I L L E N I N I S M O I N G R A M S C I di Piero De Sanctis
Gramsci e il leninismo è, invero, il titolo della relazione svolta da Togliatti, nel gennaio del 1957 a Roma, in occasione del ventesimo anniversario della morte di Antonio Gramsci. Quando Lenin muore nel gennaio 1924, Gramsci aveva 33 anni. La notorietà politica europea e mondiale di Gramsci arrivò all’improvviso, allorché Lenin, durante il II Congresso dell’Internazionale comunista del luglio 1920, ebbe parole di apprezzamento e di solidarietà per il movimento torinese dell’Ordine Nuovo. Nel marzo del 1922, Gramsci è designato a rappresentare il partito nel Comitato Esecutivo dell’Internazionale Comunista e, nel maggio dello stesso anno, lasciava Torino e la direzione dell’Ordine Nuovo. Fu una grande svolta nella sua vita per acquisire l’arricchimento del patrimonio teorico-pratico apportato da Lenin.
È un fatto che in Italia e, in generale nell’Occidente, le parole socialismo, comunismo, materialismo dialettico e materialismo storico, siano scomparse, nonostante si parli in continuazione delle grandi conquiste sociali e scientifiche della Cina comunista. In Italia, l’unico libro serio di rilievo, risale al giugno del 1980 con Critica leninista del presente (Ed. Feltrinelli).
La filosofia deve diventare politica per inverarsi, dice Gramsci, cioè per riconoscersi come vera. «Nella politica è contenuta tutta la filosofia reale e la sostanza della storia» dice Togliatti in Gramsci e il leninismo. Per Marx, politica ed economia, ambiente e organismo sociale, sono tutt’uno, sempre. Il mondo della natura e della storia, «afferma lo storico-filosofo Ludovico Geymonat cui apparteniamo, possiede una esistenza indipendente da noi e, nel contempo, possiede relazioni con noi». In altre parole il mondo è interconnesso in tutte le sue parti qualificabili come fenomeni naturali e storici. Le relazioni tra i fenomeni hanno un carattere molto complesso, più di quanto non appaia, qualificabili, appunto, come dialettici. Esso, il mondo, inoltre, non è statico, ma varia nel tempo. Ma proprio il carattere dialettico di tutti i fenomeni, compreso il fondamentale principio di contraddizione necessario per spiegare il movimento e lo sviluppo dei fenomeni storici, non li separa ma li connette in un tutt’uno.
Ed è proprio Marx, che nelle bellissime pagine del suo capolavoro Miseria della filosofia, illustra il movimento storico dovuto al principio di contraddizione: «La borghesia inizia con un proletariato che è un resto del proletariato dei tempi feudali. Nel corso del suo sviluppo storico, la borghesia svolge necessariamente il suo carattere antagonistico, che all’inizio si trova ad essere più o meno dissimulato, non esistendo che allo stato latente. A misura che la borghesia si sviluppa, si sviluppa anche nel suo seno un nuovo proletariato, un proletariato moderno; si sviluppa una lotta fra la classe proletaria e la classe borghese, lotta che prima di essere sentita tra le due parti, individuata, valutata, compresa, ammessa e proclamata ad alta voce, non si manifesta, all’inizio, che attraverso conflitti parziali e momentanei, attraverso episodi di sovversivismo …Di giorno in giorno diventa sempre più chiaro che i rapporti di produzione, entro i quali si muove la borghesia, non hanno un carattere unico, semplice, bensì un carattere duplice; che negli stessi rapporti entro i quali si produce la ricchezza, si produce altresì la miseria ;entro gli stessi rapporti nei i quali si ha sviluppo di forze produttive, si sviluppa anche una forza produttrice di repressione».
Tuttavia, occorre sempre tener presente, insegna Gramsci, che ogni teoria rivoluzionaria deve passare al vaglio della pratica per essere ritenuta valida, se non si affianca ad un complesso di azioni capaci di incidere sulla società per trasformarla. Viceversa una prassi, per quanto ben congegnata, non può conquistare le simpatie del popolo se non viene connessa ad una teoria rivoluzionaria, secondo il principio dialettico di teoria e prassi. Notevole, in proposito, è l’accusa che Lenin muove a Trotzki sulla questione del Socialismo in un solo paese e la Rivoluzione permanente. Anche per Gramsci, Trotzki è «il teorico politico dell’attacco frontale in un periodo in cui esso è solo causa di disfatte» e le cui «formule politiche mancano di aderenza alla storia attuale, concreta, vivente». Il rapporto tra contraddizione e lotta di classe – dice Gramsci- non va inteso come rapporto rigido. La lotta di classe non deve essere vista come causa meccanica di tutte le trasformazioni sociali, poiché in esse concorrono tutte le diverse e complesse articolazioni della prassi sociale e culturale. Analogamente le sovrastrutture politiche e ideali non costituiscono un blocco compatto ma si distinguono, sia per gradi diversi di autonomia, che per aspetti diversi di contraddizioni.
Solo dal 1917 Lenin cominciò ad essere tradotto, pubblicato, letto e studiato anche in Italia. Riportiamo, qui di seguito, in ordine cronologico, i principali scritti teorici di Lenin sui quali Gramsci ha studiato e formato: Che fare? Febbraio 1902; Materialismo ed Empiriocriticismo 1908; L’imperialismo fase suprema del capitalismo, aprile 1917; Stato e Rivoluzione, agosto 1917; La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky, ottobre 1918; L’estremismo malattia infantile del comunismo, aprile 1920.
Gramsci, già nel 1922, era in polemica sia contro le tendenze di infantile settarismo estremista, che contro l’ideologia del crocianesimo come forma di alleanza conservatrice a sostegno di un ordinamento reazionario. Così come critica la volgarizzazione del materialismo dialettico di Bukharin nel suo Saggio popolare. Dice Gramsci: «Penso sia rimasto impigliato nell’ideologia, mentre la filosofia della prassi rappresenta un netto superamento e, storicamente si contrappone appunto all’ideologia».
Come è noto, molti indirizzi di pensiero politico-sociale-scientifico, combattuti da Gramsci, pretendono che la pratica rivoluzionaria riguardi unicamente la società concreta, senza interessarsi al problema della conoscibilità del mondo della natura, né della possibilità di dominarla per mezzo della scienza e della tecnica. Di fronte agli enormi problemi fisico-filosofici di conoscenza, aperti dalla teoria della Relatività a dalla Teoria Quantistica, la dialettica materialista (ovvero la teoria della conoscenza del marxismo) è chiamata attualmente a dare il suo importante contributo.
Teramo 15 aprile 2026

