STATO CONTENENTE NAZIONI di Ennio Antonini(1)

Il socialismo è lo stato operaio contenente nazioni democratiche.
Il primo capitolo della Costituzione di Lenin del 19182 sancisce la concezione socialista e democratica dello Stato continente.
Art.1 La Russia viene dichiarata Repubblica dei Soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini. Tutto il potere, centrale e locale, appartiene a questi Soviet.
Art.2  La Repubblica Sovietica Russa viene costituita come federazione di repubbliche sovietiche nazionali sulla base di una libera unione di nazioni libere.
La guerra civile provocata in Ucraina dai monopolisti ha suscitato nei popoli europei un vasto moto democratico contro i rigurgiti neofascisti e populisti.
Soprattutto in Austria, in Germania e in Italia i risultati delle elezioni del 25 maggio 2014 riflettono una diffusa preoccupazione unitaria di lotta antifascista e chiamano la classe operaia a svolgere il necessario ruolo dirigente.
Ruolo dirigente di lotta e di unità, necessario per contrastare la politica distruttiva dei monopolisti, svelare criticamente il collaborazionismo dei vertici renzisti e unificare la grande maggioranza delle masse lavoratrici e delle forze democratiche.
Settant’anni di illusioni riformiste, la distruzione dell’Unione Sovietica e degli stati socialisti e democratici di massa (o di tutto il popolo), la profonda crisi del monopolismo di Maastricht dimostrano la necessità di costruire il nuovo stato della classe operaia guidata dal suo Partito gramsciano.
Dopo sessant’anni la UE è ancora divisa per i contrastanti interessi dei monopolisti che dominano le nazioni: Agnelli in Italia, Peugeot in Francia, Daimler Mercedes in Germania, per citare un solo settore di tre paesi.
Sull’esempio della Primavera di Melfi, il fronte democratico europeo, diretto dalla lotta della classe operaia, strapperà ai monopolisti i complessi apicali delle filiere della produzione e della ricerca scientifica e unificherà le nazioni e i popoli d’Europa.
Nei locali più attrezzati e tecnologici dei suoi maggiori luoghi di lavoro, i consigli dell’avanguardia, cosciente e organizzata, degli operai amanti della teoria e dei ricercatori desiderosi della pratica, non avranno bisogno di ministeri, burocrati e burocrazie inutili.
Del resto, la Costituzione di Lenin del 1918, prevede solo organi apicali collegiali, senza faraoni, re, imperatori e presidenti.
I cittadini di ogni classe e i popoli del vecchio continente amano le libertà democratiche e conoscono a menadito l’arte del voto a suffragio universale, del governo e della pratica delle istituzioni elettive. 
In Italia e in altre nazioni europee basterà applicare la costituzione repubblicana conquistata con il sangue dei partigiani in lotta contro il nazifascismo.
Nel momento, la costituzione deve essere difesa dagli attacchi dei monopolisti e dalle riforme rottamatrici dei loro lacchè: contro il renzismo filomonopolista, le forze parlamentari antifasciste devono legarsi ai movimenti costituzionali (Libertà e Giustizia…) e alle lotte continentali dei lavoratori, come quelle perseguite dalla direzione Fiom-Cgil, che ha preso posizione anche contro il famigerato Ttip (Trattato di libero commercio transatlantico).
IG Metall e Fiom stanno discutendo programmi comuni a Wolfsburg, sede degli stabilimenti centrali della multinazionale pubblica dell’auto Volkswagen, dove lavorano oltre 20.000 dipendenti.
Le forze parlamentari, sindacali e democratiche europee devono lottare unite contro la ristrutturazione distruttiva dei monopolisti (…l’Antiparlamento…di tutte le correnti antifasciste, facente appello all’azione diretta del popolo italiano… – Gramsci)3.
Un Fronte democratico europeo per difendere e innovare le produzioni e l’occupazione minacciate dal monopolismo: nel settore siderurgico soprattutto in Benelux e Francia (Arcelormittal), in Grecia (Halyvourgiki SA -Helliniki Halyvourgia) e in Italia (Alcoa, Arvedi, Ast, Ilva, Lucchini…, con oltre 80 mila addetti); mentre, nello stesso settore dell’auto europeo, altrettanto esposto, solo in Italia, la Fiat (attualmente FCA) conta 86mila addetti diretti.
I comuni, le città, le regioni, le nazioni e i popoli europei fioriranno di vita sociale e democratica da Lisbona a Vladivostok.
La storica democrazia delle Agorà, colme di donne e di uomini muniti di  tablet, delle città (urbane, metropolitane e territorio), le forti vocazioni agroindustriali regionali e i profondi sentimenti nazionali dei popoli, riempiranno di armonica e organica vitalità, economica, sociale e culturale, lo Stato continente diretto dalla classe operaia.
La compiutezza delle risorse economiche, sociali e culturali dello Stato continente, favorisce la sovranità universale dei popoli e supera le storiche contese imperialiste.
La fase del Socialismo di mercato, di classe e di massa, dello stato continente della Nuova Europa, progredirà fondata sul potere dei Consigli dei lavoratori e sui Governi democratici dei popoli.
Di classe, nel senso che il potere economico, i grandi mezzi di produzione e ricerca, sia saldamente nelle mani dei Consigli della classe operaia.
Di massa, nel senso che il potere politico, espressione di quello economico, sia esercitato dai Governi nazionali, sulla base di Costituzioni antifasciste, laiche e democratiche.
Fondamentale sarà il ruolo dirigente dell’avanguardia della classe operaia, educata e guidata dal suo Partito internazionale.
L’economia del socialismo è un grande frutteto dove la classe operaia coltiva il terreno, le piante e la potatura e le nazioni democratiche curano la vegetazione, la fioritura e i frutti.
Il potere socialista della classe operaia sui rigurgiti monopolisti e i governi repubblicani della concorrenza democratica per la produzione e la ricerca erigono gli Stati continente: libere unioni di nazioni libere.
Nel passare dalle comunità primitive alle società divise in classi, per affermare il loro dominio sui primi mezzi di produzione, i padroni degli schiavi costituirono gli Stati città; sulla decomposizione dello schiavismo, i padroni delle terre costruirono gli Stati regione; sul disfacimento del feudalesimo, i padroni delle fabbriche edificarono gli Stati nazione; sulla purulenza del monopolismo, i padroni del lavoro e della scienza erigono gli Stati continente, confluenti lungo la transizione dal capitalismo al comunismo degli uomini liberi ed eguali.
Un processo storico di trasformazioni rivoluzionarie di massa e di successive formazioni sociali dirette dalla rispettiva classe dominante, e non da uomini soli, più o meno geniali.
Ispirati di unità di lotta dai popoli antifascisti d’Europa e dei Brics, i giovani e antichi compagni del Centro Gramsci non faranno mancare il loro contributo per uno studio approfondito e collegiale dell’ormai secolare esperienza storica del socialismo.
Un sudato approfondimento teorico collegiale della concreta attualità internazionale del processo storico, necessario a restituire ai comunisti la funzione d’avanguardia, la stima e il consenso dei lavoratori.
Il marxismo, sorto nel 1848 dalla fraterna collaborazione di Karl Marx e Friedrich Engels,4 continuerà a progredire sulla via maestra della ricerca teorica collegiale di classe (Iskra di Lenin e l’Ordine Nuovo di Antonio Gramsci).

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NOTE:

1 Redatto con il decisivo e fraterno contributo dei compagni Lia Amato, Piero De Sanctis, Erman Dovis, Danilo Sarra

Costituzione dell’Unione Sovietica del 1918, Rivista Gramsci n. 23 del Dicembre 2013 (http://www.centrogramsci.it/gramsci/gramsci/gramsci23.pdf)

Antonio Gramsci, L’anti-Parlamento, l’Unità dell’11 novembre 1924 (http://www.centrogramsci.it/gramsci/gramsci/gramsci22.pdf)

4 Karl Marx  Friedrich Engels, Il Manifesto del Partito Comunista.

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