non si giudica ciò che un individuo è da ciò che egli sembra a se stesso, tanto meno si può giudicare una tale epoca di sovvertimenti dalla sua coscienza che essa stessa se ne è formata, ma piuttosto si deve spiegare questa coscienza dalle contraddizioni della vita materiale, dal conflitto esistente tra le forze produttive sociali e i rapporti di produzione. Una formazione sociale non perisce, prima che non siano sviluppate tutte le forze produttive, per le quali essa è ancora sufficiente, e nuovi, più alti rapporti di produzione non ne abbiano preso il posto, prima che le condizioni materiali di esistenza di questi ultimi siano state covate nel seno stesso della vecchia società. perciò l’umanità si pone sempre solo quei compiti che essa può risolvere: se si osserva con più accuratezza, si troverà sempre che il compito stesso sorge solo dove le condizioni materiali della sua risoluzione esistono già o almeno sono nel processo del loro divenire. A grandi linee possono essere indicati i periodi di produzione asiatico, antico (classico), feudale e moderno borghese come epoche progressive della formazione sociale economica. I rapporti borghesi di produzione sono l’ultima forma antagonistica del processo sociale di produzione, antagonistica non già nel senso dell’antagonismo individuale, ma di un antagonismo che spunta fuori dalla condizioni sociali di vita degli individui; ma le forze produttive che si sviluppano nel grembo della società borghese creano insieme le condizioni materiali per lo scioglimento di questo antagonismo. Con questa formazione sociale si chiude quindi la preistoria della società umana. Federico Engels, col quale, già dalla pubblicazione del suo geniale schizzo per la critica delle categorie economiche (negli «Annali franco-tedeschi») io avevo mantenuto un permanente scambio scritto di idee era giunto con me allo stesso risultato per altra strada (confronta la sua Condizione delle classi lavoratrici in Inghilterra) e quando egli nella primavera del 1845 si stabilì pure a Bruxelles, decidemmo di elaborare in comune il contrasto del nostro punto di vista contro quello ideologico della filosofia tedesca, in realtà di fare i conti con la nostra coscienza filosofica precedente.

Dal Manifesto del Partito Comunista
….
I. Espropriazione della proprietà fondiaria e impiego della rendita fondiaria per le spese dello Stato;
II. Imposta fortemente progressiva;
III. Abolizione del diritto di eredità;
IV. Confisca della proprietà di tutti gli emigrati e ribelli;
V. Accentramento del credito nelle mani dello Stato per mezzo di una banca nazionale con capitale di Stato e con monopolio esclusivo;
VI. Accentramento dei mezzi di trasporto nelle mani dello Stato;
VII. Aumento delle fabbriche nazionali e degli strumenti di produzione, dissodamento e miglioramento dei terreni secondo un piano comune;
VIII. Eguale obbligo di lavoro per tutti, istituzione di eserciti industriali, specialmente per l’agricoltura;
IX. Unificazione dell’esercizio dell’agricoltura e di quello dell’industria, misure atte ad eliminare gradualmente l’antagonismo tra città e campagna;
X. Educazione pubblica e gratuita di tutti i fanciulli. Abolizione del lavoro dei fanciulli nelle fabbriche nella sua forma attuale. Unificazione dell’educazione e della produzione materiale, ecc.

2) Dwight David Eisenhower: …Nei consigli di governo, dobbiamo vigilare per impedire il conseguimento di un’influenza ingiustificata, più o meno ricercata, da parte del complesso industriale-militare. L’eventualità dell’ascesa disastrosa di un potere mal riposto esiste e persisterà. Non dobbiamo mai permettere che la pressione di questa combinazione metta in pericolo le nostre libertà o i nostri processi democratici… (1961).
11/11/63 Newsweek intervista ad Eisenhwer : …il bombardamento nucleare non era necessario…

3) 10000 mld, per dieci anni, per dieci settori strategici (comunicazione, edilizia popolare ecosicura, edilizia pubblica ecosicura, energie rinnovabili, idrogeologico, infrastrutture, sanità pubblica, scuola pubblica, servizi pubblici, trasporti), per le dieci nazioni più antifasciste antimonopoliste (balcanica, benelux, britannica, danubiana, francese, germanica, grecocipriota, iberica, italiana, scandinava), e per 10 milioni di nuovi posti di lavoro.

4) Dopo aver indebolito e distrutto le organizzazioni operaie e democratiche col pretesto di esportarvi la loro democrazia nei continenti più sfruttati come Africa, America latina e Medio Oriente, la triarchia imperialista finanziaria (Ior-Rochefeller-Roschildt), assetata di massimo profitto, aggredisce ed espropria estese campagne, fabbriche, servizi e gli stessi Stati, impone tecnologie sofisticate, scaccia decine di milioni di contadini, imprenditori e di lavoratori e causa bibliche migrazioni. Rivista gramsci n° 28
Rai news : “La Terra è la sua identità”. I contadini africani contro l’accaparramento delle terre.
Nel dicembre del 2015 l’Amministrazione Obama dissecreta il documento “SAC nuclear planning for 1959”.

5) Ridurre il vitalizio dei parlamentari più anziani è anticostituzionale, antisociale, illegale e incivile. La pretestuosa legge in discussione in parlamento sui vitalizi dei vecchi deputati e senatori serve in realtà ad attaccare, dopo la sua approvazione, le pensioni dei vecchi lavoratori diminuendole anche per questi ultimi con il passaggio dalla conquista sociale del sistema retributivo al sistema contributivo essenzialmente privatistico.

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