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REFERENDUM GIUGNO 2011


Il 12 e il 13 giugno sono state due bellissime giornate per le donne italiane, che hanno votato insieme alla maggioranza del popolo italiano, per l´energia pulita, per la difesa dell´acqua come bene comune e per la difesa della democrazia.

Ci è costato mesi e mesi di campagna referendaria, tante iniziative, tante manifestazioni, tante parole e tanta fatica: ma ce l´abbiamo fatta, ci siamo riuscite, abbiamo vinto! La maggioranza del popolo italiano ha scritto una pagina importante della nostra storia democratica votando compattamente contro la politica del governo sulla privatizzazione dell´acqua pubblica, sull´energia nucleare e sulla giustizia.

Dopo i risultati positivi nelle recenti elezioni amministrative, che hanno sottratto le maggiori città italiane alla destra, questo risultato del referendum conferma il cambiamento che è iniziato. Esso riscatta finalmente la vergogna di diciassette anni cupi, contrassegnati dall´arroganza e dalla volgarità dei ricchi, dalla corruzione, dal razzismo e dalla prepotenza.

La vittoria del referendum è il sigillo più bello al vento del cambiamento che soffia forte ed è iniziato con le lotte degli operai e dei disoccupati, degli studenti e dei lavoratori precari, con il nuovo protagonismo del movimento delle donne, che il 13 febbraio scorso diedero una forte spallata al corrotto regime di Berlusconi.

Qualcuno ha parlato di miracolo, perché da 15 anni in Italia non si riusciva a raggiungere il quorum nei referendum popolari e sembrava che l´indifferenza regnasse sovrana. Su questa indifferenza e sul controllo dei grandi mezzi d´informazione pubblici e privati la destra aveva puntato e aveva fatto di tutto per scoraggiare il voto. La gente però non si è lasciata imbrogliare ed ha reagito con intelligenza ed orgoglio.

Il 57 % degli elettori sono andati a votare e quasi la totalità si è pronunciata per l´abrogazione dei piani del governo sull´energia nucleare, sulla privatizzazione dell´acqua, sulla legge cosiddetta del legittimo impedimento, che consentiva a Berlusconi e a pochi potenti di sottrarsi alla giustizia.

Protagoniste della campagna referendaria sono state le donne insieme ai giovani. Alla logica dominante dell'indifferenza, le donne hanno risposto affermando l'etica della responsabilità sociale. Esse hanno affermato che la salute, l'aria e l'acqua sono beni comuni, rappresentano un diritto di tutti e non possono essere trattati come merci da cui ricavare profitto. Esse hanno affermato anche che la giustizia e l'uguaglianza tra i cittadini sono un bene comune inalienabile e pertanto è una prevaricazione inaccettabile per la convivenza civile fare leggi che servono all'uso privato e a garantire l'impunità di pochi potenti. Basta questa vittoria a scongiurare gli interessi in gioco in questo referendum, che sono interessi di potenza e di profitto delle lobby industriali, militari e dell´energia a livello mondiale? Certo che no. Sappiamo che pressioni fortissime continueranno ad agire sull´Italia.

Occorrerà essere vigilanti e cercare nuove risposte politiche giuste ed efficaci Col referendum la maggioranza del popolo italiano ha intanto espresso un vero rifiuto dell'ideologia liberista e ha riaffermato il principio della proprietà sociale dei beni comuni; ha detto che il governo deve rinunciare ai suoi programmi sul nucleare, alla privatizzazione dell´acqua e ai privilegi dell´oligarchia politica di fronte alla legge. Ora bisogna dire a Berlusconi e alla destra che devono rinunciare al governo del Paese. Fermenti nuovi stanno maturando. E´ il momento di riprendere in mano il nostro futuro.

Ada Donno  Presidente dell’ AVVMR Italia  Associazione Donne della Regione Mediterranea

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1° MAGGIO DI LOTTA


Contro le ristrutturazioni e le delocalizzazioni monopoliste Eni, Fiat e Parmalat che colpiscono i lavoratori, contro la criminale aggressione del popolo della Libia: la guerra infinita scatenata nell’anno della caduta dell’Unione Sovietica per scaricare la crisi del capitalismo sui lavoratori e sui popoli, ha rivelato la sua natura antisociale globale proprio nella tappa libica. Anziché le distruzioni lampo delle due guerre mondiali del 1914 e del 1939, una Guerra infinita a tappe con gli stessi obiettivi: popoli e lavoratori da massacrare e schiavizzare. I comunisti, le forze democratiche e socialiste, i popoli e le nazioni amanti della pace e del progresso hanno l’esperienza storica necessaria per rovesciare sui mille monopolisti la Guerra infinita che hanno scatenato contro la società e l’ecosistema dell’intero pianeta. L’ unificazione delle lotte dei lavoratori europei e delle masse arabe è condizione necessaria per fermare la guerra e per un nuovo sviluppo unitario dei popoli. I sinceri democratici e le forze di sinistra e comuniste devono unirsi per una lotta generale dei lavoratori e dei popoli arabi ed europei. La classe operaia europea, guidata dall’unità dei comunisti, svolgerà il suo organizzato e necessario ruolo gramsciano d’avanguardia. Le rosse bandiere di lotta del 1 MAGGIO e del prossimo sciopero generale della Cgil segnino la riscossa internazionale per la democrazia e per il socialismo.

                          
                                                                                                                      
Teramo, 1 maggio 2011.

 

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Il Mio Maggio

Vladimir Majakovskij, 1922

A tutti,
a quanti, spossati dalle macchine,
si sono riversati per le strade,
a tutti,
alle schiene sfinite dalla terra
e che invocano una festa,
il primo maggio!
Al primo fra tutti i maggi
andiamo incontro, compagni,
con la voce affratellata nel canto.
E’ mio il mondo con le sue primavere.
Sciogliti in sole, neve!
Io sono operaio,
è mio questo maggio!
Io sono contadino,
questo maggio è mio!

A tutti
A quelli che, scatenata l’ira delle trincee,
si sono appostati in agguati omicidi,
a tutti,
a quelli che dalle corazzate
sui fratelli
hanno puntato le torri coi cannoni,
il primo maggio!
Al primo fra tutti i maggi
andiamo incontro,
allacciando le mani disgiunte dalla guerra.
Taci, ululato del fucile!
Chètati, abbaiare della mitragliatrice!
Sono marinaio,
è mio questo maggio!
Sono soldato,
questo maggio è mio!

A tutte
le case,
le piazze
le strade,
strette dall’inverno di ghiaccio,
a tutte
le fameliche
steppe,
alle foreste,
alle messi,
il primo maggio!
Salutate
il primo fra tutti i maggi
con una piena
di fertilità, di primavere,
di uomini!
Verde dei campi, canta!
Urlo delle sirene, innalzati!
Sono il ferro,
è mio questo maggio!
Sono la terra,
questo maggio è mio!



Domande di un lettore operaio

di Bertolt Brecht

Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì?
Ci sono i nomi dei re, dentro i libri.
Son stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra?
Babilonia, distrutta tante volte,
chi altrettante la riedificò? In quali case
di Lima lucente d'oro abitavano i costruttori?
Dove andarono, la sera che fu terminata la Grande Muraglia,
i muratori? Roma la grande
è piena d'archi di trionfo. Su chi
trionfarono i Cesari? La celebrata Bisanzio
aveva solo palazzi per i suoi abitanti? Anche nella favolosa Atlantide
la notte che il mare li inghiottì, affogavano urlando
aiuto ai loro schiavi.
Il giovane Alessandro conquistò l'India,
Da solo?
Cesare sconfisse i Galli.
Non aveva con sé nemmeno un cuoco?
Filippo di Spagna pianse, quando la flotta
gli fu affondata. Nessun altro pianse?
Federico II vinse la guerra dei Sette Anni. Chi,
oltre a lui, l'ha vinta?
Una vittoria ogni pagina,
Chi cucinò la cena della vittoria?
Ogni dieci anni un grand'uomo.
Chi ne pagò le spese?
Quante vicende,
tante domande.

(traduzione di Franco Fortini)

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GOVERNI SENZA MILIARDARI

Pochi monopolisti e miliardari hanno impoverito la società, hanno ridotto i consumi popolari, la produzione e il lavoro avvitando una nuova crisi generale del capitalismo. In Italia i gruppi monopolisti sono in conflitto per spartirsi le risorse pubbliche, ma sono compatti nell’attaccare i lavoratori (Eni, Fiat, Scuola..) e le residue libertà democratiche. Per affrontare con serietà la crisi, i Governi nazionali non possono essere guidati da monopolisti e miliardari che ne sono i responsabili e i beneficiari. Il berlusconismo eversivo trascina il paese in una subdola campagna elettorale per imporre la dittatura assoluta del grande capitale clerico-finanziario. Lo scontro di classe in Italia e in Europa ripropone un bivio epocale: o la spietata dittatura del capitalismo monopolistico, o un processo rivoluzionario, democratico e socialista. Perché appelli e documenti di intellettuali e giovani del mondo di internet diano coscienza e durata al decisivo movimento di massa, le forze comuniste e di sinistra devono rafforzare i legami con i lavoratori e i ricercatori avanzati dei complessi multinazionali. Poggiando sul più consapevole movimento delle masse, essi lotteranno per cacciare la cricca Berlusconi e per sostenere un Governo di forze e partiti moderati e democratici, che cambi la legge elettorale fascista e difenda la Costituzione e il lavoro, riaprendo il processo democratico. L’avvio di questo nuovo processo, sostenuto da una maggiore unità dei Partiti comunisti, dei Coordinamenti dei delegati e dei Sindacati d’Europa, auspicabilmente stimolata dai loro nuclei gramsciani, spingerà in avanti la lotta per instaurare governi nazionali più democratici e il potere socialista continentale della classe operaia, rovesciando i monopolisti di Maastricht. Noi del Centro Gramsci di Educazione e di Cultura, per favorire questo processo con una vasta battaglia ideale, proponiamo un cosciente e crescente Movimento di difesa della Costituzione. La Costituzione racchiude i principi sorti dall’esperienza della lotta della Resistenza contro il nazifascismo, imposto dal grande capitale per scaricare sui popoli la precedente crisi del 1929. Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali… Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto… Lo studio, la difesa e l’attuazione di massa della Costituzione animeranno la nuova Resistenza europea per uscire dalle crisi del monopolismo soffocatore del mercato. Occorre lavorare perché Internet, Tv, Radio, Scuole, Fabbriche, Laboratori di ricerca, Uffici, Sezioni, Circoli, Associazioni, Anpi, Camere del Lavoro, Istituzioni e Municipalità discutano e prendano iniziative unitarie di città, di quartiere e di distretto per rafforzare il Movimento di difesa della Costituzione e della sua attuazione. I Nuclei gramsciani saranno educatori maieutici del farsi dello Stato democratico e socialista europeo. Teramo, 15 agosto 2010

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1919 L'Ordine nuovo

1924 L'Unità

1974 Nuova Cultura

1997 Gramsci

 

 

"Il lavoro teorico-formativo che un centro omogeneo di
cultura svolge, l'elaborazione di una coscienza critica
che esso promuove e favorisce su una determinata base
storica che contenga le premesse concrete per tale
elaborazione, non può limitarsi alla semplice enunciazione
teorica di principi 'chiari' di metodo; questa sarebbe
pura azione da 'filosofi' del '700. Il lavoro
necessario è complesso e deve essere articolato e
'graduato': ci deve essere la deduzione e l'induzione
combinate, la logica formale e la dialettica,
l'identificazione e la distinzione, la dimostrazione
positiva e la distruzione del vecchio, non in astratto, ma
in concreto, sulla base del reale e dell'esperienza
effettiva."

Antonio Gramsci, Gli intellettuali e l'organizzazionedella cultura, Einaudi 1966, pag. 141

 

 

 

Saluto ai Congressisti della Cgil

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